Il diavolo meneghino.

Una leggenda vuole che il diavolo in persona fosse venuto a vivere a Milano nel 1600 sotto il nome di Ludovico Acerbi.Quest’ ‘uomo’ molto ricco, si mise subito al centro dell’attenzione, infatti fece di tutto per ostentare la sua ricchezza, in un momento di profonda crisi economica.

Un anonimo cronista dell’epoca lo descrive come: 

“di anni cinquanta in circha con barba quadrata et lunga, né magro né grasso, né bianco né nero. Comparisce ogni giorno in carrozza superbissimo con sedici staffieri giovani, sbarbati, vestiti in livrea verde dorata et con assai copia di gioie e sei cavalli tirano la sua carrozza. “

In quegli anni si cominciò a dire che il marchese Acerbi fosse Satana in persona, anche perché quando scoppiò la pestilenza del 1630 il marchese, non solo si rifiutò di lasciare Milano ma prese anche l’abitudine di dare feste estremamente sfarzose per chi non aveva contratto la terribile malattia. 

Secondo la leggenda nessun componente di casa Acerbi venne colpito dalla peste e allora i milanesi non ebbero più dubbi..il diavolo abitava proprio lì!

 La casa dove si dice abitasse il marchese Acerbi:

 

  

Parola d’ordine: Panzerotto!

Non c’è visita a Milano che non meriti una sosta da Luini, il locale a pochi passi dal Duomo e dal Teatro alla Scala, famoso principalmente per i suoi panzerotti.

Il forno è divenuto col tempo una vera e propria istituzione per tutti coloro che amano i panzerotti e il buon cibo, infatti non c’è studente, lavoratore, turista o semplice curioso che non abbia assaggiato almeno una volta un panzerotto di Luini e che soprattutto non si sia imbattuto nella lunga ma scorrevole fila fuori dal locale, sia durante la pausa pranzo che praticamente durante qualsiasi ora della giornata.
La storia di Luini parte dalla Puglia, terra di provenienza della famiglia che, trasferitasi a Milano, decise di rilevare un vecchio forno e così iniziò la produzione di quello che sarebbe presto divenuto il panzerotto milanese per eccellenza. 

Dopo pochissimo tempo, esattamente nel 1988, è stato conferito a Luini il famoso Ambrogino, ambito riconoscimento del Comune di Milano. 

Oltre alla loro specialità proponendo pane, focacce di ogni genere e svariati prodotti di pasticceria, viene incontro al gusto e alle esigenze di chiunque voglia gustare cibo di qualità. 

Le ‘sfizioserie’ di Luini vengono servite in porzione mono dose, in modo da poter essere consumate anche mentre si passeggia, ma è abitudine di molti, consumare le deliziose pietanze seduti sul marciapiede proprio di fronte al locale.

Se siete di Milano e non ne avete mai sentito parlare o se avete in programma di visitare la zona di piazza del Duomo, dovete assolutamente passare a gustare le prelibatezze genuine preparate e servite da questo locale.

   
 

Moschino Milano.

La collezione invernale di Moschino firmata Jeremy Scott punta i riflettori su un aspetto molto attuale nel mondo della moda.. Tra tempi sempre più stretti e richieste sempre più esigenti, per produrre ottimi prodotti, bisogna essere sempre ‘infuocati’ e sul pezzo.
In passerella, infatti, si susseguono modelle che indossano abiti in fiamme e con evidenti bruciature che in uno scenario post-apocalittico, mettono in risalto tutta la loro forza e voglia di emergere.
 Il chiodo di pelle è ricorrente in questa collezione, tanto che la mia attenzione è stata catturata da una mini bag che riproduce nei minimi dettagli proprio questo capo. 
  

Tra varietà di materiali e di colori differenti, devo dire che Moschino ha letteralmente lasciato il segno con questa collezione che ho apprezzato e amato immediatamente.

   

  
 

Spray Paint Art.

La street art ha infinite sfumature e girando per Milano, possiamo essere deliziati da vere e proprie opere d’arte.Tanti sono infatti i modi di esprimersi degli artisti di strada e uno tra i più popolari è sicuramente la Spray Paint Art, che fonde in un mix davvero riuscito il mondo dei writers con quello dell’arte, capace di creare opere moderne e innovative ma decisamente belle da togliere il fiato.

 

  

   
 

La Colomba meneghina.

Tra i dolci pasquali milanesi indubbiamente il più famoso è la colomba.Questo dolce inventato in Lombardia negli anni Trenta, si è poi diffuso velocemente in tutta Italia, acquisendo sempre più consensi.

La colomba Pasquale è disponibile in numerosissime varianti, sia estetiche che di gusto, ma la classica, generalmente ricoperta da una glassatura contenente mandorle è quella che ricorda maggiormente il panettone natalizio.

La sua invenzione risale al 1930, quando Dino Villani, direttore della pubblicità della Motta, già famosa produttrice di panettoni natalizi, per sfruttare al meglio i macchinari, permettendo il loro utilizzo non solo in determinati periodi dell’anno, ideò un dolce che assomigliava al panettone, a base di farina, burro, uova, zucchero e buccia d’arancia candita, con una deliziosa glassatura alle mandorle, da consumare nel periodo Pasquale. 

La stessa ricetta fu proposta in seguito da Angelo Vergani che nel 1944 fondò la Vergani srl, la famosa azienda milanese che ancora oggi produce diversi tipi di colombe.

Dalla sua invenzione la colomba pasquale di tradizione milanese ha fatto molta strada accompagnando diverse persone di generazione in generazione, mantenendo però sempre quella genuinità che ha permesso la sua diffusione in molte parti del mondo. 

Ci sono numerose leggende che farebbero risalire la colomba pasquale addirittura all’epoca longobarda, la prima narra che re Alboino durante l’assedio di Pavia avrebbe ricevuto, in segno di pace, un pan dolce a forma di colomba, che poi si sarebbe diffuso proprio con questo nome.

La seconda invece ha come protagonista la regina Teodolinda e il santo abate irlandese, San Colombano. 

San Colombano al suo arrivo a Bobbio attorno al anno 614 fu ricevuto dai sovrani longobardi (quali Teodolinda e Agilulfo) che lo invitarono insieme ai suoi monaci a un sontuoso banchetto, ricco di pietanze a base di carne; benché non fosse venerdì ne tantomeno periodo di digiuno, egli rifiutò ogni tipo di cibo, considerandolo troppo ricco, per il periodo di penitenza che stava affrontando.

La regina Teodolinda, non comprendendo il rifiuto dell’abate, si offese; ma in maniera molto ingegnosa e intelligente quest’ultimo riuscì a placare la rabbia della sovrana, affermando che avrebbero mangiato quelle pietanze solo dopo averle benedette, detto questo Colombano, con la mano destra, fece il segno della croce sopra le deliziose carni cotte e queste d’un tratto si trasformano in delicate e semplici colombe di pane, dolci e bianche. La regina, sbalordita, comprese la santità dell’abate e donò il territorio di Bobbio a quest’ultimo ed è proprio lì che nacque l’Abbazia di San Colombano. 

Da quel momento la colomba bianca divenne anche il simbolo ricondotto direttamente al Santo e venne da allora sempre raffigurata sulla sua spalla.

Altre versioni rivendicano la creazione del dolce pasquale risalente alla Genesi o addirittura alla battaglia di Legnano del 1176, quando tre colombe si posarono sopra gli stendardi lombardi e secondo il condottiero Carroccio, portarono fortuna al suo esercito che infine sconfisse le truppe di Federico Barbarossa, vincendo la battaglia.

Perciò ora, quando mangerete il tipico dolce pasquale potrete immaginare quale versione della sua nascita ha portato questa prelibatezza fino a noi.

Detto questo.. BUONA PASQUA! 

   
 

La rivoluzione dei risvoltini.

Nella moda e nelle usanze milanesi stanno sempre più avendo successo i tanto odiati da molti e amati da altri, risvoltini.
Ma forse non tutti sanno che i risvoltini hanno origini molto più antiche, infatti si dice che il primo a indossare i pantaloni con il risvolto fu re Edoardo VII di Inghilterra per evitare che i calzoni si bagnassero durante le giornate di pioggia.
Il risvolto è adatto a tutti i tipi di pantaloni, dai più formali ai jeans, ma è assolutamente da evitare nel caso di completi eleganti, quali il frac, il tight e lo smoking.

Diverse sono le opinioni in merito all’altezza adatta del risvolto: c’è chi sostiene che non dovrebbe essere più alto del classico 2,5 cm e chi non più alto di 4 cm.

Non esiste una regola precisa su come deve essere il risvolto perfetto, quindi la scelta varia da figura a figura e dell’effetto che si desidera ottenere: un uomo non troppo alto infatti dovrebbe evitare il risvolto superiore ai 2,5 cm perchè tende ad accorciare la gamba e di conseguenza la figura. Inoltre per ottenere un migliore effetto visivo del risvolto, l’ideale è scegliere un pantalone slim che avvolga la gamba e Indipendentemente dalla lunghezza scelta, la regola vuole che il pantalone sia abbastanza lungo da coprire le calze mentre si cammina.

Perciò che voi amiate o meno i famigerati risvoltini, sappiate che per indossarli dovrete usare degli accorgimenti, al fine di migliorare la vostra figura e apparire al meglio.

   
 

Segni dal passato.

Un tangibile ricordo dei bombardamenti che avvennero su Milano nell’agosto 1943 sono i fori prodotti dalle schegge delle bombe sui lampioni che si trovavano in prossimità durante lo scoppio
in piazza della repubblica. 

Purtroppo occorre dire che tra poco i vecchi pali saranno definitivamente rimossi e Milano perderà una testimonianza semplice ma visibile e molto significativa del tragico bombardamento che la distrusse quasi completamente.

Devo dire che trovarsi davanti a uno di questi pali è una esperienza davvero emozionante, che ci ricorda sia un importante evento storico ma anche di come ci si possa sentire impotenti rispetto alla guerra e alla distruzione che questa ha portato.

   

 

Le Banque.

Locale storico della città di Milano, situato in centro a pochi passi da piazza Duomo e dal teatro alla Scala, le banque è un locale interamente in stile barocco, ispirato agli arredamenti della Francia di Luigi XIV, con una dominante presenza del colore rosso, accostato però molto elegantemente all’oro delle sedute e dei drappeggi che
impreziosiscono ogni sala, di quella che realmente agli inizi del secolo scorso è stata una banca.
La musica è molto varia, infatti si passa da grandi hit degli anni passati a ultimi successi, che permettono di scatenarsi e divertirsi sia nella grande pista al piano superiore che in quella leggermente più piccola ma comunque apprezzabile al piano inferiore.

Il cibo elegantemente servito, è apprezzabile sia per la qualità che per la varietà,infatti si passa da primi piatti come pasta e riso a secondi piatti come patate, carne e verdure.

Perciò se volete trascorrere una bella serata in compagnia, assaporando del delizioso cibo, bevendo un drink e ballando fino all’alba in uno scenario tutt’altro che usuale, direi che questo locale è assolutamente da prendere in considerazione.

  • Voto cibo: 9/10
  • Voto ambiente: 9.5/10
  • Voto musica: 8/10

  

100 volte grazie! â¤ï¸

Ringrazio tutti coloro che hanno deciso di seguire me e il mio blog con tale affetto e dedizione, la stessa con cui io ogni giorno pubblico un pezzettino di storia in più della bellissima città di Milano e delle mie esperienze, che amo condividere con voi, i miei compagni in questo straordinario viaggio.

Grazie di tutto cuore.

Jessica.

  

Tombini in passerella.

Dalle passerelle ai tombini, i grandi stilisti abbandonano per una volta le loro creazioni di tessuto e si dedicano a impreziosire il quadrilatero milanese. 

Ventiquattro tombini interpretati da diversi stilisti quali Giorgio Armani, Prada, Missoni e da altri grandi nomi dell’Alta Moda, dipinti a mano, sono stati esposti in via Montenapoleone per la III edizione di “Sopra il sotto – Tombini Art raccontano la Città Cablata”.

Se di solito sono colonnati e facciate di palazzi ad essere protagonisti della scena, questa volta gli originali protagonisti sono stati i discreti quadrati in ghisa calpestati distrattatamente nelle corse di tutti i giorni o nelle passeggiate del weekend di moltissime persone.

Ho apprezzato davvero tanto questa ‘mostra’ così particolare; è piacevole passeggiare per le vie della moda, potendo apprezzare la bellezza di un opera così unica e così particolare come un tombino personalizzato e creato da un grande stilista.

Versace:   

Emilio Pucci: 


Giorgio Armani:
   
Prada:

 

Missoni:
   
Iceberg: