Le meraviglie di Patti Marina.

Quando una fotografia è meglio di qualsiasi parola..

Ecco alcune meraviglie paesaggistiche di cui ho potuto godere durante le numerose passeggiate, lungo le bellissime spiagge di Patti Marina, in cui adoro passare il mio tempo quando mi reco in vacanza in questo paesino, così semplice ma capace di regalare grandi emozioni.



Patti Marina.

Nato come borgo marinaro in passato, famoso per le attività legate alla pesca e alla produzione di ceramiche, grazie anche alla presenza di diverse fornaci sul territorio, oggi Patti Marina è completamente integrata nel tessuto urbano cittadino, in cui sono presenti invece le più disparate attività lavorative.Questo paesino è caratterizzato da un suggestivo lungomare e ampie spiagge molto frequentate dai turisti soprattutto nei mesi estivi.


  • Una foto d’epoca:

  • Una delle antiche fornaci, ormai in disuso:

Messina.

La splendida città di Messina, viene anche detta “porta della Sicilia” e anticamente era conosciuta con i nomi di Zancle e Messana, sorge nei pressi dell’estrema punta nordorientale della Sicilia (Capo Peloro) sullo stretto che porta il medesimo nome.

Messina ha raggiunto l’apice della sua grandezza e sfarzo, fra il tardo medioevo e la metà del XVII secolo quando contendeva con Palermo il ruolo di capitale siciliana.

Venne messa a ferro e fuoco nel 1678 dopo una storica rivolta antispagnola che comportò l’annientamento della sua classe dirigente, fu purtroppo anche gravemente danneggiata da un terremoto nel 1783. 

Inoltre venne assediata nel 1848, durante una sommossa contro Ferdinando II di Borbone, subendo ulteriori gravi danni. Nel 1908 un disastroso terremoto di enormi proporzioni, distrusse la città quasi per intero, provocando la morte di circa metà della popolazione cittadina.

La forza e la determinazione della popolazione fece si che Messina, fosse ricostruita a partire dal 1912, la città moderna si presenta come uno schema ordinato e regolare con vie ampie e rettilinee in direzione nord-sud. Negli ultimi anni, sono in corso progetti mirati alla riqualificazione della città attraverso opere come il “waterfront” e una nuova sede per la stazione ferroviaria, che miglioreranno ulteriormente la vita di turisti, ma soprattutto dei suoi amati abitanti.

La piazza principale e alcune bellezze della città:

Il buon calcio a Milano.

Milano, città leader per numero di Coppe Campioni conquistate in Europa ospiterà la finale di Champions League sabato 28 maggio a San Siro, infatti nello stadio Meazza sarà presente l’epico confronto fra Atletico e Real Madrid.
In occasione di questa partita, è stato creato un mega trofeo posizionato esattamente in zona Darsena, a Milano, sotto gli occhi di tutti i milanesi e non, che potranno sentirsi un po’ campioni d’Europa facendo una foto con la mega riproduzione della coppa.

Un toro in galleria! 

Proprio al centro di galleria Vittorio Emanuele II a Milano, è presente un mosaico raffigurante un toro che mette in mostra anche i propri attribuiti, simbolo di virilità e forza.L’usanza dice che porti fortuna porre il piede sopra gli attributi del toro e compiere una rotazione ad occhi chiusi facendo perno su quel piede. 

Migliaia di turisti e milanesi ogni giorno li schiacciano ritualmente come portafortuna, secondo la leggenda però questo gesto porterebbe fortuna solo se compiuto con una rotazione di 360° con il tallone del piede destro sui testicoli del toro solo alle ore 24 del 31 dicembre.

Se vi trovate in zona e volete la buona sorte dalla vostra parte, pirolettate sugli attributi del toro e.. Buona Fortuna! 

 Come si presenta attualmente il toro:

  
Il toro subito dopo il restauro:

 

La mandala mania! 

Una delle mode che stà maggiormente spopolando tra i milanesi e non, è quella di realizzare e colorare figure geometriche, comunemente chiamate mandala.
Il mandala rappresenta, secondo i buddhisti, il processo mediante il quale il cosmo si è formato dal suo centro.
Per via di un articolato simbolismo consente attraverso la realizzazione di particolari e specifici disegni colorati, di intraprendere una sorta di viaggio che permette una grande crescita interiore.

I buddhisti riconoscono, però, che i veri mandala possono essere solamente mentali, le immagini fisiche servono per costruire il mandala che si forma nella mente delle persone che decidono di affidarsi a questa pratica.

Al termine del lavoro, dopo un certo periodo di tempo, il mandala viene semplicemente “distrutto”, spazzando via la sabbia di cui è composto o più comunemente distruggendo il disegno. 

Questo gesto vuole ricordare la facile mutabilità delle cose e la rinascita, essendo la forza distruttrice, anche una forza che dà la vita.

Ecco alcuni dei mandala che ho realizzato, personalmente trovo che questa pratica sia non solo molto rilassante ma gratificante quando si osserva il lavoro finito:  

    
   

Castagnole alla milanese.

Dosi x 4 persone: 

  • 300 g di Farina Bianca.
  • 100 g di Burro.
  • 60 g di Zucchero.
  • 7 Uova.
  • 1 Scorza Di Limone (grattugiata).
  • 1 Pizzico di Cannella In Polvere.
  • 1/2 Cucchiaino Lievito In Polvere (Per Dolci).
  • 1 Spolverata Zucchero A Velo.
  • Olio D’oliva.
  • 1 Pizzico Sale.

Preparazione:
Porre sul fuoco, in una casseruola mezzo litro d’acqua, il burro precedentemente spezzettato, lo zucchero, una grattugiata di scorza di limone, la cannella e un pizzico di sale.
Appena l’acqua inizierà a bollire, togliere la pentola dal fuoco e versare la farina (a pioggia), mescolando continuamente con un cucchiaio di legno, affinché non si formino grumi. 

Quando tutto sarà ben amalgamato, rimettere la terrina sopra la fiamma (bassa) per 8-10 minuti, mescolando l’impasto energicamente fino a che si sarà staccato completamente dalle pareti della pentola: il composto dovrà risultare sodo e liscio. 

A questo punto togliere la casseruola dal fuoco e lasciare intiepidire il tutto, quindi incorporare le uova, una alla volta, e il lievito. 

Porre a scaldare abbondante olio in una padella per fritti o nella friggitrice e, quando sarà caldo, ma non bollente, versare delle piccole quantità di pasta che dovrà essere stata precedentemente modellata a palline delle dimensioni di piccole noci. 

Lasciare dorare bene le palline da tutte le parti, poi estrarle dalla padella con un mestolo forato, passarle su carta da cucina ( in modo che ne assorba l’unto in eccesso) spolverizzare con lo zucchero a velo.

Servirle ben calde in tavola.

  

Il monumento di Vittorio Emanuele II.

A Milano proprio al centro di piazza del Duomo è presente la statua che raffigura Vittorio Emanuele II.

Il monumento venne commissionato allo scultore italiano Ercole Rosa da Umberto I, nel 1878 ma venne posizionato dove si trova attualmente, cioè al centro della piazza solo nel 1896 in quanto lo scultore morì prima di aver concluso l’opera che per fortuna venne terminata ugualmente, da altri artisti, per poi essere finalmente posizionata e inaugurata.  

In realtà il Rosa vinse ufficialmente un concorso per costruire una statua dedicata a Vittorio Emanuele II a Vercelli, ma nel 1879 venne prescelto dallo stesso nuovo sovrano per realizzare la statua di Milano, commissione decisamente di maggior rilievo e più grande appariscenza, che lo convinse a creare questa straordinaria opera.

Nel 1893, quando vennero terminate le fusioni delle parti in bronzo (fuse presso la fonderia Barigozzi, all’Isola), si discusse a lungo su dove porre la statua, se nei pressi di Palazzo Reale o al centro di piazza del Duomo, infine la scelta ricadde su quest’ultima alternativa.

 In quello stesso anno, alla morte del Rosa, i lavori vennero proseguiti dai fratelli Barzaghi sino al 1892 sotto la direzione dello scultore Ettore Ferrari.

Senza dubbio questo monumento, posizionato proprio di fronte al Duomo, rappresenta uno dei simboli più famosi di Milano. 

   
   

Rubinetti d’Autore!

In giro per Milano è possibile trovare delle colonnine sulle quali sono presenti delle gocce giganti in plexiglass, che pubblicizzano una ditta di rubinetteria milanese.

Trovo che questo tipo di pubblicità oltre ad essere molto originale e innovativa, sia molto positiva per l’immagine meneghina, infatti queste “istallazioni pubblicitarie” abbelliscono e colorano diverse vie della moda e del business milanese.

Spero che idee del genere possano essere sviluppate nei campi più disparati e riempiano maggiormente di arte e bellezza la nostra Milano. 

   
   

Omelette con fragole.

Ingredienti x 2 persone:

  • 16 fragole.
  • 4 uova.
  • 2-3 cucchiai di confettura di fragole.
  • 10 g di burro.
  • Zucchero a velo.
  • Sale.

Preparazione:

Lavare le fragole e pulirle eliminando il picciolo e la corona di foglioline, infine tagliarle a fettine e metterle da parte.

Sgusciare le uova in una ciotola, aggiungendo un pizzico di sale e miscelare il tutto delicatamente, utilizzando il dorso di una forchetta (senza utilizzare però le punte), in questo modo i tuorli e gli albumi verranno amalgamati senza però che vengano montati eccessivamente.

Porre il burro in una padella antiaderente, una volta fuso totalmente, aggiungere il composto  di uova e cuocere l’omelette coprendo la padella con un coperchio, a fuoco medio per  4-5 minuti finché non inizierà a rapprendersi, ma resterà cremosa in superficie.

Distribuire la confettura e le fragole, precedentemente tagliate sulla omelette ottenuta e infine piegarla a metà.

Spegnere il fuoco e far scivolare l’omelette, delicatamente su un piatto (in modo da evitare rotture o crepe sulla superficie), infine guarnire e spolverizzare con zucchero a velo.