Natale in tutto in mondo!

  • Francia – Molte famiglie preparano un vero banchetto con 7 portate principali e 13 dessert  (simbolo di Gesù e dei suoi dodici apostoli). Tra i più amati, torrone con miele e pistacchi, frittelle (Fougasse), torta di zucca e frutta secca.
  • Giappone – In Giappone, il Natale è considerato la “Festa dell’amore”. Così  non è raro che le coppie trascorrano insieme una serata romantica mentre i single partecipino a feste con la speranza di trovare l’amore della propria vita.
  • Messico –  In Messico le celebrazioni del Natale iniziano 9 giorni prima. Ogni sera a partire dal 16 dicembre, infatti, molte famiglie messicane organizzano feste chiamate Posadas, dove è consuetudine rompere la Pentolaccia o piñata, una pentola fatta di cartapesta e ripiena di frutta, canditi e dolci.
  •  Italia –  Ma vi siete mai chiesti quale sia la tradizione natalizia tipicamente italiana? Ebbene a parte il panettone, sicuramente  è la tradizione che vuole la Befana  arrivare nella notte tra il 5 e il 6 gennaio a dispensare regali ai bambini buoni e carbone a quelli cattivi: in passato era soprattutto lei a portare i doni insieme a San Nicola, Santa Lucia, Gesù bambino e Re Magi. E così oggigiorno si può dire che i bambini italiani siano molto fortunati: spesso ricevono infatti i regali due volte, a Natale da Babbo Natale e nel giorno della Befana.
  • Svezia- Natale in Svezia si dice Jul e il periodo natalizio inizia il 13 dicembre, festa di Santa Lucia. La storia di questa donna è assai curiosa: Lucia portava cibo e speranza agli uomini nelle celle sotterranee e, per riuscire a dare loro il maggior numero di alimenti possibili, teneva fra i capelli una lampada in modo che le due mani fossero completamente libere. Il ricordo della santa è vivo in Svezia più che mai e proprio per questo, la mattina del 13 dicembre, la figlia più giovane di ogni famiglia indossa una veste e mette sul capo una coroncina adorna di tessuto verde e sette candeline intrecciate quindi, si reca nelle camere a portare caffè, latte e biscotti alla famiglia che è ancora a riposare sotto il tepore delle coperte.
  • Finlandia- Natale in finlandese si dice Joulu e Babbo Natale Joulupukki. La mattina della vigilia, di Natale, i bambini e i grandi prendono la slitta e vanno alla ricerca di un bell’abete da tagliare: nel pomeriggio stesso viene addobbato da tutta la famiglia.La tradizione e le leggende come in tutti i paesi nordici, sono molto forti e in Finlandia sono precisi anche sul luogo di origine, vita e “lavoro” del nostro Babbo Natale: stando alla leggenda, egli viene della Lapponia, una regione a nord della penisola scandinava e abita in un piccolo villaggio che si chiama Korvatunturii. E’ qui che riceve un’infinità di lettere all’anno e con l’aiuto dei suoi meticolosi assistenti (joulutonttu) lavora senza fermarsi per garantire un bel dono sotto l’albero ad ogni bambino che ha inviato un messaggio.Nelle case finlandesi la notte di Natale ha un sapore davvero magico: vengono accese candele in ogni casa e anche al cimitero sulle tombe di coloro che non ci sono più. Dopo venti giorni dal giorno di Natale, l’abete viene spogliato delle sue decorazioni e tolto dall’abitazione.
  • Danimarca -Nel periodo natalizio il clima in Danimarca è particolarmente suggestivo. Le strade e il parco di Tivoli aperto nel 1843 sono illuminati a festa, ovunque si possono vedere ghirlande fatte con rami di abete. I bambini danesi scrivono le lettere per Babbo Natale e proprio in occasione delle festività, vengono emesse particolari francobolli e uno dei più belli è stato disegnato dalla regina in persona. L’abete di Natale è scelto nel bosco da genitori e figli, quindi viene tagliato, portato in casa e da qui ha inizio l’operazione  “decoro”: folletti, stelle e oggetti di paglia sono gli ornamenti più caratteristici che possiamo ritrovare su un albero danese, ma spesso i bambini si divertono a creare con la fantasia abbellimenti a loro gusto e piacimento.Al termine della cena tradizionale cha incomincia per le sei, viene servito il riso al latte. All’interno di uno dei piatti si cela una mandorla, il fortunato che la troverà, avrà diritto ad un maialino portafortuna fatto anch’esso di mandorle.Terminato il pasto, il papà si reca nella sala dove c’è l’albero di Natele e aggiunge come decorazioni le bandierine danesi, candele e cuoricini rossi e bianchi (i colori che contraddistinguono la Danimarca), quindi  accende le candele e una volta terminata l’operazione, chiama la famiglia al completo che stava aspettando trepidante nell’altra stanza. Tutti entrano e ammirano gli ultimi accorgimenti all’abete, si prendono per la mano e vi fanno un cerchio attorno danzando e cantando.
  • Islanda- Nella lingua islandese Natale si dice Jol, molto simile allo Jul svedese. La radice di questo nome deriva dai folletti di quest’isola che prendono il nome di Jolasveinar.Qui la festa si avvicina molto alla nostra Epifania, dal momento che a partire dall’inizio del mese di dicembre i bambini mettono sul davanzale della finestra della loro casa una scarpetta: se durante l’anno si sono comportati bene riceveranno il dono tanto sospirato, ma se sono stati cattivi, una patata. Come da noi, il 6 gennaio è l’ultimo giorno delle feste natalizie e gli Islandesi festeggiano con canti e danze intorno al fuoco.

Detto questo.. BUON NATALE! 🎄 

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