Carote e zucchine alla salsa di soia.

Ingredienti x 4 persone:

  • 4 carote.
  • 4 zucchine.
  • Salsa di soia q.b.

Preparazione:

Dopo aver lavato le verdure, sbucciare 4 carote e tagliarle a bastoncini sottili.

Tagliare allo stesso modo anche le zucchine, senza però sbucciarle.

Mettere poi le verdure in una padella antiaderente, aggiungendo mezzo bicchiere d’acqua e una tazzina da caffè di salsa di soia.

Cuocere a fuoco vivace fino a quando il liquido di cottura non sarà quasi del tutto evaporato.

Servire in tavola.

Modi di dire in dialetto milanese.

Alcuni dei modi di dire tipici del dialetto milanese:

  • e seet andaa a scoeul de giovedì = Sei andato a scuola di giovedì.

Alcuni decenni fa il giovedì non si andava a scuola e per questo dire a una persona che è andata a scuola solo di giovedì è come dire che è un ignorante.

  • Voeuja de lavorà saltom addòss che mì me spòsti = Voglia di lavorare saltami addosso che io mi sposto.

Usato nei confronti di persone scansafatiche che cercano sempre di evitare il lavoro.

  • Zucca e melon, a la soa stagion = Zucca e melone, a ognuno la sua stagione.

È utilizzato quando si vuole indicare di fare qualcosa in tempi opportuni.

  • Quand gh’è scappaa el porscell, sarren el stabiell = Quando è scappato il maiale, chiudono il porcile.

È indicato in situazioni in cui si sottolineano rimedi presi troppo tardi.

  • Gatta inguantada la ciappa minga i ratt = Gatta coi guanti non prende i topi.

Indica che spesso con i metodi gentili e cauti si ottiene poco.

  • In agost el Sô el va in del bosch = Ad agosto il sole va nel bosco.

Indica la possibilità di avere brutto tempo nel mese di agosto.

  • Offelee, fa el tò mestee = Pasticciere, fa’ il tuo mestiere ( in senso esortativo).

Per invitare qualcuno a non occuparsi di attività delle quali non si è esperti.

  • Chi vusa püsé la vaca l’è sua = La mucca è di chi urla di più (durante la compravendita del bestiame).

Usato nei confronti di coloro che vogliono avere ragione più con delle scuse che con buoni argomenti.

  • L’acqua l’ha faa i oeuv, el gh’ha inscì de pioeuv = L’acqua fa le uova, ne ha ancora tanto per piovere.

Utilizzatonel caso di acquazzoni, dove le “uova” non sono altro che le gocce grosse di pioggia al momento della loro “esplosione” al contatto con il terreno.

  • Te gh’ee l’oeucc pussee grand del boeucc = Hai l’occhio più grande dello stomaco.

Detto di chi si serve più cibo di quanto ne possa mangiare. In alcuni casi è utilizzato per definire chi fa il passo più lungo della gamba.

  • A Milan i murön fan l’uga = A Milano i gelsi fanno l’uva.

A Milano ogni cosa è possibile.

  • Fa minga la figüra del cicculatée = Non far la figura del cioccolataio.

Non fare brutta figura.

  • Làsel in del so broeud = Lascialo nel suo brodo.

Lascialo perdere, non dargli spago.

Maschere viso purificanti.

Maschera viso per punti neri al miele e gel d’aloe.

Occorrente:

  • 1 cucchiaio di miele.
  • 1 cucchiaio di gel d’aloe.
  • 1 albume.
  • farina d’avena q.b.

Procedimento:

Amalgamare tutti gli ingredienti e stendere sul viso.

Quando la pelle inizierà a tirare e la maschera risulterà asciutta, rimuoverla con acqua calda, quindi i pori vanno richiusi con un impacco freddo, ottima l’acqua di rose fredda.

Questa maschera è ottima contro i punti neri.

 

Maschera viso riequilibrante.

Occorrente:

  • Argilla verde q.b.
  • 3 cucchiai di gel d’aloe.
  • 2 cucchiai di miele.

Procedimento:

Amalgamare il tutto e stendere sul viso per 15 minuti.

Rimuovere la maschera con tè verde freddo.

Questa maschera aiuta a riequilibrare il sebo in eccesso.

Ottima per pelli miste.

 

Maschera viso contro brufoli e punti neri all’ortica.

Occorrente:

  • argilla verde.
  • una tazza di foglie di ortiche.

Procedimento:

Mettere a bollire le ortiche, quando il tutto risulterà completamente freddo filtrare e frullare le ortiche.

Impastare con l’argilla diluendo con la tisana di ortiche.

Tenere in posa 15 minuti e sciacquare con la tisana fredda di ortiche avanzata.

Questa maschera è ottima contro i punti neri e le impurità della pelle del viso.

Fonetica del dialetto milanese.

Alcune delle regole di fonetica per pronunciare le diverse parole in un perfetto dialetto meneghino.

Vocali.

  • à a chiusa tonica tendente ad “o” (non esistente in italiano): giornài.
  • ô come la u italiana tonica: tôsa.
  • o come la u italiana atona: tosànn.
  • oeu come la “eu” francese e la ö tedesca: fioeu.
  • u come la “u” francese e la ü tedesca: malumor.
  • aa, ee, ii, oo, uu in fine di parola, con suono prolungato e stretto: parlaa, miee, finii.

 

Consonanti.

  • b in fine di parola e dopo una vocale si pronuncia “p”: goeubb.
  • c in fine di parola si pronuncia come la “c dolce”: secc.
  • d in fine di parola e dopo una vocale si pronuncia “t”: crud.
  • g in fine di parola e dopo una vocale si pronuncia come la “c dolce”: magg.
  • gh in fine di parola si pronuncia come la “c dura”: figh.
  • s’g si pronuncia come “sg” di sgelare: s’giaff, s’gelada.
  • s’c si pronuncia “s” aspra seguita dalla “c” dolce: s’ciopp, s’cepà e s’ciena.
  • v in fine di parola e dopo una vocale si pronuncia “f”: noeuv, rav.
  • z ha il suono di “s” aspra o dolce: mezz.

Pere, lattughino e zola.

Ingredienti x 4 persone:

  • 3 pere Kaiser.
  • Succo di limone q.b.
  • 150 g di lattughino.
  • 300 g di speck.
  • Zola q.b.
  • Olio extravergine d’oliva q.b.
  • Sale q.b.
  • Pepe q.b.

Preparazione:

Sbucciare e tagliare a fette tre pere Kaiser, facendo molta attenzione a non lasciare il torsolo.

Bagnarle con il succo di limone già pronto, per evitare che possano annerire.

In un piatto da portata, creare un letto con 150 grammi di lattughino.

Disporre alternativamente, 300 g di fette di speck e le fette di pera e infine distribuire sopra lo zola.

In seguito, condire il piatto da portata con due cucchiai di olio extravergine d’oliva, sale e pepe a piacimento.

Salsa di melanzane.

Ingrediente x 4 persone:

  • 3 melanzane.
  • 1 cipolla.
  • Olio extravergine d’oliva q.b.
  • 1 peperone.
  • 4 pomodori.
  • 2 spicchi d’aglio.
  • Sale q.b.
  • Pepe q.b.

Preparazione:

Togliere la buccia a tre melanzane e disporle su una teglia.

Mettere in forno a 180°C per circa 30 minuti.

Togliere dalla teglia le melanzane e farle raffreddare.

Far appassire in una padella antiaderente una cipolla con un po’ d’olio d’oliva, aggiungere un peperone e quattro pomodori.

Schiacciare bene il composto con una forchetta o passare nel mixer le verdure, aggiungendo due spicchi di aglio, sale e pepe.

Servire calda, fredda o a temperatura ambiente sui crostini con un filo d’olio extravergine d’oliva, guarnendo con due foglioline di menta.

 

Pasta con il mandarino.

Ingredienti x 4 persone:

  • 2 mandarini.
  • 60 g di burro.
  • 2 cucchiai di farina.
  • 1/2 l di latte.
  • Sale q.b.
  • 2 cucchiai di farina 00.
  • Liquore al mandarino q.b.
  • 300 g di pasta.
  • 70 g di parmigiano.

Preparazione:

Sbucciare due mandarini e conservare le bucce, eliminare la pellicina e i semi da ogni spicchio e sminuzzare la polpa.

Far sciogliere in un pentolino 50 grammi di burro, unire due cucchiai di farina e mescolare il tutto.

Aggiungere quindi mezzo litro di latte.

Salare e far cuocere a fuoco vivo per 15 minuti.

Cuocere la pasta e scolarla al dente.

Versarla in una terrina con una noce di burro e 70 grammi di parmigiano e infine unire il composto precedentemente ottenuto.

Guarnire con listarelle di mandarino e servire calda.

Affogato all’arancia.

Ingredienti x 4 persone:

  • 3 arance.
  • 30 g di zucchero.
  • 2 palline di gelato fiordilatte.
  • 1 foglia di menta fresca.

Preparazione:

Lavare tre arance, grattugiare la scorza di un’arancia e mezza e tagliare a listarelle sottili la scorza della terza arancia.

Spremere le arance, unire al succo 30 grammi di zucchero e la scorza grattugiata e far sciogliere il tutto a fuoco basso.

Sbattere con una frusta da cucina, due palline di gelato al fiordilatte, facendole assumere una consistenza cremosa simile ad un sorbetto.

Versare il tutto all’interno di una coppetta da gelato, aggiungere alcuni pezzi di arancia, un po’ della scorza della buccia e una foglia di menta fresca.

Servire molto freddo.

Paccheri sfiziosi.

Ingredienti x 4 persone:

  • 350 g di paccheri.
  • 200 g di provolone.
  • Origano q.b.
  • Olio extravergine d’oliva.
  • 6 pomodorini pachino.
  • 10 olive nere.

Preparazione:

Mettere a cuocere 350 grammi di paccheri al dente.

Nel frattempo in una zuppiera porre 200 grammi di formaggio provolone, dopo averlo tagliato a listarelle non troppo sottili, origano a piacimento, olio extravergine d’oliva, 6 pomodorini pachino, tagliati a metà, precedentemente fatti scottare in una padella antiaderente con un filo d’olio e dieci olive nere.

Mescolare bene il tutto e appena i paccheri saranno cotti, condirli con la salsa ottenuta.

Servire caldi.

 

Il duomo di Milano tra miti e leggende.

Una leggenda narra che l’avvio della costruzione della cattedrale, simbolo di Milano, fosse riconducibile al duca Gian Galeazzo Visconti che ebbe un incontro, tutt’altro che cortese, con Satana in persona.

Secondo la leggenda, in una fredda notte d’inverno del 1386, il nobile venne svegliato da un intenso odore di zolfo e da un gran baccano.

Con forte sgomento, Gian Galeazzo si trovò di fronte al Diavolo in persona, che minacciò di portarsi via la sua anima.

L’unico modo per scongiurare la nefasta ipotesi fu quello di costruire una grande cattedrale in città che celebrasse l’immagine di Satana.

Il duca si precipitò così a preparare tutto per la costruzione del Duomo, prendendo subito accordi con l’arcivescovo.

Ecco quindi spiegato il motivo della presenza di mostri, demoni ed esseri maligni che costellano il simbolo milanese e che sarebbero proprio un pegno pagato da Gian Galeazzo a Satana.

Qualcosa, però, non deve essere andato per il verso giusto, perché il Visconti morì poco tempo dopo.

La madonnina fu aggiunta in seguito per vegliare e proteggere la città di Milano, non essendo infatti presente nei progetti iniziali della cattedrale.