milanese vs italiano.

Un notevole avvicinamento del dialetto milanese all’italiano si è avuto, soprattutto nell’ultimo secolo, anche per via del fatto che chi parla milanese in genere parla anche italiano.

Tra le caratteristiche degne di nota si osserva che:

  • Ci sono più vocali in milanese che in italiano.

In particolare, il milanese possiede anche le vocali anteriori arrotondate come /ø/ e /y/; inoltre, in certe posizioni la quantità vocalica in milanese può essere facilmente riconosciuta (per esempio: andà “andare”, infinito / andaa “andato”, participio passato).

  • Quasi tutte le parole italiane di più di una sillaba terminano in vocale, le terminazioni in consonante sono estremamente comuni in milanese.

Una conseguenza è che molte parole che in italiano sono piane diventano tronche in milanese.

  • Mentre i pronomi soggetto italiani derivano direttamente dal latino, i pronomi soggetto milanesi derivano dai pronomi dativi latini.

Questo fa assomigliare i pronomi soggetto milanesi ai pronomi oggetto o dativi italiani, ad esempio: mi (italiano: io), ti (italiano: tu), lu (italiano: lui), lee (italiano: lei), nümm (italiano: noi), viálter (italiano: voi), lór (italiano: loro o essi).

  • In milanese sono molto frequenti i verbi seguiti da una preposizione o un avverbio che ne cambia il significato.

Ad esempio trà (tirare) può diventare: trà via (gettare),  trà foeura (rinvigorire)…

Questa costruzione corrisponde a quella dei verbi preposizionali inglesi (ad esempio: get up, get down, get off…).

  • I pronomi soggetto sono raddoppiati nella seconda e terza persona singolare. “Tu sei” diventa ti te seet in milanese; il primo ti è il pronome soggetto vero e proprio (e così come in italiano è opzionale), mentre il secondo te, normalmente un pronome dativo, è utilizzato per rinforzare il soggetto ed è necessariamente obbligatorio.
  • La negazione è situata generalmente dopo il verbo.

Questo significa che dove in italiano si direbbe “non sei”, il milanese permette le due forme ti te seet no e ti te seet minga.

Minga è un avverbio di negazione alternativo di cui svariate forme sono presenti in altri dialetti italiani e persino nell’italiano stesso, dove mica in maniera informale viene spesso aggiunto a non per rafforzare la negazione.

  • Le congiunzioni disgiuntive “o” e “oppure” vengono solitamente utilizzate con il comparativo “puttost che” ( italiano: piuttosto che).

Mentre in italiano le prime esprimono due scelte equivalenti: “vado in Duomo oppure in San Babila?”, l’espressione “piuttosto che” esprime una preferenza per un’opzione: “Solitamente prendo la metropolitana piuttosto che l’autobus”.

In milanese i due significati sono invece comunemente utilizzati entrambi: l’esatto significato della frase va quindi in base a cosa si desidera dire.

 

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