Fusilli in insalata.

Ingredienti x 4 persone:

  • 200 g di fagiolini verdi.
  • 4 pomodori.
  • 400 g di fusilli.
  • 200 g di prosciutto cotto.
  • 2 cucchiai d’olio extravergine d’oliva.
  • 1 cucchiaino di origano secco.
  • Sale q.b.
  • Pepe nero q.b.

 

Preparazione:

Far cuocere 200 grammi di fagiolini verdi, lasciarli intiepidire e tagliarli a pezzetti.

Lavare quattro pomodori di medie dimensioni e tagliarli a pezzetti.

Far cuocere 400 grammi di fusilli.

Mescolare tutti gli ingredienti in una zuppiera e unire 200 grammi di prosciutto cotto tritato.

Scolare la pasta al dente, versarla nella zuppiera e condire con due cucchiai d’olio extravergine d’oliva, un cucchiaino di origano secco, sale e pepe nero macinato.

Mescolare il tutto e servire.

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Carte in tavola.

  1. Carta da cucina: detta anche carta assorbente, il suo principale compito è proprio quello di assorbire liquidi e umidità. Ha soppiantato il tradizionale panno nella pulizia delle superfici, ma può fare anche molto altro. Per esempio ha la capacità di eliminare l’umidità dello zucchero di canna, che di solito lo compatta in blocchi insopportabili: mettendone un foglio sopra il barattolo contenente lo zucchero, si noterà il giorno seguente che quest’ultimo avrà ripreso il suo aspetto originale. È nata nel 1907 per sostituire gli asciugamani nei bagni e contenere la diffusione del contagio da raffreddore.
  2. Carta per fritti: funziona meglio della comune carta da cucina, poiché ha un potere assorbente superiore. È costituita con pasta di frumento e paglia. Aiuta ad ottenere più facilmente fritture asciutte e croccanti.
  3. Alluminio: la carta stagnola è resistente e protegge gli alimenti non soltanto dall’aria, ma soprattutto della luce. Fra tutte le carte da cucina, è forse la più controversa, poiché accusata di rilasciare molecole d’alluminio nei cibi. Per evitare qualsiasi rischio, non usarla per proteggere i cibi fuori dal frigorifero per oltre un giorno. Questa pellicola infatti è nata proprio per conservare il cibo alle basse temperature, dove non subisce alterazioni di nessun tipo. Evitare il contatto prolungato con cibi molto acidi o molto salati. Resiste anche alle alte temperature, ma non inserire nel microonde poiché può provocare scintille.
  4. Pellicola trasparente: il suo maggior pregio è la capacità di sigillare in maniera ermetica ogni tipo di cibo. Può essere fatta in polietilene, materiale più sicuro dal punto di vista chimico, oppure in PVC, materiale ormai raro. Conserva bene gli alimenti, poiché ne impedisce la disidratazione e l’ossidazione. Non impiegarla mai per cuocere, neppure al microonde. Le prime pellicole furono prodotte agli inizi del 900, impiegando il cellophane, nome che viene ancora usato oggi come sinonimo.
  5. Carta da forno: è un foglio di cellulosa vergine rivestito da uno strato di silicone, che lo rende impermeabile. Ideale nelle culture, quando si vuole che il cibo non si attacchi al contenitore. Può resistere fino a 250 °C anche se gli esperti consigliano di non usarla mai oltre 220 °C. Può essere inserita nel microonde e ha anche una buona capacità di conservare gli alimenti in frigorifero poiché lascia traspirare l’umidità e non permette che si inzuppino. Se bagnata e poi strizzata, può essere modellata con facilità e adattata ad ogni tipo di stampo. Molto utile per fare i cartocci da cuocere in forno o al microonde.
  6. Carta fata: si tratta di una pellicola innovativa, che in commercio si trova soprattutto in forma di sacchetto. Resiste alle alte temperature del forno e della padella, permettendo di cuocere gli alimenti che protegge senza un contatto diretto con la fonte di calore, in questo modo, i cartocci fatti con carta fata contengono più aromi e profumi, permettendo di diminuire il sale e condimenti.

Fusilli bufala e zucchine.

Ingredienti x 4 persone:

  • 400 g di zucchine.
  • Olio extravergine d’oliva q.b.
  • 100 g di mozzarella di bufala.
  • Parmigiano q.b.
  • 400 g di fusilli.
  • Foglie di basilico q.b.

Preparazione:

Tagliare 400 g di zucchine in più parti e poi a spicchi, non troppo fini.

Porle in una pirofila antiaderente con un filo d’olio e farle cuocere, salandole leggermente, a fuoco basso.

Appena saranno dorate, spegnere il fuoco.

A parte, tagliare 100 grammi di mozzarella di bufala e grattugiare del parmigiano.

Cuocere i fusilli e non appena saranno al dente, scolarli e rimetterli nella pentola, aggiungendo la mozzarella, le zucchine e il parmigiano.

Condire con un filo d’olio d’oliva e guarnire con foglie di basilico.

Servire caldi.

 

Spaghetti con gamberi, piselli e zafferano.

Ingredienti x 4 persone:

  • 160 g di gamberetti.
  • 250 g di pomodorini.
  • 200 g di piselli.
  • 400 g di spaghetti.
  • Zafferano q.b.

Preparazione:

Scottare 160 grammi di gamberetti surgelati in poca acqua bollente, quindi scolarli.

Lavare 250 grammi di pomodorini e tagliarli in quattro parti.

In una padella antiaderente, riscaldare i pomodorini, aggiungendo poca acqua, quindi unire i gamberetti e 200 grammi di piselli.

Cuocere gli spaghetti e scolarli al dente.

Condirli a fuoco vivo, direttamente nella padella in cui si sarà preparata la salsa, alla quale si andrà ad aggiungere lo zafferano.

Servire gli spaghetti ben caldi.

 

Gnocchi zucchine e salmone.

Ingredienti x 4 persone:

  • Olio extravergine d’oliva q.b.
  • 1 spicchio d’aglio.
  • 6 zucchine.
  • Sale q.b.
  • Parmigiano q.b.
  • 200 g di panna da cucina.
  • Salmone affumicato q.b.
  • 500 g di gnocchi.

Preparazione:

In una padella far soffriggere tre cucchiai di olio e uno spicchio d’aglio, aggiungere sei zucchine, precedentemente lavate e tagliate a rondelle e far cuocere fino a quando non saranno diventate una poltiglia.

Aggiustare di sale, unire un cucchiaio di parmigiano e far sciogliere.

Versare 200 grammi di panna da cucina e dei cubetti di salmone affumicato.

Far cuocere 500 g di gnocchi, versare il sugo precedentemente preparato, mescolare e servire ben caldi.

Il serpente di bronzo della Basilica di Sant’Ambrogio.

Accanto al terzo pilastro, su una delle colonne romane con capitello corinzio fatta di granito d’Elba, situata a sinistra della navata centrale della Basilica di Sant’Ambrogio, è presente un serpente nero di bronzo.

Il serpente è raffigurato in posizione semi-eretta, dove la testa è eretta mentre il resto del corpo scende verso il basso per poi risalire formando un cerchio, scendere di nuovo verso il basso per poi innalzarsi e terminare con la coda alzata.

Si narra che il serpente di bronzo sia stato forgiato da Mosè mentre si trovava nel deserto, per difendere dall’attacco dei serpenti il suo accampamento.

Se qualcuno, nell’accampamento, fosse stato morso da un serpente, affinché potesse salvarsi, doveva guardare la statua di bronzo.

Alcuni storici ritengono che la statua rappresenti proprio Nehustan il serpente di Mosè (infatti la tradizione biblica riferisce che quando lo stesso Mosè gettò a terra il suo bastone, davanti ai sacerdoti egizi, questo si trasformò in un serpente).

 
Una volta collocato nella Basilica di Sant’Ambrogio il serpente divenne oggetto di superstizione e culto.

Gli furono attribuite proprietà taumaturgiche da parte della cittadinanza che si recava presso la statua per toccarla e ottenere guarigioni.

Si credeva infatti, che il rettile avesse il potere di guarire dalle malattie intestinali, proprio per questo molte donne portavano con sé i bambini malati per farli guarire, anche se questo culto si diffondeva anche e soprattutto tra gli adulti.

Si temeva inoltre, che quando fosse giunto il giorno del Giudizio, il serpente di bronzo si sarebbe “animato”, avrebbe “fischiato” e sarebbe sceso dalla colonna per tornare nel luogo in cui Mosè lo creò, ossia nella valle di Josafat.

Nel 1566 Carlo Borromeo vietò il culto del serpente considerandolo esclusivamente mera superstizione.

L’etimologia del nome “Milano”.

Diverse sono le ipotesi sull’origine del nome “Milano”, alcune celtiche, altre latine:
1. Celtica: “Medhelan” →  “luogo di perfezione” della Dea Belisame.
2. Celtica: “Medhelan” → “medhe = centro” – “lanon = santuario”.
3. Latina: “Mediolanum” → “medium = semi” – “lanum = lanuta”.
4. Latina: “Mediolanum” → “medium = in mezzo” – “planum = piano”.
5. Latina: “Mediolanum” →  “Mediolano” latinizzazione di parola celtica “centro (politico o religioso) del territorio”.
Inoltre è presente una particolare versione sull’origine del nome che può essere ricondotto a “Milano”:
MESIOLANO: di cui ̬ presente un graffito in lingua celtico Рleponzia o insubrica e caratteri nord Рetruschi, rinvenuto in Via San Vito 7 lungo il tracciato delle mura romane a Milano.
scritta_mesiolano
Le lettere K, T e P sono scritte in maiuscolo, perché il Lepontico non distingueva tra occlusiva sorda e sonora, per cui la lettera K può rappresentare “k” o “g”, la P può rappresentare “p” o “b” e la T può rappresentare “t” o “d”.

Maschera viso purificante e opacizzante – GEOMAR.

La maschera viso purificante è un trattamento specifico che aiuta ad eliminare dal viso le impurità e l’eccesso di sebo, liberando i pori ostruiti in soli cinque minuti.

Questa maschera contiene argilla bianca dalle proprietà purificanti e seboequilibranti e BIO fiori di malva, dalle proprietà astringenti e calmanti.

Particolarmente indicata per le pelli grasse e miste.

I test clinici dimostrano che questa maschera possiede un’attività immediata, che ho riscontrato personalmente alla prima applicazione, infatti fin da subito la pelle appare più opaca, nutrita e purificata.

Inoltre non contiene parabeni, siliconi, coloranti e oli minerali, rispettando così la pelle e non risultando troppo aggressiva anche nel caso di pelle delicata o sensibile.

  • Voto peckaging: 7 1/2
  • Voto prodotto: 8 1/2
  • Prezzo: 1.00 €
  • Consigliato: si

Mezze maniche bufala e zucchine.

Ingredienti x 4 persone:

  • 400 g di zucchine.
  • Olio extravergine d’oliva q.b.
  • Parmigiano q.b.
  • Sale q.b.
  • 100 g di mozzarella di bufala.
  • 400 g di mezze maniche.

Preparazione:

Tagliare 400 g di zucchine a rondelle.

Porle in una pirofila antiaderente con un filo d’olio e farle cuocere a fuoco basso, salandole leggermente.

Quando appariranno dorate, spegnere il fuoco.

A parte tagliare 100 g di mozzarella di bufala e grattugiare il parmigiano.

Cuocere la pasta, scolarla al dente e rimetterla nella pentola, aggiungendo la mozzarella, le zucchine e il parmigiano.

Mescolare a fuoco bassissimo finché la mozzarella non sarà diventata filante.

Servire calde.

Pennette alla polpa di granchio.

Ingredienti x 4 persone:

  • 1/2 cipolla.
  • 200 g di funghi champignon.
  • 180 g di piselli.
  • 250 g di polpa di granchio.
  • 4 cucchiai di cognac.
  • 1 bustina di zafferano.
  • Sale q.b.
  • Pepe q.b.
  • 350 g di penne.
  • 250 ml di panna.

Preparazione:

Rosolare in un tegame mezza cipolla, 200 g di funghi champignon e 180 g di piselli, mescolare e cuocere per due minuti.

Aggiungere 250 g di polpa di granchio tagliata a rondelle e sfumare con quattro cucchiai di cognac.

Aggiungere una bustina di zafferano in mezzo bicchiere d’acqua, salare e pepare, coprire con un coperchio e cuocere per 10-15 minuti circa.

Cuocere 350 g di penne, scolarle e aggiungerle al condimento.

Unire 250 ml di panna e servire.