11 Curiosità su Halloween.

  1. Arancione e nero sono i due colori tipici della festa di Halloween: Il primo indica, tradizionalmente, la virtù della forza ed è un colore tipico dell’autunno. Il nero indica, invece, la notte e la morte.
  2.  La parola “witch” (strega in inglese) deriva dall’inglese antico “wicce”, ovvero “wise woman”, donna saggia. La strega è simbolo di Halloween perché la leggenda vuole che proprio la notte di  Halloween le streghe compiano i loro raduni.
  3. Un’antica tradizione scozzese sosteneva che, una ragazza avrebbe visto il volto del suo futuro marito se avesse steso delle lenzuola bagnate, davanti a un fuoco, la notte di Halloween.
  4. La festa di Halloween ad Hong Kong si chiama “Yue Lan”, ovvero “la Festa dei Morti  affamati”, durante la quale vengono accesi fuochi e vengono offerti doni e cibo per placare la fame dei fantasmi e degli spiriti che si potrebbero innervosire e infastidire i vivi.
  5. Halloween sta per “All Hallows Eve”, versione inglese arcaica di “All Saints”, cioè Ognissanti. In seguito “All Hallows Even”, nel 18esimo secolo si contrasse in “Halloween”.
  6. Il simbolo di Halloween è sicuramente la Jack-o’-lantern, una lanterna scavata in una zucca dalle sembianze umane. Le sue origini si trovano nella leggenda di Stingly Jack, il contadino irlandese che tentò di truffare il diavolo, finché questi lo condannò a vagare nell’oscurità con solo un tizzone ardente per fare luce. E Jack vi costruì attorno una lanterna partendo da una rapa. La zucca, molto diffusa in America, è una variante adottata successivamente.
  7. Nell’immaginario di Halloween la Luna è sempre piena (e i pipistrelli le fanno ombra). Ma in realtà è molto raro che il 31 ottobre la Luna sia piena: la prossima volta per esempio accadrà nel 2020.
  8. La festa di Halloween ha origini antiche e risale alle popolazioni celtiche che festeggiavano la notte del 31 ottobre, la notte di Samhain (Signore delle tenebre e della morte) il momento più importante dell’anno druido, la vigilia di un nuovo anno. I celti credevano che Samhain richiamasse in quelle notte tutti gli spiriti facendoli unire al mondo dei vivi: venivano così accesi dei roghi attorno ai quali si danzava per allontanare le streghe e, per farlo, indossavano maschere spaventose.
  9. La samhainofobia è il nome che viene dato alla “paura di Halloween”, non si tratta di un semplice fastidio o rifiuto di questa festività ma è proprio una fobia che è stata diagnosticata a livello clinico così come l’agarofobia (paura degli spazi aperti), claustrofobia (paura degli spazi chiusi) e aracnofobia (paura dei ragni). Viene spesso associata a paure che sono collegate alla notte di Halloween come ad esempio la phasmofobia (paura dei fantasmi) e la nictofobia (paura della notte).
  10. Anche i travestimenti di Halloween provengono da un’usanza tramandata dai Celti: nell’antichità la notte del 31 ottobre era dedicata ai sacrifici e, nei tre giorni successivi alla festa, indossavano le pelli di animali morti proprio per esorcizzare e spaventare gli spiriti ritornati sulla terra dalle tenebre e che, secondo la tradizione, vagabondavano alcuni giorni per la città.
  11. Secondo una leggenda americana potete scoprire quanto sarà lunga la vostra vita la notte di Halloween. Come? Procuratevi una mela, vi basterà sbucciarla senza mai interrompersi: più sarà lunga la buccia più a lungo vivrete.
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Ristorante “L’Approdo”.

Questo caratteristico ristorante, con vista sul lago di Iseo, si trova in via XXIV Maggio al numero 92 a Paratico.

Offre una vastissima scelta di piatti, passando dalla classica pizza, a piatti di pesce, sia di lago che di mare.

Personalmente ho optato per un fritto misto, volendo provare la cucina di pesce; il piatto piuttosto abbondante e ad un prezzo non eccessivo a mio avviso (20 euro), mi ha soddisfatto per la freschezza del pesce e della frittura ben fatta.

A fine pasto viene offerta una variegata lista di dolci, alcuni preparati dal ristorante stesso, altri dalla rinomata pasticceria “Sal de Riso”.

Ho scelto di prendere una versione rivisitata del classico profiterole, visto la mia passione per il cioccolato e devo dire che anche il dolce mi è decisamente piaciuto.

Il personale è gentile e attento alle necessità dei clienti.

Consigliato se ci si trova a passare un weekend sul lago di Iseo, volendo gustare piatti di qualità in una location davvero suggestiva.

 

I piatti serviti:

 

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L’interno del ristorante:

 

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I coperchi in cucina.

Quando usare i coperchi in cucina:

  • PER BOLLIRE l’acqua della pasta.
  • PER STUFARE GLI ORTAGGI senz’acqua o quasi. Le verdure ottime per essere stufate sono: Carote, zucchine e patate. NB: Evitare ortaggi a foglia verde, perché con l’uso del coperchio, annerirebbero.
  • PER LENTE RICETTE DI CARNE, soprattutto se vogliono il fuoco molto basso come: stufati, stracotti e brasati.

 

Quando non usare i coperchi in cucina:

  • PER FAR BOLLIRE UN BRODO che deve essere schiumato spesso.
  • PER CUCINARE UN FONDO DI COTTURA O UNA MARMELLATA che devono perdere acqua molto velocemente.
  • PER LESSARE VERDURA VERDE: il troppo calore, infatti annerisce la clorofilla.

 

La tecnica del mezzo coperchio:

Una variante intermedia delle due precedenti è la tecnica del mezzo coperchio, consiste nell’inserire un mestolo tra il coperchio e il bordo della pentola, di solito è preferibile un mestolo in legno poichè si surriscalda meno dell’acciaio.

In questo modo una parte del vapore prodotto può fuoriuscire dalla pentola, mantenendo un certo equilibrio fra il liquido di cottura e la sua evaporazione.

Può essere utile per alcune preparazioni che devono in parte rassodarsi, ma non troppo, come la zuppa di pesce.

Recensione crema spalmabile KALLES – Ikea.

Si tratta di una crema spalmabile a base di pesce, tipica della Svezia.

Il suo sapore molto forte, la rende non adatta a tutti, ma solo a coloro che oltre ad amare il tipico “sapore di mare”, non si tirano indietro nel provare alimenti nuovi e dal sapore decisamente insolito.

Non la consiglierei a tutti, ma per curiosità io ho deciso di provarla.

L’ideale è spalmata su del pane o delle brioche salate, accompagnata da salmone affumicato o da uova di lompo, che mitigando il sapore forte della crema, la rendono piacevole.

 

  • Peso prodotto: 190 g
  • Costo: 1,99 €
  • Voto peckaging : 6 1/2
  • Voto prodotto: 6
  • Consigliato: Ni

Gamberetti e pomodorini.

Ingredienti x 4 persone:

  • 600 g di gamberetti freschi.
  • 8 pomodorini.
  • Basilico q.b.
  • Rucola q.b.
  • 250 g di fagioli cannellini.
  • Sale q.b.
  • Pepe q.b.
  • Olio extravergine d’oliva q.b.
  • Aceto balsamico q.b.

Preparazione:

Cuocere per brevissimo tempo 600 grammi di gamberetti freschi.

Dopo averli fatti raffreddare ed averli sgusciati, tritare otto pomodorini camone e sminuzzare un po’ di basilico e rucola.

Sistemare i gamberetti in un piatto da portata, insieme con una scatola di fagioli cannellini, aggiungere il trito di pomodorini, anch’essi privi dell’acqua.

Infine condire con olio extravergine d’oliva, sale e pepe.

Per ultimo aggiungere una spruzzatina di aceto balsamico.

Polpettine di melanzane.

Ingredienti x 4 persone:

  • 500 g di melanzane.
  • Sale q.b.
  • Pepe q.b.
  • 150 g di pecorino.
  • 100 g di pangrattato.
  • Prezzemolo tritato q.b.
  • Basilico q.b.
  • 2 uova.
  • Olio extravergine d’oliva q.b.

Preparazione:

Sbucciare 500 grammi di melanzane, tagliarle a metà per il lungo, farle cuocere in acqua bollente per pochi minuti, scolarle e lasciarle raffreddare.

Strizzare bene le melanzane, tritarle e porle in una terrina, aggiungendo 150 grammi di pecorino, 100 grammi di pangrattato, il prezzemolo tritato, il basilico spezzettato, 2 uova, sale e pepe.

Amalgamare bene il tutto e plasmare delle polpettine con il composto ottenuto, infarinarle e friggerle in olio d’oliva.

Asciugare le polpette su carta da cucina e servirle.

Sono buone anche tiepide.

Ananas alla crema di banane.

Ingredienti x 4 persone:

  • 1 ananas.
  • Rum q.b.
  • Zucchero q.b.
  • 3 banane.
  • 150 g di panna montata.
  • Cioccolato amaro q.b.

Preparazione:

Tagliare a fette un ananas con un coltello affilato, privandolo della scorza e della parte interna, quindi farlo macerare per circa 30 minuti nel rum e nello zucchero.

Schiacciare con una forchetta, tre banane e mescolarle con 150 grammi di panna montata.

Disporre le fette di ananas su un piatto, versarvi sopra il liquore ottenuto dalla macerazione e disporre su ogni fetta parte del composto di banane e panna.

Spolverizzare la superficie con del cacao amaro e servire subito.