Il gatto nero di corso Monforte.

Il gatto piu’ vecchio di Milano, si trova in corso Monforte al numero 43, nella bocca di lupo di una casa in stile liberty, progettata dall’architetto Zanoni nel 1889.

Il gatto in lamina di metallo è munito di lunghi baffi e coda arricciata.

Quest’ultimo è opera di Alessandro Mazzucotelli, un artista del ferro battuto, che tra l’Ottocento e il Novecento ha rivestito di rose, farfalle e girasoli le nuove case in stile floreale di Milano, decorandole con un tocco di eleganza e ricercatezza.

Si racconta che una bambina che passava abitualmente davanti alla casa, si fosse affezionata a quel gatto e che gli portasse biglietti e disegni tanto le sembrasse vero e fosse bello.

Sembra che oltre al gatto nell’ultima bocca di lupo del palazzo, ci fosse anche un piccolo topolino, di cui ormai non resta che la cornice di ferro, vuota.

 

 

fotogramma - maria sorbi - GATTO IN FERRO BATTUTO SULLA FINESTRELLA DI CORSO MONFORTE 43

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Pennette ai funghi.

Ingredienti x 4 persone:

  • 1 spicchio d’aglio.
  • Olio extravergine d’oliva q.b.
  • 400 g di funghi.
  • 2 pomodori.
  • Sale q.b.
  • Pepe q.b.
  • 400 g di pennette.
  • Prezzemolo q.b.

Preparazione:

Far rosolare nell’olio, uno spicchio d’aglio e non appena accenna a colorarsi, toglierlo dall’olio e aggiungere 400 grammi di funghi.

Quando si saranno ben asciugati, aggiungere due pomodori sbucciati e tagliati a cubetti, il sale e il pepe.

Cuocere in abbondante acqua salata 400 grammi di pennette e quando saranno cotte al dente, scolarle e versarle nella padella, insieme ai funghi e ai pomodori.

Servire subito, con un filo d’olio extravergine d’oliva e con del prezzemolo tritato.

Il pozzo del martirio di San Calimero.

Sul fondo della chiesa di San Calimero, si trova la cripta in cui è conservata un’importantissima “tomba” che custodisce i resti di Calimero, quarto vescovo di Milano di cui però si conoscono pochissime informazioni.

Nato da nobile famiglia, dopo un viaggio a Roma, fu consacrato prete.

Alla morte del vescovo di Milano, San Castriziano, di cui fu fedele consigliere, San Calimero fu eletto dalla gente a succedergli.
L’episcopato di San Calimero si pone nel periodo che va dal 270 al 280.

Nel VIII secolo, il vescovo Tomaso, dopo aver trovato la cripta allagata dai canali che si trovano nel sottosuolo di Milano, fece costruire il pozzo ancora presente e attualmente funzionante, nella cripta, per fare defluire l’acqua in eccesso.

Successivamente nacquero delle leggende su questo Santo, una secondo cui Calimero sarebbe stato martirizzato dai pagani, da lui perseguitati e poi gettato in fondo a un pozzo come segno di disprezzo per il battesimo che lui stesso imponeva a ogni romano o pagano che incontrasse, l’altra secondo cui le acque del pozzo fossero miracolose.

Per questo, il 31 luglio, giorno della festa di San Calimero, si era soliti far bere l’acqua del pozzo ai malati, per aiutarli a guarire.

Inoltre, in periodi di siccità, durante la messa, il sacerdote era solito raccogliere l’acqua dal pozzo, per versarla poi sul sagrato come in un rituale propiziatorio di benedizione e buon auspicio.

 

La Basilica di San Calimero:

Basilica

basilica 2

Come riconoscere i diversi tipi di spinaci.

Le tre tipologie principali di spinaci presenti sul mercato e le loro caratteristiche principali, che aiutano a riconoscerli e sceglierli consapevolmente.

SPINACI A FOGLIA LISCIA: hanno foglie piccole, allungate, sottili, di colore verde chiaro e un gambo tenero.

Somigliano nell’aspetto agli spinaci novelli, ma in realtà appartengono ad alcune varietà selezionate per poter essere consumate crude, anche quando le foglie non sono più giovani.

SPINACI SAVOY: sono gli spinaci di colore verde intenso e a foglia grande e bollosa.

È la varietà tradizionale che si consuma solo dopo la cottura, questi spinaci infatti hanno la foglia spessa e il gambo robusto, che va reciso e scartato prima della cottura, oppure utilizzato come quello delle coste di bietola, cuocendolo più a lungo.

SPINACI SEMI SAVOY: oggi sono i più diffusi, anche fra quelli surgelati.

Presentano caratteristiche intermedie rispetto agli altri tipi, per adattarsi alle richieste dei consumatori.

Hanno una lamina fogliaria abbastanza sottile e più liscia dei Savoy, che ne facilita il lavaggio.

Pollo alla boscaiola.

Ingredienti x 4 persone:

  • 50 g di speck.
  • 50 g di formaggio fresco.
  • 20 g di formaggio grattugiato.
  • 20 g di funghi porcini.
  • 2 x 600 g di pollo.
  • Sale q.b.
  • Pepe q.b.
  • Farina q.b.
  • 30 g di burro.
  • 1 rametto di rosmarino.
  • 1 scalogno.
  • 1/2 bicchiere di vino bianco.

Preparazione:

Tagliare 50 grammi di speck e mescolarli con 50 grammi di formaggio fresco, 20 grammi di formaggio grattugiato, 20 grammi di funghi porcini tritati, sale e pepe.

Incidere due filetti di pollo da 600 g, in modo da ottenere delle tasche, che verranno farcite con il ripieno precedentemente preparato.

Chiudere le tasche con stecchini di legno.

Infarinare e dorare i filetti di pollo in 30 grammi di burro, aggiungendo un rametto di rosmarino, uno scalogno affettato e mezzo bicchiere di vino bianco.

Salare, pepare e terminare la cottura.

Servire caldo.

3 Maschere per capelli ricci.

Queste tre maschere hanno lo scopo di rendere i ricci più belli e definiti, nutrendo i capelli.

Maschera per capelli al burro naturale.

Ingredienti:

  • 2 cucchiai di burro di cocco.
  • 2 cucchiai di burro di karitè.
  • 2 cucchiai di burro di argan.
  • 2 cucchiai di miele.

Preparazione:

Amalgamare gli ingredienti e stendere il composto sui capelli, coprire con la pellicola e tenere in posa per 45 minuti.

Risciacquare con abbondante acqua e quindi procedere con il normale lavaggio dei capelli.

 

Maschera per capelli ai semi di lino e macadamia.

Ingredienti:

  • mezzo bicchiere di semi di lino.
  • 2 cucchiai di olio di macadamia.
  • 2 cucchiai di gel d’aloe.
  • 5 cucchiai di hennè neutro.

Preparazione:

Frullare i semi di lino con l’olio e la polpa dell’aloe, filtrare con un colino per togliere le bucce dei semi.

Impastare il tutto con l’hennè fino ad ottenere un composto omogeneo.

Applicare sui capelli, chiudere con la pellicola e tenere in posa 60 minuti.

Sciacquare con abbondante acqua e procedere con il normale lavaggio dei capelli.

 

Maschera per capelli all’avocado e miele.

Ingredienti:

  • 1 avocado.
  • 3 cucchiai di amido di mais.
  • 2 cucchiai di miele.
  • 1 cucchiaio di olio di semi di lino.

Preparazione:

Sbucciare e privare del nocciolo l’avocado, quindi frullarlo ed unirvi gli altri ingredienti.

Tenere in posa la maschera per 1 ora.

Sciacquare con abbondante acqua o in alternativa con una tisana di rosmarino (Rosmarino in acqua calda) da utilizzare anche dopo lo shampoo.

 

 

L’origine della marmellata.

La leggenda dell’origine della parola “marmellata”, sarebbe strettamente legata agli agrumi.

Si dice infatti che Maria de’ Medici, malata di scorbuto, ossia di carenza di vitamina C, avesse ordinato di mandare a corte i migliori agrumi di Sicilia.

Per questi frutti che partivano da Palermo e dovevano affrontare il lungo viaggio fino in Francia, i cuochi italiani trovarono un sistema per conservarli, bollendoli con l’aggiunta di miele.

Queste casse partivano poi alla volta della corte di Maria de’ medici, contrassegnate con la scritta “pour Marie malade” ossia “per Marie ammalata”, da qui per assonanza la parola marmellata e la differenza fondamentale tra marmellata e confettura.

La prima infatti può essere solo di agrumi, mentre la seconda è a base di qualsiasi altro tipo di frutto.

Noodle House.

Questo ristorante in Via Nicola Antonio Porpora al numero 167 a Milano, offre specialità coreane.
Il locale non è molto grande all’interno, l’arredamento è semplice ma comunque piacevole alla vista.
Il personale è estremamente gentile e disponibile.
Il menù offre una vastissima scelta di piatti, anche vegetariani, venendo incontro al gusto di tutti i clienti, ad un prezzo direi non eccessivamente elevato (Menù 8-13€).
I piatti serviti sono a mio avviso molto buoni e di ottima qualità, con una discreta attenzione ai dettagli, aspetto a mio avviso decisamente importante per giudicare un piatto, poichè anche l’occhio vuole la sua parte.
Consiglio questo locale, a chi desidera provare la cucina coreana, in un ambiente informale ma gustando piatti deliziosi.
Alcuni dei piatti serviti:
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Biscotti ai pinoli.

Ingredienti x 20 biscotti:

  • 220 g di farina.
  • 1 uovo.
  • 60 g di zucchero di canna.
  • 70 g di olio d’oliva.
  • 200 g di pinoli.
  • 1 limone.
  • 1/2 bicchierino di Marsala.
  • 1 bustina di lievito per dolci.

Preparazione:

Accendere il forno e farlo scaldare a 180°C.

Su una spianatoia, disporre a fontana 220 grammi di farina, unire un uovo, 60 grammi di zucchero di canna, 70 grammi di olio d’oliva, 200 grammi di pinoli tritati grossolanamente, la scorza grattugiata di un limone, mezzo bicchierino di Marsala, una bustina di lievito per dolci e impastare bene il tutto.

Stendere la pasta a circa 1 cm di altezza e ritagliare dei biscotti con una forma tonda.

Adagiarli su una teglia precedentemente unta di olio e spolverizzata di farina.

Infornare e far cuocere i biscotti per 25 minuti.

Finocchi al forno.

Ingredienti x 4 persone:

  • 4 finocchi medi.
  • 3 pomodori rossi.
  • Sale q.b.
  • Pepe q.b.
  • Olio extravergine d’oliva q.b.
  • 1 cucchiaio di capperi.
  • 12 olive nere.
  • Origano q.b.
  • Parmigiano grattugiato q.b.

Preparazione:

Pulire quattro finocchi medi, tagliarli a spicchi, lavarli e lessarli, facendo sì che rimangano un po’ croccanti.

Lavare e tagliare a pezzettini tre pomodori rossi.

In una teglia foderata con carta da forno e unta con un poco d’olio, disporre i finocchi e condirli con sale e pepe, aggiungere i pezzetti di pomodoro, un cucchiaio di capperi in salamoia sgocciolati e 12 olive nere denocciolate e tritate.

Aggiungere un filo d’olio, origano e un cucchiaio abbondante di parmigiano grattugiato, infine infornare il tutto a 170°C per circa 15 minuti.

Servire caldi.