Pizzette di Pasta Fillo con stracchino, gorgonzola e noci.

Ingredienti x 4 persone:

  • 2 fogli di pasta Fillo rettangolari.
  • 150 g di gorgonzola dolce.
  • 100 g di stracchino.
  • 30 gherigli di noci.
  • Pepe q.b.
  • Prezzemolo riccio q.b.

Preparazione:

Stendere i due fogli di pasta uno sopra l’altro, tagliandoli in quattro parti.

Lavorare il gorgonzola con lo stracchino e pepare il tutto.

Spalmare il composto di formaggi al centro di ogni rettangolo e ripiegare i bordi all’interno.

Cospargere con le noci spezzettate e infornare a 180°C fino a doratura.

Lasciare intiepidire e servire guarnendo con ciuffi di prezzemolo riccio.

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Come preparare la Pasta Fillo.

Ingredienti:

  • 450 g di farina setacciata.
  • 200 ml di acqua.

Preparazione:

Impastare in una ciotola 450 grammi di farina setacciata con 200 millilitri circa di acqua, usando prima la forchetta e poi le mani.

Lavorare l’impasto fino ad ottenere un composto omogeneo e liscio.

Stenderlo, ripiegarlo più volte e farne un panetto.

Coprirlo e lasciarlo riposare al fresco per circa due ore.

Impastare di nuovo il panetto e poi dividerlo in 4-5 pezzi.

Stendere ciascuno in fogli sottilissimi con l’ausilio del mattarello o con la macchina per la pasta.

Per evitare che si secchino, tenere i fogli di pasta coperti con un telo umido, fino al momento di usarli per la ricetta.

La pasta fillo si presta a preparazione sia dolci che salate.

Occorre spennellarla di olio o burro prima di essere cotta in forno.

Curiosità sull’arancia.

  • Nell’arancia sono contenuti: olio essenziale, fibre, acidi organici, fitosteroidi, flavonoidi, resina, carotenoidi, zuccheri, pectina, enzimi, vitamine B e C e minerali come: potassio, fosforo, selenio, magnesio, calcio e ferro.
  • Il più tradizionale bouquet della sposa si fa con i profumatissimi fiori dell’arancio, poiché sono considerati di buon augurio.
  • I frutti dell’arancio sono probabilmente le leggendarie “mele d’oro” del giardino delle Esperidi, che Ercole doveva conquistare; di questo mito rimane traccia nel nome scientifico dell’arancio, Citrus aurantium (cioè albero d’oro) e nel termine botanico che indica i frutti degli agrumi, cioè esperidio.
  • L’essenza dei fiori è usata in profumeria, in erboristeria, in cucina e soprattutto in pasticceria: è la base per preparare l’acqua di fiori d’arancio.
  • Sotto la scorza dell’arancia è presente uno strato bianco spugnoso, che di solito si elimina a causa del suo gusto amaro. Si chiama Albedo e ha proprietà benefiche per l’intestino, oltre che ad aiutare a regolare l’assorbimento di grassi, zuccheri e proteine.
  • L’infuso freddo d’arancia o di fiori d’arancio, può essere utilizzato sul viso come tonico rinfrescante e detergente, adatto per pelli delicate e tendenti alla couperose.
  • L’arancia potenzia le difese immunitarie e quindi aiuta a prevenire i malanni tipici della stagione fredda, soprattutto grazie alla vitamina C che contiene in abbondanza e che ha un effetto protettivo e rinforzante anche sulle pareti dei vasi sanguigni, migliorando la circolazione periferica e la capacità di cicatrizzazione.
  • L’infuso di fiori d’arancio, rilassa e aiuta a superare stress, ansia e insonnia.

Gamberoni alla Creola.

Ingredienti x 4 persone:

  • 250 ml di passata di pomodoro.
  • Aceto di mele q.b.
  • Salsa Worcestershire q.b.
  • Tabasco q.b.
  • 1/2 aglio.
  • Senape q.b.
  • Zucchero q.b.
  • Sale q.b.
  • Pepe q.b.
  • 1 arancia.
  • 600 g di gamberoni.

Preparazione:

In una casseruola aggiungere la passata di pomodoro, quattro cucchiai di aceto di mele, tre cucchiai di salsa Worcestershire, un cucchiaio di tabasco, mezzo aglio tritato, un cucchiaio di senape, uno di zucchero, mezzo cucchiaio di pepe nero macinato e il succo di un’arancia.

Far bollire il tutto e cuocere a fuoco lento per 20 minuti, aggiungendo mezza tazza di acqua.

Regolare di sale e aggiungere 600 grammi di gamberoni sgusciati e puliti.

Cuocere per 6 minuti circa.

Servire caldi accompagnati con del riso bianco bollito.

Parco del Retiro.

Il parco del Retiro è un parco di Madrid che si estende per 118 ettari e rappresenta uno dei principali luoghi di interesse della capitale spagnola.

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Costruito a partire dalla prima metà del XVII secolo come giardino di corte, il Parco è passato attraverso numerose evoluzioni stilistiche, cambiando spesso uso e destinazione.

A partire dalla seconda metà del XVIII secolo, durante il regno di Carlo III, il parco venne per la prima volta aperto al pubblico; i cittadini di ogni estrazione, non più esclusivamente appartenenti all’aristocrazia, furono autorizzati ad accedere a parte dei giardini, purché rispettassero delle norme minime relative all’abbigliamento e alla condotta.

La nuova destinazione assunse negli anni sempre maggior rilevanza, tanto che alla fine del XIX secolo, il Parco passò ad essere proprietà municipale, diventando rapidamente una delle attrazioni più amate e frequentate dai cittadini e dai turisti, che lo considerano oggi uno dei simboli principali della città.

Il parco è aperto dalle sei del mattino fino a mezzanotte (in inverno, fino alle dieci di sera) e a parte la possibilità unica di godere di un’oasi verde, piena di tranquillità, dove è possibile effettuare magnifiche passeggiate nella natura in pieno centro città, offre anche diversi luoghi di interesse e numerose attività di svago.

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L’attrazione forse più famosa in assoluto è però lo splendido Palacio de Cristal, un’incredibile e suggestiva struttura in ferro, vetro e ceramica, costruita inizialmente per essere utilizzata come serra per le numerose specie di piante esotiche ospitate dal Parco e destinata successivamente ad accogliere esposizioni organizzate, grazie al gemellaggio con il Museo Regina Sofia.

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Di fronte all’entrata del Palazzo si trova un piccolo laghetto, con una fontana e un piccola cascata, circondato da splendidi e maestosi alberi che esaltano e accentuando il carattere romantico e sognante dell’atmosfera che si respira in questo angolo del Parco.

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Un’esperienza unica e assolutamente consigliata per chi si trova a visitare Madrid.

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Il Mercado de San Miguel.

Situato a pochi metri dalla famosa e centralissima Plaza Mayor, in una delle zone più ricche della capitale spagnola in fatto di negozi, bar e ristoranti, il Mercado de San Miguel è il posto perfetto sia per fare compere, che per mangiare piatti tipici del luogo.

Infatti oltre che a mantenere la sua originaria vocazione, offrendo oggi come cento anni fa, il classico assortimento di generi alimentari, è possibile consumare diverse opzioni di “street food”, passeggiando all’interno della struttura che ospita il Mercado; negli ultimi anni il Mercado è riuscito a reinventarsi, tanto da essere ormai considerato sia un punto di ritrovo, che uno spazio “alla moda”, attirando ogni giorno centinaia, se non migliaia di persone.

L’edificio che ospita il Mercado de San Miguel è caratterizzato da una splendida struttura in ferro, vetro e ceramica, risalente ai primi anni del ‘900.

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In precedenza e per quasi un secolo, nello stesso spazio era presente un mercato all’aperto, che si teneva quotidianamente nella piazza, in seguito alla demolizione della preesistente chiesa di San Miguel de los Octoes.

A causa della crescente preoccupazione delle autorità cittadine per le condizioni igieniche del mercato e a causa dei problemi di ordine pubblico generati dall’aumento incontrollato del numero di banchi situati nelle vie adiacenti, nella piazza fu finalmente approvata la costruzione di una struttura coperta, terminata nel 1913.

Il bellissimo e suggestivo edificio che è possibile visitare oggi è l’originale degli inizi del secolo scorso, restaurato completamente nel 1999.

Vanta una superficie di quasi 2000 metri quadrati.

All’interno sono presenti i tradizionali banchi di vendita (con prodotti sempre di altissima qualità e rigorosamente freschi e di stagione), oltre a spazi dotati di tavoli dove è possibile degustare quello che si è appena comprato, in tutta tranquillità.

Tappa a mio avviso obbligatoria se si visita la città di Madrid.

 

 

 

Ricetta originale della Sangria Catalana.

Il termine Sangria deriva dalla parola spagnola sangre (sangue) che si riferisce al tipico colore rosso di questa bevanda.

In molte ex colonie spagnole americane, la Sangria viene anche chiamata limonada de tinto.

Ingredienti:

  • 1 L di vino rosso (non troppo corposo o invecchiato).
  • 2 pesche.
  • 1 mela.
  • 1 pera.
  • 1/2 ananas.
  • 2 limoni.
  • 1 arancia.
  • 1/2 bicchiere di cognac.
  • 1/2 L di Soda (o Gassosa)
  • 4 cucchiai di zucchero di canna.
  • Un pizzico di noce moscata.

Preparazione:

Prendere una brocca molto capiente.

Versarvi all’interno il vino rosso.

Spremere il succo di un limone, aggiungerlo al vino e mescolare.

Aggiungere l’arancia e i limoni con la buccia, ben lavati e tagliati a cubetti e tutto il resto della frutta pelata e tagliata a dadini.
Versare lo zucchero di canna e lentamente mescolare il tutto con un cucchiaio lungo da cocktail, infine versare il bicchierino di cognac e spolverare con un pizzico di noce moscata.

Mescolare bene.

Far riposare in frigorifero per due ore prima di servire, per lasciare che la frutta insaporisca il vino.

Al momento di servire, prendere un bicchiere capiente (tipo Tumbler alto), riempirlo con qualche cubetto di ghiaccio, versare la Sangria solo fino a poco più della metà, alleggerire la bevanda con la soda fino in cima.

Guarnire il tutto con frutta fresca a piacere.