7 Curiosità sulla patata.

  1. La più costosa varietà di patata al mondo è la Bonnotte. Una specie rara, coltivata sull’isola francese di Noirmoutier e raccolta rigorosamente a mano, durante soli dieci giorni dell’anno. Il prezzo si aggira circa sui 400 dollari al chilo.
  2. Re Luigi XVI rese la patata una prelibatezza, spesso servita ai banchetti di corte. E la regina Maria Antonietta si adeguò, decorando le sue acconciature e i suoi abiti con germogli di patate.
  3. Il filosofo marxista Friedrich Engels sosteneva che, a livello di importanza storica, la patata fosse pari al ferro. Senza di lei la Rivoluzione Industriale non sarebbe mai avvenuta, perché i lavoratori nell’Inghilterra del Nord non avrebbero avuto le calorie e quindi l’energia necessaria a lavorare.
  4. Raccomandate a chi soffre di ulcera per la loro capacità di neutralizzare i succhi gastrici, sono una fonte di importanti vitamine e minerali. Una patata di medie dimensioni (mangiata con la buccia, ovviamente) provvede al 45% della dose giornaliera di vitamina C raccomandata, al 18% di potassio e al 10% di vitamina B5.
  5. Già nel lontano 1995, la NASA aveva cominciato i primi esperimenti per produrre le patate anche nello spazio in modo da offrire una fonte di alimentazione valida per gli astronauti. L’esperimento ha poi avuto un seguito poiché dal marzo 2016, la stessa agenzia americana, coadiuvata dall’International Potato Center del Perù, sta provando a coltivare le patate in un laboratorio di Lima, città dello stato sudamericano, riproponendo le stesse condizioni che sono presenti su Marte.
  6. Dalle patate è possibile generare energia elettrica. Con opportuni procedimenti, è possibile avere elettricità. In America, addirittura, c’è chi vende anche il “Two-potato clocks”, un kit che include una patata in cui sono stati inseriti elettrodi.
  7. Il successo della patata (Solanum tuberosum) è dovuto a un mix unico di fattori: è facile da coltivare, cresce a ogni latitudine, si conserva per 6 mesi senza bisogno del freezer, è commestibile fino all’85% (contro il 50% dei cereali) e si coltiva in poca terra.
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