11 CuriositĂ  sulla notte di Capodanno.

  1. La tradizione di mangiare le lenticchie la notte di capodanno in Italia, deriva da un’usanza in auge nell’antica Roma. L’ultimo giorno dell’anno si usava regalare una Scarsella,  un sacchetto legato alla cintura usato come portamonete, riempito di lenticchie con l’augurio che queste potessero trasformarsi in monete.
  2. In Spagna durante il Capodanno si mangiano i buñuelos (sfogliatine ricoperte di zucchero). Inoltre è tradizione mangiare 12 chicchi d’uva allo scoccare della mezzanotte: un chicco per ogni rintocco di campana dell’anno vecchio per propiziarsi abbondanza di cibo per l’anno nuovo.
  3. In Inghilterra si usa fare un vero e proprio veglione di Capodanno, dove è tradizione mangiare il tacchino ripieno di castagne e il Christmas Pudding, un tipico dolce al cucchiaio che, molto spesso, è arricchito con monete d’argento.
  4. La Russia è l’unico paese dove il Capodanno si festeggia per ben due volte: il 31 dicembre secondo il calendario Gregoriano e il 13 gennaio secondo quello Giuliano (detto anche Capodanno vecchio).
  5. In Sudafrica, il nuovo anno viene inaugurato il 2 gennaio con l’inizio del Carnevale. In questa data si commemora il “Giorno dell’emancipazione“, in cui furono liberati in Sudafrica 1830 schiavi.
  6. Un’usanza tipicamente tedesca è trascorrere il Capodanno mascherati come fosse Carnevale. Si brinda al nuovo anno con il Feuerzangenbowle, la bevanda della fraternità e delle associazioni studentesche a base di vino, cannella, chiodi di garofano, buccia d’arancia e rum.
  7. In Portogallo chi vuole essere baciato dalla fortuna nel nuovo anno dovrà mangiare nella notte di San Silvestro la zuppa di piselli. Inoltre, per tradizione, è di buon auspicio tenere 7 chicchi di melograno o una foglia di alloro nel proprio portafogli.
  8. In Cina il Capodanno, noto anche come festa della primavera, non coincide con il nostro capodanno ma la data, che segue il calendario lunare, può variare dal 21 gennaio al 19 febbraio, secondo il nostro calendario gregoriano.
  9. In Brasile a Capodanno ci si veste tutti di giallo, il colore dell’oro, del sole e della luce. Il capofamiglia getta il contenuto di un bicchiere di vino all’indietro per allontanare la sfortuna da casa.
  10. In Giappone, i festeggiamenti del Toshigami, la divinità dell’anno nuovo, durano dal 31 dicembre al 3 gennaio (Shogatsu), periodo dell’anno durante il quale si ringraziano gli dei che proteggono i raccolti e si dà il benvenuto agli spiriti degli antenati.
  11. In Polonia nella notte di San Silvestro si usa indossare della biancheria intima nuova, ma è fondamentale non staccare l’etichetta! La biancheria nuova auspica tanta fortuna in amore per l’anno che verrà.
Annunci

Cotechino con lenticchie.

Ingredienti x 4 persone:

  • 1 cipolla.
  • 70 g di pancetta.
  • 600 g di lenticchie.
  • 2 cotechini.
  • Sale q.b.
  • Olio extravergine d’oliva q.b.

Preparazione:

Sbucciare e tritare una cipolla, tagliare a cubetti 70 grammi di pancetta e rosolare il tutto in una casseruola con l’olio.

Unire 600 grammi di lenticchie, mescolando il tutto, quindi coprire con acqua fredda e cuocere per circa un’ora a fiamma bassa.

Salare verso fine cottura.

Incidere la pelle di due cotechini da 500 grammi, spellarli e tagliarli a fette, unirli alle lenticchie, quindi cuocere ancora per 40 minuti unendo altra acqua, se occorre.

Trasferire il tutto su un vassoio e servirlo ben caldo.

Leonardo3 – Il mondo di Leonardo.

Nel cuore di Milano, in Piazza della Scala (che ospita il monumento a Leonardo), all’ingresso della Galleria Vittorio Emanuele II, nei prestigiosi spazi delle sale del Re è possibile partecipare a Leonardo3 – Il mondo di Leonardo, una mostra che consente di scoprire le mille sfaccettature di Leonardo da Vinci, sia artista che inventore, grazie a ricostruzioni inedite delle sue macchine e restauri dei suoi dipinti in anteprima mondiale.

 

Informazioni Utili:

 

Aperto tutti i giorni dalle 9:30 alle 22:30.

Raggiungibile tramite:

Metro
– Fermata MM1 Duomo (Linea Rossa).
– Fermata MM3 Montenapoleone (Linea Gialla).

Bus
– Linea 61, fermata via Verdi/via dell’Orso.

Tram
– Tram n° 1, fermata via Manzoni/Piazza della Scala.
– Tram n° 2, fermata via Manzoni – Piazza della Scala.

Treno
– Stazione Centrale (collegamento MM3 – fermata Montenapoleone).
– Stazione Cadorna (collegamento MM1 – fermata Cordusio o Duomo).

 

 

 

Mattonella di lenticchie.

Ingredienti x 4 persone:

  • 250 g di lenticchie.
  • 4 carote.
  • 1 sedano.
  • 1 scalogno.
  • 2 foglie di alloro.
  • 3 fogli di colla di pesce.
  • 1 peperone rosso.
  • Sale q.b.
  • Pepe q.b.

Preparazione:

Cuocere in acqua 250 grammi di lenticchie con due carote, la costa di un sedano, uno scalogno e due foglie di alloro.

Regolare di sale e di pepe.

Scolare le lenticchie dall’acqua e versarle in un contenitore rettangolare.

Ricoprire con la gelatina ottenuta sciogliendo tre fogli di colla di pesce in poca acqua.

Guarnire la mattonella di lenticchie con due carote cotte al vapore e tagliate a rondelle e un peperone rosso, tagliato a striscioline.

Far rapprendere in frigorifero per qualche ora.

Servite a temperatura ambiente.

10 CuriositĂ  sul giorno di Santo Stefano.

  1. Il giorno di Santo Stefano è una festività cristiana celebrata il 26 dicembre dalla Chiesa cattolica e da alcune Chiese protestanti.
  2. Il giorno di Santo Stefano è una festa nazionale in Austria, Città del Vaticano, Croazia, Danimarca, Germania, Irlanda, Italia, Romania, San Marino e Svizzera italiana.
  3. In Irlanda questo giorno è chiamato Lá Fhéile Stiofán o Lá an Dreoilín.
  4. In questo giorno si ricorda Stefano protomartire, ovvero il primo martire del cristianesimo secondo il Nuovo Testamento. Intorno all’anno 36 d.C. fu accusato di blasfemia dal sinedrio e condannato alla lapidazione. Uno dei suoi principali inquisitori fu Saulo di Tarso, che poi diventerĂ  San Paolo.
  5. Il giorno di Santo Stefano viene celebrato il 27 dicembre dalla Chiesa ortodossa.
  6. In Catalogna questo giorno è chiamato Sant Esteve ed è un giorno di festa, anche se la festività non è osservata in tutta la Spagna.
  7. Santo Stefano è il santo patrono della Serbia e in questo giorno si celebra la “Festa della Repubblica”.
  8. In Serbia si festeggia il 9 gennaio (secondo il calendario gregoriano, che è poi quello adottato dalla maggioranza delle chiese cristiane), poiché la Serbia, aderendo alla Chiesa ortodossa, adottano il calendario giuliano.
  9. Le tradizioni del 26 Dicembre sono essenzialmente due: mangiare gli avanzi dei due giorni di festa precedenti, Vigilia e giorno di Natale e trascorrere il tempo in famiglia.
  10. Santo Stefano è anche la giornata dei giochi di Natale. Grandi e piccini il 26 Dicembre si ritrovano attorno al tavolo coperto da un panno verde per giocare ai classici giochi capaci di riunire tutta la famiglia.

La leggenda della Stella di Natale.

Il Natale è una festa ricca di luci, di gioia e di allegria.

Il periodo antecedente al giorno di Natale è ideale per raccontarsi leggende o storie su questa festività così sentita e importante.

 

La leggenda della Stella di Natale.

 

La famosa “Stella di Natale” che ogni anno compare nelle case a rallegrare l’ambiente è legata alla storia di un bimbo molto piccolo.

La leggenda narra che il 25 dicembre, di un anno lontanissimo nel tempo, un bambino povero entrò in una chiesa per offrire un dono a Gesù nel giorno della sua nascita.

Il bambino sentendosi molto triste e vergognandosi per il suo regalo fatto di piccoli ramoscelli, si mise a piangere; dal suo volto cadde una lacrima che finì fra quei ramoscelli.

D’incanto la lacrima si trasformò nel fiore più rosso e bello che i suoi occhi avessero mai visto circondato da innumerevoli foglie.

Nacque così la Stella di Natale.

 

 

Con questa ultima storia natalizia, vi auguro un felice e magico Natale!

La leggenda delle pigne di Natale.

Il Natale è una festa ricca di luci, di gioia e di allegria.

Il periodo antecedente al giorno di Natale è ideale per raccontarsi leggende o storie su questa festività così sentita e importante.

 

La leggenda delle pigne di Natale.

 

Molto tempo fa tra le montagne di Hertz ( in Germania ) viveva una famiglia molto povera.

Non avevano niente da mangiare e neanche un po’ di legna per riscaldarsi dal freddo dell’inverno.

La madre decise di andare nella foresta per raccogliere delle pigne, alcune per accendere
il fuoco e altre per venderle e comprare un po’ di cibo.

Mentre raccoglieva le prime pigne improvvisamente la donna sentì una voce: ” PerchĂ© rubi le pigne? ” accanto a lei c’era un elfo al quale la donna raccontò la sua triste storia.

L’elfo con un sorriso le consigliò di entrare nella seconda foresta e le disse che questo consiglio sarebbe stato il suo regalo di Natale per lei.

Lì le pigne erano molto più belle e grosse.

Quando la donna raggiunse la foresta, visto che era molto stanca, si mise a sedere sul suo cestino per riposarsi un momento.

Ad un tratto mentre era assopita e si era fatto buio gli caddero dozzine di pigne in testa.

Le raccolse e si avviò verso casa.

Mentre saliva i gradini di casa sua e la flebile luce le permise di vedere meglio, si accorse che le pigne si erano trasformate in pigne d’argento.

Grazie a questo dono la sua famiglia non avrebbe mai piĂą sofferto la fame e il freddo.

Da quel giorno tra le montagne di Hertz la gente tiene una piccola pigna d’argento in casa come porta fortuna.

La leggenda del pettirosso.

Il Natale è una festa ricca di luci, di gioia e di allegria.

Il periodo antecedente al giorno di Natale è ideale per raccontarsi leggende o storie su questa festività così sentita e importante.

 

La leggenda del pettirosso.

 

Un piccolo uccellino marrone divideva la stalla a Betlemme con la Sacra famiglia.

La notte, mentre la famiglia dormiva, l’uccellino notò che il fuoco che li scaldava stava per spegnersi.

Così, per tenere caldo il piccolo Gesù, volò verso le braci e tenne il fuoco vivo muovendo le ali per tutta la notte.

Il mattino seguente l’uccellino fu premiato con un bel petto rosso brillante come simbolo del suo amore per GesĂą Bambino.

Questo uccellino è quello che noi tutti conosciamo oggi con il nome di pettirosso.

La leggenda dei bastoncini di zucchero.

Il Natale è una festa ricca di luci, di gioia e di allegria.

Il periodo antecedente al giorno di Natale è ideale per raccontarsi leggende o storie su questa festività così sentita e importante.

 

La leggenda dei bastoncini di zucchero.

 

Il protagonista della storia di oggi è il bastoncino di zucchero “a forma di J” che durante le vacanze di Natale decora alcuni alberi e ghirlande.

La sua leggenda è molto antica e narra di uno straordinario e famosissimo pasticciere che lo creò per ricordare Gesù alle persone.

Decorato a strisce rosse e bianche, questo dolce di zucchero ha infatti in sé molti significati.

La forma a “J” rappresenta la forma di un bastone da pastore perchĂ© secondo le scritture “GesĂą è il nostro pastore” o è riconducibile alla parola “Jesus” che tradotta in italiano dall’inglese è appunto GesĂą.

Il colore bianco rappresenta la purezza e l’assenza del peccato.

Il sapore di menta piperita ricorda il sapore dell’issopo che è una pianta aromatica usata nel vecchio testamento per purificare.

Il rosso invece è stato utilizzato poichè da sempre è uno dei colori più diffusi della festività natalizia.