La Borragine.

Non esistono notizie certe sull’origine botanica della borragine officinale, né precisi riscontri scientifici sui suoi passati utilizzi.

Secondo alcuni interpreti, la pianta costituiva l’ingrediente segreto del “Nepenthes” omerico, prodigiosa bevanda in grado di donare l’oblio, mentre gli autori classici ritenevano che la sua assunzione rendesse l’uomo euforico.

Nel corso del cinquecento il botanico senese Pietro Andrea Mattioli, annotava che in antichità la specie veniva impiegata per curare malinconia e tristezza ed è noto inoltre che i Celti se ne servissero per infondere coraggio ai guerrieri prima della battaglia.

Oggi i semi di borragine sono riconosciuti come una delle migliori fonti vegetali di acidi grassi essenziali.

Le altre parti della pianta, fiori, foglie, frutti, fusto e radici, contengono sostanze tossiche per il fegato ed il loro impiego alimentare e medico è dunque sconsigliato.

L’impiego alimentare delle foglie richiede estrema moderazione.

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