La Sede de “Il Corriere della Sera”.

L’edificio, sede storica del Corriere della Sera, è stato costruito tra il 1903 e il 1904 su progetto di Luca Beltrami e Luigi Repossi.

La facciata, scandita da alte paraste doriche e da una sequenza regolare di aperture ad arco ribassato, si avvicina per la finezza delle decorazioni agli esempi tipici di liberty milanese.

Mantiene tuttavia, quella particolare sobrietà che caratterizza la tradizione e l’immagine del giornale.

All’interno si distinguono l’atrio con arcate a tutto sesto, l’elegante scalone principale e la sala Albertini, in cui si svolgono le riunioni di redazione con il direttore.

L’intero complesso di edifici nell’isolato tra via della Moscova, via Solferino e via San Marco è stato ristrutturato tra il 2001 e il 2006 dallo studio Gregotti.

Le parti industriali sono state riconvertite e si è creato un sistema unitario di edifici, redazioni e ambienti di servizio, disposti attorno a una piazza allungata.

A questi si aggiungono la sala Buzzati e la sala Montanelli, aperte alle discussioni pubbliche.

Straordinario è il patrimonio di documenti esistenti nell’archivio storico.

Pasta ai quattro formaggi.

Ingredienti x 4 persone:

  • 200 ml di latte.
  • 50 ml di panna.
  • 100 g di gorgonzola dolce.
  • 80 g di emmental.
  • 80 g di parmigiano.
  • 80 g di taleggio.
  • 400 g di mezze penne rigate.
  • Sale q.b.
  • Pepe q.b.

Preparazione:

In un pentolino versare 200 millilitri di latte e 50 millilitri di panna.

Far cuocere il tutto a fuoco lento.

Aggiungere 100 grammi di gorgonzola dolce, 80 grammi di emmental grattugiato, 80 grammi di parmigiano e 80 grammi di taleggio a dadini.

Mescolare il tutto fino alla fusione dei formaggi, salare e pepare.

Mettere in una padella antiaderente la salsa di formaggi e 400 grammi di mezze penne rigate scolate al dente e saltare il tutto per qualche minuto.

Servire immediatamente.

Maschera esfoliante all’avocado, miele e arancia.

La presenza dell’arancia in questa maschera aiuta ad esfoliare le impurità del viso mentre, l’avocado e il miele sono ottimi idratanti naturali.

Ingredienti:

  • 1 avocado.
  • 1 cucchiaino di miele.
  • 2 cucchiai di succo d’arancia.

Preparazione:

Una volta pronta la purea di avocado, aggiungere il miele e il succo d’arancia.

Dopo aver mescolato bene il tutto, applicare la maschera sul viso e tenere in posa per 20 minuti.

Risciacquare con abbondante acqua tiepida.

Giglio.

Il giglio (Lilium) è un fiore appartenente alla famiglia Liliaceae.

Come l’iris, il genere Lilium è originario dell’Europa, dell’Asia e del Nord America; comprende piante con un’altezza da 80 cm a 2 m, dotate di bulbi a scaglie, disposti intorno ad un disco centrale, da cui originano inferiormente le radici, e superiormente lo stelo.

Le scaglie, a seconda della specie, sono più o meno larghe e differenti tra loro.

Le radici del bulbo sono perenni e non si rinnovano tutti gli anni come succede solitamente nelle piante bulbose; solo i gigli di origine cinese e giapponese, alla ripresa vegetativa, formano un palco di radici avventizie sullo stelo sopra il bulbo a fior di terra, che contribuiscono alla nutrizione delle parti aeree.

Le foglie generalmente lanceolate, più o meno strette con venature parallele, sono disposte attorno al fusto eretto, a volte in palchi, solitamente in ordine sparso.

I fiori hanno sei tepali (tre petali e tre sepali petaloidi), e sono terminali, spesso riuniti in numerose infiorescenze portate da lunghi steli, con forme e colori diversissimi, e spesso profumatissimi.

Nell’ambito religioso il giglio è un simbolo che ricorre spesso come emblema di candore, verginità e purezza derivati dal suo portamento e dal suo colore candido.

Secondo una leggenda un tempo i gigli erano gialli, ma quando la Vergine Maria si chinò per raccoglierne uno, al suo tocco il fiore cambiò colore diventando di un bianco candido.

Nella religione cristiana troviamo il giglio associato ad altri santi come ad esempio Santa Caterina da Siena, Sant’Antonio da Padova e all’Arcangelo Gabriele.

Il giglio si ritrova comunque spesso in molte raffigurazioni religiose e si potrebbe quasi pensare che sia un simbolo della santità stessa.

Penne tonno, limone e salvia.

Ingredienti x 4 persone:

  • 400 g di penne.
  • 1/2 cipolla.
  • 200 g di tonno.
  • 12 foglie di salvia fresche.
  • 1 limone.
  • Sale q.b.

Preparazione:

Cuocere 400 grammi di penne.

Nel frattempo, in un ampio tegame, rosolare mezza cipolla con l’olio contenuto in due confezioni di tonno da 100 grammi e aggiungere dodici foglie di salvia fresca.

Poco prima di scolare la pasta, unire nel tegame mezzo bicchiere di acqua di cottura.

Quando la pasta è al dente, scolarla e versarla nel tegame, aggiungendo anche il tonno.

Saltare in padella il tutto per un minuto e grattugiarvi sopra la scorza di un limone.

Servire calde.

10 Curiosità sul rosmarino.

  1. Nel Medioevo, il rosmarino era una pianta popolarissima durante le cerimonie di nozze. Al rosmarino erano associate virtù magiche e per questo, tutti gli invitati, dovevano indossare un rametto di rosmarino. Aveva la fama di stringere unioni d’amore.

  2. Inizialmente utilizzato come erba officinale, ha scoperto l’impiego in ambito culinario solamente dal XVIII secolo.
  3. Originario dell’Europa, Asia e Africa, il rosmarino è ora spontaneo nell’area mediterranea nelle zone litoranee, garighe, macchia mediterranea, dirupi sassosi e assolati dell’entroterra, dal livello del mare fino alla zona collinare, ma si è acclimatato anche nella zona dei laghi prealpini e nella Pianura Padana nei luoghi sassosi e collinari.
  4. L’etimologia della parola rosmarino viene da Rosmarinus officinalis, dalle parole latine ros (rugiada) e maris (mare).
  5. Un olio essenziale di foglie di rosmarino può essere utilizzato nelle colonie, come l’Acqua d’Ungheria, che contiene arancia, camomilla e bergamotto.
  6. Prima ancora che in cucina, i romani usavano il rosmarino per aromatizzare il vino.
  7. Mentre nel periodo Tudor, in Inghilterra, era il simbolo della fedeltà femminile. Ma si diceva anche che se un uomo non era in grado di sentirne l’aroma, non meritava l’amore.
  8. Il rosmarino (Salvia rosmarinus Schleid) è una pianta perenne aromatica appartenente alla famiglia delle Lamiaceae.
  9. Il rosmarino è una pianta arbustiva sempreverde che raggiunge altezze di 50–300 cm, con radici profonde, fibrose e resistenti, ancoranti; ha fusti legnosi di colore marrone chiaro, prostrati ascendenti o eretti, molto ramificati.
  10. La coltivazione richiede posizione soleggiata al riparo dai venti gelidi, un terreno leggero sabbioso-torboso ben drenato ed è poco resistente ai climi rigidi e prolungati.

Pennette al salmone e zucchine.

Ingredienti x 4 persone:

  • 3 zucchine.
  • 400 g di pennette rigate.
  • 200 g di salmone.
  • 1/2 cipolla.
  • 1 spicchio d’aglio.
  • Foglie di basilico q.b.
  • Parmigiano q.b.
  • Sale q.b.
  • Pepe q.b.

Preparazione:

Tagliare a pezzi grossi, tre zucchine e farle bollire in acqua salata per circa tre minuti.

Sminuzzare 200 grammi di salmone.

Tagliare mezza cipolla finemente, facendola dorare insieme con uno spicchio d’aglio.

Unire il salmone e qualche foglia di basilico.

Frullare le zucchine con un cucchiaio di parmigiano, un pizzico di sale e di pepe.

Cuocere al dente 400 grammi di pennette rigate e ripassarle velocemente con il salmone e la crema di zucchine.

Servire calde.

Palazzo Castiglioni.

Il palazzo, costruito tra il 1901 e il 1904 da Giuseppe Sommaruga, è il più importante esempio di liberty milanese.

Il suo stile “originario e bizzarro” come venne all’epoca definito anche a causa della presenza di due enormi figure femminili seminude, scolpite da Ernesto Bazzano ai lati dell’ingresso, suscitò fin dall’inaugurazione le critiche dell’opinione pubblica, al punto che l’architetto fu costretto a sostituire le sculture con decorazioni floreali.

Le statue dello scandalo, che valsero al palazzo il soprannome di Ca’ di ciàpp, sono ora collocate nel fronte verso il giardino della clinica Columbus, in via Buonarroti, progettato dallo stesso Sommaruga.

La facciata su Corso Venezia è all’insegna dell’esuberanza decorativa: presenta un basamento in pietra grezza con apertura a oblò, ornamenti scultorei attorno alle finestre e un cornicione metallico finemente lavorato.

All’interno si possono ammirare il magnifico scalone a tre rampe, la dinamica balaustra in ferro battuto e la sala dei pavoni, decorata a stucchi.

Calamari ripieni.

Ingredienti x 4 persone:

  • Mezzo chilo di calamari.
  • Olio extravergine d’oliva q.b.
  • Mollica di pane q.b.
  • Olive denocciolate q.b.
  • Capperi q.b.
  • Aglio q.b.
  • Prezzemolo q.b.
  • Vino bianco q.b.
  • sale q.b.

Preparazione:

Pulire mezzo chilo di calamari, svuotarli e cuocere i tentacoli in un padellino con un po’ di olio per pochi minuti.

A parte, bagnare la mollica di pane casereccio e strizzarla.

Aggiungere una manciata di olive denocciolate, qualche cappero, un trito di aglio e prezzemolo, il sale e i tentacoli cotti e ridotti in pezzetti.

Riempire i calamari con il composto e chiuderli con uno stecchino, porre i calamari in un tegame con l’olio, sale e un po’ di vino bianco.

Coprire e lasciar cuocere per mezz’ora e infine servire caldi.

Tisana espettorante al rosmarino.

Ingredienti:

  • Aghi di rosmarino q.b.
  • Acqua calda q.b.

Preparazione:

Portare a ebollizione una tazza d’acqua.

Lasciare in infusione un cucchiaio di aghi di rosmarino o foglie di rosmarino essiccate.

In alternativa è possibile usare un grosso rametto essiccato in sostituzione degli aghi già separati.

Il rosmarino essiccato va lasciato in infusione per 10-15 minuti.

Durante l’infusione coprire la tazza, per evitare la dispersione degli aromi mediante i vapori.

I vapori dell’infuso al rosmarino si possono usare per dei suffumigi lenitivi.