Museo del Risorgimento.

Il Museo del Risorgimento con una ricca collezione di dipinti, sculture e cimeli, racconta la storia d’Italia tra il 1796 al 1870 attraverso allestimenti e attività didattiche.

All’interno si trovano una biblioteca specialistica dedicata alla storia dal XVIII secolo ai giorni nostri e l’archivio, che ospita tra gli altri, i fondi Agostino Bertrani, Carlo Cattaneo e Cesare Correnti.

Museo d’Arte Antica a Milano.

Ricca di quasi 2000 pezzi, è la raccolta di scultura tardo-antica, medievale e rinascimentale più importante della Lombardia.

Il museo, ospitato in sale ornate da affreschi di età sforzesca e spagnola, presenta opere legate alla storia della città e della regione, oltre a capolavori acquisiti nel tempo dal Comune di Milano.

Oltrepassato l’arco della Pusterla dei Fabbri, un tempo compreso nella cinta muraria medievale di Milano, l’attenzione viene catturata dal trecentesco monumento funebre di Bernabò Visconti, capolavoro di Bonino da Campione e dalle eleganti sculture del toscano Giovanni di Balduccio, chiamato a Milano da Azzone Visconti per ornare le chiese e le porte delle mura urbiche.

Alla storia cittadina sono dedicati i fregi figurati della Porta Romana medievale, con i fatti seguiti alla presa della città da parte di Federico Barbarossa nel 1162 e il cinquecentesco gonfalone di Milano, sul quale è presente la famosa effigie ricamata di Sant’Ambrogio.

In pieno clima sforzesco riportano la Sala delle Asse, ideata da Leonardo da Vinci, chiamato a Milano da Ludovico il Moro e gli affreschi della Cappella Ducale e degli appartamenti di Galeazzo Maria Sforza, nei quali sono esposte opere Lombarde tardogotiche e rinascimentali.

Dopo l’armeria, che ospita una selezione di armi del tardo medioevo del XVIII secolo, l’itinerario si conclude con due eccelsi capolavori: il monumento funebre di Gaston the Foix, commissionato al Bambaja del re di Francia Francesco I e la celeberrima “Pietà Rondanini” di Michelangelo, l’ultimo lavoro, incompiuto, del grande maestro.

La Pinacoteca del Castello Sforzesco.

Costituita da circa 1500 opere, la pinacoteca del Castello è una delle più importanti della città.

Riallestita nell’aprile 2005, propone un itinerario che muove da sontuosi esempi d’arte tardogotica lombarda e giunge alle settecentesche vedute di Venezia del Canaletto.

Dopo un’esposizione di opere che riportano ai fasti delle corti viscontea e sforzesca, si apre un’ampia sezione dedicata al Rinascimento italiano: vi si ammirano i dipinti di Vincenzo Foppa, del Bergognone e del Bramantino, cui si affiancano le opere di artisti influenzati dall’arrivo a Milano di Leonardo da Vinci, come Bernardino Luini, Cesare da Sesto, Andrea Solario e Marco d’Oggiono.

Il nuovo allestimento ha inserito nel percorso, medaglie dei secoli XV-XVII, tra le quali si segnalano, quelle di Pisanello e Caradosso, bassorilievi lignei, sculture in terracotta e marmo.

Spicca la straordinaria opera “Madonna Taccioli” scolpita da Bambaja, recentemente acquisita.

La Pietà Rondanini di Michelangelo.

La città di Milano conserva, dal 1952, l’ultima scultura di Michelangelo Buonarroti, nato a Caprese, in provincia di Arezzo, nel 1475 e scomparso a Roma nel 1564.

È un’opera rimasta incompiuta alla morte dell’artista, che su questo blocco di marmo si era impegnato per oltre un decennio.

Rappresenta la Madonna in piedi, che regge il colpo morto di suo figlio Gesù, dopo la crocifissione.

Le due figure sono molto allungate quasi filiformi: tanto diverso dalla potenza fisica che di solito accompagna le creature di Michelangelo.

Nel blocco di marmo restano le tracce di una versione precedente, con personaggi caratterizzati da un’anatomia più robusta.

L’intensità drammatica del rapporto tra madre e figlio, quasi fusi in un corpo solo, va intesa alla luce della profonda religiosità di Michelangelo.

L’artista ha affrontato più volte il tema della pietà, con tecniche e soluzioni differenti: a partire almeno dal gruppo nella basilica di San Pietro in Vaticano, scolpito quando Michelangelo quando aveva 25 anni e seguiva un’idea di bellezza completamente differente, con il florido corpo di Cristo sulle ginocchia di una Maria adolescente.

A oltre ottant’anni riduce tutto all’essenziale, recuperando uno schema iconografico di tradizione medioevale.