Curiosità sulla Sicilia – Parte 2.

  1. Nel 1130 nel Regno di Sicilia veniva istituito il primo Parlamento del mondo ed era ripartito in tre bracci: aristocratico, ecclesiastico e demaniale.
  2. In Sicilia il Carnevale è una ricorrenza molto sentita; per esempio nelle strade di Aci Reale, dieci giorni prima del Martedì Grasso, tradizionali poeti definiti “minatizzi”,decantano in dialetto i loro versi.
  3. Nei primi del 1400, per mano di due medici catanesi, Gustavo ed Antonio Branca, nasceva in Sicilia la chirurgia plastica, come procedura risolutiva per deformazioni e mutilazioni.
  4. Il Regno di Sicilia fu uno Stato indipendente per 686 anni.
  5. La Sicilia ospita la maggioranza dei climi presenti tra Europa e Africa settentrionale. Dal clima alpino, con veri e propri ghiacciai perenni sull’Etna, fino a pianure assolate coperte di dune, come nel deserto del Sahara.
  6.  Il parco archeologico e paesaggistico della Valle dei Templi, con la sua area di 1300 ettari, è il sito archeologico più esteso al mondo.
  7. La Sicilia è una terra cantata da moltissimi poeti e filosofi. A tal proposito, il famoso filosofo Goethe affermava: ”L’Italia senza la Sicilia non lascia immagine alcuna dello spirito. Qui è la chiave di ogni cosa”.
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Milazzo.

Milazzo è un comune italiano di 31.259 abitanti situato nella città metropolitana di Messina, in Sicilia.

Dopo Messina e la vicina Barcellona Pozzo di Gotto è il terzo comune per popolazione della città metropolitana, nonché uno dei più densamente popolati, dietro ai Giardini-Naxos e a Torregrotta.

La città è posta tra due golfi, quello di Milazzo a est e quello di Patti a ovest.

Alcune fotografie scattate a Milazzo:

 

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7 Curiosità sulla Sicilia – Parte 1.

  1. La festa di Sant’Agata a Catania è uno degli eventi religiosi più importanti al mondo. Dal 3 al 5 febbraio di ogni anno, la città si ferma e ospita una serie di processioni, tradizioni folkloristiche e religiose per tutta la città, che coinvolgono sia gente del luogo che turisti.
  2. La Sicilia conta ben 8 patrimoni UNESCO.
  3. Messina è stata colpita da tre terremoti particolarmente distruttivi: nel 1783, nel 1908 e nel 1975. Quello del 1908, in particolare, è considerato uno degli eventi più distruttivi del XX secolo perché rase al suolo l’intera città e uccise circa 100.000 abitanti.
  4. La bandiera dell’isola è la più antica e duratura del mondo.
  5. La bandiera siciliana rappresenta la Trinacria, figura mitologica legata ad antichissimi culti siculi e minoici.
  6. I colori della bandiera: il rosso e il giallo, sono i colori di Palermo e Corleone.
  7. La bandiera fu innalzata per la prima volta nel 1282 durante la rivoluzione del Vespro.

La leggenda dei giganti: Mata e Grifone. – Messina 

Una delle tappe affrontate durante il mio “tour siciliano” è stata Messina.Proprio in questa splendida località ho potuto osservare i famosi Giganti di Messina, rappresentanti solitamente come una donna bianca di nome Mata e un guerriero nero di nome Grifone, due fantocci molto alti di cartapesta che vengono portati a spalla o trainati, danzando al ritmo di tamburi, per le vie di Messina, in occasione di festività cattoliche molto belle e suggestive.

I giganti sono identificati nei leggendari fondatori della città di Messina e da questo deriva la loro importanza nella tradizione folcloristica.

La più attendibile storia sulla nascita dei Giganti è però legata ad un fatto storico realmente accaduto nel 1190.

In tale anno, Riccardo I Re d’Inghilterra, più comunemente conosciuto con il nome di Riccardo Cuor di Leone, giunse a Messina da dove avrebbe dovuto muovere la Terza crociata che era stata indetta da papa Gregorio VIII per liberare dai musulmani il Santo Sepolcro di Gerusalemme.

Durante la permanenza in città il monarca si accorse però che i messinesi erano privi della libertà perché ancora oppressi e sottomessi dai greci-bizantini.

Essi infatti si erano impossessati di tutte le cariche politiche, civili ed amministrative gestendo la giustizia a loro piacimento con provvedimenti che non tutelavano per nulla il popolo messinese ed inappellabili da chiunque, emanati dalla sicura fortezza di San Salvatore, strategicamente posta all’imbocco del porto. Il Re d’Inghilterra, non volendo usare la forza per soggiogarli, pensò di dimostrare la sua potenza facendo costruire sul colle di Roccaguelfonia, situato proprio di fronte alla fortezza, un imponente castello, che prima ancora della sua inaugurazione, venne battezzato dal popolo col nome di Matagriffon coniando Mata, da Macta (ammazza) e, Griffon da Grifone (ladro).

I greci bizantini dimostrarono di aver inteso il messaggio, abbandonando per sempre la città, così che il popolo messinese potesse riacquistare la tanto sospirata e agognata libertà.

Per festeggiare l’evento e tramandare la storia alle generazioni future, i messinesi portarono nelle più famose piazze il castello di Matagriffon in cartapesta per poi sdoppiarlo sia nel nome che con le sembianze dei fondatori della città.

Li chiamarono “‘A Gigantissa” e “U Giganti”, ma anche Mata e Grifone. In tal modo la colossale coppia divenne l’emblema della loro libertà e l’omaggio agli antichi fondatori. Ai Colossi, rappresentati su due cavalli finemente addobbati, venne nel tempo accostato un finto cammello che veniva bruciato nelle piazze al termine delle feste di metà agosto, per simboleggiare la sconfitta degli empi dominatori saraceni scacciati nel 1060 dalla città dal Conte Ruggero I il Normanno. I Giganti, quali simbolo di libertà, vennero ben presto adottati in molte città siciliane e da alcune della fascia costiera tirrenica ed aspromontana della Calabria che, come Messina, avevano profondamente subito le devastazioni saracene e turche.

Le Rovine di Tindari.

I resti archeologici di Tindari, sono raccolti e conservati poco lontano dallo splendido santuario della Madonna Nera.

I primi scavi si datano al 1838-1839 e furono ripresi tra il 1960 e il 1964 dalla Soprintendenza archeologica di Siracusa e ancora nel 1993, 1996 e 1998 dalla Soprintendenza di Messina, sezione dei beni archeologici.

Sono stati rinvenuti mosaici, sculture e ceramiche, conservati in parte presso il museo locale e in parte presso il Museo archeologico regionale di Palermo.

Uno dei decumani rinvenuti nello scavo, quello superiore doveva essere la strada principale della città: infatti costeggia da un lato il teatro, situato più a monte e scavato nelle pendici dell’altura, e all’altra estremità sfocia nell’agorà, oltre la quale, nella zona più elevata, occupata oggi dal Santuario della Madonna Nera, doveva trovarsi l’acropoli.

 

 


L’isola di Vulcano.

Vulcano (chiamato “Vurcanu” in dialetto siciliano e “iddu” cioè lui, dagli abitanti) è un’isola italiana appartenente all’arcipelago delle isole Eolie, in Sicilia.

Nell’antichità venne chiamata Therasia (Θηρασία), poi Hiera (Ἱερά), perché sacra al dio Vulcano, da dove poi il suo nome attuale.

L’isola di Lipari.

Lipari è un’isola italiana appartenente all’arcipelago delle isole Eolie, in Sicilia.È parte del comune di Lipari assieme alle altre isole Eolie (Lipari, Vulcano, Panarea, Stromboli, Filicudi e Alicudi), eccetto l’isola di Salina, il cui territorio è suddiviso nei tre comuni di Santa Marina Salina, Malfa e Leni.

In antichità quest’isola era già nota col nome di Lipara (Λιπάρα) che deriva in greco antico da λιπαρός che significa brillante, ricco e fertile, caratteristiche proprie di quest’isola.

Il Santuario di Tindari.

Il Santuario di Tindari o santuario della Madonna Nera si trova a Tindari, frazione di Patti, in provincia di Messina. Sorge sulla sommità del colle omonimo e domina i laghetti di Marinello, inseriti e protetti nella riserva naturale che porta il medesimo nome.

L’edificio attuale ricopre l’area ove è documentata la primitiva fortezza conosciuta anche come castello di Tindari.

L’ipotesi dell’esistenza di questa fortezza è supportata dalla presenza di merli e coronature sulla struttura del santuario, riconducibili a preesistenti edifici ( fortezze e castelli ) che ormai in disuso, lasciavano spazio a luoghi di culto e preghiera.

Resta il fatto che questo santuario oltre ad essere luogo di culto religioso, è uno spettacolo per gli occhi, proprio per le sua ricchezza di dettagli all’esterno e i suoi mosaici e statue religiose all’interno, in cui capeggia però l’altare, dove è presente la statua della Madonna Nera.

 

I laghetti di Marinello:

 

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Il Santuario visto dai piedi del colle:

 

 

Il Santuario visto dall’esterno:

 

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L’interno del Santuario:

 

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