Salame di tonno.

 

Ingredienti:

  • 300 g di tonno sott’olio.
  • 2 uova.
  • 50 g di parmigiano grattugiato.
  • 50 g di pangrattato.
  • 30 ml di olio d’oliva.
  • Sale q.b.

Preparazione:

Scolare il tonno dall’olio in eccesso e sminuzzarlo in una terrina.

Aggiungere le uova, il parmigiano, l’olio e il pangrattato, salare e mescolare bene il tutto, in modo da ottenere un composto omogeneo e compatto.

Trasferire il composto su un foglio di carta forno e conferirgli una forma allungata, come se fosse un salame.

Arrotolarlo su se stesso e chiudere la carta forno in un foglio di alluminio.

Far lessare il salame in una pentola con abbondante acqua per circa mezz’ora, quindi scolare e, quando si sarà raffreddato, porlo in frigorifero per almeno 3 ore prima di servire.

Servire freddo o a temperatura ambiente.

Vini e liquori a Milano.

Le prime tracce di viticoltura e produzione vinicola risalgono all’epoca romana, infatti i ritrovamenti archeologici e le rappresentazioni artistiche suggerirebbero una importante diffusione di tale attività sotto l’impero di Diocleziano, in cui Milano fu promossa come sede imperiale.

Un documento risalente al 918 testimonierebbe invece già la presenza di vigneti nella zona di San Colombano al Lambro.

Testimonianze più recenti sono quelle del senatore Carlo Verri, in cui si descrive la produzione vinicola tra le aree di Magenta e Busto Garolfo, nonché la già citata San Colombano al Lambro.

Ad ogni modo, nell’Alto Milanese, prima della bonifica Villoresi e fino alla fine del XIX secolo, la viticoltura era una delle attività agricole preminenti, infatti sono molti i vecchi torchi per l’uva ancora sparsi per la provincia di Milano.

Il vin nostran (vino nostrano) non era comunque sufficiente per soddisfare i consumi milanesi e si ricorreva all’importazione, sia dalla regione sia da quelle vicine, specialmente Piemonte e Veneto.

Nelle osterie per accompagnare il consumo di vino, si servivano ovviamente portate fredde come salumi e formaggi, ma venivano serviti anche piatti caldi, in particolare la trippa, tipico piatto meneghino.

La viticoltura nel milanese rimase un’attività diffusa fino alla seconda metà del XIX secolo, quando da un lato l’arrivo della fillossera (insetto della vite), dall’altro la possibilità di colture più remunerative nell’area (su tutte la bachicoltura per la produzione di seta) causarono un progressivo abbandono di gran parte delle aree dedite all’uva da vino.

Attualmente l’unica zona dedita alla produzione di vini in provincia di Milano è l’area compresa tra San Colombano al Lambro e Sant’Angelo Lodigiano.

 

Maschera viso esfoliante e illuminante – Geomar.

La linea viso Geomar, utilizza ingredienti al 95 % di origine naturale, che derivano da agricoltura biologica, dermatologicamente testati e senza parabeni, siliconi, oli minerali e allergeni del profumo, come è deducibile dall’INCI del prodotto.

Questa maschera idrata ed elimina le cellule morte e le impurità della pelle, favorendo il rinnovamento cellulare in soli 5 minuti dal suo utilizzo, dimostrato tramite test clinici.

L’azione esfoliante è dovuta all’alga corallina, una micro polvere che permette di esfoliare la pelle dolcemente e naturalmente, mentre l’azione idratante è dovuta al BIO Fiore di Iris dalle proprietà Lightoceane e all’alga marina che svolge invece un’azione illuminante.

E’ indicata in caso di pelle spenta e opaca, donando al viso idratazione, luminosità e levigatezza ma non è indicata per chi ha la pelle estremamente sensibile.

  • Voto peckaging: 7+
  • Voto prodotto: 7
  • Prezzo: 1.00 €
  • Consigliato: si

Piatti tipici milanesi.

Una breve lista dei piatti tipici della cucina milanese, passando da quelli più semplici a quelli con preparazione decisamente più complessa.

Nome del piatto in dialetto – Traduzione in lingua italiana.

  • Bertoldatorta con farina di granturco.
  • Büseca – trippa.
  • Cassöla – verze e cotiche.
  • Col e magun – colli e bargigli di pollo lessati.
  • Cotulèta – fesa di vitello impanata e fritta con il burro.
  • Crustin negà – involtini di vitello burro e salvia.
  • Custulèta – nodino di vitello impanato e fritto con il burro.
  • Less e mostarda – Carne lessa e mostarda.
  • Less e salsa verda – Carne lessa e salsa verde.
  • Minestra de fasö – minestra e fagioli.
  • Öff in chereghin – uova al tegamino.
  • Öff in ciàpa – uova sode.
  • Oss büs – ossi buchi con contorno di risotto.
  • Pan de mej – pane di farina di granturco.
  • Panetun – panettone.
  • Pan Mejin – pane dolce di farina di granturco.
  • Pulenta e gurgunsöla – polenta e gorgonzola.
  • Pulenta e merlüss – polenta e merluzzo (tipico piatto del venerdì nella storia managhina).
  • Risott in cagnun – risotto con soffritto di cipolle e pancetta.
  • Risott giald – riso con lo zafferano.

Flower Burger.

Nell’ottobre 2015 è nato a Milano “Flower Burger”, la prima veganburgheria gourmet d’Italia: una nuova e interessante meta per gli appassionati di burger, per i vegani o semplicemente per chi non sa resistere alla tentazione di provare nuovi sapori.

Questo particolare locale si trova in via Vittorio Veneto al numero 10 di Milano, nonostante non sia molto grande, l’ambiente è tranquillo e accogliente, arredato in stile flower power, a mio avviso molto colorato e allegro.

Il personale è delizioso, infatti si è subito accolti con gentilezza e buon umore, caratteristiche che a mio avviso dovrebbero avere tutti i possessori di attività nelle quali si viene a contatto con del pubblico.

Per quanto riguarda i burger sono di ottima qualità, molto gustosi e anche decisamente belli da vedere, nonostante io non sia vegana, amo provare sapori nuovi e inusuali nella classica alimentazione quotidiana e devo dire di non essere stata minimamente delusa, perciò questo locale è estremamente consigliato a tutti, vegani o non.

Il locale:

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Alcuni dei loro burger:

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Black Mask – Face complex.

Face Complex Black Head Pore Strips è una maschera ottima per togliere punti neri, brufoli e combattere le rughe.

In poche settimane dall’utilizzo infatti aiuterà a liberarsi di tutte quelle piccole imperfezioni che si presentano sul viso, pulendo la pelle in profondità e grazie alle numerose sostanze antinfiammatorie e lenitive non solo rimuoverà l’eccesso di sebo e le impurità ma lascerà la pelle del viso morbida e pulita.

I risultati sono visibili fin dalla prima applicazione della maschera.

La sua particolarità è che una volta applicata, basterà attendere 30 minuti e sarà possibile rimuoverla come una pellicola (di colore nero), notando le innumerevoli imperfezioni tolte, come punti neri o pelle morta, direttamente sulla maschera.

Adatta a tutti i tipi di pelle.

 

  • Voto peckaging: 7 1/2
  • Voto prodotto: 9+
  • Prezzo: 5.90 €
  • Consigliato: si

Polpettine di carne e patate.

Ingredienti x 4 persone:

  • 400 g di carne trita di tacchino.
  • 100 g di mortadella tritata.
  • 1 uovo.
  • Sale q.b.
  • Noce moscata q.b.
  • Grana padano q.b.
  • 2 patate.
  • Olio di semi q.b.

Preparazione:

In una ciotola mescolare 400 g di carne trita di tacchino con 100 g di mortadella tritata, un uovo sbattuto, sale, noce moscata e grana padano. 

Unire due patate lesse e precedentemente  schiacciate con una forchetta, mescolando  molto bene. 

Formare con il composto delle piccole palline appiattite.

Cuocere a fuoco medio in una padella con abbondante olio per circa 6 minuti per lato.

Asciugare l’eccesso di olio su carta assorbente. 

Portare subito in tavola.

Penne con gorgonzola e radicchio.

Ingredienti x 4 persone:

  • 1 radicchio.
  • Sale q.b.
  • Pepe q.b.
  • Olio extravergine d’oliva q.b.
  • 400 g di gorgonzola.
  • 350 g di penne rigate.

Preparazione:

Tagliare un radicchio di media grandezza a strisce sottili, stufarlo con olio, sale e pepe. 

In un’altra padella, sciogliere lentamente 400 g di gorgonzola. 

Aggiungere poco più della metà del radicchio al gorgonzola fuso e mantecare. 

Cuocere 350 g di penne rigate. 

Scolare la pasta bene al dente e versarla nella padella con il sugo. 

Prima di portare in tavola, aggiungere il restante radicchio, mescolare velocemente e servire.

Mozzarella in carrozza.

Ingredienti x 4 persone:

  • 1 mozzarella.
  • 8 fette di pane.
  • Farina di frumento q.b.
  • 2 uova.
  • Latte q.b.
  • Sale q.b.
  • Pepe q.b.
  • Olio extravergine d’oliva q.b.

Preparazione:

Tagliare una mozzarella grossa a fette spesse.

Distribuire le fette su quattro pezzi di pane a cassetta e sovrapporne altre quattro, formando dei tramezzini.

Premere con le mani le fette di pane e passare i tramezzini prima nella farina di frumento, poi in due uova sbattute con un po’ di latte, sale e pepe e quando saranno adeguatamente inzuppati, scolarli e farli dorare da entrambi i lati in olio bollente.

Lasciar poi assorbire l’olio in eccesso su carta assorbente.

Servire ben caldi.