Biblioteca Trivulziana e Archivio Storico Civico di Milano.

La biblioteca Trivulziana, acquistata nel 1935 dalla famiglia Trivulzio, è una biblioteca storica di conservazione, specializzata in storia e letteratura del periodo umanistico-rinascimentale.

Il consistente patrimonio d’origine è stato incrementato con acquisizioni di opere antiche e moderne e l’aggregazione di piccole biblioteche private.

L’istituto possiede attualmente circa 180.000 volumi, tra cui manoscritti, libri antichi e moderni e periodici.

Dal 1994 aderisce al progetto di catalogazione informatizzata del Servizio Bibliotecario Nazionale (SBN).

Oltre ai normali servizi, organizza manifestazioni culturali e cura diverse pubblicazioni.

L’Archivio Storico conserva la parte a noi pervenuta del fondo civico dal 1385, gli atti dell’Amministrazione comunale fino al 1927 e fondi archivistici privati acquisiti nel tempo.

Vi è annessa una biblioteca specializzata in letteratura, arte, storia e tradizioni locali.

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La Pietà Rondanini di Michelangelo.

La città di Milano conserva, dal 1952, l’ultima scultura di Michelangelo Buonarroti, nato a Caprese, in provincia di Arezzo, nel 1475 e scomparso a Roma nel 1564.

È un’opera rimasta incompiuta alla morte dell’artista, che su questo blocco di marmo si era impegnato per oltre un decennio.

Rappresenta la Madonna in piedi, che regge il colpo morto di suo figlio Gesù, dopo la crocifissione.

Le due figure sono molto allungate quasi filiformi: tanto diverso dalla potenza fisica che di solito accompagna le creature di Michelangelo.

Nel blocco di marmo restano le tracce di una versione precedente, con personaggi caratterizzati da un’anatomia più robusta.

L’intensità drammatica del rapporto tra madre e figlio, quasi fusi in un corpo solo, va intesa alla luce della profonda religiosità di Michelangelo.

L’artista ha affrontato più volte il tema della pietà, con tecniche e soluzioni differenti: a partire almeno dal gruppo nella basilica di San Pietro in Vaticano, scolpito quando Michelangelo quando aveva 25 anni e seguiva un’idea di bellezza completamente differente, con il florido corpo di Cristo sulle ginocchia di una Maria adolescente.

A oltre ottant’anni riduce tutto all’essenziale, recuperando uno schema iconografico di tradizione medioevale.

La Biblioteca d’Arte.

La Biblioteca d’Arte a Milano, ospitata all’interno del Castello Sforzesco è uno dei più importanti istituti italiani specializzati nel settore artistico, al pari della Biblioteca di Archeologia e Storia dell’Arte di Roma e del Kunsthistorisches Institut di Firenze.

Nata negli anni ’30 del secolo scorso, conta attualmente circa 91.000 volumi, comprese edizioni antiche e rare.

Il catalogo della Biblioteca è disponibile online.

In una sezione distaccata, con sede in via Cimarosa, sono consultabili circa 1600 riviste italiane e straniere inerenti a arte, arte applicata, architettura, design e discipline collegate.

Di rilevante interesse sono anche le raccolte archivistiche, tra cui i fondi Beltrami, Bignami, Treves, Pollack e Giovanni Lomazzi.

Da segnalare la ricca attività editoriale e l’organizzazione di conferenze.

La Raccolta delle Stampe “Achille Bertarelli” a Milano.

Dedicato al milanese Achille Bertarelli (1863-1938), che costituì il primo nucleo della raccolta donando nel 1925 al Comune di Milano le sue 300.000 incisioni, l’istituto vanta oggi circa un milione di stampe.

La raccolta offre stampe artistiche (15.000 esemplari, dalla silografia del ‘400 ai maestri contemporanei), storiche, religiose e popolari, carte geografiche, piante e vedute della città, rappresentazioni di monumenti, ritratti, immagini di costumi e uniformi, scene di feste e giochi, calendari, cartoline, biglietti da visita e manifesti pubblicitari.

A ciò si aggiungono una ricca collezione di libri antichi e una scelta di volumi moderni.

Il materiale è aperto alla consultazione ed è in corso la sua schedatura informatica.

Il Museo dei Mobili a Milano.

Recentemente riallestito da Perry King e Santiago Miranda con un’esposizione dal titolo “Dagli Sforza al design”, il museo illustra sei secoli di storia del mobile con pregevoli pezzi realizzati tra la fine del XV e il XX secolo.

Inseriti in uno spazio che ricrea veri e propri ambienti, illustrando i contesti storici, artistici e collezionistici da cui i mobili provengono e le loro funzioni originarie, i pezzi sono riuniti in gruppi coerenti e accostati a oggetti d’arte, stampe, dipinti coevi, grazie a originali soluzioni espositive.

Grande attenzione è riservata anche al mobile moderno, disegnato da “classici” come Gio Ponti e Carlo Mollino o da grandi designer come Ettore Sottsass.

L’Archivio Fotografico di Milano.

Con le sue 600.000 immagini, dal 1840 circa a oggi, l’archivio è una delle più importanti raccolte fotografiche storiche d’Italia.

Oltre a documentare le più differenti tecniche di stampa, le fotografie sono una preziosa testimonianza del patrimonio artistico e naturalistico, delle vicende storiche e della vita sociale di Milano e della Lombardia, oltre che del resto d’Italia e di molti paesi europei ed extraeuropei.

Si segnalano la fototeca di Luca Beltrami, prezioso documento dei suoi studi e il fondo di Lamberto Vitali, primo storico e collezionista di fotografia italiana.

Il materiale è consultabile ed è fruibile anche la schedatura informatica di alcuni fondi.

Il Museo Egizio a Milano.

Una delle sale Viscontee del castello Sforzesco di Milano è dedicata all’antico Egitto, con un suggestivo itinerario didattico che consente di comprendere gli aspetti fondamentali della civiltà egizia e di ammirare l’arte e i manufatti del periodo.

I materiali della raccolta, frutto di acquisizioni, donazioni e degli scavi archeologici italiani condotti al Fayyum attorno agli anni ’30 del novecento, sono esposti per nuclei tematici: si susseguono esempi di scrittura su pietra, legno e papiro, immagini e cartigli di faraoni, figure di divinità antropomorfe e zoomorfe, amuleti di differenti forme e significati, statuette di ushaby il legno, pietra e faïence, vasi canopi, oggetti legati alla vita quotidiana, sarcofagi, mummie di uomini e animali e maschere funerarie.

Il CASVA – Centro di Alti Studi sulle Arti Visive.

Il CASVA, insieme alla Biblioteca d’Arte e alla Biblioteca Archeologica e Numismatica, appartiene a un’unica direzione ed è attualmente collocato al Castello Sforzesco di Milano.

Nel futuro troverà collocazione all’interno della “Città delle Culture” all’Ansaldo, dove verranno riunite le principali raccolte librarie, archivistiche e documentali di interesse archeologico e storico-artistico esistenti a Milano, per un totale di oltre 220.000 documenti.

Tra le raccolte conservate nel CASVA si segnalano importanti archivi di architettura e design del ‘900, come il fondo Luciano Baldessari, composto da un corpus di oltre mille disegni, tempere, acquerelli, collage, modelli tridimensionali, che documentano l’attività dell’architetto Baldessari in qualità di progettista di edifici e monumenti, scenografo, pittore, ideatore di allestimenti museali, dal 1915 al 1980.

La Raccolta Vinciana di Milano.

Istituito in seguito a una donazione di Luca Beltrami alla città di Milano, l’Ente Raccolta Vinciana conserva 5000 volumi tra manoscritti, fondi antichi e moderni e oltre 2000 fotografie sulla figura e l’opera di Leonardo da Vinci; la raccolta costituisce il centro più importante di studi Vinciani.

Le Arti Decorative meneghine.

Questo museo espone eccezionali manufatti che documentano il lavoro di intagliatori, ceramisti, scultori, argentieri, orafi, armaioli, arazzieri e tessitori, attivi soprattutto tra il XI e il XVIII secolo.

Alla ricca collezione di ceramiche e maioliche rinascimentali di Faenza, Urbino e Pesaro si affiancano le produzioni lombarde settecentesche di Felice Clerici e Pasquale Rubati e straordinari porcellane di Meissen.

Tra le opere più preziose della raccolta spiccano gli Arazzi Trivulzio, capolavori di produzione lombarda eseguiti su disegno del Bramantino tra il 1504 e 1509, gli avori tardo-antichi e medievali, gli oggetti liturgici e gli smalti di Limoges che, insieme a vetri e bronzetti, illustrano settori della produzione artistica poco noti al grande pubblico.