Pero.

La piacevole dolcezza della pera e la sua molteplicità di forme sono qualità che il pero comune ha sviluppato per nutrirci, deliziarci, ispirarci e perfino inebriarci.

Il “Pyrus communis” è infatti una specie che non esiste spontanea, ma solo coltivata dall’uomo.

La diffusione del frutto ebbe il suo culmine tra il 1750 ed il 1850, conosciuto come “il secolo d’oro della pera” durante il quale si arrivó a creare più di mille varietà differenti della pianta.

Oltre ad un largo impiego alimentare, la pera era utilizzata per la preparazione di medicamenti come il “liquamen castimoniale”, una bevanda di castità ottenuta pressando il frutto con il sale fino ad ottenere una poltiglia che veniva conservata, per almeno tre mesi, in piccole botti e quindi addizionata, con un estratto, in vino di cumino nero.

In epoca più recente le foglie della pianta sono state impiegate nella cura di patologie urinarie, mentre i frutti servivano come diuretici e per ridurre il livello di acido urico nel sangue.

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11 Curiosità sui Mandarini.

  1. Con il 17% di zuccheri, sono uno dei frutti freschi più calorici: 72 calorie per 100 g.
  2. Il loro scarso potere saziante rende più difficile regolarsi con le quantità, importanti soprattutto per chi ha problemi di sovrappeso e glicemia.
  3. In 100 g ci sono 40 mg di vitamina C: bastano 220 g di mandarini per coprire il fabbisogno di un uomo adulto.
  4. La vitamina C combatte i radicali liberi, migliora l’assorbimento del ferro, aiuta a mantenere in salute muscoli, pelle e tendini.
  5. Apportano anche fibre, carotenoidi, vitamine del gruppo B, acido folico, magnesio, bromo, potassio, calcio e ferro.
  6. Sono utili per prevenire e coadiuvare la cura delle malattie da raffreddamento, mantenere in salute le ossa, aiutare il microcircolo, proteggere i capillari, favorire il rilassamento, regolare le funzioni intestinali e stimolare la diuresi.
  7. Sono consigliati per chi soffre di cistiti ricorrenti.
  8. Le bucce degli agrumi non trattati e biologici sono molto aromatiche e sono un’insospettata fonte di vitamine e antiossidanti.
  9. Il mandarino è un frutto invernale che mal sopporta i lunghi trasporti e la conservazione in cella frigorifera per tempi prolungati.
  10. Compare sul mercato a novembre per restarci con le varietà tardive fino a marzo. I migliori sono quelli di inizio anno.
  11. Si possono conservare per una settimana se tenuti in un locale fresco e asciutto, arieggiato, senza sovrapporli fra loro. In frigorifero possono durare qualche giorno in più se messi in un sacchetto da pane.

Come riconoscere i diversi tipi di spinaci.

Le tre tipologie principali di spinaci presenti sul mercato e le loro caratteristiche principali, che aiutano a riconoscerli e sceglierli consapevolmente.

SPINACI A FOGLIA LISCIA: hanno foglie piccole, allungate, sottili, di colore verde chiaro e un gambo tenero.

Somigliano nell’aspetto agli spinaci novelli, ma in realtà appartengono ad alcune varietà selezionate per poter essere consumate crude, anche quando le foglie non sono più giovani.

SPINACI SAVOY: sono gli spinaci di colore verde intenso e a foglia grande e bollosa.

È la varietà tradizionale che si consuma solo dopo la cottura, questi spinaci infatti hanno la foglia spessa e il gambo robusto, che va reciso e scartato prima della cottura, oppure utilizzato come quello delle coste di bietola, cuocendolo più a lungo.

SPINACI SEMI SAVOY: oggi sono i più diffusi, anche fra quelli surgelati.

Presentano caratteristiche intermedie rispetto agli altri tipi, per adattarsi alle richieste dei consumatori.

Hanno una lamina fogliaria abbastanza sottile e più liscia dei Savoy, che ne facilita il lavaggio.

I differenti tipi di Tè – Parte 1.

I cinesi classificano sei tipi di tè, questo non significa che esistono altrettanti tipi di piante di tè, ma è la differente lavorazione delle foglie e il processo a cui vengono sottoposte, che conferiscono ai tanti tipi di tè diverse note olfattive e in lieve misura, anche differenti proprietà nutritive.

TÈ VERDE: utilizza foglie che vengono essiccate subito dopo la raccolta, senza subire processi di ossidazione o ulteriori lavorazioni.

I giapponesi ne sono i più grandi consumatori ed è il secondo tè al mondo per produzione.

TÈ NERO: il primo tè per produzione e consumo al mondo, si realizza con foglie essiccate, arrotolate e tritate, subito dopo essere state lasciate macerare.

La macerazione innesca un processo di ossidazione, che conferisce a questo tè il tipico colore scuro e l’aroma intenso.

TÈ BIANCO: si ottiene con i germogli della pianta e le foglie più tenere, che a questo stadio sono ricoperte da una soffice peluria.

Vengono fatte appassire ed essiccare al sole, senza alcuna ossidazione ed è per questo che il tè bianco presenta un’aroma molto delicato.

Il tempo delle mele.

Alcune tipologie di mele e le loro principali caratteristiche:

  • Renetta: in particolare la “Renetta del Canada”. È da sempre coltivata in montagna e in collina. Ha forma sferica e colore tendente al giallo; la polpa, tenera e dolce è ideale per la cottura al forno, al vapore o lessa.
  • Golden: la buccia va dal colore giallo-verde al giallo oro, di forma allungata e consistenza croccante, ha un sapore dolce con nota aromatica e lievemente aspra. È una varietà molto usata per le crostate.
  • Granny Smith: di colore brillante nel tono verde acido, ha un sapore intenso e fresco, poco zuccherino. Al naturale è molto dissetante e rinfrescante ma rende bene anche in insalata per il gusto asprigno.
  • Fuji: creata in Giappone negli anni ’30. Questa varietà ha frutti rossi e rosa-rosso, tondeggianti e succosi, a polpa soda. Queste mele sono croccantissime e ricche di fruttosio, squisite fresche al naturale, sono adatte anche per la preparazione di torte.