La meneghina Biblioteca Archeologica e Numismatica.

Fondata nel 1808 e specializzata in archeologia e numismatica, conta attualmente circa 33.000 volumi moderni, 1125 antichi, 700 testate di periodici, audiovisivi, archivi storici e archivi personali di celebri archeologi e numismatici.

Offre al pubblico la consultazione dei cataloghi, delle banche dati digitalizzate, i servizi di fotoriproduzione e la distribuzione delle proprie pubblicazioni.

La biblioteca è da anni promotrice di un’importante attività editoriale in ambito archeologico, numismatico e archivistico.

Museo d’Arte Antica a Milano.

Ricca di quasi 2000 pezzi, è la raccolta di scultura tardo-antica, medievale e rinascimentale più importante della Lombardia.

Il museo, ospitato in sale ornate da affreschi di età sforzesca e spagnola, presenta opere legate alla storia della città e della regione, oltre a capolavori acquisiti nel tempo dal Comune di Milano.

Oltrepassato l’arco della Pusterla dei Fabbri, un tempo compreso nella cinta muraria medievale di Milano, l’attenzione viene catturata dal trecentesco monumento funebre di Bernabò Visconti, capolavoro di Bonino da Campione e dalle eleganti sculture del toscano Giovanni di Balduccio, chiamato a Milano da Azzone Visconti per ornare le chiese e le porte delle mura urbiche.

Alla storia cittadina sono dedicati i fregi figurati della Porta Romana medievale, con i fatti seguiti alla presa della città da parte di Federico Barbarossa nel 1162 e il cinquecentesco gonfalone di Milano, sul quale è presente la famosa effigie ricamata di Sant’Ambrogio.

In pieno clima sforzesco riportano la Sala delle Asse, ideata da Leonardo da Vinci, chiamato a Milano da Ludovico il Moro e gli affreschi della Cappella Ducale e degli appartamenti di Galeazzo Maria Sforza, nei quali sono esposte opere Lombarde tardogotiche e rinascimentali.

Dopo l’armeria, che ospita una selezione di armi del tardo medioevo del XVIII secolo, l’itinerario si conclude con due eccelsi capolavori: il monumento funebre di Gaston the Foix, commissionato al Bambaja del re di Francia Francesco I e la celeberrima “Pietà Rondanini” di Michelangelo, l’ultimo lavoro, incompiuto, del grande maestro.

La Pinacoteca del Castello Sforzesco.

Costituita da circa 1500 opere, la pinacoteca del Castello è una delle più importanti della città.

Riallestita nell’aprile 2005, propone un itinerario che muove da sontuosi esempi d’arte tardogotica lombarda e giunge alle settecentesche vedute di Venezia del Canaletto.

Dopo un’esposizione di opere che riportano ai fasti delle corti viscontea e sforzesca, si apre un’ampia sezione dedicata al Rinascimento italiano: vi si ammirano i dipinti di Vincenzo Foppa, del Bergognone e del Bramantino, cui si affiancano le opere di artisti influenzati dall’arrivo a Milano di Leonardo da Vinci, come Bernardino Luini, Cesare da Sesto, Andrea Solario e Marco d’Oggiono.

Il nuovo allestimento ha inserito nel percorso, medaglie dei secoli XV-XVII, tra le quali si segnalano, quelle di Pisanello e Caradosso, bassorilievi lignei, sculture in terracotta e marmo.

Spicca la straordinaria opera “Madonna Taccioli” scolpita da Bambaja, recentemente acquisita.

Biblioteca Trivulziana e Archivio Storico Civico di Milano.

La biblioteca Trivulziana, acquistata nel 1935 dalla famiglia Trivulzio, è una biblioteca storica di conservazione, specializzata in storia e letteratura del periodo umanistico-rinascimentale.

Il consistente patrimonio d’origine è stato incrementato con acquisizioni di opere antiche e moderne e l’aggregazione di piccole biblioteche private.

L’istituto possiede attualmente circa 180.000 volumi, tra cui manoscritti, libri antichi e moderni e periodici.

Dal 1994 aderisce al progetto di catalogazione informatizzata del Servizio Bibliotecario Nazionale (SBN).

Oltre ai normali servizi, organizza manifestazioni culturali e cura diverse pubblicazioni.

L’Archivio Storico conserva la parte a noi pervenuta del fondo civico dal 1385, gli atti dell’Amministrazione comunale fino al 1927 e fondi archivistici privati acquisiti nel tempo.

Vi è annessa una biblioteca specializzata in letteratura, arte, storia e tradizioni locali.

La Pietà Rondanini di Michelangelo.

La città di Milano conserva, dal 1952, l’ultima scultura di Michelangelo Buonarroti, nato a Caprese, in provincia di Arezzo, nel 1475 e scomparso a Roma nel 1564.

È un’opera rimasta incompiuta alla morte dell’artista, che su questo blocco di marmo si era impegnato per oltre un decennio.

Rappresenta la Madonna in piedi, che regge il colpo morto di suo figlio Gesù, dopo la crocifissione.

Le due figure sono molto allungate quasi filiformi: tanto diverso dalla potenza fisica che di solito accompagna le creature di Michelangelo.

Nel blocco di marmo restano le tracce di una versione precedente, con personaggi caratterizzati da un’anatomia più robusta.

L’intensità drammatica del rapporto tra madre e figlio, quasi fusi in un corpo solo, va intesa alla luce della profonda religiosità di Michelangelo.

L’artista ha affrontato più volte il tema della pietà, con tecniche e soluzioni differenti: a partire almeno dal gruppo nella basilica di San Pietro in Vaticano, scolpito quando Michelangelo quando aveva 25 anni e seguiva un’idea di bellezza completamente differente, con il florido corpo di Cristo sulle ginocchia di una Maria adolescente.

A oltre ottant’anni riduce tutto all’essenziale, recuperando uno schema iconografico di tradizione medioevale.

La Biblioteca d’Arte.

La Biblioteca d’Arte a Milano, ospitata all’interno del Castello Sforzesco è uno dei più importanti istituti italiani specializzati nel settore artistico, al pari della Biblioteca di Archeologia e Storia dell’Arte di Roma e del Kunsthistorisches Institut di Firenze.

Nata negli anni ’30 del secolo scorso, conta attualmente circa 91.000 volumi, comprese edizioni antiche e rare.

Il catalogo della Biblioteca è disponibile online.

In una sezione distaccata, con sede in via Cimarosa, sono consultabili circa 1600 riviste italiane e straniere inerenti a arte, arte applicata, architettura, design e discipline collegate.

Di rilevante interesse sono anche le raccolte archivistiche, tra cui i fondi Beltrami, Bignami, Treves, Pollack e Giovanni Lomazzi.

Da segnalare la ricca attività editoriale e l’organizzazione di conferenze.

Informazioni utili per il Castello Sforzesco.

Apertura Castello Sforzesco:

Ora solare: 7:00-18:00

Ora legale: 7:00-19:00

Apertura Musei (all’interno del Castello):

9:00-17:30; chiusura musei tutti i lunedì.

Mezzi di trasporto:

MM1 (Cadorna, Cairoli); MM2 (Cadorna, Lanza).

Autobus: 18, 50, 57, 58, 61, 94.

Tram: 1, 2, 4, 12, 14, 19.

Sito Internet:

http://www.milanocastello.it

La Raccolta delle Stampe “Achille Bertarelli” a Milano.

Dedicato al milanese Achille Bertarelli (1863-1938), che costituì il primo nucleo della raccolta donando nel 1925 al Comune di Milano le sue 300.000 incisioni, l’istituto vanta oggi circa un milione di stampe.

La raccolta offre stampe artistiche (15.000 esemplari, dalla silografia del ‘400 ai maestri contemporanei), storiche, religiose e popolari, carte geografiche, piante e vedute della città, rappresentazioni di monumenti, ritratti, immagini di costumi e uniformi, scene di feste e giochi, calendari, cartoline, biglietti da visita e manifesti pubblicitari.

A ciò si aggiungono una ricca collezione di libri antichi e una scelta di volumi moderni.

Il materiale è aperto alla consultazione ed è in corso la sua schedatura informatica.

Il Museo dei Mobili a Milano.

Recentemente riallestito da Perry King e Santiago Miranda con un’esposizione dal titolo “Dagli Sforza al design”, il museo illustra sei secoli di storia del mobile con pregevoli pezzi realizzati tra la fine del XV e il XX secolo.

Inseriti in uno spazio che ricrea veri e propri ambienti, illustrando i contesti storici, artistici e collezionistici da cui i mobili provengono e le loro funzioni originarie, i pezzi sono riuniti in gruppi coerenti e accostati a oggetti d’arte, stampe, dipinti coevi, grazie a originali soluzioni espositive.

Grande attenzione è riservata anche al mobile moderno, disegnato da “classici” come Gio Ponti e Carlo Mollino o da grandi designer come Ettore Sottsass.

Il Castello Sforzesco.

Con i suoi sette secoli di storia, il Castello Sforzesco costituisce una straordinaria testimonianza dei tempi gloriosi e dei momenti drammatici di Milano.

Struttura difensiva e quindi residenza ducale all’epoca dei Visconti (XIV-XV secolo), parzialmente demolito ai tempi della Repubblica Ambrosiana (1447-1450), il Castello è riedificato dal nuovo signore della città, Francesco Sforza, divenendo l’elegante cornice di una delle più sfarzose corti europee ai tempi di Galeazzo Maria e Ludovico il Moro.

Perduto l’aspetto di residenza signorile, acquisisce la funzione di caserma che manterrà nei secoli successivi, durante le dominazioni straniere sullo Stato di Milano: spagnola (1535-1706), austriaca (1706-1796), francese (1796-1814) e nuovamente austriaca (1814-1859).

Solamente alla fine dell’Ottocento, nell’Italia unita, viene restaurato da Luca Beltrami e restituito ai cittadini, trasformato in sede museale e luogo di svago.

Oggi è uno dei monumenti più significativi della città e della Lombardia, caro ai milanesi e noto ai turisti di tutto il mondo, non soltanto grandioso edificio ma anche prezioso scrigno di autentici capolavori e luogo di studio.