Santa Maria delle Grazie.

Nel 1492 fu posata la prima pietra della nuova tribuna (presbiterio, abside e cupola) su progetto di Bramante per volere di Ludovico il Moro, che richiese la trasformazione per fare della chiesa il mausoleo della sua famiglia.

Il gioco dei volumi e delle linee e la qualità delle decorazioni ne fanno un capolavoro dell’architettura rinascimentale europea.

San Vito al Pasquirolo.

La chiesa, che oggi sorge isolata come un frammento di città storica in contrasto con l’edilizia che lo circonda, risale al XII secolo.

E’ così chiamata perché era situata all’interno di un “pasquee”, uno dei pascoli pubblici frequenti in età medievale nei pressi delle chiese.

Il suo attuale aspetto si deve alla radicale ricostruzione avvenuta ai tempi del Cardinale Federico Borromeo che, dopo averne constatato personalmente lo stato di degrado, promosse l’avvio dei lavori.

Nel 1938 la chiesa venne sconsacrata e spogliata delle opere d’arte, ma nel 1966 fu riaperta al culto dopo il restauro.

Oggi è officiata con rito ortodosso.

 

Certosa di Garegnano.

La Certosa, fondata nel 1349 da Giovanni Visconti, signore e arcivescovo di Milano, sorgeva all’esterno del parco ducale del Castello, nei pressi del borgo di Garegnano.

Nel 1357, anno in cui il Petrarca la definì “Nova sede abilis”, era iniziata la costruzione della chiesa, del chiostro piccolo e di parte del chiostro grande; attorno a quest’ultimo, completato tra il XV e il XVI secolo, demolito nel 1885 e oggi sostituito da un raccordo autostradale, si distribuivano le celle dei monaci.

Il complesso attuale risale al tardo ‘500: dall’atrio di ingresso si accede a un cortile con tre esedre, dominato dalla facciata della chiesa (attribuita a Vincenzo Seregni e Galeazzo Alessi, terminata nel 1608) e dal grande arco che immette nel cortile d’onore.

La Chiesa a navata unica con volta a botte e due cappelle quadrate ai lati dell’ingresso, si distingue per i grandiosi cicli pittorici all’interno: nella navata le “Storie di San Bruno” di Daniele Crespi (1620-1629), nell’abside e nel presbiterio gli affreschi di Simone Peterzano (1578-1582).

Santa Maria Annunciata in Chiesa Rossa.

La Chiesa, iniziata nel 1926 in forme neoromantiche da Franco Della Porta, è portata a termine nel 1932 su un nuovo disegno di Giovanni Muzio.

Mantenendo il precedente impianto a croce latina, è divisa in tre navate con colonne in granito rastremate e capitelli stilizzati.

La navata centrale, coperta da una sottile volta a botte, termina in un’abside affiancata da due cappelle rettangolari.

I fronti esterni sono caratterizzati dall’uso del mattone a vista, che rimanda alla tradizione lombarda.

Sul fianco sinistro in sequenza, si evidenziano il battistero ottagonale, una cappella semicircolare e la sagrestia.

Elemento di riconoscibilità dell’intera Chiesa è il monumentale pronao d’ingresso, un alto porticato scandito da quattro pilastri rivestiti in granito chiaro e concluso da un timpano triangolare svuotato da un arco centrale.

Le sue forme richiamano in una straordinaria sintesi, il tempio greco e l’arco di trionfo romano.

Muzio rielabora il linguaggio classico secondo modi personali, rievocando le architetture metafisiche di De Chirico.

All’interno trovano spazio le installazioni di tubi fluorescenti colorati dell’artista statunitense Dan Flavin (1996-1997).

La Chiesa di Santa Maria della Consolazione.

La chiesa, nota anche come Madonna del Castello, si trova appunto a pochi passi dal Castello Sforzesco di Milano ed è stata fondata nel 1471 da Galeazzo Maria Sforza.

Pochi anni più tardi, l’edificio fu affidato agli Agostiniani, che ne avviarono la ricostruzione, affiancandovi il proprio convento.

Nel 1588 l’arcivescovo Gaspare Visconti consacrò la nuova chiesa, a navata unica con soffitto in legno a cassettoni decorati e cappelle laterali.

L’attuale facciata, a due ordini con pronao a tre arcate e lesene ioniche, fu costruita nel 1836 da Giovan Battista Chiappa.

L’interno della chiesa:

La chiesa di San Cristoforo.

La chiesa prepositurale di San Cristoforo sul Naviglio è un luogo molto importante per il culto cattolico di Milano ed è situata nella via omonima sull’alzaia del Naviglio Grande.

Un tempo, per il suo campanile quattrocentesco era considerata il faro che indicava, a chi arrivava dal Ticino e percorreva il naviglio, la vicinanza alla città.

San Cristoforo infatti, nel Medioevo era considerato il protettore dei viandanti, dei pellegrini ma soprattutto dei barcaioli.

Ogni anno, intorno al 25 luglio, la chiesa e il naviglio, per la ricorrenza di San Cristoforo protettore dei viandanti e degli automobilisti, sono animati da una sagra celebrativa e molto suggestiva.

La chiesa di San Bernardino alle ossa.

La chiesa di San Bernardino alle Ossa è un luogo di culto cattolico situato proprio nel centro storico di Milano.

Nel 1127, nell’odierna via Brolo a Milano, venne edificato un ospedale davanti alla basilica di Santo Stefano Maggiore destinato alla cura dei lebbrosi, ed un cimitero per accogliere i corpi dei malati che però visto il copioso numero, presto divenne insufficiente.

Nel 1210 venne quindi costruita una camera destinata ad accogliere le ossa provenienti dal cimitero, al fianco della quale, nel 1269, sorse la primitiva chiesa. 

Nel corso del quindicesimo secolo l’edificio fu utilizzato per le riunioni dalla confraternita dei Disciplini, il cui patrono era san Bernardino da Siena, appartenente allo stesso ordine, canonizzato poi nel 1450.

A seguito del crollo del campanile di Santo Stefano avvenuto nel 1642, la chiesa venne ristrutturata una prima volta nel 1679 da Carlo Buzzi (uno degli architetti della Fabbrica del Duomo di Milano), che intervenne principalmente sulla facciata e sull’ossario, che ebbe le pareti decorate da teschi e tibie umane, ricavate dai malati che in quel periodo avevano contratto la peste o avevano subito le numerose carestie.

Diversi anni dopo l’incendio, avvenuto nel 1712, che distrusse la chiesa originaria, intervenne Carlo Giuseppe Merlo (anch’egli architetto della Fabbrica del duomo), aggiungendovi la grande chiesa a pianta centrale, dal momento che i Disciplini della Confraternita locale desideravano avere una chiesa più ampia che accompagnasse il culto dell’Ossario, ormai divenuto comune e molto diffuso nella zona milanese. Questa chiesa fu collegata alla chiesetta originale, trasformata in ambulacro, attraverso un arco di trionfo. 

Come santo patrono venne scelto san Bernardino da Siena.

La facciata venne completata nel 1776 e benedetta dal cardinale Pozzobonelli.