8 Curiosità sull’insalata.

  1. L’insalata ha un’origine ancora incerta, sembra provenga dalla Siberia ma era già conosciuta ai tempi dei Romani.
  2. L’insalata è una pianta annuale con foglie più o meno larghe, ovoidali o di forma allungata e a seconda della varietà ha diverse tonalità di colore dal verde al giallognolo o rosso.
  3. Fino al Rinascimento la coltivazione interessò pochissime varietà, che fecero poi registrare un netto incremento a partire dal XVII secolo, in seguito all’avvento di una nuova tecnica che consentì la “coltura forzata” e non spontanea di questi vegetali.
  4. La lattuga in generale predilige i climi temperati e non sopporta i freddi intensi e i caldi secchi.
  5. Cesare Cardini, un ristoratore emigrato negli Stati Uniti, inventò per la festività del 4 luglio del 1924 la “Caesar salad”.
  6. La “lattuga romana” ha un aspetto allungato, quasi ovale, con foglie anch’esse allungate a margine liscio, di colore verde intenso; questa lattuga è formata da una serie di foglie sovrapposte in modo stretto tra loro attorno ad un cuore che generalmente non è completamente chiuso.
  7. Il “lattughino” viene anche chiamato “insalatina” poiché non forma propriamente una testa quanto una rosa di foglie.
  8. La “lattuga cappuccio” con cespi di forma tondeggiante, è costituita da foglie grandi, carnose e lisce, che si sovrappongono le une sulle altre, chiudendosi intorno ad un cuore centrale fino a formare il “cappuccio”.
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8 Consigli utili in cucina.

  1. Per eliminare in parte il gusto leggermente amarognolo della melanzana è possibile farla spurgare con del sale, almeno per un paio d’ore in modo che la polpa rilasci il liquido più amaro.
  2. Dopo aver cotto la cotoletta, c’è bisogno di un  momento di riposo della carne, che deve avvenire su un piatto rivestito di carta assorbente da cucina o per fritti. Questo serve per eliminare il grasso in eccesso.
  3. Le uova durano più a lungo se vengono conservate con la parte più appuntita verso il basso, in quanto la parte smussata presenta una cella d’aria tra la membrana interna e quella esterna.
  4. Per una corretta lievitazione di un impasto, l’ideale è non aggiungere mai il sale contemporaneamente al lievito: il sale, infatti, inibisce o blocca l’azione del lievito. Per risolvere questo problema, dunque, deve essere introdotto nella ricetta a fine preparazione.
  5. Quando si acquistano le melanzane, è bene scegliere frutti intatti, sodi, senza macchie e che abbiano un peso proporzionato alla dimensione.
  6. Per una cotoletta con l’osso alta almeno 2 cm ci vorranno circa 5 minuti da un lato e 4 dall’altro, per una perfetta cottura.
  7. Affinché avvenga una corretta lievitazione la temperatura deve aggirarsi sui 28°C: nel caso in cui sia inferiore il lievito si attiva in tempi più lunghi, nel caso in cui sia superiore il lievito “muore”, non permettendo all’impasto di lievitare.
  8. Nella preparazione della crema pasticcera è necessario utilizzare un latte fresco pastorizzato o in alternativa un latte intero per donare alla crema una conservazione maggiore.

7 Curiosità sui funghi.

  1. I funghi aiutano a bonificare il terreno, ad assorbire pesticidi e sostanze inquinanti e forniscono un effetto estremamente utile a livello agricolo.
  2. Si racconta che l’eroe greco Perseo, di ritorno da un lungo viaggio, trovò ristoro nell’acqua raccolta dal cappello di un fungo, incontrato per caso sulla sua via. Grato dell’aiuto inaspettato e necessario, fondò una colonia e le diede il nome di “Micene”, ovvero “fungo” in greco.
  3. I cinesi lo chiamano “Reishi” o “Lingzhi” e lo impiegano spesso nella preparazione di tisane e liquori dalle proprietà benefiche.
  4. Tanto più fredda è l’aria e tanto più lentamente avviene la maturazione ed il deperimento del fungo.
  5. L’imperatore romano Claudio, amante dei funghi, fu avvelenato dalla moglie Agrippina proprio da una pietanza a base di funghi.
  6. Il fungo Porcino, così come siamo abituati a chiamarlo, in realtà sarebbe corretto chiamarlo “carpoforo” o anche “sporofiro” (perché contiene le spore).
  7. Il valore nutritivo del fungo varia in base alla specie; in generale contengono molta acqua, ferro, rame, fosforo e zinco, risultano, invece scarsi di lipidi e carboidrati.

Altri 4 alimenti che non andrebbero mai messi in frigorifero.

Esistono alcuni alimenti che a causa delle basse temperature, presenti all’interno del frigorifero, rischiano di perdere le loro proprietà nutritive e il loro sapore.

 

OLIO

Il freddo del frigorifero modifica le proprietà organolettiche dell’olio.

L’ideale è conservarlo in luogo fresco e buio per evitare l’ossidazione.

 

 

MIELE

La temperatura ideale per la conservazione del miele è compresa fra i 15 e i 20 gradi, in luogo fresco, asciutto e lontano dalla luce.

Ecco perché non andrebbe mai messo in frigorifero una volta aperto.

 

 

BASILICO 

Con il freddo e l’umido questo alimento appassisce rapidamente non solo perdendo il suo aroma inconfondibile ma anche assorbendo gli odori degli alimenti circostanti.

 

 

PANE

In frigorifero si asciuga e si secca molto velocemente.

Se non è possibile consumarlo subito, meglio surgelarlo in freezer.

10 Curiosità sulla farina.

  1. La farina alimentare è il prodotto della macinazione dei frutti secchi o dei semi di varie piante: farina di mais, di orzo, di farro, di riso, di avena, di segale, di castagne, di ceci, di mandorle, di grano saraceno eccetera.
  2. Il termine “farina” deriva dal latino “far”, cioè farro, un cereale affine al frumento molto diffuso nell’Italia dell’epoca preromana e romana.
  3. Il grano tenero è caratterizzato da un granello a frattura farinosa che, dopo la macinazione, origina farine dai granuli sottili e tondeggianti, più adatti per la panificazione ad esempio della pizza.
  4. Dalla macinazione del grano tenero si ottiene una resa in farina che oscilla tra il 70 e l’82%; il rimanente 18-30% è costituito da crusca, cruschello, germe e farinaccio.
  5. Le piante di grano presentano delle infiorescenze chiamate spighe, all’interno delle quali si trovano i chicchi, che sarebbero i frutti della pianta. E sono proprio i chicchi ad essere importanti per l’industria molitoria, poiché è proprio da loro che si estrae la farina.
  6. La percentuale di farina estratta dal chicco dipende, oltre che dal tipo di grano, anche dai parametri chimico fisici desiderati e impostati nella macinazione.
  7. La farina 00 è quella più raffinata e priva di particelle di crusca e cruschello.
  8. Il grano duro ha un tipo di frattura vitrea che si ritrova nella consistenza spigolosa dei grossi granuli delle semole, perfette per la produzione della pasta secca.
  9. La farina integrale è quella con la più alta percentuale di cruschello e crusca, la legge italiana impone dei limiti che sono 1,3%-1,7% di presenza di ceneri.
  10. Il grano duro contiene più proteine di quello tenero, circa il 13%.

I 5 alimenti che non andrebbero mai messi in frigorifero.

Esistono alcuni alimenti che a causa delle basse temperature, presenti all’interno del frigorifero, rischiano di perdere le loro proprietà nutritive e il loro sapore.

 

PATATE 

Con la bassa temperatura le patate trasformano gli amidi in zuccheri molto più velocemente, diventando così più dolci e rischiando di marcire molto più in fretta.

Vanno conservate in un luogo asciutto e lontano da fonti di luce, possibilmente racchiuse in un sacchetto di carta.

 

 

CIPOLLE

Vale lo stesso metodo di conservazione delle patate poiché in frigorifero rischiano di marcire più velocemente.

 

 

AGLIO

Il freddo accelera la sua germogliazione rendendolo gommoso fino a farlo ammuffire.

Il metodo ideale per conservarlo è riporlo in un sacchetto di carta o in un contenitore al riparo dalla luce e dall’umidità.

 

 

CAFFÈ’

Conservare il caffè in frigorifero significa perdere il suo aroma.

L’ideale è optare per un contenitore ermetico da mettere in dispensa.

 

 

POMODORI

Oltre a privarli del gusto, la bassa temperatura del frigorifero ne cambia la consistenza rendendoli farinosi.

Vanno conservati in un luogo asciutto all’interno di un semplice contenitore.

8 Curiosità sulle uova.

  1. A causa del loro elevato contenuto di proteine, le uova sono tra gli alimenti più nutrienti al mondo.
  2. Il modo in cui la gallina viene nutrita influenza lo spessore del guscio dell’uovo, il suo gusto e il colore del tuorlo. Se il foraggio contiene poco calcio o se il deposito del calcio viene compromesso durante l’ovulazione, la gallina deporrà delle uova dal guscio sottile o addirittura senza guscio.
  3. Un uovo grande del peso di circa 70 grammi fornisce circa il 16% del fabbisogno giornaliero di proteine di un adulto.
  4. Le vitamine contenute nell’uovo sono presenti per la maggior parte nel tuorlo.
  5. Il guscio di un uovo è spesso dai 0,3 ai 0.4 mm. È permeabile e contiene tra i 7.000 e i 17.000 pori. I pori facilitano lo scambio d’aria tra il contenuto dell’uovo e il mondo esterno durante la cova e la schiusa.
  6. Un uovo grande contiene circa 9 grammi di proteine, 8 grammi di grassi, tracce di carboidrati e tutte le vitamine e i minerali essenziali (eccetto la vitamina C).
  7. Le uova durano più a lungo se vengono conservate con la parte più appuntita verso il basso, in quanto la parte smussata presenta una cella d’aria tra la membrana interna e quella esterna.
  8. Grazie alla forma ovale, le uova sono molto resistenti: anche se hanno un guscio molto sottile, possono sopportare la pressione di diversi chili.

 

Le mille sfaccettature della polenta.

Esistono moltissime tipologie di polenta, in base alla farina che viene utilizzata per prepararle:

  • Polenta gialla: La classica polenta di mais (la più diffusa oggigiorno).
  • Polenta taragna: Non è solo una ricetta, ma un tipo di polenta, ovvero una miscela di farina di mais e grano saraceno, tipica della Valtellina.
  • Polenta bramata: Semplicemente la polenta a grana grossa, la più tipica è quella bergamasca.
  • Polenta bianca: Tipica polenta veneta, diversa da tutte le altre, è ottenuta dal raro mais bianco, è più delicata ed è una prelibatezza di cui i veneti sono molto orgogliosi.
  • Polenta integrale: Miscela di farina di mais integrale e altre farine integrali.
  • Pulenta (o farru): Antico piatto sardo, è la polenta di farina di farro.
  • Polenta istantanea: E’ la classica polenta precotta. Viene prima cotta al vapore, poi tostata e venduta per essere preparata in pochi minuti, disponibile sia gialla che bianca.

Curiosità sulle lenticchie.

  1. La lenticchia o “lente” è una pianta erbacea della famiglia delle leguminose della quale si consumano i semi contenuti in baccelli che, una volta raccolti, vengono essiccati.
  2. La lenticchia ha una storia lunghissima che risale al 7000 a.C..
  3. Originaria dell’Asia Sud-Occidentale, si è diffusa lungo le coste del Mediterraneo diventando uno degli alimenti portanti nella dieta greca e romana, grazie ai suoi elevati valori nutrizionali.
  4. Le lenticchie sono un alimento povero di grassi ma sono al contempo altamente nutrienti e ricche di ferro, proteine e carboidrati.
  5. Le lenticchie vanno conservate in luogo fresco e asciutto, dentro contenitori di vetro o nel loro sacchetto di confezionamento per un massimo di un anno. Prima di cucinarle, occorre lasciarle in acqua per almeno 12 ore.
  6. La lens culinaris, comunemente detta lenticchia è una pianta che produce dei semi commestibili appunto le lenticchie.
  7. Legume facile da coltivare, grazie alle sue proprietà nutritive divenne un alimento importante nei periodi di carestia e miseria; da qui il suo “secondo” nome “carne dei poveri”.
  8. Vi sono diverse varietà di lenticchie che si distinguono per colore e dimensione. Tra le principali varietà in commercio vi sono la lenticchia di Castelluccio di Norcia, dal seme piccolo e marrone, mentre tra le varietà più antiche ricordiamo la lenticchia di Enna, la cui coltivazione e raccolta viene svolta manualmente e la rara lenticchia di Ustica, che cresce sui terreni vulcanici dell’omonima isola.
  9. Le lenticchie, oltre che prive di colesterolo e glutine, contengono anche ottime quantità di fibre.
  10. Esistono diverse tipologie di lenticchie, da quelle marroni o gialle, a quelle rosse, a quelle verdi che possono essere consumate naturalmente (o decorticate), ed ogni tipologia ha un apporto di nutrienti molto importante e differente.

8 Consigli utili in cucina.

  1. Per ottenere un gheriglio di noce intero basta lasciare le noci da sgusciare a bagno in acqua salata per una notte.
  2. Se non si riesce ad aprire un barattolo, la soluzione più semplice è riempire una ciotola o un piatto con dell’acqua calda; immergere il tappo del barattolo per circa 60 secondi e questo si sviterà con facilità.
  3. Per eliminare le tarme far seccare le bucce delle arance, metterle in un sacchettino di garza o di organza e poggiare il sacchettino nelle credenze e negli armadi dove si desidera eliminare le tarme.
  4. Per eliminare l’odore di pesce da padelle e piatti, intingere una bustina di tè in una tazza di acqua calda e pulire poi la padella con la bustina.
  5. Per togliere dai coltelli l’odore di aglio, basta passare velocemente la lama sul fuoco e infine passare un panno.
  6. Prima di versare la pasta nell’acqua bollente, aggiungere un cucchiaino d’olio, in questo modo la pasta non si attaccherà e si eviterà che l’acqua in ebollizione trabocchi.
  7. Per evitare che dopo un certo periodo di tempo in frigorifero parmigiano o grana si asciughino, perdendo la loro consistenza, basta avvolgere il formaggio in un canovaccio imbevuto di acqua e vino.
  8. Per evitare che le salsicce si restringano durante la cottura alla griglia o fritte curvandosi in modo poco estetico, bollirle prima per cinque minuti.