10 Curiosità sui peperoni.

1- Un peperone rosso o giallo (ma anche arancione) di media grandezza ha i seguenti valori nutrizionali:

  • Rame: 2 mg
  • ​Fibre: 2 g
  • Folati: 4 mg
  • Manganese: 2 mg
  • Magnesio: 11 mg
  • Potassio: 349 mg
  • Fosforo: 3 g
  • Proteine: 2 g
  • Selenio: 9 mg
  • Vitamina B6: 3 mg
  • Vitamina C: 341 mg

2- I peperoni grazie al betacarotene e ai lutenoidi aiutano a mantenere il benessere degli occhi e prevengono malattie come macchie oculari e cataratta.

3- Rafforzano il sistema immunitario grazie alla vitamina C.

4- Il peperone è una bacca tipica del periodo estivo (da giugno a settembre), utilizzata in cucina come una verdura e ottenuta da alcune varietà della specie Capsicum annuum.

5- Aiutano la digestione, infatti la niacina contenuta nei peperoni è essenziale per migliorare le condizioni dell’apparato digestivo.

6- I peperoni contengono moltissimi antiossidanti e il corpo umano ne ha bisogno per combattere i radicali liberi.

7- I peperoni hanno poteri antinfiammatori, infatti diversi studi hanno dimostrato che incorporare i peperoni rossi nella dieta aiuta a prevenire l’infiammazione cronica di muscoli e articolazioni.

8- Originario dell’America Latina, il peperone fu importato in Spagna verso la metà del XV secolo: da lì la sua diffusione in Europa. Arrivò quasi subito in Italia, ma l’Ungheria, che è uno dei più grandi produttori di paprika, conobbe questo ortaggio solo nel XVII secolo.

9- La sostanza che rende piccanti peperoni e peperoncini è un alcaloide che si chiama capsaicina.

10- 100 grammi di peperone hanno 31 kcal.

 

 

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Chips di patate dolci.

Ingredienti x 4 persone:

  • 1,5 Kg di patate dolci.
  • Olio extravergine d’oliva q.b.
  • Sale q.b.

Preparazione:

Pelare le patate e passarle sotto l’acqua corrente, lavandole con cura.

Intanto preriscaldare il forno a 200 °C.

Attenzione a tagliare le patate del giusto spessore: circa 1 cm (meglio se a spicchi o a rondelle).

Mettere le patate nella teglia e spennellarle con dell’olio extravergine d’oliva, aggiungendo anche il sale.

Cuocere le patate per circa 30-40 minuti fino a quando saranno tutte cotte e abbastanza croccanti all’esterno.

Servire calde.

10 Curiosità sul miele.

  1. Per produrre 1 kg di miele ogni singola ape vola per circa 150.000 chilometri.
  2. Ogni alveare raccoglie il nettare dei fiori nel raggio di 3 km.
  3. Il miele è l’unico cibo dolce che non viene minimamente manipolato da parte dell’uomo.
  4. Non tutte le api fanno il miele, infatti ne esistono moltissime varietà con specifiche caratteristiche differenti; fare il miele è una di queste.
  5. Il miele è l’unico alimento prodotto dagli insetti.
  6. A differenza dello zucchero, il miele, utilizzato fin dall’antichità con scopi terapeutici, possiede numerose proprietà benefiche, in particolare antibatteriche.
  7. Sono stati i babilonesi ma soprattutto gli antichi Egizi le prime popolazioni a sviluppare l’apicoltura attorno al 3.500 a.C.
  8. In virtù di un’elevata acidità, un alto tenore zuccherino e la presenza di sostanze antibatteriche al suo interno, il miele è un alimento che si può conservare per lunghi periodi di tempo.
  9. Il miele è fonte di antiossidanti e polifenoli.
  10. La cristallizzazione del miele è un processo naturale che interessa quasi tutti i mieli senza intaccarne la bontà. Solo alcuni, come quello di acacia e di castagno, riescono a rimanersi liquidi per oltre due anni grazie all’alto contenuto di fruttosio.

Curiosità sulla patata dolce.

  1. Le patate dolci sono originarie dell’America e a scoprirle fu Cristoforo Colombo.
  2. La loro introduzione in Europa si deve alla regina Isabella di Castiglia.
  3. Divennero conosciute in Italia grazie a Federico II, gran duca di Toscana che ne volle la coltivazione nel 1630.
  4. La patata americana (o dolce) ha un valore nutrizionale 100 volte superiore alla patata comune.
  5. Soltanto nell’Ottocento, queste patate americane lasciarono il ruolo di curiosità botanica per diventare un ingrediente da utilizzare nelle ricette in cucina.
  6. Hanno un alto contenuto di vitamina B6 che aiuta a prevenire le malattie degenerative e gli infarti.
  7. Sono una fonte di vitamina C che combatte l’influenza e il raffreddore, ma non solo.
  8. Coprono un ruolo importante anche nei processi di digestione e cicatrizzazione, grazie alla produzione di collagene che mantiene la pelle giovane.
  9. Contengono vitamina D, essenziale per il sistema immunitario ed importante regolatrice del livello di energia e dell’umore.
  10. Aiutano a mantenere le ossa sane e agiscono come supporto alla ghiandola della tiroide.
  11. Le patate dolci contengono ferro, che produce globuli bianchi e rossi e aiuta a resistere allo stress e a metabolizzare le proteine.
  12. Hanno un alto apporto di magnesio, un minerale con funzioni anti-stress e rilassante, essenziale per mantenere cuore, sangue, ossa e muscoli sani.
  13. Presentano alti livelli di potassio che aiuta a regolarizzare il battito cardiaco e gli impulsi del sistema nervoso, controllando allo stesso tempo l’attività dei reni.
  14. Hanno un sapore dolce, ma i loro zuccheri naturali vengono rilasciati lentamente nella circolazione aiutando quindi a bilanciare e regolare i livelli di energia.

Come cuocere le patate dolci.

Le tecniche per cuocere le patate dolci sono molte e si adattano a tutti i gusti:

Cottura al forno: si possono cucinare sia intere, avvolte in carta da forno (patate al cartoccio) oppure a tocchetti, condite con un goccio di olio e un pizzico di sale.

I tempi di cottura variano dai 30-35 minuti per i tocchetti, ai 50-55 minuti intere, sempre a 180°C.

Cottura al microonde: bucare con una forchetta l’intera superficie delle patate dolci.

Avvolgere le patate in un foglio di carta da forno inumidito e all’interno di un piatto farle cuocere per 15 minuti alla massima potenza.

Cottura in acqua: è possibile lessare le patate dolci in acqua, i tempi di cottura variano a seconda delle dimensioni dell’alimento ma di solito non sono inferiori ai 40 minuti.

Cottura in pentola a pressione: per questo tipo di cottura i tempi vengono dimezzati infatti si dovranno calcolare 20 minuti dal fischio della pentola.

Consigli utili in cucina.

  • Spesso il frigorifero prende cattivi odori. Per eliminarli si può mettere una ciotolina di aceto o di latte al suo interno, in questo modo gli odori verranno assorbiti dal liquido.
  • Tutti gli alimenti freschi vanno conservati in frigorifero chiusi in appositi contenitori separati.
  • Le mele quando maturano rilasciano etilene, agente che aiuta altri frutti a maturare: accade anche con la frutta esotica; perciò se si hanno frutti troppo acerbi basterà metterli accanto a delle mele.
  • Di tanto in tanto l’ideale è sbrinare il frigorifero soprattutto per la parte del freezer, per evitare un consumo di corrente eccessivo.
  • Mai mettere cibi caldi in frigorifero.
  • Svuotare e pulire il frigorifero facendo attenzione all’interno, agli accessori e al fondo, sarebbe un lavoro da fare circa ogni due mesi, in caso contrario si potrebbero sviluppare batteri e muffe dalla pericolosità davvero notevole per la salute.
  • La frutta tagliata va chiusa con la pellicola o posta in un contenitore per evitare che annerisca.
  • Gli alimenti surgelati devono essere scongelati in frigorifero e non all’esterno perché la proliferazione batterica si innesca molto più rapidamente quando togliamo i cibi dal congelatore e li poniamo a temperatura ambiente.

11 Curiosità sullo zafferano.

  1. La città di Saffron Walden nell’Essex prende il nome dalla spezia, essendo il centro del commercio inglese di zafferano.
  2. L’origine dello zafferano è tutt’ora incerta e si suppone che l’area di una prima diffusione sia quella che si estende dal medio oriente alla penisola ellenica.
  3. Il fiore dello zafferano venne ufficialmente introdotto in Italia come coltivazione solo alla fine del 1200, grazie al padre domenicano Domenico Santucci, nato a Navelli, in provincia dell’Aquila, che visse a lungo al servizio del Tribunale dell’Inquisizione, in Spagna.
  4. La raccolta dei fiori di zafferano avviene all’alba, prima che gli stigmi si aprano, per preservarne il sapore e l’aroma.
  5. Servono circa 100mila fiori per produrre “appena” mezzo chilo di zafferano e servono circa 500 ore di lavoro.
  6. Alessandro Magno si lavava i capelli nello zafferano per mantenerne il meraviglioso colore arancione lucido.
  7. Lo zafferano si raccoglie in appena 20 giorni, tra la fine di ottobre e l’inizio di novembre.
  8. Per non rovinare i pistilli le operazioni di raccolta vanno eseguite rigorosamente a mano, da raccoglitori (quasi sempre donne, perché hanno le mani più piccole) specializzate, che staccano i tre stigmi uno per uno.
  9. In Italia lo zafferano viene coltivato in sei regioni: Sardegna, Abruzzo, Toscana, Umbria, Emilia Romagna e Liguria, che insieme coltivano circa 50 ettari l’anno.
  10. Durante il medioevo ci fu un intenso uso di questa spezia che era conosciuta soprattutto per le proprietà curative, ma solo in pochi se ne potevano permettere l’uso a causa dell’elevato costo.
  11. Nel Trecento lo zafferano era uno dei prodotti che aveva la tassa di dogana in uscita più alta e in molti casi sostituiva la moneta.

8 Curiosità sull’insalata.

  1. L’insalata ha un’origine ancora incerta, sembra provenga dalla Siberia ma era già conosciuta ai tempi dei Romani.
  2. L’insalata è una pianta annuale con foglie più o meno larghe, ovoidali o di forma allungata e a seconda della varietà ha diverse tonalità di colore dal verde al giallognolo o rosso.
  3. Fino al Rinascimento la coltivazione interessò pochissime varietà, che fecero poi registrare un netto incremento a partire dal XVII secolo, in seguito all’avvento di una nuova tecnica che consentì la “coltura forzata” e non spontanea di questi vegetali.
  4. La lattuga in generale predilige i climi temperati e non sopporta i freddi intensi e i caldi secchi.
  5. Cesare Cardini, un ristoratore emigrato negli Stati Uniti, inventò per la festività del 4 luglio del 1924 la “Caesar salad”.
  6. La “lattuga romana” ha un aspetto allungato, quasi ovale, con foglie anch’esse allungate a margine liscio, di colore verde intenso; questa lattuga è formata da una serie di foglie sovrapposte in modo stretto tra loro attorno ad un cuore che generalmente non è completamente chiuso.
  7. Il “lattughino” viene anche chiamato “insalatina” poiché non forma propriamente una testa quanto una rosa di foglie.
  8. La “lattuga cappuccio” con cespi di forma tondeggiante, è costituita da foglie grandi, carnose e lisce, che si sovrappongono le une sulle altre, chiudendosi intorno ad un cuore centrale fino a formare il “cappuccio”.

8 Consigli utili in cucina.

  1. Per eliminare in parte il gusto leggermente amarognolo della melanzana è possibile farla spurgare con del sale, almeno per un paio d’ore in modo che la polpa rilasci il liquido più amaro.
  2. Dopo aver cotto la cotoletta, c’è bisogno di un  momento di riposo della carne, che deve avvenire su un piatto rivestito di carta assorbente da cucina o per fritti. Questo serve per eliminare il grasso in eccesso.
  3. Le uova durano più a lungo se vengono conservate con la parte più appuntita verso il basso, in quanto la parte smussata presenta una cella d’aria tra la membrana interna e quella esterna.
  4. Per una corretta lievitazione di un impasto, l’ideale è non aggiungere mai il sale contemporaneamente al lievito: il sale, infatti, inibisce o blocca l’azione del lievito. Per risolvere questo problema, dunque, deve essere introdotto nella ricetta a fine preparazione.
  5. Quando si acquistano le melanzane, è bene scegliere frutti intatti, sodi, senza macchie e che abbiano un peso proporzionato alla dimensione.
  6. Per una cotoletta con l’osso alta almeno 2 cm ci vorranno circa 5 minuti da un lato e 4 dall’altro, per una perfetta cottura.
  7. Affinché avvenga una corretta lievitazione la temperatura deve aggirarsi sui 28°C: nel caso in cui sia inferiore il lievito si attiva in tempi più lunghi, nel caso in cui sia superiore il lievito “muore”, non permettendo all’impasto di lievitare.
  8. Nella preparazione della crema pasticcera è necessario utilizzare un latte fresco pastorizzato o in alternativa un latte intero per donare alla crema una conservazione maggiore.

7 Curiosità sui funghi.

  1. I funghi aiutano a bonificare il terreno, ad assorbire pesticidi e sostanze inquinanti e forniscono un effetto estremamente utile a livello agricolo.
  2. Si racconta che l’eroe greco Perseo, di ritorno da un lungo viaggio, trovò ristoro nell’acqua raccolta dal cappello di un fungo, incontrato per caso sulla sua via. Grato dell’aiuto inaspettato e necessario, fondò una colonia e le diede il nome di “Micene”, ovvero “fungo” in greco.
  3. I cinesi lo chiamano “Reishi” o “Lingzhi” e lo impiegano spesso nella preparazione di tisane e liquori dalle proprietà benefiche.
  4. Tanto più fredda è l’aria e tanto più lentamente avviene la maturazione ed il deperimento del fungo.
  5. L’imperatore romano Claudio, amante dei funghi, fu avvelenato dalla moglie Agrippina proprio da una pietanza a base di funghi.
  6. Il fungo Porcino, così come siamo abituati a chiamarlo, in realtà sarebbe corretto chiamarlo “carpoforo” o anche “sporofiro” (perché contiene le spore).
  7. Il valore nutritivo del fungo varia in base alla specie; in generale contengono molta acqua, ferro, rame, fosforo e zinco, risultano, invece scarsi di lipidi e carboidrati.