Curiosità sul cibo – parte 3.

  1. Il vino è confezionato in bottiglie scure per evitare che la luce lo possa danneggiare.
  2. Solitamente i grassi vengono considerati i nemici della dieta, ma non sempre fanno male. Aggiungere grassi alle verdure, come ad esempio l’olio d’oliva all’insalata, aiuta il corpo ad assorbire tutti i nutrienti.
  3. Una sola carota fornisce il 200% del fabbisogno giornaliero di vitamina A per una persona.
  4. Solitamente con la cottura le verdure perdono i loro nutrienti, ma per alcuni prodotti non è così. Un esempio sono i pomodori che, una volta cotti, contengono maggiori quantità dell’antiossidante licopene.
  5. Le carote hanno lo 0% di grassi.
  6. Nel 2004, alcuni scienziati indiani hanno brevettato un modo di estrarre il succo dalle banane evitando che si trasformasse in poltiglia. La cosa curiosa è che i test hanno visto impegnato il dipartimento di agricoltura nucleare e biotecnologia del Bhabha Atomic Research Centre (BARC), una delle più importanti strutture indiane di ricerca nucleare.
  7. Esistono più di 10mila varietà di pomodori.
  8. Il latte al cioccolato è stato inventato da Daniel Peter, che vendette la sua invenzione al vicino di casa Henri Nestlè.
  9. Lo Yubari King giapponese è il frutto più costoso del mondo: lo si trova a 10.000 dollari al pezzo (viene venduto in coppia).
    In Giappone, è considerato un melone “sacro”. Prima di essere messi all’asta, gli Yubari King vengono sottoposti a una rigorosa selezione e se non superano i test vengono scartati. Tra le altre prove c’è quella del suono: se il melone, colpito da un ispettore con la mano emette un suono sordo, vuol dire che è buono. Altrimenti no.
  10. Un chilo di cioccolato contiene circa 700 milligrammi di caffeina.

10 Curiosità sulla mozzarella.

  1. Il nome mozzarella nasce dal dialetto napoletano e si riferisce alla forma stessa del prodotto, diminutivo di mozza (“taglio”), o mozzare (“tagliare”) derivata, appunto, dal metodo di lavorazione.
  2. La mozzarella di bufala ha ottenuto il marchio DOP con regolamento CE 1017 nel 1996. Questo significa che la mozzarella di bufala campana è oggi un prodotto con denominazione di origine protetta, contrassegnato da un apposito bollino che lo identifica.
  3. Con il termine di “mozzarella” si intende generalmente quella prodotta con il latte di bufala. Il prodotto derivante da latte vaccino, invece, prende il nome di “fior latte”.
  4. Il termine è stato menzionato per la prima volta nel 1570, citato in un libro di cucina di Bartolomeo Scappi, che recita “latte crema, burro fresco, ricotta, mozzarella fresca e latte”.
  5. Secondo una ricerca pubblicata da Nature e ripresa qualche tempo fa da Focus, la mozzarella come formaggio o meglio, la sua più lontana parente venne prodotta per la prima volta più di 7500 anni fa. L’uomo del paleolitico avrebbe sviluppato una tecnologia talmente evoluta da permettergli di separare la parte grassa del latte, trasformandola in formaggio.
  6. Lo storico Monsignor Alicandri, nella “Chiesa Metropolitana di Capua”, afferma che nel XII secolo il Monastero di San Lorenzo, a Capua, offriva ai pellegrini un pezzo di pane con mozza o provatura.
  7. Sono circa 100.000, le tonnellate di mozzarella esportate solo nel 2019, ovvero il 10 per cento in più rispetto all’anno precedente.
  8. I principali mercati di export di uno tra i formaggi italiani più conosciuti ed apprezzati al mondo, sono Gran Bretagna, Francia, Svizzera, Belgio, Germania.
  9. Da 1 quintale di latte di mucca si ricavano circa 14 kg di mozzarella, mentre dalla stessa quantità di latte di bufala si ricavano ben 24 kg di mozzarella.
  10. La mozzarella è un formaggio eccezionale ma delicato, che va trattato con cura altrimenti perde le sue caratteristiche di freschezza e di sapore. Molto dipende dalla sua conservazione: gli sbalzi termici, infatti, non solo influenzano negativamente la conservabilità della mozzarella, ma incidono anche sul sapore, sul profumo e perfino sul suo peso. Quando viene conservata a temperature troppo alte, la mozzarella tende a perdere acqua, che finisce nel liquido di governo. Si tratta però di una perdita di peso apparente, che riguarda solo l’acqua e quindi non intacca i preziosi nutrienti della mozzarella e non comporta nessun rischio per il consumatore.

Curiosità sul cibo – parte 2.

  1. Il Tè freddo fu introdotto per la prima volta nel 1904 all’Expo di Saint Louis.
  2. Il caffè decaffeinato non è totalmente privo di caffeina; una tazzina di espresso decaffeinato infatti ne contiene circa 16 mg.
  3. Negli anni 50′, l’80% delle galline era libero di muoversi per le strade dei paesi. Negli anni 80′ la percentuale si è ridotta all’1%, oggi è tornata al 13%.
  4. Le arachidi non sono noci, ma legumi; infatti appartengono alla stessa famiglia dei legumi (Leguminosae) come piselli, fagioli e lenticchie.
  5. Gli americani mangiano il doppio della carne rispetto agli europei. Circa 50 kg all’anno pro capite.
  6. In un hamburger di fast food può esserci la carne di più di 100 bovini diversi.
  7. Il tonno a tranci è uno degli alimenti che consumiamo spesso a tavola, ma pochi sanno che contiene circa tre volte la quantità di mercurio del tonno in scatola.
  8. Il cioccolato è la sostanza che contiene più teobromina in natura, uno stimolante simile alla caffeina.
  9. La Pepsi-Cola, a differenza della Coca-Cola, fu inventata fin da subito come digestivo e bevanda energizzante.
  10. I meloni sono costituiti al 97% acqua, così come la lattuga. I pomodori raggiungono il 95%, le carote il 90% e il pane il 30%.

Curiosità sul cibo – parte 1.

  1. La pianta di banana è chiamata albero di banane, ma tecnicamente è una pianta erbacea, non un albero, in quanto la radice non contiene vero tessuto legnoso.
  2. I croissant non sono stati inventati i francesi, derivano infatti dal kipferl austriaco e furono importati in Francia nella prima metà del 1800, quando l’ufficiale di artiglieria austriaco August Zang fondò la Boulangerie Viennoise a Parigi.
  3. Per un periodo, nel 19esimo secolo, il ketchup è stato usato come medicina: così lo vedeva nel 1835 il Dr. John Cook Bennett, presidente del dipartimento di medicina presso l’Università Willoughby in Ohio (Usa). Egli pensava che i pomodori potessero curare malattie come la dissenteria, l’ittero, e l’indigestione.
  4. Il 90% dei pesci catturati in mare appartiene all’emisfero a nord dell’Equatore, quello Boreale.
  5. La salsa barbecue è una delle più gustose per condire panini e hamburger, ma in pochi sanno chi è che l’ha utilizzata per la prima volta. Si tratta del detective Marty Hart del telefilm “True Detective”: è stato proprio lui ad averla resa così celebre.
  6. Secondo la botanica, la banana è un’erba e il pomodoro un frutto.
  7. La parola croissant è francese e significa “crescente” e prende nome dalla forma della mezza luna.
  8. Gli apri-scatole furono inventati solo 48 anni dopo l’invenzione delle scatole stesse.
  9. In tempi non troppo lontani, lo zucchero era un bene di lusso e arrivava a costare anche 10 volte più del latte.
  10. Il succo all’interno dell’ostrica si chiama “liquore” e non deve essere gettato. Lo si può mischiare con del gin e guarnire con una perla per creare il cocktail chiamato “labbra di sirena”.

Spaghetti alle acciughe.

Ingredienti x 4 persone:

  • 1 spicchio d’aglio.
  • 400 g di spaghetti.
  • Acciughe sott’olio q.b.
  • Olio extravergine d’oliva q.b.
  • Pangrattato q.b.

Preparazione:

In una padella antiaderente senza olio, far tostare del pangrattato a fuoco medio, fino a doratura.

In un’altra padella far soffriggere l’aglio nell’olio extravergine d’oliva.

Aggiungere una manciata di acciughe, schiacciandole con un mestolo di legno.

Scolare 400 grammi di spaghetti e farli saltare nella padella con l’aglio e le acciughe, spolverando sopra il pangrattato tostato.

Una variante a questa ricetta, prevede l’aggiunta di 100 millilitri di salsa di pomodoro.

Servire gli spaghetti caldi.

Le melanzane.

Le melanzane sono ortaggi che appartengono al VI-VII gruppo di alimenti, in quanto fonte nutrizionale di carotenoidi, vitamina C, fibre e pochi zuccheri semplici.

Hanno un apporto energetico moderato e le calorie provengono soprattutto dai carboidrati, seguiti da una quantità trascurabile di proteine e ancor meno di lipidi.

Le fibre sono abbondanti e il colesterolo è totalmente assente.

Le melanzane si prestano a qualunque regime alimentare, anche se in passato si riteneva che i loro semi potessero giocare un ruolo negativo nell’insorgenza della diverticolite.

Richiedono obbligatoriamente la cottura, per eliminare la componente di solanina.

La porzione media di melanzane è compresa tra i 100 e i 200 g che corrispondono a 25-55 kcal.

VALORI NUTRIZIONALI PER: 100 g

Calorie: 27 Kcal

Carboidrati: 5.70 g

Proteine: 1.00 g

Grassi: 0.20 g

di cui saturi: 0.03g

di cui mono-insaturi: 0.02g

di cui polinsaturi: 0.08 g

Colesterolo: assente

Fibre: 3.40 g

Le proprietà delle melanzane.

Le melanzane sono ricche di proprietà benefiche ed hanno le seguenti caratteristiche:

  • Sono diuretiche.
  • Sono ricche di vitamine e sali minerali.
  • Sono ricche di fibre.
  • Sono antiossidanti.

Sono ottime da consumare nel caso in cui si verifichino i seguenti problemi:

  • Carenze di minerali.
  • Ritenzione idrica.
  • Stitichezza.
  • Colesterolo alto.
  • Infiammazioni alle vie urinarie.
  • Problemi di digestione.

Inoltre le melanzane hanno la proprietà di assorbire molto bene i grassi alimentari, tra cui l’olio, consentendo la preparazione di piatti molto ricchi e saporiti.

Il Poke.

Il Poke è un piatto di origine hawaiana che sta diventando famoso in tutto il mondo, grazie alla varietà di composizioni possibili e grazie alla sua semplicità; è possibile descriverlo come una sorta di insalata di pesce servita in una ciotola insieme a tanti gustosi ingredienti, dalla frutta alla verdura, dalle spezie alle granaglie, con vari tipi di pesce e il tutto servito accompagnato a del riso.

Ma le varianti possono essere infinite, forse è per questo che sta spopolando ovunque diventando davvero molto di moda.

10 Curiosità sui peperoni.

1- Un peperone rosso o giallo (ma anche arancione) di media grandezza ha i seguenti valori nutrizionali:

  • Rame: 2 mg
  • ​Fibre: 2 g
  • Folati: 4 mg
  • Manganese: 2 mg
  • Magnesio: 11 mg
  • Potassio: 349 mg
  • Fosforo: 3 g
  • Proteine: 2 g
  • Selenio: 9 mg
  • Vitamina B6: 3 mg
  • Vitamina C: 341 mg

2- I peperoni grazie al betacarotene e ai lutenoidi aiutano a mantenere il benessere degli occhi e prevengono malattie come macchie oculari e cataratta.

3- Rafforzano il sistema immunitario grazie alla vitamina C.

4- Il peperone è una bacca tipica del periodo estivo (da giugno a settembre), utilizzata in cucina come una verdura e ottenuta da alcune varietà della specie Capsicum annuum.

5- Aiutano la digestione, infatti la niacina contenuta nei peperoni è essenziale per migliorare le condizioni dell’apparato digestivo.

6- I peperoni contengono moltissimi antiossidanti e il corpo umano ne ha bisogno per combattere i radicali liberi.

7- I peperoni hanno poteri antinfiammatori, infatti diversi studi hanno dimostrato che incorporare i peperoni rossi nella dieta aiuta a prevenire l’infiammazione cronica di muscoli e articolazioni.

8- Originario dell’America Latina, il peperone fu importato in Spagna verso la metà del XV secolo: da lì la sua diffusione in Europa. Arrivò quasi subito in Italia, ma l’Ungheria, che è uno dei più grandi produttori di paprika, conobbe questo ortaggio solo nel XVII secolo.

9- La sostanza che rende piccanti peperoni e peperoncini è un alcaloide che si chiama capsaicina.

10- 100 grammi di peperone hanno 31 kcal.

 

 

Chips di patate dolci.

Ingredienti x 4 persone:

  • 1,5 Kg di patate dolci.
  • Olio extravergine d’oliva q.b.
  • Sale q.b.

Preparazione:

Pelare le patate e passarle sotto l’acqua corrente, lavandole con cura.

Intanto preriscaldare il forno a 200 °C.

Attenzione a tagliare le patate del giusto spessore: circa 1 cm (meglio se a spicchi o a rondelle).

Mettere le patate nella teglia e spennellarle con dell’olio extravergine d’oliva, aggiungendo anche il sale.

Cuocere le patate per circa 30-40 minuti fino a quando saranno tutte cotte e abbastanza croccanti all’esterno.

Servire calde.