Modi di dire meneghini – Parte 2.

  • A trovà i parént a Milàn bisògna andà cói pée in man.

(A trovare i parenti a Milano bisogna andare con i piedi in mano.)

La gente di campagna, quando andava a trovare i parenti in città (a Milano appunto), era solita mostrare la propria generosità portando in dono il frutto del proprio lavoro, ovvero ruspanti galline trasportate per le zampe, da cui appunto il modo di dire.

 

  • I legg de Milàn dùren d’incoeu finna a dimàn.

(Le leggi di Milano durano dall’oggi al domani.)

Il proverbio nacque al tempo in cui Milano era sotto la dominazione spagnola e non passava giorno senza che il governatore emanasse una nuova ‘grida’, annunciata alla popolazione ma poi puntualmente cancellata.

 

  • Tirèmm innànz!

(Tiriamo avanti!)

La frase venne pronunciata da Antonio Sciesa prima di essere condannato a morte dagli Austriaci nel 1851 per non aver voluto confessare il nome dei compagni che cospiravano contro il governo del Regno Lombardo-Veneto.

Oggi viene usato nei confronti delle persone determinate che non si pentono delle proprie scelte e non conoscono ripensamenti.

 

  • Milàn e poeu puu.

(Milano e poi più nulla.)

I milanesi si sentono orgogliosi della loro città, luogo dove tutto è possibile, tanto da renderla unica e ineguagliabile al confronto con le altre città metropolitane.

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Palazzo Marino.

Palazzo Marino, opera cinquecentesca dell’architetto perugino Galeazzo Alessi, è un palazzo nobiliare di Milano, sede dell’amministrazione comunale dal 19 settembre 1861.

Il palazzo rimase incompiuto a seguito dell’abbandono dei lavori da parte dell’Alessi nel 1570 e venne ultimato solo alla fine dell’800 dall’architetto Luca Beltrami.

Deve il suo nome al committente: Tommaso Marino a cui fu pignorato per via dei suoi debiti e finito nelle mani del banchiere Emilio Omodei, venne acquistato dallo Stato nel 1781, divenendo nel periodo dell’Unità d’Italia la sede centrale del comune di Milano.

 

L’interno del palazzo:

Piazza Cordusio.

Nota anche come il “Cordusio” che deriva da “Curia Ducis” toponimo longobardo che testimonia la presenza di un’antica sede ducale, è una piazza a forma ellittica dall’altissimo valore rappresentativo per la città di Milano.

Concepita come centro direzionale e finanziario della Milano capitale economica post-unitaria, fu costruita tra il 1889 e il 1901, raccordando ancora oggi alcuni importanti assi viari della città meneghina tra cui via Dante, completata nel 1890 in seguito all’attuazione del piano regolatore di Milano, redatto dall’ingegnere Cesare Beruto.

La piazza costituisce il fulcro di due sequenze di spazi pubblici tardo ottocenteschi, quella che dal parco Sempione raggiunge via Dante attraverso il Castello Sforzesco, e quella che da via dei Mercanti prosegue in Piazza del Duomo fino alla Galleria Vittorio Emanuele II.

E’ delimitata da un ricco campionario di architetture eclettiche, frutto dell’unione di diverse correnti artistiche tra cui il barocco.

La prima piscina pubblica a Milano.

L’Albergo Diurno Venezia situato in Piazza Oberdan, conservato dal FAI e periodicamente aperto per visite guidate è un vero e proprio gioiello dell’art déco, dove un tempo i milanesi e i turisti potevano andare alle terme, passare dal barbiere o fermarsi per una manicure, diciamo una sorta di tappa per favorire il benessere e la bellezza.

Pochi sanno, invece, che in piazza erano situati i Bagni di Diana (dove oggi sorge l’Hotel Diana), la prima piscina pubblica milanese, progettata nel 1842 e aperta al pubblico fino al 1908.

I Bagni inizialmente erano accessibili esclusivamente agli uomini, ma dal 1886 anche le donne poterono accedervi, però solo al mattino.

Porta Venezia.

Porta Venezia è una delle sei porte principali di Milano, ricavata lungo i bastioni spagnoli, oggi però demoliti.

Posta a nord-est della città, si apriva lungo la strada per Gorgonzola.

In passato Porta Orientale identificava inoltre uno dei sei sestieri storici in cui era divisa la città, il Sestiere di Porta Orientale.

Conosciuta storicamente come Porta della Riconoscenza o Porta Orientale, Porta Venezia si trovava leggermente spostata rispetto a dove è situata oggi, infatti si trovava all’incrocio tra Corso Venezia e Via Senato.

Poco fuori dall’allora Porta Orientale venne costruito il Lazzaretto, descritto anche dal Manzoni ne “I Promessi Sposi”.

Qui venivano confinati gli infermi particolarmente gravi, specialmente se affetti da malattie contagiose quali la peste e la lebbra.

Si racconta che ancora oggi, in Via Lazzaretto, si possano sentire i lamenti dei malati che morti in quel luogo, non lo hanno mai più abbandonato.

La Casa Gotica a Milano.

In Via Poerio al numero 35 a Milano si può avvistare un edificio diverso dagli altri che lo circondano: è la Casa 770, in stile gotico, che prende ispirazione da un edificio di New York che si trova al numero 770 di Eastern Parkway.

La casa venne fatta costruire da una comunità ebraica ed oggi ne esistono ben 16 riproduzioni nel mondo, tra cui una in Brasile e Israele, Australia e Cile (solo per citarne alcune).

La Casa 770 di Milano è l’unica in Italia e seconda in Europa per un’altra situata in Ucraina.

Le palle del toro a Milano.

Dirigendosi da Piazza del Duomo in direzione Piazza della Scala a Milano, nella parte sinistra dell’ottagono della galleria Vittorio Emanuele II si può notare una particolarità osservando la pavimentazione, infatti sarà possibile osservare un solco sull’immagine di un toro, precisamente in prossimità dei suoi organi genitali.

Il buco è stato creato dalle migliaia di “tallonate” delle persone che ogni giorno compiono il famoso rito scaramantico.

Infatti, si dice che calpestare le palle del toro porti fortuna.

Per ricevere la buona sorte bisogna ruotare su sé stessi con il tallone posizionato nel solco.

Vi sono diverse versioni di questo rito scaramantico, alcune prevedono un giro su se stessi, altre tre.

La Chiesa di Santa Maria della Consolazione.

La chiesa, nota anche come Madonna del Castello, si trova appunto a pochi passi dal Castello Sforzesco di Milano ed è stata fondata nel 1471 da Galeazzo Maria Sforza.

Pochi anni più tardi, l’edificio fu affidato agli Agostiniani, che ne avviarono la ricostruzione, affiancandovi il proprio convento.

Nel 1588 l’arcivescovo Gaspare Visconti consacrò la nuova chiesa, a navata unica con soffitto in legno a cassettoni decorati e cappelle laterali.

L’attuale facciata, a due ordini con pronao a tre arcate e lesene ioniche, fu costruita nel 1836 da Giovan Battista Chiappa.

L’interno della chiesa:

Il Chiodo di Gesù.

All’interno del Duomo di Milano, in una teca a circa quarantacinque metri di altezza, al di sopra dell’altare maggiore, si conserva uno dei chiodi usati per crocifiggere Gesù.

La leggenda narra che fu il vescovo di Milano Ambrogio a trovarlo, infatti un giorno, passeggiando per Milano, sentì un fabbro arrabbiato, imprecare contro un pezzo di metallo che da ore stava invano cercando di piegare.

Il martello dell’uomo cercava con forza di lavorare quel chiodo reso incandescente dal fuoco, ma questo non si deformava minimamente.

Ambrogio si avvicinò al fabbro e gli chiese di poter esaminare l’oggetto.

Era un chiodo ritorto e grosso poco più di una spanna.

Ambrogio impallidì e immediatamente capì di che cosa si trattava.

Era uno dei chiodi della Crocifissione di Gesù, che ad oggi è ancora osservabile all’interno del Duomo di Milano.

10 Curiosità sul Duomo di Milano.

  1. Il Duomo di Milano è una delle più importanti e imponenti chiese della cristianità, superata solo dalla Basilica di S. Pietro a Roma, dalla Basilica di Nostra Signora di Aparecida in Brasile, dalla Cattedrale di San Giovanni Divino a New York e dalla Cattedrale di Siviglia.
  2. La Basilica Cattedrale Metropolitana della Natività della Beata Vergine Maria, è meglio conosciuta come Duomo di Milano.
  3. Nel luogo in cui sorge il Duomo un tempo si trovavano l’antica cattedrale di Santa Maria Maggiore, cattedrale invernale e la basilica di Santa Tecla, cattedrale estiva. Dopo il crollo del campanile, l’arcivescovo Antonio de’ Saluzzi, sostenuto dalla popolazione, promosse la ricostruzione di una nuova e più grande cattedrale (12 maggio 1386), che sorgesse sul luogo del più antico cuore religioso della città, quello che poi appunto sarebbe diventato il famoso Duomo di Milano.
  4. Il Duomo ricopre una superficie di 11.700 metri quadrati.
  5. La guglia maggiore raggiunge un’altezza di 108,5 metri.
  6. 82 miliardi di euro è il valore economico con cui la Cattedrale incide sulla città meneghina.
  7. Il peso totale del Duomo è di 325.000 tonnellate.
  8. Sulle 55 vetrate del Duomo, spiccano oltre 3600 personaggi differenti.
  9. Le Terrazze del Duomo di Milano, che coprono una superficie di 8000 metri quadri, sono il tetto calpestabile più grande del mondo di una Cattedrale gotica.
  10. I gradini per raggiungere (a piedi) il primo livello del Duomo sono 251.