L’ “Ultima Cena” di Leonardo da Vinci.

Opera di profonda concezione, descrive l’annuncio da parte di Cristo agli apostoli del prossimo tradimento.

L’evento è vissuto con drammatica immediatezza ed intensità umana.

Questa pittura murale (m. 9 x 4,5) subì danni ingenti per vari motivi: la parete poco adatta perché umida, la tecnica complessa ma inefficace e i danni causati dalle ridipinture successive.

Numerose e impegnative sono state e sono tutt’ora le campagne di restauro.

Santa Maria delle Grazie.

Nel 1492 fu posata la prima pietra della nuova tribuna (presbiterio, abside e cupola) su progetto di Bramante per volere di Ludovico il Moro, che richiese la trasformazione per fare della chiesa il mausoleo della sua famiglia.

Il gioco dei volumi e delle linee e la qualità delle decorazioni ne fanno un capolavoro dell’architettura rinascimentale europea.

La Sede de “Il Corriere della Sera”.

L’edificio, sede storica del Corriere della Sera, è stato costruito tra il 1903 e il 1904 su progetto di Luca Beltrami e Luigi Repossi.

La facciata, scandita da alte paraste doriche e da una sequenza regolare di aperture ad arco ribassato, si avvicina per la finezza delle decorazioni agli esempi tipici di liberty milanese.

Mantiene tuttavia, quella particolare sobrietà che caratterizza la tradizione e l’immagine del giornale.

All’interno si distinguono l’atrio con arcate a tutto sesto, l’elegante scalone principale e la sala Albertini, in cui si svolgono le riunioni di redazione con il direttore.

L’intero complesso di edifici nell’isolato tra via della Moscova, via Solferino e via San Marco è stato ristrutturato tra il 2001 e il 2006 dallo studio Gregotti.

Le parti industriali sono state riconvertite e si è creato un sistema unitario di edifici, redazioni e ambienti di servizio, disposti attorno a una piazza allungata.

A questi si aggiungono la sala Buzzati e la sala Montanelli, aperte alle discussioni pubbliche.

Straordinario è il patrimonio di documenti esistenti nell’archivio storico.

Palazzo Castiglioni.

Il palazzo, costruito tra il 1901 e il 1904 da Giuseppe Sommaruga, è il più importante esempio di liberty milanese.

Il suo stile “originario e bizzarro” come venne all’epoca definito anche a causa della presenza di due enormi figure femminili seminude, scolpite da Ernesto Bazzano ai lati dell’ingresso, suscitò fin dall’inaugurazione le critiche dell’opinione pubblica, al punto che l’architetto fu costretto a sostituire le sculture con decorazioni floreali.

Le statue dello scandalo, che valsero al palazzo il soprannome di Ca’ di ciàpp, sono ora collocate nel fronte verso il giardino della clinica Columbus, in via Buonarroti, progettato dallo stesso Sommaruga.

La facciata su Corso Venezia è all’insegna dell’esuberanza decorativa: presenta un basamento in pietra grezza con apertura a oblò, ornamenti scultorei attorno alle finestre e un cornicione metallico finemente lavorato.

All’interno si possono ammirare il magnifico scalone a tre rampe, la dinamica balaustra in ferro battuto e la sala dei pavoni, decorata a stucchi.

Liu Bolin a Milano.

Il MUDEC di Milano ospita la seconda mostra fotografica dalla sua apertura a oggi e affida a Liu Bolin il compito di raccontare la sua arte in prima persona, con una performance appositamente creata per questo spazio espositivo, dal titolo “Visible Invisible”.

L’artista cinese di fama internazionale Liu Bolin nato a Shandong nel 1973 è conosciuto al grande pubblico per le sue performance mimetiche, in cui, grazie a un accurato body painting, il suo corpo risulta pienamente integrato con lo sfondo, creando un gioco di illusione davvero spettacolare, per chi si trova ad osservare i suoi scatti.

Devo dire che questa mostra fotografica è davvero ben organizzata e permette con molta tranquillità di percorrere il filone espositivo degli scatti in modo decisamente semplice e apprezzabile da tutti, inoltre i messaggi dietro gli scatti vengono spiegati dall’artista stesso in video espositivi lungo la visita.

La Torre Arcobaleno.

La Torre Arcobaleno situata in “Zona monumentale”, a pochi passi appunto dal Cimitero Monumentale di Milano è nata nel 1990 per iniziativa di un gruppo di aziende che trasformarono un anonimo serbatoio idrico di Porta Garibaldi (esattamente dove è situata la Torre), in un coloratissimo omaggio alla creatività milanese, la Torre è stata restaurata e restituita al suo originale splendore, come è appunto osservabile oggi.
L’intervento, progettato dallo studio Original Designers 6R5 Network e realizzato da Bazzea-B Construction Technology, Condor, Fila Solutions, Mapei e Marazzi, è un omaggio ai milanesi e alla loro estrosità e creatività in moltissimi campi.

Questa Torre crea uno splendido contrasto con la città che la circonda, perciò consiglio a tutti i milanesi e non, di andare ad ammirarla.

Il Museo Civico di Storia Naturale di Milano.

Il Museo Civico di Storia Naturale di Milano fu fondato nel 1838.

Grazie alle numerose donazioni e acquisizioni di collezioni e reperti dal valore scientifico inestimabile, è oggi il museo naturalistico più grande e importante d’Italia.

La parte espositiva aperta ai visitatori è suddivisa in 23 sale con circa 700 vetrine e oltre 80 diorami, (ricostruzioni di ambienti naturali e della loro fauna).

Durante la visita ci si ritroverà ad affrontare tre principali tematiche: le forme della natura, l’evoluzione della vita sulla Terra e i rapporti tra gli organismi e l’ambiente.

Grazie a un’accurata struttura museografica si possono osservare preziosi reperti naturali in un percorso di conoscenza scientifica adatta a tutti, dai più piccoli ai più grandi.

Il Museo dei Mobili a Milano.

Recentemente riallestito da Perry King e Santiago Miranda con un’esposizione dal titolo “Dagli Sforza al design”, il museo illustra sei secoli di storia del mobile con pregevoli pezzi realizzati tra la fine del XV e il XX secolo.

Inseriti in uno spazio che ricrea veri e propri ambienti, illustrando i contesti storici, artistici e collezionistici da cui i mobili provengono e le loro funzioni originarie, i pezzi sono riuniti in gruppi coerenti e accostati a oggetti d’arte, stampe, dipinti coevi, grazie a originali soluzioni espositive.

Grande attenzione è riservata anche al mobile moderno, disegnato da “classici” come Gio Ponti e Carlo Mollino o da grandi designer come Ettore Sottsass.