Vini e liquori a Milano.

Le prime tracce di viticoltura e produzione vinicola risalgono all’epoca romana, infatti i ritrovamenti archeologici e le rappresentazioni artistiche suggerirebbero una importante diffusione di tale attività sotto l’impero di Diocleziano, in cui Milano fu promossa come sede imperiale.

Un documento risalente al 918 testimonierebbe invece già la presenza di vigneti nella zona di San Colombano al Lambro.

Testimonianze più recenti sono quelle del senatore Carlo Verri, in cui si descrive la produzione vinicola tra le aree di Magenta e Busto Garolfo, nonché la già citata San Colombano al Lambro.

Ad ogni modo, nell’Alto Milanese, prima della bonifica Villoresi e fino alla fine del XIX secolo, la viticoltura era una delle attività agricole preminenti, infatti sono molti i vecchi torchi per l’uva ancora sparsi per la provincia di Milano.

Il vin nostran (vino nostrano) non era comunque sufficiente per soddisfare i consumi milanesi e si ricorreva all’importazione, sia dalla regione sia da quelle vicine, specialmente Piemonte e Veneto.

Nelle osterie per accompagnare il consumo di vino, si servivano ovviamente portate fredde come salumi e formaggi, ma venivano serviti anche piatti caldi, in particolare la trippa, tipico piatto meneghino.

La viticoltura nel milanese rimase un’attività diffusa fino alla seconda metà del XIX secolo, quando da un lato l’arrivo della fillossera (insetto della vite), dall’altro la possibilità di colture più remunerative nell’area (su tutte la bachicoltura per la produzione di seta) causarono un progressivo abbandono di gran parte delle aree dedite all’uva da vino.

Attualmente l’unica zona dedita alla produzione di vini in provincia di Milano è l’area compresa tra San Colombano al Lambro e Sant’Angelo Lodigiano.

 

6 curiosità meneghine.

  1. Milano fu capitale dell’Impero Romano d’Occidente dal 286 d.C al 400 d.C, dal 1796 al 1799 della Repubblica Cisalpina, dal 1802 al 1805 capitale della Repubblica Italiana e dal 1805 al 1814 capitale del Regno Italico, sotto il comando di Napoleone.
  2. Le allieve della prestigiosa e famosa accademia di ballo del Teatro alla Scala sono dette “Spinazitt”, in quanto la loro acconciatura ricorda gli spinaci.
  3. Il Duomo di Milano è uno dei monumenti italiani più celebri al mondo, i lavori iniziarono nel 1387 e terminarono nel 1853. Sui marmi destinati alla cattedrale erano incise le lettere A.U.F., che erano le iniziali di “ad usum fabricae” (il che rendeva i marmi esentasse): da qui deriva l’espressione meneghina “lavorà a uff” (lavorare a ufo), cioè gratis, senza percepire compenso.
  4. All’interno del Duomo di Milano, Napoleone si incoronò Re d’Italia.
  5. Il gioco delle correnti che crea dei particolari mulinelli, nei navigli di Milano vengono chiamati “Tombon”.
  6. La Biblioteca Ambrosiana custodisce opere inestimabili ed anche una molto particolare, rilegata in pelle umana.

Corso Vittorio Emanuele.

Corso Vittorio Emanuele collega piazza del Duomo con San Babila, questa che è una delle strade più antiche di Milano in passato veniva chiamata  “Corso dei Servi“, prendendo il nome dal vicino convento dei servi di Maria.

Nei Promessi Sposi, Manzoni poneva qui il forno delle Grucce preso d’assalto dal popolo in rivolta.

 
Nell’Ottocento la strada prese il nome di “Corso Francesco“, mentre dopo l’unità d’Italia assunse l’attuale denominazione.

 
È stata la prima via di Milano ad essere pedonalizzata negli anni Ottanta.

Fino alla fine del secolo scorso era la via dei cinema, ormai tutti rimpiazzati da negozi di abbigliamento e bar.

La casa 770.

I Lubavitcher sono una delle più grandi comunità di ebrei ortodossi al mondo. 
Nel 1940 un gruppo di loro, emigrato a New york, acquistò una casa in stile gotico al numero 770 di Eastern Parkway a Crown Heights, Brooklyn per il rabbino Yoseph Yitzchak Schneerson, giunto dall’ Europa per sfuggire ai nazisti. 

Nel 1951 la casa fu ereditata da suo genero anche lui rabbino, Menachem Mendel Schneerson, che grazie al suo impegno e alla sua devozione, fece in modo che i Lubavitcher iniziassero a considerare la sua casa un vero e proprio luogo sacro e iniziarono anche a riprodurla, più o meno esattamente in tutto il mondo. 

Oggi esistono dodici case “770” in Canada, Israele,Brasile, Argentina, Stati Uniti e Australia. 

L’unica casa 770 in Europa si trova, proprio a Milano, precisamente in via Poerio 35.