Espresso e cappuccino: etimologia e storia.

Se l’etimologia della parola caffè è forse più nota, non tutti sanno qual è la ragione per cui l’espresso si chiama così.

All’estero vige la convinzione che il nome derivi dal fatto che per preparare il caffè sia necessario mettere in infusione la polvere sotto pressione.

Non si tratta di un vero e proprio errore, ma il punto è che questo procedimento non era stato pensato per ottenere una bevanda particolarmente densa, ma per accelerare i tempi della preparazione, da cui “espresso” inteso come veloce.

Anche l’origine del nome “cappuccino” affonda le sue radici nella storia.

Torniamo indietro all’apertura, a Vienna, del primo Caffè proprio nell’anno in cui il monaco cappuccino Marco d’Aviano arrivò alla corte dell’imperatore Leopoldo I con il tipico cappo marrone chiaro dei monaci cappuccini.

Proprio dello stesso colore del caffè mescolato al latte; notando questa somiglianza i tedeschi coniarono il nome per la bevanda di origine italiana.

Guida alla preparazione del caffè: la caffettiera napoletana.

Prima dell’invenzione della moderna moka, nel nostro Paese il caffè si preparava generalmente con caffettiere di tipo napoletano.

Questi apparecchi, ancora oggi diffusi in alcune zone dell’Italia meridionale, sono costituiti da due recipienti posti l’uno sull’altro e separati da un filtro riempito di caffè.

Quando l’acqua nel cilindro inferiore arriva all’ebollizione, la caffettiera viene tolta dal fuoco e girata.

Così l’acqua, per gravità, passa attraverso il caffè macinato e ne estrae aromi ed essenze.

Nella moka il processo di estrazione è analogo, ma più veloce.

Infatti è il vapore surriscaldato a spingere velocemente l’acqua bollente attraverso il filtro.

Così, in pochissimo tempo, il caffè viene estratto e riversato nella parte superiore.
Qual è il sistema migliore? Quello “napoletano”, perché il filtraggio è più lento e l’aroma del caffè è meno alterato dal contatto con l’acqua surriscaldata.

10 Curiosità sul caffè.

  1. È la bevanda più diffusa (dopo l’acqua): ogni giorno al mondo si consumano quasi 1,6 miliardi di tazze di caffè.

  2. Intorno all’anno 1000 alcuni commercianti arabi portarono dai loro viaggi in Africa dei chicchi di caffè da cui traevano una bevanda eccitante per ebollizione che chiamavano qahwa (“eccitante”). Da qui la parola turca “kahve”, molto simile per suono alla parola italiana “caffè”.
  3. C’è chi sostiene che il nome “caffè” in realtà derivi da Caffa, regione dell’Etiopia dove cresce spontaneamente.
  4. Il caffè si diffuse in Europa soltanto nel XVII secolo con il nome provvisorio di “vino d’Arabia”, per merito dei soliti mercanti veneziani, di casa a Istanbul (capitale dell’Impero ottomano).
  5. Bollato dalla Chiesa come “bevanda del diavolo”, per le sue proprietà eccitanti, fu per anni (preparato “alla turca”, sciolto nell’acqua) una bevanda da taverna. Almeno fino all’alba del ’700, quando i caffè divennero luoghi di ritrovo frequentati da filosofi illuministi.
  6. Ci sono almeno mille composti chimici nel caffè. Alcuni di essi sono continua fonte di scoperta per la scienza e potrebbero essere usati in futuro per curare malattie cardiache e insonnia.
  7. Al compositore Johann Sebastian Bach il caffè piaceva così tanto da dedicargli una cantata: il Kaffeekantate, eseguita a Lipsia, in Germania, tra il 1732 e il 1735.
  8. La storia narra che la consumazione del caffè abbia avuto origine dalla popolazione nomade etiope degli Oromo, che realizzava delle specie di barrette energetiche costituite da chicchi di caffè macinati e grasso animale, addirittura nel primo millennio.
  9. Nel 1930, il medico tedesco Max Gerson iniziò a promuovere l’utilizzo quotidiano di clisteri di caffè per disintossicare il fegato, stimolare il metabolismo e curare i tumori.
  10. Tenendo conto del processo di crescita e di trattamento dei chicchi, ci vogliono circa 140 litri d’acqua per la produzione di una singola tazza di caffè.

Il caffè.

Il principio attivo a cui si deve la quasi totalità degli effetti del caffè è la caffeina.

È usata anche nei prodotti farmaceutici e come “antidoto” in caso di intossicazione da alcune sostanze come i narcotici.

La caffeina viene eliminata presto dall’organismo, quindi non c’è pericolo che si accumuli.

Basta smettere di bere caffè per interrompere eventuali effetti collaterali.

La quantità ideale di caffè è di 2-3 tazzine al giorno.

Naturalmente ognuno ha reazioni personali differenti, ma di solito questa è la quantità giusta per ottenere i benefici del caffè ed evitare disturbi dell’iperdosaggio.

Abuso e dosi eccessive di caffeina possono provocare una serie di disturbi che perlopiù sono la controparte negativa dei suoi effetti benefici.

Troppo caffè può causare: cefalea, tremori, vertigini, angoscia e molti altri disturbi; questi spariscono in brevissimo tempo interrompendo l’assunzione di caffè.

Il caffè aiuta a fronteggiare lo stress e anche a recuperare la linea, dato che accelera il metabolismo basale e riduce l’appetito.