Le proprietà curative della margherita.

Antinfiammatoria, lassativa, rilassante, calmante, anche per gli occhi: la margherita è semplicemente preziosa.

I fiori e le foglie in infusione, sono un ottimo rimedio contro l’ipertensione, sono inoltre astringenti e fanno anche da tè diaforetico.

Anche l’insonnia può migliorare grazie all’infuso di margherita.

Sempre foglie e fiori, possono aiutare la rimarginazione delle ferite, pestati sono invece applicati sulla pelle per eruzioni, arrossamenti, foruncoli e ascessi; fatti macerare creano invece un liquido efficace come antiparassitario.

Altre circostanze dove la margherita ha azione curativa, sono legate a infiammazioni e patologie dell’occhio, a stati infiammatori, tosse o problemi al sistema nervoso.

Questo fiore ha proprietà purgative ed è da alcuni usata, anche in caso di raffreddori non gravi.

Margherita.

La margherita diploide (nome scientifico Leucanthemum vulgare) è una pianta erbacea della famiglia delle Asteraceae, comunissima nei prati della penisola italiana.

Il nome del genere (Leucanthemum) deriva da due parole greche leukos (= bianco) e anthemon (= fiore) per il colore dei fiori.

Non ha un vero e proprio fusto, la margherita, ma una sorta di peduncolo che sbuca da un insieme di piccole foglie e regge il fiore, a pochi centimetri dal suolo.

Le uniche foglie che accompagnano il fiore sono alla base, allungate e ristrette verso il picciolo, con un profilo lievemente dentato, larghe 14-16 mm e lunghe 35-40 mm.

Molto comune in Europa, ma diffusa ovunque la margherita è senza dubbio uno dei fiori più famosi al mondo.

Le prime citazioni di questo fiore sono dello scrittore romano Plinio il Vecchio, ma compare anche nella mitologia nordica dove è eletta fiore sacro ad Ostara, dea della primavera.

Il nome inglese della margherita è un simpatico gioco di parole: “daisy” deriva da “day’s eye”, occhio del giorno, ispirato alla sua abitudine di riaprirsi ogni giorno al sorgere del sole.

Il suo nome scientifico ha tutt’altra origine: “Bellis” potrebbe derivare da Bellide, una delle barbare e crudeli figlie di Dànao, re di Argo, oppure dal termine latino bellum (= guerra), dato che guarisce le ferite.

Banalmente, ma molto probabilmente deriva invece dall’aggettivo latino bellus (= bello, grazioso), un omaggio alla sua delicata freschezza.

Il secondo nome, perennis, è solo per ricordare che il ciclo biologico del fiore è perenne.