Leggenda giapponese – “Il Kiyotaki Tunnel” (Speciale di Halloween).

Stasera sarà la notte di Halloween, festa ricca di maschere, di zucche luminose e soprattutto di grandi spaventi.

Le serate di Halloween sono l’ideale per ritirare fuori vecchie leggende e storie spaventose magari tramandate da parenti e amici, racconti che vengono modificati di generazione in generazione ma che mantengono sempre lo stesso elemento comune: la paura.

Attenzione! Il contenuto di questa leggenda potrebbe urtare la sensibilità di chi legge.

Il Kiyotaki Tunnel è una galleria scavata nel 1927 nell’area di Kansai, non lontano da Osaka.

Oggi è lungo poco più di 320 m, ma in origine era esattamente 444 m: una buona parte venne demolita per far posto ad alcuni palazzi e negli ultimi decenni ha subito diversi interventi di ammodernamento per invitare la gente ad usarlo come alternativa alle grandi arterie sempre affollate da auto e mezzi pesanti.

Nemmeno la pubblicità sui giornali e in TV negli anni ’90 ha riscosso l’adesione sperata e oggi la sinistra fama che circonda il tunnel tiene lontani gli abitanti di tutta la regione e viene utilizzato sono in caso di necessità.

Ma cosa rende questa galleria così spaventosa?

Tralasciando la superstizione giapponese del numero 4, ci sono stati effettivamente eventi tragici che ne hanno segnato la reputazione.

Sin dal periodo Namboku (1336-1392) la collina sotto cui è stato scavato il tunnel era un luogo di esecuzione dei prigionieri di guerra e successivamente divenne un cimitero a cielo aperto per le vittime senza nome o non reclamate dalle famiglie che si combattevano per il territorio.

Durante la costruzione del Kiyotaki Tunnel ci furono diverse morti per un crollo improvviso del soffitto e si dice che fino ad oggi siano morte nel tunnel più di 200 persone a causa di incidenti.

Oggi nella regione di Kansai i superstiziosi credono che le anime dei molti morti sulla collina e nel tunnel non riescano a trovare pace e che proprio in esso abbiano trovato rifugio.

Essendo vittime di morte violenta tenderebbero a manifestarsi di notte ai guidatori per provocare incidenti nel tentativo di scongiurare il passaggio e riposare in pace.

Le testimonianze parlano non di uno, ma di molti spettri presenti nella galleria: uomini, donne, vecchi e giovani, alcuni visibili mentre si guida, altri solo di riflesso nello specchietto retrovisore.

Chi ha attraversato il tunnel in moto sembra riportare un fenomeno a parte, che non capita agli altri.

In molti sostengono che una o due figure evanescenti attraversino il tunnel da parete a parete pochi metri dopo l’ingresso e che il motociclista di turno perda la nozione del tempo all’interno della galleria.

Impiegando così diversi minuti a venirne fuori quando sarebbero necessari solo alcuni secondi.

C’è anche chi, curioso di verificare le dicerie, si è introdotto nel tunnel a piedi e ha affermato che se esso non viene attraversato da veicoli è possibile sentire voci flebili e persistenti al suo interno, come lamenti e pianti provenire dall’interno delle pareti.

Un aneddoto riguardo al tunnel riguarda il semaforo posto all’entrata (il tunnel è stretto e due auto non riuscirebbero a passare).

Si dice che se è verde, è consigliabile fermarsi e aspettare perché diventerà rosso e poi nuovamente verde; in pratica sarebbe lo scherzo di qualche spirito che lo farebbe apparire verde solamente per invitare le auto ad entrare nella speranza di un incidente mortale.

Infine c’è la leggenda secondo cui se si osserva nello specchio all’ingresso del tunnel e si vede il volto di un uomo riflesso, allora si andrà incontro ad una morte orribile nel giro di pochissimi giorni.

Leggenda giapponese – “The Red Room” (Speciale di Halloween).

Domani sarà Halloween, festa ricca di maschere, di zucche luminose e soprattutto di grandi spaventi.

Le serate di Halloween sono l’ideale per ritirare fuori vecchie leggende e storie spaventose magari tramandate da parenti e amici, racconti che vengono modificati di generazione in generazione ma che mantengono sempre lo stesso elemento comune: la paura.

Attenzione! Il contenuto di questa leggenda potrebbe urtare la sensibilità di chi legge.

La Red Room è un pop-up che ti mette a conoscenza di un solo singolo fatto: la tua morte imminente.

Tra le leggende giapponesi riportate questa è quella che coinvolge di più il pubblico di internet del giorno d’oggi.

Tutto è collegato a un video giapponese reperibile online, dove vengono mostrati due ragazzi intenti nella ricerca del famoso pop-up maledetto.

I due ragazzi troveranno la Stanza Rossa: nel monitor del computer comparirà il pop-up rosso che ritrarrà una semplice frase accompagnata da una voce infantile che vi chiederà: “Ti piace___?” (Anata wa—suki desu ka?).

Ovviamente, il primo istinto è quello di chiudere immediatamente la finestra, ma più i ragazzi ci provano e più le parole nel riquadro rosso aumentano, fino a comporre la frase: “Ti piace la stanza rossa?” (Anata wa akai heya ga suki desu ka?).

Lo schermo inizia a tingersi di rosso, mentre davanti agli occhi dei due ragazzi comincerà a scorrere una lista di nomi (tutti vittime della Red Room), insieme ai loro due alla fine della colonna.

La scena successiva del video è ambientata nella scuola dei due ragazzi, dove gli insegnanti stanno facendo un annuncio riguardante il suicidio dei due compagni, trovati morti e immersi nel loro stesso sangue.

Quando il video finisce, si dice che lo stesso pop-up compaia anche sul computer di chi lo ha visionato, condannando il curioso spettatore alla stessa terribile sorte dei due ragazzi protagonisti.

La maledizione nasce da un fatto realmente accaduto che ha per protagonista proprio l’infame video ancora liberalmente circolante in rete.

Il primo giugno 2004, una ragazzina di soli undici anni uccise una sua compagna di dodici in una classe vuota della loro scuola elementare Okubo, della città di Sasebo.

Dopo averla uccisa, la bimba fece tranquillamente ritorno in classe e il corpo macellato della compagna venne trovato da un insegnante che chiamò immediatamente la polizia.

La ragazza assassina venne subito arrestata e spedita al riformatorio.

Come si scoprì poi dall’analisi del suo computer, la bambina era una fan accanita del video della Red Room, e si dice che l’istinto assassino sia stato istigato proprio da quest’ultimo, rendendolo non solo poco adatto alle menti fragili e suggestionabili, ma anche famoso come uno dei link più maledetti del web.

Leggenda giapponese – “Satoru-kun” (Speciale di Halloween).

Domani sarà Halloween, festa ricca di maschere, di zucche luminose e soprattutto di grandi spaventi.

Le serate di Halloween sono l’ideale per ritirare fuori vecchie leggende e storie spaventose magari tramandate da parenti e amici, racconti che vengono modificati di generazione in generazione ma che mantengono sempre lo stesso elemento comune: la paura.

Attenzione! Il contenuto di questa leggenda potrebbe urtare la sensibilità di chi legge.

Se c’è una domanda di cui vorreste la risposta, Satoru-kun vi può aiutare.

Satoru-kun è uno spirito giapponese che appare nella forma di un giovane ragazzo.

Lui sa tutto sul passato, presente e futuro, quindi può rispondere a qualsiasi domanda gli venga chiesta.

Per evocarlo bisogna seguire un semplice rituale, attenzione però, si va in contro ad un gioco molto pericoloso.

Per evocare Satoru-kun, l’interessato ha bisogno di un telefono cellulare, alcune monete e un telefono pubblico a gettoni.

Prima bisogna andare in un telefono pubblico, inserire i soldi e digitare il proprio numero.

Dopodiché bisogna pronunciare la frase: “Satoru-kun, Satoru-kun, ti prego di venire qui, Satoru, Satoru ti prego fati vedere, Satoru, Satoru, rispondimi se ci sei.” e riagganciare il telefono spegnendo il proprio cellulare.

Se tutti i passi saranno eseguiti correttamente, si riceverà una telefonata di Satoru-kun entro 24 ore.

Alla prima telefonata, Satoru-kun vi comunicherà dove si trova, riaggancerà e dovrete andare nel luogo comunicato.

Alla seconda telefonata dirà che è sempre più vicino a voi.

Nell’ultima chiamata dirà: “Sono dietro di te adesso”.

Questo sarà il momento giusto per porre rapidamente la vostra domanda.

Non voltarsi per provare a guardarlo, non toccarlo e non chiamarlo se non si ha una domanda da fare.

Quando sarà dietro di voi, non bisogna perder tempo nel fare la domanda.

Se uno di questi punti dovesse esser trasgredito, Satoru-kun vi ucciderà e vi trascinerà all’inferno.

 

Leggenda giapponese – “Nure-Onna” (Speciale di Halloween).

Presto sarà Halloween, festa ricca di maschere, di zucche luminose e soprattutto di grandi spaventi.

Le serate di Halloween sono l’ideale per ritirare fuori vecchie leggende e storie spaventose magari tramandate da parenti e amici, racconti che vengono modificati di generazione in generazione ma che mantengono sempre lo stesso elemento comune: la paura.

Attenzione! Il contenuto di questa leggenda potrebbe urtare la sensibilità di chi legge.

La donna-serpente o “Nure-Onna” è una leggenda urbana giapponese riguardante una creatura dal terribile aspetto draconico con la testa di una donna e il corpo di un enorme serpente.

Essa ha occhi da rettile, lunghe braccia a scaglie che terminano con artigli, zanne affilate e lunghi, bellissimi capelli.

La Nure-Onna caccia lungo il litorale e preda ignari bagnanti o pescatori.

Quando punta la preda, emerge dall’acqua e paralizza la sua vittima con lo sguardo.

Infine utilizza il suo lungo ago da serpente per succhiare fuori il sangue dal corpo del malcapitato.

Nonostante la sua incredibile lunghezza, la Nure-Onna può nascondersi all’interno di ingannevoli e secche pozze d’acqua.

Ella è anche conosciuta per il fatto che usa la bellezza del suo volto e dei suoi lunghi capelli per attirare i bagnanti verso la loro inesorabile morte.

China la testa sulla superficie dell’acqua e agita le braccia apparendo in tutto e per tutto una donna che sta affogando.

Quando qualcuno si tuffa per salvarla, essa riemerge all’improvviso, afferrandolo con gli artigli e trascinandolo nelle profondità più buie.

Una volta predati, è difficile sfuggire alla presa della donna serpente.

È capace di coprire brevemente lunghe distanze per catturarti, quindi l’unico modo per proteggerti è evitare di camminare da solo sulla spiaggia durante la notte.

 

Leggenda giapponese – “Kashima Reiko” (Speciale di Halloween).

Presto sarà Halloween, festa ricca di maschere, di zucche luminose e soprattutto di grandi spaventi.

Le serate di Halloween sono l’ideale per ritirare fuori vecchie leggende e storie spaventose magari tramandate da parenti e amici, racconti che vengono modificati di generazione in generazione ma che mantengono sempre lo stesso elemento comune: la paura.

Attenzione! Il contenuto di questa leggenda potrebbe urtare la sensibilità di chi legge.

Un giorno di molti anni fa, una studentessa stava aspettando il treno insieme ai suoi compagni di scuola.

La giovane fu vittima di uno scherzo destinato a finire in tragedia.

Alcuni ragazzi posarono sulla spalla della ragazza una cicala.

La giovane, spaventata, perse l’equilibrio e cadde sui binari.

Caso volle che in quel momento sopraggiungesse il treno.

Il macchinista non riuscì a frenare in tempo il locomotore e la ragazza rimase uccisa, tranciata in due dalle ruote metalliche del mezzo.

Morì dopo una lunga agonia che la trasformò in uno spirito malvagio e vendicatore.

Si racconta che lo spirito continui a vagare senza sosta, alla ricerca di potenziali vittime.

Non casualmente, le sue preferite sono giovani studenti che si attardano a giocare oltre crepuscolo.

 

Leggenda giapponese – “Makura-gaeshi” (Speciale di Halloween).

Presto sarà Halloween, festa ricca di maschere, di zucche luminose e soprattutto di grandi spaventi.

Le serate di Halloween sono l’ideale per ritirare fuori vecchie leggende e storie spaventose magari tramandate da parenti e amici, racconti che vengono modificati di generazione in generazione ma che mantengono sempre lo stesso elemento comune: la paura.

Attenzione! Il contenuto di questa leggenda potrebbe urtare la sensibilità di chi legge.

Ti sei mai chiesto perché ti svegli la mattina per scoprire che il tuo cuscino si è miracolosamente spostato ai piedi del tuo letto o perché sei stato svegliato mentre il letto tremava violentemente?

Allora forse hai ricevuto la visita del 枕 返 し (Makura-gaeshi).

Questo piccolo spirito sfacciato deriva dal folklore giapponese ed è ciò che i giapponesi chiamano Yokai, che sono una classe di spiriti, mostri e demoni.

Makura-gaeshi è un fantasma infantile che ama stare di notte nelle camere da letto.

Di solito questi spiriti prendono la forma di un bambino maschio, vestito da monaco o samurai e vengono da te nel cuore della notte per capovolgerti il cuscino e infastidire il sonno.

L’origine di Makura-gaeshi non è davvero nota, ma esiste una teoria principale in cui la gente crede.

Questo Yokai proviene dagli spiriti dei bambini che sono morti nella stanza che perseguitano.

Di solito deceduti con morti violente o vittime di terribili omicidi.

Nonostante ciò, sono principalmente considerati burloni e di solito non hanno tendenze malevoli.

Le storie li descrivono come spiriti situati ai piedi del letto, che spostando il cuscino da sotto la testa mentre si dorme profondamente.

Non si sa perché lo facciano, immagino sia solo per divertimento.

In alcuni casi lasciano anche impronte sporche in casa.

In passato le persone hanno dato a questi spiriti un’immagine più malevola.

Alcune persone credono che non capovolgano solo il cuscino, ma capovolgano la persona che dorme, facendola svegliare improvvisamente, altri sostengono che scuotano il letto per disturbare il sonno e altri che possano causare delle paralisi notturne.

Leggenda giapponese – “La Residenza Himuro” (Speciale di Halloween).

Presto sarà Halloween, festa ricca di maschere, di zucche luminose e soprattutto di grandi spaventi.

Le serate di Halloween sono l’ideale per ritirare fuori vecchie leggende e storie spaventose magari tramandate da parenti e amici, racconti che vengono modificati di generazione in generazione ma che mantengono sempre lo stesso elemento comune: la paura.

Attenzione! Il contenuto di questa leggenda potrebbe urtare la sensibilità di chi legge.

L’edificio conosciuto come la Residenza Himuro è uno dei posti più infestati del Giappone.

La famiglia che una volta abitava qui, era solita eseguire un tremendo rituale conosciuto come “Il rituale dello strangolamento“.

Una ragazza veniva scelta dal padrone di casa per essere tagliata fuori dal mondo, in modo da conservarne la purezza d’animo e diventare la vittima sacrificale del rituale.

Nel giorno in cui questo veniva compiuto, le membra della ragazza venivano attaccate a grossi animali (cavalli o buoi), che separandosi avrebbero strappato il suo corpo in pezzi.

L’ultimo rituale fu un fallimento perché la ragazza scelta si era innamorata, perdendo la sua purezza.

Temendo le conseguenze del mancato rituale, il capo famiglia uccise tutti gli abitanti della casa, incluso se stesso.

Alcuni dicono che gli spettri delle persone assassinate infestino ancora la residenza, nel disperato tentativo di trovare un’altra vittima da sacrificare.

Leggenda giapponese – “Daruma-san” (Speciale di Halloween).

Presto sarà Halloween, festa ricca di maschere, di zucche luminose e soprattutto di grandi spaventi.

Le serate di Halloween sono l’ideale per ritirare fuori vecchie leggende e storie spaventose magari tramandate da parenti e amici, racconti che vengono modificati di generazione in generazione ma che mantengono sempre lo stesso elemento comune: la paura.

Attenzione! Il contenuto di questa leggenda potrebbe urtare la sensibilità di chi legge.

Questa leggenda è una versione di un gioco per bambini dove si rischia la propria vita.

Per iniziare, bisogna farsi un bagno con la luce spenta e gli occhi chiusi, cantilenando “Daruma-san cadde giù” fino a che non si finisce di lavarsi i capelli.

Una volta che si è usciti dalla vasca da bagno e si è andati a dormire, il gioco ha davvero inizio.

Il giorno seguente, infatti, una ragazza ti inseguirà ovunque, ma sarà possibile vederla soltanto con la coda dell’occhio.

Se la ragazza si avvicina troppo si può urlare “Tomare!” per guadagnare tempo per scappare, ma il vero obbiettivo è catturarla, urlare “Kitta!” e farla scomparire, tagliandola con il proprio braccio.

Poema giapponese – L’inferno di Tomino (Speciale di Halloween).

Questa notte sarà Halloween, festa ricca di maschere, di zucche luminose e soprattutto di grandi spaventi.

Le serate di Halloween sono l’ideale per ritirare fuori vecchie leggende e storie spaventose magari tramandate da parenti e amici, racconti che vengono modificati di generazione in generazione ma che mantengono sempre lo stesso elemento comune: la paura.

Attenzione! Il contenuto di questa leggenda potrebbe urtare la sensibilità di chi legge.

Questa storia di Halloween si intitola: L’inferno di Tomino

L’inferno di Tomino secondo la versione ufficiale è un poema giapponese scritto da un uomo di nome Yumota Inuhiko e pubblicato nella raccolta di poesie “Il cuore è come una pietra rotolante”.

È stato inoltre incluso nella 27esima collezione di poemi di Saizo Yaso, chiamata “Polvere d’Oro”, nel 1919.

La leggenda giapponese vuole che una bambina chiamata Tomino no Jigoku sul finire del 1800 abbia scritto questa poesia in preda alla rabbia per la sua condizione: si dice infatti che nacque con una grave disabilità delle gambe che la obbligò fino dalla tenera età sulla sedia a rotelle.

La poesia di Tomino raccoglie in se anche la tristezza e la sensazione di impotenza di una bambina che oltre a non potersi gestire autonomamente, viveva in una famiglia molto cattiva e crudele nei suoi confronti, spesso trattandola come uno scarto o un capro espiatorio per i loro problemi.

I genitori, profondamente scandalizzati e terrificati dal contenuto dei versi scritti dalla loro figlia, punirono Tomino rinchiudendola nella cantina e rifiutandosi di darle da bere e da mangiare fino a che l’inevitabile morte non sopraggiunse.

Il poema che aveva condannato Tomino alla morte divenne così maledetto per sempre.

Le prime vittime dell’Inferno di Tomino furono gli stessi genitori della bambina che morirono poco dopo, per cause non naturali.

Ma in cosa consiste esattamente questa maledizione dell’Inferno di Tomino?

Chiunque legga ad alta voce l’intera poesia, da cima a fondo, sarà dannato per sempre, cose orribili gli capiteranno e nella maggior parte dei casi, una morte terribile lo colpirà.

L’immagine sotto riportata include l’intero testo, sia in giapponese e sia tradotto in inglese.

 

Tominos-Hell.jpg

La traduzione in italiano è la seguente:

«La sorella maggiore vomitò sangue, la sorella minore vomitò fiamme,
e l’adorabile Tomino, vomitò frammenti di vetro.
Tomino cadde da solo nel profondo inferno,
l’inferno è avvolto dall’oscurità, e nemmeno i fiori sbocciano.
E’ la sorella di Tomino quella con in mano una frusta,
mi chiedo chi sia la shubusa (?) della frusta.
Colpisci, colpisci, ma senza colpire,
l’inferno familiare ha una sola via.
Lo guideresti nell’oscurità dell’inferno,
alla pecora d’oro, dal sontuoso uccello canoro.
Mi chiedo quanto abbia messo nella sua tasca di pelle,
in preparazione dell’inferno familiare.
La primavera sta arrivando anche nella foresta e nel ruscello,
anche nel ruscello dell’oscuro inferno.
L’uccello canoro nella gabbia, la pecora nel vagone,
lacrime sugli occhi di Tomino.
Piangi, uccellino, attraverso le foreste piovose.
Urla che sente la mancanza della sorella minore.
L’eco del pianto riverbera attraverso l’inferno,
i fiori di peonia sbocciano.
Girando in cerchio per le sette montagne ed i sette ruscelli dell’inferno,
il viaggio dell’adorabile Tomino prosegue.
Se sono all’inferno portali a me,
gli aghi delle tombe.
Non mi pungerò con l’ago rosso,
ad i traguardi del piccolo Tomino. »

Leggendo a mente le sue parole, non dovrebbe capitare nulla e c’è chi dice che, anche leggendole ad alta voce.

Risulterebbe pericoloso solo se il poema venisse pronunciato in giapponese e non nella sua traduzione in altre lingue.

Si dice infatti che la maledizione abbia i massimi effetti solo se letta nella sua lingua madre, così appunto come è stata scritta.

 

Leggenda giapponese – Lo Specchio Viola (Speciale di Halloween).

Domani notte sarà Halloween, festa ricca di maschere, di zucche luminose e soprattutto di grandi spaventi.

Le serate di Halloween sono l’ideale per ritirare fuori vecchie leggende e storie spaventose magari tramandate da parenti e amici, racconti che vengono modificati di generazione in generazione ma che mantengono sempre lo stesso elemento comune: la paura.

Attenzione! Il contenuto di questa leggenda potrebbe urtare la sensibilità di chi legge.

Questa storia di Halloween si intitola: Lo Specchio Viola.

Gli specchi, data la loro natura misteriosa e mistica, sono da sempre protagonisti di miti e leggende legate al significato che trasmettono.

Anni fa, viveva una ragazza giapponese che passava ore e ore davanti allo specchio a rimirare la sua immagine riflessa.

Lo specchio le era stato regalato dalla madre ed era l’oggetto più caro e amato che la ragazza possedesse.

La giovane iniziò tuttavia ad essere ossessionata dalla sua bellezza che si rifletteva nello specchio, ed entrò nella spirale dell’anoressia per vedersi ogni giorno più magra e bella.

Ma non importava quanto la ragazza diventasse pallida, debole, scarna e cagionevole di salute, infatti tutto quello che voleva era vedersi bella in quello specchio a lei così caro.

Un giorno, decise di colorare lo specchio e scelse di dipingerlo di viola.

Quando si guardò al suo interno, rimase però disgustata da quello che vide.

Si vide infatti esattamente per quello che era: bianca come un cadavere, sciupata e con le ossa che sporgevano dalla pelle.

Presa dalla rabbia e dalla frustrazione, infranse lo specchio pentendosi subito dopo di quel gesto.

Nel giorno del suo ventesimo compleanno, la ragazza si trovava nel bel mezzo dei preparativi della sua festa, quando venne investita da un’auto e morì.

Prima di esalare l’ultimo respiro, le sue ultime parole furono: “Specchio viola… specchio viola… specchio viola…”.

Dopo il funerale, quando fu ora di sgomberare la sua camera, lo specchio viola era svanito nel nulla.

Dopo la morte della ragazza, altri strani avvenimenti causarono la morte di numerosi giovani, tutti deceduti nel giorno del loro ventesimo compleanno.

Non fu mai trovata la causa delle loro morti misteriose ma, in ognuno di questi casi, furono rinvenuti frammenti dello specchio viola nelle loro camere.
Da quel giorno, la parola “specchio viola” è considerata maledetta e chiunque la ricordi morirà il giorno del suo ventesimo compleanno.
Così almeno afferma la leggenda giapponese.
La leggenda dello specchio viola si pone al ventiseiesimo posto nella lista delle leggende metropolitane che i giapponesi ritengono più fondate e credibili.