Recensione Birra Messina con Cristalli di Sale.

Birra Messina è una birra lager 4,7° di alcol.

La classica ricetta, crea un prodotto che si presenta con un colore dorato e brillante e con una schiuma, fine e compatta.

I malti d’orzo miscelati ai cereali crudi donano un gusto secco e asciutto, bilanciato da una leggera punta di amarezza conferita dal luppolo.

Sin dal 1923 Birra Messina è icona di una regione e di una città che ne rappresenta la porta di ingresso.

Nell’ultimo periodo, questa birra è stata presentata con una nuova immagine e un packaging totalmente rinnovato che, ispirandosi al barocco siciliano, la rendono ancora più attuale e attraente sul mercato nazionale.

Inoltre viene presentata con un’aggiunta, i cristalli di sale che arrivano dalle saline di Trapani.

Devo dire che il gusto della nuova versione mi ha abbastanza delusa, non perché non sia buona ma perché la differenza con la classica Birra Messina, è praticamente inesistente.

Apprezzo però il cambiamento che si è voluto apportare per rinnovare un prodotto presente da molto tempo sul mercato.

 

  • Voto packaging: 7+
  • Voto prodotto: 6 1/2
  • Prezzo: 1.67€
  • Consigliato: si

 

7 Curiosità sulla Sicilia – Parte 1.

  1. La festa di Sant’Agata a Catania è uno degli eventi religiosi più importanti al mondo. Dal 3 al 5 febbraio di ogni anno, la città si ferma e ospita una serie di processioni, tradizioni folkloristiche e religiose per tutta la città, che coinvolgono sia gente del luogo che turisti.
  2. La Sicilia conta ben 8 patrimoni UNESCO.
  3. Messina è stata colpita da tre terremoti particolarmente distruttivi: nel 1783, nel 1908 e nel 1975. Quello del 1908, in particolare, è considerato uno degli eventi più distruttivi del XX secolo perché rase al suolo l’intera città e uccise circa 100.000 abitanti.
  4. La bandiera dell’isola è la più antica e duratura del mondo.
  5. La bandiera siciliana rappresenta la Trinacria, figura mitologica legata ad antichissimi culti siculi e minoici.
  6. I colori della bandiera: il rosso e il giallo, sono i colori di Palermo e Corleone.
  7. La bandiera fu innalzata per la prima volta nel 1282 durante la rivoluzione del Vespro.

La leggenda dei giganti: Mata e Grifone. – Messina 

Una delle tappe affrontate durante il mio “tour siciliano” è stata Messina.Proprio in questa splendida località ho potuto osservare i famosi Giganti di Messina, rappresentanti solitamente come una donna bianca di nome Mata e un guerriero nero di nome Grifone, due fantocci molto alti di cartapesta che vengono portati a spalla o trainati, danzando al ritmo di tamburi, per le vie di Messina, in occasione di festività cattoliche molto belle e suggestive.

I giganti sono identificati nei leggendari fondatori della città di Messina e da questo deriva la loro importanza nella tradizione folcloristica.

La più attendibile storia sulla nascita dei Giganti è però legata ad un fatto storico realmente accaduto nel 1190.

In tale anno, Riccardo I Re d’Inghilterra, più comunemente conosciuto con il nome di Riccardo Cuor di Leone, giunse a Messina da dove avrebbe dovuto muovere la Terza crociata che era stata indetta da papa Gregorio VIII per liberare dai musulmani il Santo Sepolcro di Gerusalemme.

Durante la permanenza in città il monarca si accorse però che i messinesi erano privi della libertà perché ancora oppressi e sottomessi dai greci-bizantini.

Essi infatti si erano impossessati di tutte le cariche politiche, civili ed amministrative gestendo la giustizia a loro piacimento con provvedimenti che non tutelavano per nulla il popolo messinese ed inappellabili da chiunque, emanati dalla sicura fortezza di San Salvatore, strategicamente posta all’imbocco del porto. Il Re d’Inghilterra, non volendo usare la forza per soggiogarli, pensò di dimostrare la sua potenza facendo costruire sul colle di Roccaguelfonia, situato proprio di fronte alla fortezza, un imponente castello, che prima ancora della sua inaugurazione, venne battezzato dal popolo col nome di Matagriffon coniando Mata, da Macta (ammazza) e, Griffon da Grifone (ladro).

I greci bizantini dimostrarono di aver inteso il messaggio, abbandonando per sempre la città, così che il popolo messinese potesse riacquistare la tanto sospirata e agognata libertà.

Per festeggiare l’evento e tramandare la storia alle generazioni future, i messinesi portarono nelle più famose piazze il castello di Matagriffon in cartapesta per poi sdoppiarlo sia nel nome che con le sembianze dei fondatori della città.

Li chiamarono “‘A Gigantissa” e “U Giganti”, ma anche Mata e Grifone. In tal modo la colossale coppia divenne l’emblema della loro libertà e l’omaggio agli antichi fondatori. Ai Colossi, rappresentati su due cavalli finemente addobbati, venne nel tempo accostato un finto cammello che veniva bruciato nelle piazze al termine delle feste di metà agosto, per simboleggiare la sconfitta degli empi dominatori saraceni scacciati nel 1060 dalla città dal Conte Ruggero I il Normanno. I Giganti, quali simbolo di libertà, vennero ben presto adottati in molte città siciliane e da alcune della fascia costiera tirrenica ed aspromontana della Calabria che, come Messina, avevano profondamente subito le devastazioni saracene e turche.

Messina.

La splendida città di Messina, viene anche detta “porta della Sicilia” e anticamente era conosciuta con i nomi di Zancle e Messana, sorge nei pressi dell’estrema punta nordorientale della Sicilia (Capo Peloro) sullo stretto che porta il medesimo nome.

Messina ha raggiunto l’apice della sua grandezza e sfarzo, fra il tardo medioevo e la metà del XVII secolo quando contendeva con Palermo il ruolo di capitale siciliana.

Venne messa a ferro e fuoco nel 1678 dopo una storica rivolta antispagnola che comportò l’annientamento della sua classe dirigente, fu purtroppo anche gravemente danneggiata da un terremoto nel 1783.

Inoltre venne assediata nel 1848, durante una sommossa contro Ferdinando II di Borbone, subendo ulteriori gravi danni. Nel 1908 un disastroso terremoto di enormi proporzioni, distrusse la città quasi per intero, provocando la morte di circa metà della popolazione cittadina.

La forza e la determinazione della popolazione fece si che Messina, fosse ricostruita a partire dal 1912, la città moderna si presenta come uno schema ordinato e regolare con vie ampie e rettilinee in direzione nord-sud. Negli ultimi anni, sono in corso progetti mirati alla riqualificazione della città attraverso opere come il “waterfront” e una nuova sede per la stazione ferroviaria, che miglioreranno ulteriormente la vita di turisti, ma soprattutto dei suoi amati abitanti.

La piazza principale e alcune bellezze della città: