Fotografie in giro per Milano.

Alcune fotografie scattate durante un giro per Milano:

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Il Santuario di Sant’Antonio di Padova a Milano.

Il santuario di Sant’Antonio di Padova è un luogo di culto cattolico di Milano, sede dell’omonima parrocchia affidata all’Ordine dei Frati Minori.

È situato in via Carlo Farini, non lontano dal Cimitero Monumentale e dalla Stazione di Milano Porta Garibaldi, grazie alla quale è molto semplice raggiungere questo santuario in metropolitana.

La chiesa di Sant’Antonio di Padova sorge alla confluenza di Via Pietro Maroncelli in Via Carlo Farini.

Essa è preceduta da un piccolo slargo triangolare con un’aiuola alberata al centro della quale si trova una fontana decorata da una statua in bronzo raffigurante “Sant’Antonio di Padova che predica ai pesci”, opera dello scultore Giuseppe Maretto.

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La facciata del santuario è in stile neobarocco.

L’interno del santuario è in un particolare stile eclettico, ispirato al neoclassico con elementi neorinascimentali e neobarocchi.

 

 

Liu Bolin a Milano.

Il MUDEC di Milano ospita la seconda mostra fotografica dalla sua apertura a oggi e affida a Liu Bolin il compito di raccontare la sua arte in prima persona, con una performance appositamente creata per questo spazio espositivo, dal titolo “Visible Invisible”.

L’artista cinese di fama internazionale Liu Bolin nato a Shandong nel 1973 è conosciuto al grande pubblico per le sue performance mimetiche, in cui, grazie a un accurato body painting, il suo corpo risulta pienamente integrato con lo sfondo, creando un gioco di illusione davvero spettacolare, per chi si trova ad osservare i suoi scatti.

Devo dire che questa mostra fotografica è davvero ben organizzata e permette con molta tranquillità di percorrere il filone espositivo degli scatti in modo decisamente semplice e apprezzabile da tutti, inoltre i messaggi dietro gli scatti vengono spiegati dall’artista stesso in video espositivi lungo la visita.

Leonardo da Vinci 3D a Milano.

Presso la Fabbrica del Vapore a Milano dal 30 maggio al 22 settembre 2019 è possibile assistere a “Leonardo da Vinci 3D”, una mostra ideata sia per i più piccoli che per gli adulti, che desiderano “toccare con mano” alcune delle invenzioni e dei prototipi di Leonardo da Vinci.

Visitando le varie sale, in tutto 10, si intraprenderà un viaggio lungo oltre 500 anni, dal passato al futuro, che sarà parte integrante di questa mostra, infatti sarà presente una creazione olografica di Leonardo a grandezza naturale, che narrerà le intuizioni e gli episodi della sua vita, che gli hanno permesso di diventare il genio che noi tutti conosciamo.

Devo dire che nel complesso, questa mostra è davvero ben fatta e ben organizzata, consiglio a chi desidera visitarla, di recarsi alla Fabbrica del Vapore all’orario di apertura (10:30) per evitare sia la coda alla biglietteria, che la confusione all’interno delle sale, che potrebbe compromettere la buona riuscita della visita.

Consiglio assolutamente questa mostra a chi si trova a Milano in questo periodo e ama le esperienze non troppo convenzionali.

 

Uno dei modellini di Leonardo:

 

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Il Chiodo di Gesù.

All’interno del Duomo di Milano, in una teca a circa quarantacinque metri di altezza, al di sopra dell’altare maggiore, si conserva uno dei chiodi usati per crocifiggere Gesù.

La leggenda narra che fu il vescovo di Milano Ambrogio a trovarlo, infatti un giorno, passeggiando per Milano, sentì un fabbro arrabbiato, imprecare contro un pezzo di metallo che da ore stava invano cercando di piegare.

Il martello dell’uomo cercava con forza di lavorare quel chiodo reso incandescente dal fuoco, ma questo non si deformava minimamente.

Ambrogio si avvicinò al fabbro e gli chiese di poter esaminare l’oggetto.

Era un chiodo ritorto e grosso poco più di una spanna.

Ambrogio impallidì e immediatamente capì di che cosa si trattava.

Era uno dei chiodi della Crocifissione di Gesù, che ad oggi è ancora osservabile all’interno del Duomo di Milano.

7 Curiosità su Porta Genova.

  1. Porta Genova è una delle cinque porte più recenti di Milano.
  2. Porta Genova comprende anche un quartiere di Milano, a sud-ovest del Duomo, appartenente al Municipio 6.
  3. Il quartiere prende il nome dall’omonima Porta realizzata attorno al 1870 nel tracciato delle mura spagnole.
  4. Ricavata all’interno dei Bastioni, la Porta venne aperta per consentire una veloce comunicazione diretta fra la città e la nuova stazione di Porta Ticinese (oggi conosciuta come Porta Genova).
  5. Quartiere di artigiani, per lo più fabbri e conciatori, che si servivano dei numerosi corsi d’acqua per le loro lavorazioni, l’area si estendeva in origine fino all’antica porta comunale.
  6. La porta si costituisce dei due caselli daziari del Nazari, (realizzati in stile eclettico fra il 1873 e il 1876).
  7. Nella zona di Porta Genova è presente il “vicolo dei lavandai“, dove si sono conservate nel tempo le pietre adoperate in passato dalle lavandaie della zona, per il lavaggio dei panni, in un canaletto che attingeva acqua dal naviglio.

L’impiccato al platano.

A Milano esistevano vari luoghi deputati alle esecuzioni capitali.

Per il popolo veniva utilizzata piazza Vetra mentre per i nobili (a cui era riservata la decapitazione e non l’impiccagione, proprio per differenziarli dalla massa) il luogo deputato era piazza Mercanti.

Inoltre tutta la zona occupata dall’attuale corso Lodi, era utilizzata come fossa comune per banditi e ladri condannati a morte.

I loro corpi impiccati, come monito per chi si trovava a osservarli, venivano lasciati per alcuni giorni a penzolare sugli alberi per poi essere seppelliti in una fossa comune.

Negli anni ’70 sono stati piantati nuovi platani per abbellire la zona e aggiungere del verde nel centro cittadino.

Una leggenda metropolitana afferma che su uno di questi alberi si siano manifestate particolari forme simili a volti sofferenti, proprio perché questo luogo ha visto la morte di moltissime persone.