Leonardo da Vinci 3D a Milano.

Presso la Fabbrica del Vapore a Milano dal 30 maggio al 22 settembre 2019 è possibile assistere a “Leonardo da Vinci 3D”, una mostra ideata sia per i più piccoli che per gli adulti, che desiderano “toccare con mano” alcune delle invenzioni e dei prototipi di Leonardo da Vinci.

Visitando le varie sale, in tutto 10, si intraprenderà un viaggio lungo oltre 500 anni, dal passato al futuro, che sarà parte integrante di questa mostra, infatti sarà presente una creazione olografica di Leonardo a grandezza naturale, che narrerà le intuizioni e gli episodi della sua vita, che gli hanno permesso di diventare il genio che noi tutti conosciamo.

Devo dire che nel complesso, questa mostra è davvero ben fatta e ben organizzata, consiglio a chi desidera visitarla, di recarsi alla Fabbrica del Vapore all’orario di apertura (10:30) per evitare sia la coda alla biglietteria, che la confusione all’interno delle sale, che potrebbe compromettere la buona riuscita della visita.

Consiglio assolutamente questa mostra a chi si trova a Milano in questo periodo e ama le esperienze non troppo convenzionali.

 

Uno dei modellini di Leonardo:

 

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L’Orto Botanico di Brera.

L’Orto Botanico di Brera è una romantica oasi di verde stretta tra gli edifici del centro di Milano, adiacente alla facciata sud del Palazzo di Brera.

Ha una lunga storia: fin dal XIV secolo era luogo di meditazione e di coltivazione per i padri Umiliati e poi, dal XVI secolo, per i Gesuiti.

Nel 1774-1775 fu istituito come Orto Botanico di Brera, nel contesto dell’azione di rinnovo e fondazione di enti pubblici di formazione e ricerca, voluto dall’imperatrice Maria Teresa d’Austria, che fece di Palazzo Brera un vivace centro culturale della Milano del secondo Settecento, riferimento per l’arte, le lettere e le scienze.

Fu a lungo sede di alta formazione in farmacia e medicina, mediante la coltivazione di specie medicinali.

Subì alterne vicissitudini fino al 1935, quando fu annesso all’Università degli studi di Milano, che lo gestisce ancora oggi.

Nel 2001 ha riaperto al pubblico dopo il restauro che ha riportato in luce l’originale disegno, caratterizzato da due suggestive vasche ellittiche, dall’arboreto e da fitte aiuole

San Vito al Pasquirolo.

La chiesa, che oggi sorge isolata come un frammento di città storica in contrasto con l’edilizia che lo circonda, risale al XII secolo.

E’ così chiamata perché era situata all’interno di un “pasquee”, uno dei pascoli pubblici frequenti in età medievale nei pressi delle chiese.

Il suo attuale aspetto si deve alla radicale ricostruzione avvenuta ai tempi del Cardinale Federico Borromeo che, dopo averne constatato personalmente lo stato di degrado, promosse l’avvio dei lavori.

Nel 1938 la chiesa venne sconsacrata e spogliata delle opere d’arte, ma nel 1966 fu riaperta al culto dopo il restauro.

Oggi è officiata con rito ortodosso.

 

Palazzo di Brera.

Nato come collegio dei Gesuiti, questo complesso è oggi sede della celebre Pinacoteca di Brera, uno dei più importanti musei italiani e di altri prestigiosi istituti culturali cittadini: l’Accademia di Belle Arti, l’Osservatore Astronomico, l’Orto Botanico ecc.

Il palazzo è costruito sull’area occupata dalla chiesa di Santa Maria in Brera (1229-1347) e dal contiguo convento degli Umiliati, soppresso nel 1571.

Il cantiere, inizialmente diretto da Martino Bassi (1573-1590), è affidato nel 1627 a Francesco Maria Richini, autore di un radicale progetto di trasformazione realizzato solo dopo il 1651.

Il nuovo collegio con fronte in pietra e mattoni è ispirato al Collegio Borromeo di Pavia, di Pellegrino Tibaldi.

Si organizza attorno a un elegante cortile rettangolare, a due ordini di archi su colonne binate, collegato a un monumentale scalone a doppia rampa.

Sotto la dominazione francese giunsero a Brera opere provenienti da chiese e conventi soppressi, che costituirono il primo nucleo della Pinacoteca (1806) poi ampliato da successive acquisizione.

Nel 1859 al centro del cortile venne collocata la scultura in bronzo di Napoleone I, realizzata su modello di Antonio Canova.

 

Il Palazzo Arcivescovile di Milano.

La presenza di una sede vescovile è attestata a Milano, fin dall’età tardoantica.

L’edificio, costruito lungo le mura repubblicane, faceva parte dell’antico complesso episcopale.

Riedificato dopo le distruzioni causate dal Barbarossa (1162-1174) subisce nuove trasformazioni tra il Trecento e il Quattrocento, testimoniate da alcuni resti di finestre visibili sul fronte verso il Duomo.

Tra il 1569 e il 1604 viene realizzato, su progetto di Pellegrino Tibaldi, il grande cortile destinato ai Canonici della Cattedrale, con due ordini di logge a bugnato rustico.

L’elegante cortile d’ingresso, detto “dell’Arcivescovado”, è in parte opera della fine del Seicento, in parte frutto di una ricostruzione del 1899.

Nel 1784 Giuseppe Piermarini intervenne sulla facciata verso piazza Fontana uniformandola con una serie regolare di aperture e mantenendo il portale cinquecentesco realizzato dal Tibaldi.

L’edificio ospita la Curia, gli appartamenti arcivescovili e tutti i più importanti uffici della Diocesi Ambrosiana.

Nelle sale è conservata una ricchissima collezione di dipinti.

Museo d’Arte Antica a Milano.

Ricca di quasi 2000 pezzi, è la raccolta di scultura tardo-antica, medievale e rinascimentale più importante della Lombardia.

Il museo, ospitato in sale ornate da affreschi di età sforzesca e spagnola, presenta opere legate alla storia della città e della regione, oltre a capolavori acquisiti nel tempo dal Comune di Milano.

Oltrepassato l’arco della Pusterla dei Fabbri, un tempo compreso nella cinta muraria medievale di Milano, l’attenzione viene catturata dal trecentesco monumento funebre di Bernabò Visconti, capolavoro di Bonino da Campione e dalle eleganti sculture del toscano Giovanni di Balduccio, chiamato a Milano da Azzone Visconti per ornare le chiese e le porte delle mura urbiche.

Alla storia cittadina sono dedicati i fregi figurati della Porta Romana medievale, con i fatti seguiti alla presa della città da parte di Federico Barbarossa nel 1162 e il cinquecentesco gonfalone di Milano, sul quale è presente la famosa effigie ricamata di Sant’Ambrogio.

In pieno clima sforzesco riportano la Sala delle Asse, ideata da Leonardo da Vinci, chiamato a Milano da Ludovico il Moro e gli affreschi della Cappella Ducale e degli appartamenti di Galeazzo Maria Sforza, nei quali sono esposte opere Lombarde tardogotiche e rinascimentali.

Dopo l’armeria, che ospita una selezione di armi del tardo medioevo del XVIII secolo, l’itinerario si conclude con due eccelsi capolavori: il monumento funebre di Gaston the Foix, commissionato al Bambaja del re di Francia Francesco I e la celeberrima “Pietà Rondanini” di Michelangelo, l’ultimo lavoro, incompiuto, del grande maestro.

La Pinacoteca del Castello Sforzesco.

Costituita da circa 1500 opere, la pinacoteca del Castello è una delle più importanti della città.

Riallestita nell’aprile 2005, propone un itinerario che muove da sontuosi esempi d’arte tardogotica lombarda e giunge alle settecentesche vedute di Venezia del Canaletto.

Dopo un’esposizione di opere che riportano ai fasti delle corti viscontea e sforzesca, si apre un’ampia sezione dedicata al Rinascimento italiano: vi si ammirano i dipinti di Vincenzo Foppa, del Bergognone e del Bramantino, cui si affiancano le opere di artisti influenzati dall’arrivo a Milano di Leonardo da Vinci, come Bernardino Luini, Cesare da Sesto, Andrea Solario e Marco d’Oggiono.

Il nuovo allestimento ha inserito nel percorso, medaglie dei secoli XV-XVII, tra le quali si segnalano, quelle di Pisanello e Caradosso, bassorilievi lignei, sculture in terracotta e marmo.

Spicca la straordinaria opera “Madonna Taccioli” scolpita da Bambaja, recentemente acquisita.

Biblioteca Trivulziana e Archivio Storico Civico di Milano.

La biblioteca Trivulziana, acquistata nel 1935 dalla famiglia Trivulzio, è una biblioteca storica di conservazione, specializzata in storia e letteratura del periodo umanistico-rinascimentale.

Il consistente patrimonio d’origine è stato incrementato con acquisizioni di opere antiche e moderne e l’aggregazione di piccole biblioteche private.

L’istituto possiede attualmente circa 180.000 volumi, tra cui manoscritti, libri antichi e moderni e periodici.

Dal 1994 aderisce al progetto di catalogazione informatizzata del Servizio Bibliotecario Nazionale (SBN).

Oltre ai normali servizi, organizza manifestazioni culturali e cura diverse pubblicazioni.

L’Archivio Storico conserva la parte a noi pervenuta del fondo civico dal 1385, gli atti dell’Amministrazione comunale fino al 1927 e fondi archivistici privati acquisiti nel tempo.

Vi è annessa una biblioteca specializzata in letteratura, arte, storia e tradizioni locali.

La Biblioteca d’Arte.

La Biblioteca d’Arte a Milano, ospitata all’interno del Castello Sforzesco è uno dei più importanti istituti italiani specializzati nel settore artistico, al pari della Biblioteca di Archeologia e Storia dell’Arte di Roma e del Kunsthistorisches Institut di Firenze.

Nata negli anni ’30 del secolo scorso, conta attualmente circa 91.000 volumi, comprese edizioni antiche e rare.

Il catalogo della Biblioteca è disponibile online.

In una sezione distaccata, con sede in via Cimarosa, sono consultabili circa 1600 riviste italiane e straniere inerenti a arte, arte applicata, architettura, design e discipline collegate.

Di rilevante interesse sono anche le raccolte archivistiche, tra cui i fondi Beltrami, Bignami, Treves, Pollack e Giovanni Lomazzi.

Da segnalare la ricca attività editoriale e l’organizzazione di conferenze.

Informazioni utili per il Castello Sforzesco.

Apertura Castello Sforzesco:

Ora solare: 7:00-18:00

Ora legale: 7:00-19:00

Apertura Musei (all’interno del Castello):

9:00-17:30; chiusura musei tutti i lunedì.

Mezzi di trasporto:

MM1 (Cadorna, Cairoli); MM2 (Cadorna, Lanza).

Autobus: 18, 50, 57, 58, 61, 94.

Tram: 1, 2, 4, 12, 14, 19.

Sito Internet:

http://www.milanocastello.it