Biblioteca Trivulziana e Archivio Storico Civico di Milano.

La biblioteca Trivulziana, acquistata nel 1935 dalla famiglia Trivulzio, è una biblioteca storica di conservazione, specializzata in storia e letteratura del periodo umanistico-rinascimentale.

Il consistente patrimonio d’origine è stato incrementato con acquisizioni di opere antiche e moderne e l’aggregazione di piccole biblioteche private.

L’istituto possiede attualmente circa 180.000 volumi, tra cui manoscritti, libri antichi e moderni e periodici.

Dal 1994 aderisce al progetto di catalogazione informatizzata del Servizio Bibliotecario Nazionale (SBN).

Oltre ai normali servizi, organizza manifestazioni culturali e cura diverse pubblicazioni.

L’Archivio Storico conserva la parte a noi pervenuta del fondo civico dal 1385, gli atti dell’Amministrazione comunale fino al 1927 e fondi archivistici privati acquisiti nel tempo.

Vi è annessa una biblioteca specializzata in letteratura, arte, storia e tradizioni locali.

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La Biblioteca d’Arte.

La Biblioteca d’Arte a Milano, ospitata all’interno del Castello Sforzesco è uno dei più importanti istituti italiani specializzati nel settore artistico, al pari della Biblioteca di Archeologia e Storia dell’Arte di Roma e del Kunsthistorisches Institut di Firenze.

Nata negli anni ’30 del secolo scorso, conta attualmente circa 91.000 volumi, comprese edizioni antiche e rare.

Il catalogo della Biblioteca è disponibile online.

In una sezione distaccata, con sede in via Cimarosa, sono consultabili circa 1600 riviste italiane e straniere inerenti a arte, arte applicata, architettura, design e discipline collegate.

Di rilevante interesse sono anche le raccolte archivistiche, tra cui i fondi Beltrami, Bignami, Treves, Pollack e Giovanni Lomazzi.

Da segnalare la ricca attività editoriale e l’organizzazione di conferenze.

Informazioni utili per il Castello Sforzesco.

Apertura Castello Sforzesco:

Ora solare: 7:00-18:00

Ora legale: 7:00-19:00

Apertura Musei (all’interno del Castello):

9:00-17:30; chiusura musei tutti i lunedì.

Mezzi di trasporto:

MM1 (Cadorna, Cairoli); MM2 (Cadorna, Lanza).

Autobus: 18, 50, 57, 58, 61, 94.

Tram: 1, 2, 4, 12, 14, 19.

Sito Internet:

http://www.milanocastello.it

La Raccolta delle Stampe “Achille Bertarelli” a Milano.

Dedicato al milanese Achille Bertarelli (1863-1938), che costituì il primo nucleo della raccolta donando nel 1925 al Comune di Milano le sue 300.000 incisioni, l’istituto vanta oggi circa un milione di stampe.

La raccolta offre stampe artistiche (15.000 esemplari, dalla silografia del ‘400 ai maestri contemporanei), storiche, religiose e popolari, carte geografiche, piante e vedute della città, rappresentazioni di monumenti, ritratti, immagini di costumi e uniformi, scene di feste e giochi, calendari, cartoline, biglietti da visita e manifesti pubblicitari.

A ciò si aggiungono una ricca collezione di libri antichi e una scelta di volumi moderni.

Il materiale è aperto alla consultazione ed è in corso la sua schedatura informatica.

Il Museo dei Mobili a Milano.

Recentemente riallestito da Perry King e Santiago Miranda con un’esposizione dal titolo “Dagli Sforza al design”, il museo illustra sei secoli di storia del mobile con pregevoli pezzi realizzati tra la fine del XV e il XX secolo.

Inseriti in uno spazio che ricrea veri e propri ambienti, illustrando i contesti storici, artistici e collezionistici da cui i mobili provengono e le loro funzioni originarie, i pezzi sono riuniti in gruppi coerenti e accostati a oggetti d’arte, stampe, dipinti coevi, grazie a originali soluzioni espositive.

Grande attenzione è riservata anche al mobile moderno, disegnato da “classici” come Gio Ponti e Carlo Mollino o da grandi designer come Ettore Sottsass.

Il Castello Sforzesco.

Con i suoi sette secoli di storia, il Castello Sforzesco costituisce una straordinaria testimonianza dei tempi gloriosi e dei momenti drammatici di Milano.

Struttura difensiva e quindi residenza ducale all’epoca dei Visconti (XIV-XV secolo), parzialmente demolito ai tempi della Repubblica Ambrosiana (1447-1450), il Castello è riedificato dal nuovo signore della città, Francesco Sforza, divenendo l’elegante cornice di una delle più sfarzose corti europee ai tempi di Galeazzo Maria e Ludovico il Moro.

Perduto l’aspetto di residenza signorile, acquisisce la funzione di caserma che manterrà nei secoli successivi, durante le dominazioni straniere sullo Stato di Milano: spagnola (1535-1706), austriaca (1706-1796), francese (1796-1814) e nuovamente austriaca (1814-1859).

Solamente alla fine dell’Ottocento, nell’Italia unita, viene restaurato da Luca Beltrami e restituito ai cittadini, trasformato in sede museale e luogo di svago.

Oggi è uno dei monumenti più significativi della città e della Lombardia, caro ai milanesi e noto ai turisti di tutto il mondo, non soltanto grandioso edificio ma anche prezioso scrigno di autentici capolavori e luogo di studio.

L’Archivio Fotografico di Milano.

Con le sue 600.000 immagini, dal 1840 circa a oggi, l’archivio è una delle più importanti raccolte fotografiche storiche d’Italia.

Oltre a documentare le più differenti tecniche di stampa, le fotografie sono una preziosa testimonianza del patrimonio artistico e naturalistico, delle vicende storiche e della vita sociale di Milano e della Lombardia, oltre che del resto d’Italia e di molti paesi europei ed extraeuropei.

Si segnalano la fototeca di Luca Beltrami, prezioso documento dei suoi studi e il fondo di Lamberto Vitali, primo storico e collezionista di fotografia italiana.

Il materiale è consultabile ed è fruibile anche la schedatura informatica di alcuni fondi.

Il Museo Egizio a Milano.

Una delle sale Viscontee del castello Sforzesco di Milano è dedicata all’antico Egitto, con un suggestivo itinerario didattico che consente di comprendere gli aspetti fondamentali della civiltà egizia e di ammirare l’arte e i manufatti del periodo.

I materiali della raccolta, frutto di acquisizioni, donazioni e degli scavi archeologici italiani condotti al Fayyum attorno agli anni ’30 del novecento, sono esposti per nuclei tematici: si susseguono esempi di scrittura su pietra, legno e papiro, immagini e cartigli di faraoni, figure di divinità antropomorfe e zoomorfe, amuleti di differenti forme e significati, statuette di ushaby il legno, pietra e faïence, vasi canopi, oggetti legati alla vita quotidiana, sarcofagi, mummie di uomini e animali e maschere funerarie.

Il CASVA – Centro di Alti Studi sulle Arti Visive.

Il CASVA, insieme alla Biblioteca d’Arte e alla Biblioteca Archeologica e Numismatica, appartiene a un’unica direzione ed è attualmente collocato al Castello Sforzesco di Milano.

Nel futuro troverà collocazione all’interno della “Città delle Culture” all’Ansaldo, dove verranno riunite le principali raccolte librarie, archivistiche e documentali di interesse archeologico e storico-artistico esistenti a Milano, per un totale di oltre 220.000 documenti.

Tra le raccolte conservate nel CASVA si segnalano importanti archivi di architettura e design del ‘900, come il fondo Luciano Baldessari, composto da un corpus di oltre mille disegni, tempere, acquerelli, collage, modelli tridimensionali, che documentano l’attività dell’architetto Baldessari in qualità di progettista di edifici e monumenti, scenografo, pittore, ideatore di allestimenti museali, dal 1915 al 1980.

Certosa di Garegnano.

La Certosa, fondata nel 1349 da Giovanni Visconti, signore e arcivescovo di Milano, sorgeva all’esterno del parco ducale del Castello, nei pressi del borgo di Garegnano.

Nel 1357, anno in cui il Petrarca la definì “Nova sede abilis”, era iniziata la costruzione della chiesa, del chiostro piccolo e di parte del chiostro grande; attorno a quest’ultimo, completato tra il XV e il XVI secolo, demolito nel 1885 e oggi sostituito da un raccordo autostradale, si distribuivano le celle dei monaci.

Il complesso attuale risale al tardo ‘500: dall’atrio di ingresso si accede a un cortile con tre esedre, dominato dalla facciata della chiesa (attribuita a Vincenzo Seregni e Galeazzo Alessi, terminata nel 1608) e dal grande arco che immette nel cortile d’onore.

La Chiesa a navata unica con volta a botte e due cappelle quadrate ai lati dell’ingresso, si distingue per i grandiosi cicli pittorici all’interno: nella navata le “Storie di San Bruno” di Daniele Crespi (1620-1629), nell’abside e nel presbiterio gli affreschi di Simone Peterzano (1578-1582).