La Pietà Rondanini di Michelangelo.

La città di Milano conserva, dal 1952, l’ultima scultura di Michelangelo Buonarroti, nato a Caprese, in provincia di Arezzo, nel 1475 e scomparso a Roma nel 1564.

È un’opera rimasta incompiuta alla morte dell’artista, che su questo blocco di marmo si era impegnato per oltre un decennio.

Rappresenta la Madonna in piedi, che regge il colpo morto di suo figlio Gesù, dopo la crocifissione.

Le due figure sono molto allungate quasi filiformi: tanto diverso dalla potenza fisica che di solito accompagna le creature di Michelangelo.

Nel blocco di marmo restano le tracce di una versione precedente, con personaggi caratterizzati da un’anatomia più robusta.

L’intensità drammatica del rapporto tra madre e figlio, quasi fusi in un corpo solo, va intesa alla luce della profonda religiosità di Michelangelo.

L’artista ha affrontato più volte il tema della pietà, con tecniche e soluzioni differenti: a partire almeno dal gruppo nella basilica di San Pietro in Vaticano, scolpito quando Michelangelo quando aveva 25 anni e seguiva un’idea di bellezza completamente differente, con il florido corpo di Cristo sulle ginocchia di una Maria adolescente.

A oltre ottant’anni riduce tutto all’essenziale, recuperando uno schema iconografico di tradizione medioevale.

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La Biblioteca d’Arte.

La Biblioteca d’Arte a Milano, ospitata all’interno del Castello Sforzesco è uno dei più importanti istituti italiani specializzati nel settore artistico, al pari della Biblioteca di Archeologia e Storia dell’Arte di Roma e del Kunsthistorisches Institut di Firenze.

Nata negli anni ’30 del secolo scorso, conta attualmente circa 91.000 volumi, comprese edizioni antiche e rare.

Il catalogo della Biblioteca è disponibile online.

In una sezione distaccata, con sede in via Cimarosa, sono consultabili circa 1600 riviste italiane e straniere inerenti a arte, arte applicata, architettura, design e discipline collegate.

Di rilevante interesse sono anche le raccolte archivistiche, tra cui i fondi Beltrami, Bignami, Treves, Pollack e Giovanni Lomazzi.

Da segnalare la ricca attività editoriale e l’organizzazione di conferenze.

La Raccolta delle Stampe “Achille Bertarelli” a Milano.

Dedicato al milanese Achille Bertarelli (1863-1938), che costituì il primo nucleo della raccolta donando nel 1925 al Comune di Milano le sue 300.000 incisioni, l’istituto vanta oggi circa un milione di stampe.

La raccolta offre stampe artistiche (15.000 esemplari, dalla silografia del ‘400 ai maestri contemporanei), storiche, religiose e popolari, carte geografiche, piante e vedute della città, rappresentazioni di monumenti, ritratti, immagini di costumi e uniformi, scene di feste e giochi, calendari, cartoline, biglietti da visita e manifesti pubblicitari.

A ciò si aggiungono una ricca collezione di libri antichi e una scelta di volumi moderni.

Il materiale è aperto alla consultazione ed è in corso la sua schedatura informatica.

Le Arti Decorative meneghine.

Questo museo espone eccezionali manufatti che documentano il lavoro di intagliatori, ceramisti, scultori, argentieri, orafi, armaioli, arazzieri e tessitori, attivi soprattutto tra il XI e il XVIII secolo.

Alla ricca collezione di ceramiche e maioliche rinascimentali di Faenza, Urbino e Pesaro si affiancano le produzioni lombarde settecentesche di Felice Clerici e Pasquale Rubati e straordinari porcellane di Meissen.

Tra le opere più preziose della raccolta spiccano gli Arazzi Trivulzio, capolavori di produzione lombarda eseguiti su disegno del Bramantino tra il 1504 e 1509, gli avori tardo-antichi e medievali, gli oggetti liturgici e gli smalti di Limoges che, insieme a vetri e bronzetti, illustrano settori della produzione artistica poco noti al grande pubblico.

Il Museo degli Strumenti Musicali.

Nata dalla passione del maestro Natale Gallini, la preziosa raccolta, seconda d’Italia e una delle più cospicue d’Europa, comprende strumenti europei ed extraeuropei.

Si ammirano splendidi manufatti della liuteria cremonese, come un violino con etichetta “Andrea Guarneri”, famosi prodotti della liuteria milanese, tra cui la viola di Giovanni Grancino e opere uniche come la chitarra Mango Longo, l’oboe in avorio di Anciuti e il doppio virginale del fiammingo Ioannes Ruckers (1600 circa).

Museo del Louvre.

Il Louvre è non soltanto uno dei più importanti musei al mondo ma raccoglie alcune delle opere più famose e conosciute.

Nel Medioevo residenza del re e dalla metà del XIX secolo, dell’imperatore Napoleone III, conserva ancora oggi l’incredibile collezione d’arte dei suoi passati residenti.

Ad esempio nella sala 12 del piano terra dell’ala Sully è esposta la “Venere di Milo”:

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Oppure nella sala 6, al primo piano dell’ala Denon è esposta la “Gioconda” di Leonardo da Vinci:

 

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Fotografie di altre opere esposte:

 

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La Fondazione Prada.

La Fondazione Prada, presieduta da Miuccia Prada e Patrizio Bertelli, è un’istituzione dedicata alla cultura e all’arte contemporanea.

Attualmente ha due sedi: a Milano e a Venezia.

La sede di Milano è situata in Largo Isarco, nella zona sud di Milano.

La Fondazione Prada, progettata dallo studio di architettura OMA, guidato da Rem Koolhaas, espone e condivide l’arte con il pubblico, sviluppandosi su una superficie totale di 19.000 m2.
Caratterizzata da un’articolata configurazione architettonica che combina edifici preesistenti a tre nuove costruzioni (Podium, Cinema e Torre), è il risultato della trasformazione di una distilleria risalente ai primi decenni del Novecento.

Nel progetto di OMA coesistono quindi due dimensioni: l’opera di conservazione e l’ideazione di una nuova architettura che, pur rimanendo distinte, si confrontano in un processo di continua interazione e mescolamento, creando a mio avviso un mix unico e davvero suggestivo.

 

 

Fermo Immagine: Museo del Manifesto Cinematografico.

In via Francesco Zuretti al numero 45 a Milano, è presente un museo dedicato a manifesti, locandine, foto di scena, foto buste, pubblicità che riguardano il mondo del cinema per un totale di oltre 150.000 pezzi esposti.

Si parla di fermo immagine quando si fissa un fotogramma di un film, immortalandolo proprio in quell’istante.

Il Museo Fermo Immagine ha fatto proprio questo: ha fissato sulle sue pareti le immagini del cinema e ha trasformato uno stabile industriale milanese nella casa, per eccellenza, del manifesto cinematografico.

Fermo Immagine è l’unico Museo del Manifesto Cinematografico presente al mondo, nasce dall’idea nel 1960, di Giampiero Lessio appassionato collezionista di materiale pubblicitario del cinema.

La sua unicità e ricercatezza risveglia e rinnova la memoria di ognuno di noi, scatenando grandi emozioni.

A mio avviso è una tappa estremamente consigliata a tutti coloro che amano il cinema e la sua storia.

Terzo giorno – Nederlands Scheepvaartmuseum.

Lo Nederlands Scheepvaartmuseum si trova ad Amsterdam, in Olanda, ed è il più grande museo del mondo dedicato alla navigazione e al mare. Inaugurato nel 1973, il museo è stato sottoposto ad un importante restauro, che è terminato alcuni anni fa, permettendo nuovamente di visitarlo e di godere delle bellezze contenute al suo interno.

Lo Scheepvaartmuseum (Museo Marittimo) rivela quanto la cultura e le tradizioni degli olandesi siano strettamente legate al mare, tutto questo supportato anche dal fatto che il museo si trova nella zona portuale di Amsterdam, proprio accanto al Nemo, fa sì di rendere lo scenario ancora più suggestivo e coinvolgente.

     

 

Terzo giorno – Nemo.

Nemo è il più grande centro scientifico dei Paesi Bassi e si trova più precisamente ad Amsterdam.

Il palazzo che lo ospita è stato progettato dal famosissimo architetto italiano Renzo Piano e si trova sia vicino alla stazione Centrale, che al Nederlands Scheepvaartmuseum (Museo Marittimo dei Paesi Bassi). 

Devo dire che questo centro scientifico è molto suggestivo anche da vedere esteriormente, la costruzione assume infatti la forma di una nave inclinata, che assecondata dal fatto di essere ubicata nella zona portuale, crea uno scenario davvero bello ed interessante.