Museo del Risorgimento.

Il Museo del Risorgimento con una ricca collezione di dipinti, sculture e cimeli, racconta la storia d’Italia tra il 1796 al 1870 attraverso allestimenti e attività didattiche.

All’interno si trovano una biblioteca specialistica dedicata alla storia dal XVIII secolo ai giorni nostri e l’archivio, che ospita tra gli altri, i fondi Agostino Bertrani, Carlo Cattaneo e Cesare Correnti.

Palazzo Moriggia.

 

Il palazzo, esempio di primo neoclassicismo milanese, fu costruito nel 1775 su progetto di Giuseppe Piermarini per volere del marchese Giovanni Battista Moriggia.

Edificato su un preesistente complesso dell’ordine monastico degli Umiliati e affacciato sull’aristocratica via Borgonuovo, detta anticamente Contrada de’ nobili, presenta un fronte di tre piani con la parte centrale, scandita da lesene doriche al piano inferiore e ioniche a quello superiore.

L’ingresso, che si apre sull’elegante cortile porticato è inquadrato da due colonne tuscaniche sormontate da un balcone.

L’edificio, donato al Comune di Milano da Rosa De Marchi, ospita dal 1951 il Museo del Risorgimento.

Il Museo Civico di Storia Naturale di Milano.

Il Museo Civico di Storia Naturale di Milano fu fondato nel 1838.

Grazie alle numerose donazioni e acquisizioni di collezioni e reperti dal valore scientifico inestimabile, è oggi il museo naturalistico più grande e importante d’Italia.

La parte espositiva aperta ai visitatori è suddivisa in 23 sale con circa 700 vetrine e oltre 80 diorami, (ricostruzioni di ambienti naturali e della loro fauna).

Durante la visita ci si ritroverà ad affrontare tre principali tematiche: le forme della natura, l’evoluzione della vita sulla Terra e i rapporti tra gli organismi e l’ambiente.

Grazie a un’accurata struttura museografica si possono osservare preziosi reperti naturali in un percorso di conoscenza scientifica adatta a tutti, dai più piccoli ai più grandi.

Palazzo di Brera.

Nato come collegio dei Gesuiti, questo complesso è oggi sede della celebre Pinacoteca di Brera, uno dei più importanti musei italiani e di altri prestigiosi istituti culturali cittadini: l’Accademia di Belle Arti, l’Osservatore Astronomico, l’Orto Botanico ecc.

Il palazzo è costruito sull’area occupata dalla chiesa di Santa Maria in Brera (1229-1347) e dal contiguo convento degli Umiliati, soppresso nel 1571.

Il cantiere, inizialmente diretto da Martino Bassi (1573-1590), è affidato nel 1627 a Francesco Maria Richini, autore di un radicale progetto di trasformazione realizzato solo dopo il 1651.

Il nuovo collegio con fronte in pietra e mattoni è ispirato al Collegio Borromeo di Pavia, di Pellegrino Tibaldi.

Si organizza attorno a un elegante cortile rettangolare, a due ordini di archi su colonne binate, collegato a un monumentale scalone a doppia rampa.

Sotto la dominazione francese giunsero a Brera opere provenienti da chiese e conventi soppressi, che costituirono il primo nucleo della Pinacoteca (1806) poi ampliato da successive acquisizione.

Nel 1859 al centro del cortile venne collocata la scultura in bronzo di Napoleone I, realizzata su modello di Antonio Canova.

 

La Pietà Rondanini di Michelangelo.

La città di Milano conserva, dal 1952, l’ultima scultura di Michelangelo Buonarroti, nato a Caprese, in provincia di Arezzo, nel 1475 e scomparso a Roma nel 1564.

È un’opera rimasta incompiuta alla morte dell’artista, che su questo blocco di marmo si era impegnato per oltre un decennio.

Rappresenta la Madonna in piedi, che regge il colpo morto di suo figlio Gesù, dopo la crocifissione.

Le due figure sono molto allungate quasi filiformi: tanto diverso dalla potenza fisica che di solito accompagna le creature di Michelangelo.

Nel blocco di marmo restano le tracce di una versione precedente, con personaggi caratterizzati da un’anatomia più robusta.

L’intensità drammatica del rapporto tra madre e figlio, quasi fusi in un corpo solo, va intesa alla luce della profonda religiosità di Michelangelo.

L’artista ha affrontato più volte il tema della pietà, con tecniche e soluzioni differenti: a partire almeno dal gruppo nella basilica di San Pietro in Vaticano, scolpito quando Michelangelo quando aveva 25 anni e seguiva un’idea di bellezza completamente differente, con il florido corpo di Cristo sulle ginocchia di una Maria adolescente.

A oltre ottant’anni riduce tutto all’essenziale, recuperando uno schema iconografico di tradizione medioevale.

La Biblioteca d’Arte.

La Biblioteca d’Arte a Milano, ospitata all’interno del Castello Sforzesco è uno dei più importanti istituti italiani specializzati nel settore artistico, al pari della Biblioteca di Archeologia e Storia dell’Arte di Roma e del Kunsthistorisches Institut di Firenze.

Nata negli anni ’30 del secolo scorso, conta attualmente circa 91.000 volumi, comprese edizioni antiche e rare.

Il catalogo della Biblioteca è disponibile online.

In una sezione distaccata, con sede in via Cimarosa, sono consultabili circa 1600 riviste italiane e straniere inerenti a arte, arte applicata, architettura, design e discipline collegate.

Di rilevante interesse sono anche le raccolte archivistiche, tra cui i fondi Beltrami, Bignami, Treves, Pollack e Giovanni Lomazzi.

Da segnalare la ricca attività editoriale e l’organizzazione di conferenze.

La Raccolta delle Stampe “Achille Bertarelli” a Milano.

Dedicato al milanese Achille Bertarelli (1863-1938), che costituì il primo nucleo della raccolta donando nel 1925 al Comune di Milano le sue 300.000 incisioni, l’istituto vanta oggi circa un milione di stampe.

La raccolta offre stampe artistiche (15.000 esemplari, dalla silografia del ‘400 ai maestri contemporanei), storiche, religiose e popolari, carte geografiche, piante e vedute della città, rappresentazioni di monumenti, ritratti, immagini di costumi e uniformi, scene di feste e giochi, calendari, cartoline, biglietti da visita e manifesti pubblicitari.

A ciò si aggiungono una ricca collezione di libri antichi e una scelta di volumi moderni.

Il materiale è aperto alla consultazione ed è in corso la sua schedatura informatica.

Le Arti Decorative meneghine.

Questo museo espone eccezionali manufatti che documentano il lavoro di intagliatori, ceramisti, scultori, argentieri, orafi, armaioli, arazzieri e tessitori, attivi soprattutto tra il XI e il XVIII secolo.

Alla ricca collezione di ceramiche e maioliche rinascimentali di Faenza, Urbino e Pesaro si affiancano le produzioni lombarde settecentesche di Felice Clerici e Pasquale Rubati e straordinari porcellane di Meissen.

Tra le opere più preziose della raccolta spiccano gli Arazzi Trivulzio, capolavori di produzione lombarda eseguiti su disegno del Bramantino tra il 1504 e 1509, gli avori tardo-antichi e medievali, gli oggetti liturgici e gli smalti di Limoges che, insieme a vetri e bronzetti, illustrano settori della produzione artistica poco noti al grande pubblico.

Il Museo degli Strumenti Musicali.

Nata dalla passione del maestro Natale Gallini, la preziosa raccolta, seconda d’Italia e una delle più cospicue d’Europa, comprende strumenti europei ed extraeuropei.

Si ammirano splendidi manufatti della liuteria cremonese, come un violino con etichetta “Andrea Guarneri”, famosi prodotti della liuteria milanese, tra cui la viola di Giovanni Grancino e opere uniche come la chitarra Mango Longo, l’oboe in avorio di Anciuti e il doppio virginale del fiammingo Ioannes Ruckers (1600 circa).