Palazzo Moriggia.

 

Il palazzo, esempio di primo neoclassicismo milanese, fu costruito nel 1775 su progetto di Giuseppe Piermarini per volere del marchese Giovanni Battista Moriggia.

Edificato su un preesistente complesso dell’ordine monastico degli Umiliati e affacciato sull’aristocratica via Borgonuovo, detta anticamente Contrada de’ nobili, presenta un fronte di tre piani con la parte centrale, scandita da lesene doriche al piano inferiore e ioniche a quello superiore.

L’ingresso, che si apre sull’elegante cortile porticato è inquadrato da due colonne tuscaniche sormontate da un balcone.

L’edificio, donato al Comune di Milano da Rosa De Marchi, ospita dal 1951 il Museo del Risorgimento.

Il Palazzo Arcivescovile di Milano.

La presenza di una sede vescovile è attestata a Milano, fin dall’età tardoantica.

L’edificio, costruito lungo le mura repubblicane, faceva parte dell’antico complesso episcopale.

Riedificato dopo le distruzioni causate dal Barbarossa (1162-1174) subisce nuove trasformazioni tra il Trecento e il Quattrocento, testimoniate da alcuni resti di finestre visibili sul fronte verso il Duomo.

Tra il 1569 e il 1604 viene realizzato, su progetto di Pellegrino Tibaldi, il grande cortile destinato ai Canonici della Cattedrale, con due ordini di logge a bugnato rustico.

L’elegante cortile d’ingresso, detto “dell’Arcivescovado”, è in parte opera della fine del Seicento, in parte frutto di una ricostruzione del 1899.

Nel 1784 Giuseppe Piermarini intervenne sulla facciata verso piazza Fontana uniformandola con una serie regolare di aperture e mantenendo il portale cinquecentesco realizzato dal Tibaldi.

L’edificio ospita la Curia, gli appartamenti arcivescovili e tutti i più importanti uffici della Diocesi Ambrosiana.

Nelle sale è conservata una ricchissima collezione di dipinti.