Risotto alla boscaiola.

Ingredienti x 4 persone:

  • 300 g di riso.
  • 1 cipolla.
  • 1 spicchio d’aglio.
  • 150 g di funghi porcini.
  • 100 g di salsiccia.
  • 1 bicchiere di vino bianco.
  • 1 L di brodo vegetale.
  • 40 g di burro.
  • 30 g di parmigiano (grattugiato).
  • 1 ciuffetto di prezzemolo tritato.

Preparazione:

In una padella soffriggere una cipolla e uno spicchio d’aglio (entrambi precedentemente tritati) in 20 g di burro, unire 150 g di funghi porcini (anch’essi precedentemente tagliati a fette) e cuocere il tutto per circa cinque minuti, dopodiché aggiungere 100 g di salsiccia spellata a pezzettini, lasciando cuocere per un paio di minuti.

Unire al soffritto 300 g di riso e mescolare per un minuto circa, prima di bagnarlo con un bicchiere di vino bianco.

Aggiungere al riso 1 L di brodo e far cuocere. 

Una volta che il riso sarà cotto e che l’acqua si sarà quasi completamente asciugata, aggiungere 20 g di burro, 30 g di parmigiano grattugiato e un ciuffetto di prezzemolo tritato. Servire ben caldo.

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La vera storia del risotto alla milanese.

Il risotto alla milanese ovvero il classico risotto giallo allo zafferano, nacque storicamente nel settembre del 1574 nelle piccole cittadine, sorte nelle vicinanze di Milano, dove risiedevano artigiani e artisti provenienti da ogni parte d’Europa e del mondo per completare e rifinire quello che poi sarebbe divenuto il simbolo di Milano, il Duomo. Tra tutti gli operai, dediti al lavoro per rendere spettacolare la cattedrale, viene ricordato il mastro vetraio Valerio di Fiandra e in particolare uno dei suoi apprendisti, molto abile nel dosare i colori. Il suo segreto era lo zafferano e spesso veniva deriso dallo stesso Valerio proprio per la sua mania di aggiungerlo ovunque, tanto che gli aveva dato proprio il soprannome  della preziosa e conosciuta spezia. Il mastro vetraio non mancava mai di prenderlo in giro, dicendogli che prima o poi avrebbe messo lo zafferano in qualsiasi cosa, persino nel cibo.

Il ragazzo, proprio alle nozze della figlia del capo, mise i pistilli dei fiori da lui tanto amati e utilizzati nel risotto, che divenne immediatamente di un bellissimo color giallo intenso. 

I commensali, inizialmente stupiti da quella pietanza così particolare, dopo aver superato la stranezza data dal colore, lo assaggiarono e ne rimasero piacevolmente meravigliati per il suo straordinario sapore.

Nacque così il risotto alla milanese. Come tutte le leggende non esiste una conferma che la sua scoperta sia andata veramente in questo modo, ma il solo fatto che negli anni si siano tramandate ricette e storie di generazione in generazione legate a questo piatto, denota la sua estrema importanza nelle tradizioni della cultura e della cucina milanese.