Curiosità sulle lenticchie.

  1. La lenticchia o “lente” è una pianta erbacea della famiglia delle leguminose della quale si consumano i semi contenuti in baccelli che, una volta raccolti, vengono essiccati.
  2. La lenticchia ha una storia lunghissima che risale al 7000 a.C..
  3. Originaria dell’Asia Sud-Occidentale, si è diffusa lungo le coste del Mediterraneo diventando uno degli alimenti portanti nella dieta greca e romana, grazie ai suoi elevati valori nutrizionali.
  4. Le lenticchie sono un alimento povero di grassi ma sono al contempo altamente nutrienti e ricche di ferro, proteine e carboidrati.
  5. Le lenticchie vanno conservate in luogo fresco e asciutto, dentro contenitori di vetro o nel loro sacchetto di confezionamento per un massimo di un anno. Prima di cucinarle, occorre lasciarle in acqua per almeno 12 ore.
  6. La lens culinaris, comunemente detta lenticchia è una pianta che produce dei semi commestibili appunto le lenticchie.
  7. Legume facile da coltivare, grazie alle sue proprietà nutritive divenne un alimento importante nei periodi di carestia e miseria; da qui il suo “secondo” nome “carne dei poveri”.
  8. Vi sono diverse varietà di lenticchie che si distinguono per colore e dimensione. Tra le principali varietà in commercio vi sono la lenticchia di Castelluccio di Norcia, dal seme piccolo e marrone, mentre tra le varietà più antiche ricordiamo la lenticchia di Enna, la cui coltivazione e raccolta viene svolta manualmente e la rara lenticchia di Ustica, che cresce sui terreni vulcanici dell’omonima isola.
  9. Le lenticchie, oltre che prive di colesterolo e glutine, contengono anche ottime quantità di fibre.
  10. Esistono diverse tipologie di lenticchie, da quelle marroni o gialle, a quelle rosse, a quelle verdi che possono essere consumate naturalmente (o decorticate), ed ogni tipologia ha un apporto di nutrienti molto importante e differente.
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Le Catacombe di Parigi.

Le catacombe di Parigi sono un ossario sotterraneo, che si estende per alcuni chilometri, tra la rete di passaggi molto più ampia, ricavati da una cava sotterranea di una lunghezza complessiva di circa 285 km.

L’ossario conserva i resti di circa 6 milioni di persone, che ne fanno la più grande necropoli del mondo.

Inaugurato nel tardo XVIII secolo, il cimitero sotterraneo è diventato un’attrazione turistica su piccola scala all’inizio del XIX secolo, ed è stato aperto al pubblico in modo regolare dal 1874.

Per raggiungere l’ossario si dovrà percorrere un passaggio molto basso, perciò sconsiglio la visita alle catacombe a chi soffre di claustrofobia.

Il passaggio:

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Una volta passate numerose porte come questa:

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ci si ritroverà in una lunghissima galleria dove ossa e teschi, ricopriranno completamente le pareti, fino al soffitto.

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Devo dire che è un’esperienza molto suggestiva e la consiglio a chi non è facilmente impressionabile.

 

10 Curiosità sul giorno di Santo Stefano.

  1. Il giorno di Santo Stefano è una festività cristiana celebrata il 26 dicembre dalla Chiesa cattolica e da alcune Chiese protestanti.
  2. Il giorno di Santo Stefano è una festa nazionale in Austria, Città del Vaticano, Croazia, Danimarca, Germania, Irlanda, Italia, Romania, San Marino e Svizzera italiana.
  3. In Irlanda questo giorno è chiamato Lá Fhéile Stiofán o Lá an Dreoilín.
  4. In questo giorno si ricorda Stefano protomartire, ovvero il primo martire del cristianesimo secondo il Nuovo Testamento. Intorno all’anno 36 d.C. fu accusato di blasfemia dal sinedrio e condannato alla lapidazione. Uno dei suoi principali inquisitori fu Saulo di Tarso, che poi diventerà San Paolo.
  5. Il giorno di Santo Stefano viene celebrato il 27 dicembre dalla Chiesa ortodossa.
  6. In Catalogna questo giorno è chiamato Sant Esteve ed è un giorno di festa, anche se la festività non è osservata in tutta la Spagna.
  7. Santo Stefano è il santo patrono della Serbia e in questo giorno si celebra la “Festa della Repubblica”.
  8. In Serbia si festeggia il 9 gennaio (secondo il calendario gregoriano, che è poi quello adottato dalla maggioranza delle chiese cristiane), poiché la Serbia, aderendo alla Chiesa ortodossa, adottano il calendario giuliano.
  9. Le tradizioni del 26 Dicembre sono essenzialmente due: mangiare gli avanzi dei due giorni di festa precedenti, Vigilia e giorno di Natale e trascorrere il tempo in famiglia.
  10. Santo Stefano è anche la giornata dei giochi di Natale. Grandi e piccini il 26 Dicembre si ritrovano attorno al tavolo coperto da un panno verde per giocare ai classici giochi capaci di riunire tutta la famiglia.

La leggenda della Stella di Natale.

Il Natale è una festa ricca di luci, di gioia e di allegria.

Il periodo antecedente al giorno di Natale è ideale per raccontarsi leggende o storie su questa festività così sentita e importante.

 

La leggenda della Stella di Natale.

 

La famosa “Stella di Natale” che ogni anno compare nelle case a rallegrare l’ambiente è legata alla storia di un bimbo molto piccolo.

La leggenda narra che il 25 dicembre, di un anno lontanissimo nel tempo, un bambino povero entrò in una chiesa per offrire un dono a Gesù nel giorno della sua nascita.

Il bambino sentendosi molto triste e vergognandosi per il suo regalo fatto di piccoli ramoscelli, si mise a piangere; dal suo volto cadde una lacrima che finì fra quei ramoscelli.

D’incanto la lacrima si trasformò nel fiore più rosso e bello che i suoi occhi avessero mai visto circondato da innumerevoli foglie.

Nacque così la Stella di Natale.

 

 

Con questa ultima storia natalizia, vi auguro un felice e magico Natale!

La leggenda delle pigne di Natale.

Il Natale è una festa ricca di luci, di gioia e di allegria.

Il periodo antecedente al giorno di Natale è ideale per raccontarsi leggende o storie su questa festività così sentita e importante.

 

La leggenda delle pigne di Natale.

 

Molto tempo fa tra le montagne di Hertz ( in Germania ) viveva una famiglia molto povera.

Non avevano niente da mangiare e neanche un po’ di legna per riscaldarsi dal freddo dell’inverno.

La madre decise di andare nella foresta per raccogliere delle pigne, alcune per accendere
il fuoco e altre per venderle e comprare un po’ di cibo.

Mentre raccoglieva le prime pigne improvvisamente la donna sentì una voce: ” Perché rubi le pigne? ” accanto a lei c’era un elfo al quale la donna raccontò la sua triste storia.

L’elfo con un sorriso le consigliò di entrare nella seconda foresta e le disse che questo consiglio sarebbe stato il suo regalo di Natale per lei.

Lì le pigne erano molto più belle e grosse.

Quando la donna raggiunse la foresta, visto che era molto stanca, si mise a sedere sul suo cestino per riposarsi un momento.

Ad un tratto mentre era assopita e si era fatto buio gli caddero dozzine di pigne in testa.

Le raccolse e si avviò verso casa.

Mentre saliva i gradini di casa sua e la flebile luce le permise di vedere meglio, si accorse che le pigne si erano trasformate in pigne d’argento.

Grazie a questo dono la sua famiglia non avrebbe mai più sofferto la fame e il freddo.

Da quel giorno tra le montagne di Hertz la gente tiene una piccola pigna d’argento in casa come porta fortuna.

La leggenda di Babbo Natale.

Il Natale è una festa ricca di luci, di gioia e di allegria.

Il periodo antecedente al giorno di Natale è ideale per raccontarsi leggende o storie su questa festività così sentita e importante.

La leggenda di Babbo Natale.

 

La figura di Babbo Natale fa riferimento ad un Santo della tradizione medievale: San Nicola di Mira, turco, appartenente ad una famiglia molto agiata.

Divenne Vescovo di Mira nel VI secolo d.C.

Nel 1087 le sue spoglie furono trafugate da alcuni cavalieri italiani camuffati da mercanti e trasportate a Bari, dove ancor oggi sono conservate.

In vita San Nicola regalava cibo alle famiglie povere servendosi dei camini, da qui nasce la tradizione di considerarlo un simpatico vecchietto barbuto capace di calarsi nei camini delle case per portare regali ai bambini.

Nasce la credenza che egli sia un abile artigiano capace di costruire giocattoli per tutti i bambini del mondo, che abiti nei freddi paesi del nord e che, per trasportare i tanti giocattoli, si avvalga di una slitta trainata da alcune renne, tra cui Rudolph.

Nella fantasia popolare San Nicola divenne infatti “portatore di doni“, come oggi noi tutti consideriamo Babbo Natale.

Porta Venezia.

Porta Venezia è una delle sei porte principali di Milano, ricavata lungo i bastioni spagnoli, oggi però demoliti.

Posta a nord-est della città, si apriva lungo la strada per Gorgonzola.

In passato Porta Orientale identificava inoltre uno dei sei sestieri storici in cui era divisa la città, il Sestiere di Porta Orientale.

Conosciuta storicamente come Porta della Riconoscenza o Porta Orientale, Porta Venezia si trovava leggermente spostata rispetto a dove è situata oggi, infatti si trovava all’incrocio tra Corso Venezia e Via Senato.

Poco fuori dall’allora Porta Orientale venne costruito il Lazzaretto, descritto anche dal Manzoni ne “I Promessi Sposi”.

Qui venivano confinati gli infermi particolarmente gravi, specialmente se affetti da malattie contagiose quali la peste e la lebbra.

Si racconta che ancora oggi, in Via Lazzaretto, si possano sentire i lamenti dei malati che morti in quel luogo, non lo hanno mai più abbandonato.

Curiosità sulla Sicilia – Parte 2.

  1. Nel 1130 nel Regno di Sicilia veniva istituito il primo Parlamento del mondo ed era ripartito in tre bracci: aristocratico, ecclesiastico e demaniale.
  2. In Sicilia il Carnevale è una ricorrenza molto sentita; per esempio nelle strade di Aci Reale, dieci giorni prima del Martedì Grasso, tradizionali poeti definiti “minatizzi”,decantano in dialetto i loro versi.
  3. Nei primi del 1400, per mano di due medici catanesi, Gustavo ed Antonio Branca, nasceva in Sicilia la chirurgia plastica, come procedura risolutiva per deformazioni e mutilazioni.
  4. Il Regno di Sicilia fu uno Stato indipendente per 686 anni.
  5. La Sicilia ospita la maggioranza dei climi presenti tra Europa e Africa settentrionale. Dal clima alpino, con veri e propri ghiacciai perenni sull’Etna, fino a pianure assolate coperte di dune, come nel deserto del Sahara.
  6.  Il parco archeologico e paesaggistico della Valle dei Templi, con la sua area di 1300 ettari, è il sito archeologico più esteso al mondo.
  7. La Sicilia è una terra cantata da moltissimi poeti e filosofi. A tal proposito, il famoso filosofo Goethe affermava: ”L’Italia senza la Sicilia non lascia immagine alcuna dello spirito. Qui è la chiave di ogni cosa”.

L’origine del Ferragosto.

Le origini della ricorrenza del Ferragosto sono molto antiche e possono essere ricondotte nelle Consulalie , ossia le feste romane in onore del dio Conso , divinità del raccolto contenuto nei granai.

Durante queste feste era solito scambiarsi regali recitando la frase “Bonas ferias consulales” ossia “Buone feste Consulalie”.

Quando poi, il mese romano corrispondente ad agosto venne dedicato all’imperatore Cesare Augusto, la formula mutò in “Bonas feria augustales” , un augurio molto simile al nostro “Buon ferragosto”.

Cesare Augusto decise poi, nel 18 d.C. , di istituire la festa di Ferragosto, chiamata ai tempi “feriae Augustii o feria Augustalis” (ossia le feste di Augusto) per celebrare i raccolti e la fine dei lavori nei campi.

Collegandosi alle altre vacanze istituite durante il mese di agosto, questa festa permetteva ai lavoratori di riposarsi, circa un mese, dopo un lungo anno di fatiche.

Dai tempi cristiani, in tutta Europa questa festa prende il nome di assunzione di Maria, poiché la data coincide appunto con questa festa cattolica.

Un tempo, in onore della Vergine, si istituivano spettacolari processioni notturne con fiaccole e luci.

Oggi, il tipico spettacolo del 15 di agosto, sono i fuochi d’artificio che si ricollegano alle luci usate in passato per celebrare questa festività.

La Curcuma.

La curcuma è una pianta perenne originaria dell’Asia sud-orientale, largamente impiegata come spezia nella cucina indiana e asiatica, ha trovato un uso sempre maggiore anche in Europa soprattutto nell’ultimo periodo.

Per il colore giallo intenso che assume la radice polverizzata, è conosciuta anche come “zafferano delle Indie”.

Per ottenere la spezia, le radici della pianta sono bollite ed essiccate.

È possibile anche consumarla fresca in cucina, per insaporire le verdure e dare un tocco di colore ai piatti.