Il 25 aprile.

  • Il 25 aprile è il 115º giorno del calendario gregoriano.
  • Il 25 aprile 1926 avviene la assoluta dell’opera lirica Turandot di Giacomo Puccini al Teatro alla Scala di Milano.
  • Il 25 aprile 1932 venne fondato ufficialmente l’Esercito Popolare di Corea.
  • Festeggiano il compleanno: Felipe Massa (Pilota di Formula1 brasiliano), Al Pacino (Attore statunitense) e Renée Zellweger (Attrice statunitense).
  • Il 25 aprile del 1953 sulla rivista Nature, comparve l’articolo “A Structure for Deoxyribose Nucleic Acid” di James Dewey Watson (Ornitologo) e Francis Harry Compton Crick (Fisico), con il quale venne descritta la struttura ad elica del DNA, per il quale riceveranno nel 1962 il premio Nobel per la medicina.
  • Il 25 aprile è ufficialmente una delle festività civili della Repubblica italiana, scelta per ricordare la fine dell’occupazione tedesca in Italia, del regime fascista e della Seconda guerra mondiale, simbolicamente indicata al 25 aprile 1945. La data del 25 aprile venne stabilita ufficialmente nel 1949, e fu scelta convenzionalmente perché fu il giorno della liberazione da parte dei partigiani delle città di Milano e Torino, ma la guerra continuò ancora per qualche giorno, fino ai primi giorni di maggio.
  • Il 25 aprile si festeggia: Sant’Aniano di Alessandria, San Clarenzio di Vienne, Santa Hunna e San Febadio di Agen.
  • Il 25 aprile del 1981 in Giappone, più di cento lavoratori vennero esposti alle radiazioni mentre era in corso un’operazione di riparazione di un guasto nell’impianto nucleare di Tsuruga.
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L’Archivio Fotografico di Milano.

Con le sue 600.000 immagini, dal 1840 circa a oggi, l’archivio è una delle più importanti raccolte fotografiche storiche d’Italia.

Oltre a documentare le più differenti tecniche di stampa, le fotografie sono una preziosa testimonianza del patrimonio artistico e naturalistico, delle vicende storiche e della vita sociale di Milano e della Lombardia, oltre che del resto d’Italia e di molti paesi europei ed extraeuropei.

Si segnalano la fototeca di Luca Beltrami, prezioso documento dei suoi studi e il fondo di Lamberto Vitali, primo storico e collezionista di fotografia italiana.

Il materiale è consultabile ed è fruibile anche la schedatura informatica di alcuni fondi.

Certosa di Garegnano.

La Certosa, fondata nel 1349 da Giovanni Visconti, signore e arcivescovo di Milano, sorgeva all’esterno del parco ducale del Castello, nei pressi del borgo di Garegnano.

Nel 1357, anno in cui il Petrarca la definì “Nova sede abilis”, era iniziata la costruzione della chiesa, del chiostro piccolo e di parte del chiostro grande; attorno a quest’ultimo, completato tra il XV e il XVI secolo, demolito nel 1885 e oggi sostituito da un raccordo autostradale, si distribuivano le celle dei monaci.

Il complesso attuale risale al tardo ‘500: dall’atrio di ingresso si accede a un cortile con tre esedre, dominato dalla facciata della chiesa (attribuita a Vincenzo Seregni e Galeazzo Alessi, terminata nel 1608) e dal grande arco che immette nel cortile d’onore.

La Chiesa a navata unica con volta a botte e due cappelle quadrate ai lati dell’ingresso, si distingue per i grandiosi cicli pittorici all’interno: nella navata le “Storie di San Bruno” di Daniele Crespi (1620-1629), nell’abside e nel presbiterio gli affreschi di Simone Peterzano (1578-1582).

Santa Maria Annunciata in Chiesa Rossa.

La Chiesa, iniziata nel 1926 in forme neoromantiche da Franco Della Porta, è portata a termine nel 1932 su un nuovo disegno di Giovanni Muzio.

Mantenendo il precedente impianto a croce latina, è divisa in tre navate con colonne in granito rastremate e capitelli stilizzati.

La navata centrale, coperta da una sottile volta a botte, termina in un’abside affiancata da due cappelle rettangolari.

I fronti esterni sono caratterizzati dall’uso del mattone a vista, che rimanda alla tradizione lombarda.

Sul fianco sinistro in sequenza, si evidenziano il battistero ottagonale, una cappella semicircolare e la sagrestia.

Elemento di riconoscibilità dell’intera Chiesa è il monumentale pronao d’ingresso, un alto porticato scandito da quattro pilastri rivestiti in granito chiaro e concluso da un timpano triangolare svuotato da un arco centrale.

Le sue forme richiamano in una straordinaria sintesi, il tempio greco e l’arco di trionfo romano.

Muzio rielabora il linguaggio classico secondo modi personali, rievocando le architetture metafisiche di De Chirico.

All’interno trovano spazio le installazioni di tubi fluorescenti colorati dell’artista statunitense Dan Flavin (1996-1997).

7 Curiosità sui funghi.

  1. I funghi aiutano a bonificare il terreno, ad assorbire pesticidi e sostanze inquinanti e forniscono un effetto estremamente utile a livello agricolo.
  2. Si racconta che l’eroe greco Perseo, di ritorno da un lungo viaggio, trovò ristoro nell’acqua raccolta dal cappello di un fungo, incontrato per caso sulla sua via. Grato dell’aiuto inaspettato e necessario, fondò una colonia e le diede il nome di “Micene”, ovvero “fungo” in greco.
  3. I cinesi lo chiamano “Reishi” o “Lingzhi” e lo impiegano spesso nella preparazione di tisane e liquori dalle proprietà benefiche.
  4. Tanto più fredda è l’aria e tanto più lentamente avviene la maturazione ed il deperimento del fungo.
  5. L’imperatore romano Claudio, amante dei funghi, fu avvelenato dalla moglie Agrippina proprio da una pietanza a base di funghi.
  6. Il fungo Porcino, così come siamo abituati a chiamarlo, in realtà sarebbe corretto chiamarlo “carpoforo” o anche “sporofiro” (perché contiene le spore).
  7. Il valore nutritivo del fungo varia in base alla specie; in generale contengono molta acqua, ferro, rame, fosforo e zinco, risultano, invece scarsi di lipidi e carboidrati.

Il Palazzo del Senato.

Grandiosa e solenne espressione dei principi della controriforma, il palazzo è costruito a partire dal 1608 su un preesistente monastero per volontà del cardinale Federico Borromeo.

Nasce come sede del “Collegio Elvetico”, istituzione fondata da San Carlo per la formazione del clero svizzero.

Il complesso, realizzato da Aurelio Trezzi e Fabio Mangone, si articola attorno a due monumentali e scenografici cortili porticati con due ordini di logge architravate.

Quello inferiore è dorico mentre il superiore è ionico, impostato su alti piedistalli intervallati da balaustre.

Al rigoroso classicismo delle corti si contrappone l’originalità della facciata concava, opera di Francesco Maria Richini (1632), anticipazione di un tema dominante del Barocco.

Dopo la soppressione del collegio, l’edificio divenne prima palazzo di governo, sotto gli Austriaci (1786), poi palazzo del Senato durante il Regno d’Italia (fino al 1814).

Dal 1872 è sede dell’archivio di Stato di Milano, uno dei più importanti per il patrimonio documentario conservato.

Di fronte alla facciata è collocata la scultura in bronzo “Mère Ubu”, donata alla città dall’artista spagnolo Joan Miró.

La Pusterla dei Fabbri.

La “Pusterla dei Fabbri” era una delle porte minori (chiamate anche “pusterle”) poste sul tracciato medievale delle mura di Milano.

Situata lungo la strada di San Simone, sorgerebbe oggi al termine dell’attuale via Cesare Correnti.

La “Pusterla dei Fabbri” venne eretta nel corso del ‘300, in concomitanza con la realizzazione delle mura medievali da parte di Azzone Visconti (signore di Milano dal 1329 al 1339).

L’edificio si sviluppava su una sola arcata, sovrastata da una torre quadrangolare.

L’arcata di ingresso aveva dimensioni differenti rispetto a quella d’uscita, di modo da apparire come un imbuto, lungo addirittura più di dieci metri.

Con la demolizione del tratto di mura medievali adiacente, la “Pusterla dei Fabbri” rimasta intatta venne affiancata da diverse nuove abitazioni ricavate da edifici sorti in prossimità del Naviglio.

Le nuove costruzioni arrivarono nel corso del ‘700 a sovrastare la pusterla che però venne demolita nel corso del 1900 per motivi di ordine viabilistico.

 

 

La storia di San Valentino.

Secondo alcuni studi svolti, Valentino era un vescovo cristiano, morto martire, nel terzo secolo dopo Cristo.

Nel 270 d.C l’imperatore Claudio II lo invitò, quasi costringendolo a convertirsi al paganesimo, rifiutò, venne imprigionato, lapidato e decapitato.

La Chiesa, durante il papato di Gelasio, lo scelse nel 496 d.C per sostituire la festa pagana dei Lupercali ancora in uso.

Nei giorni fra il 13 e il 15 febbraio a Roma si tenevano i festeggiamenti in onore di Luperco, divinità che proteggeva il bestiame dai lupi, ma, secondo altre ipotesi, si ricordava in questi giorni, l’allattamento di Romolo e Remo da parte della Lupa.

Il rito era legato alla fertilità e prevedeva festeggiamenti sfrenati che erano apertamente in contrasto con la morale e l’idea di amore dei cristiani, perciò da allora venne dedicato questo giorno proprio al Santo.

Dalla decisione del papa è il patrono degli innamorati.

Inoltre è protettore di Terni, sua città d’origine dal 1644.

Piazza Cordusio.

Nota anche come il “Cordusio” che deriva da “Curia Ducis” toponimo longobardo che testimonia la presenza di un’antica sede ducale, è una piazza a forma ellittica dall’altissimo valore rappresentativo per la città di Milano.

Concepita come centro direzionale e finanziario della Milano capitale economica post-unitaria, fu costruita tra il 1889 e il 1901, raccordando ancora oggi alcuni importanti assi viari della città meneghina tra cui via Dante, completata nel 1890 in seguito all’attuazione del piano regolatore di Milano, redatto dall’ingegnere Cesare Beruto.

La piazza costituisce il fulcro di due sequenze di spazi pubblici tardo ottocenteschi, quella che dal parco Sempione raggiunge via Dante attraverso il Castello Sforzesco, e quella che da via dei Mercanti prosegue in Piazza del Duomo fino alla Galleria Vittorio Emanuele II.

E’ delimitata da un ricco campionario di architetture eclettiche, frutto dell’unione di diverse correnti artistiche tra cui il barocco.

Curiosità sulle lenticchie.

  1. La lenticchia o “lente” è una pianta erbacea della famiglia delle leguminose della quale si consumano i semi contenuti in baccelli che, una volta raccolti, vengono essiccati.
  2. La lenticchia ha una storia lunghissima che risale al 7000 a.C..
  3. Originaria dell’Asia Sud-Occidentale, si è diffusa lungo le coste del Mediterraneo diventando uno degli alimenti portanti nella dieta greca e romana, grazie ai suoi elevati valori nutrizionali.
  4. Le lenticchie sono un alimento povero di grassi ma sono al contempo altamente nutrienti e ricche di ferro, proteine e carboidrati.
  5. Le lenticchie vanno conservate in luogo fresco e asciutto, dentro contenitori di vetro o nel loro sacchetto di confezionamento per un massimo di un anno. Prima di cucinarle, occorre lasciarle in acqua per almeno 12 ore.
  6. La lens culinaris, comunemente detta lenticchia è una pianta che produce dei semi commestibili appunto le lenticchie.
  7. Legume facile da coltivare, grazie alle sue proprietà nutritive divenne un alimento importante nei periodi di carestia e miseria; da qui il suo “secondo” nome “carne dei poveri”.
  8. Vi sono diverse varietà di lenticchie che si distinguono per colore e dimensione. Tra le principali varietà in commercio vi sono la lenticchia di Castelluccio di Norcia, dal seme piccolo e marrone, mentre tra le varietà più antiche ricordiamo la lenticchia di Enna, la cui coltivazione e raccolta viene svolta manualmente e la rara lenticchia di Ustica, che cresce sui terreni vulcanici dell’omonima isola.
  9. Le lenticchie, oltre che prive di colesterolo e glutine, contengono anche ottime quantità di fibre.
  10. Esistono diverse tipologie di lenticchie, da quelle marroni o gialle, a quelle rosse, a quelle verdi che possono essere consumate naturalmente (o decorticate), ed ogni tipologia ha un apporto di nutrienti molto importante e differente.