L’aceto di mele nella storia.

L’aceto è un prodotto che l’uomo conosce fin dai tempi antichi.

Era utilizzato come un vero e proprio rimedio naturale per curare le ferite, per combattere le infezioni, la febbre ed altri malesseri.

La medicina popolare conosce da sempre le sue proprietà, recentemente riscoperte dalla medicina naturale moderna.

Gli antichi Egizi già lo utilizzavano per la preparazione e la conservazione dei cibi, oltre che per preparare bevande e per curare disturbi fisici.

Anche se oggi l’aceto più diffuso è quello di vino, il primo tipo di aceto dell’antichità veniva ricavato dal miele, in quanto il vino non era ancora stato prodotto dall’uomo.

Gli antichi Greci preparavano una bevanda, detta “oxicrat”, composta da acqua, aceto e miele.

Come rimedio naturale veniva usato per curare piccole ferite ed alcuni disturbi.

Si pensi che Ippocrate, il medico conosciuto come il “Padre delle Medicina”, ne raccomandava l’utilizzo per la salute.

Anche i romani lo utilizzavano, sia a tavola, che per preparare bevande energetiche e fortificanti per i legionari.

L’uso dell’aceto continuò anche nel Medioevo, periodo nel quale fu ancor più usato come disinfettante e come rimedio contro le malattie e le epidemie.

Il Lindwurm.

L’imponente Vecchio Municipio di Marienplatz può trarre in inganno e indurre a credere che si tratti di un edificio antico.

In realtà è stato edificato poco più di cento anni fa.

Costruito in stile neogotico, questo simbolo di Monaco di Baviera è davvero suggestivo.

L’elaborata facciata nasconde molti dettagli ispirati al Medioevo, periodo in cui sono ambientati interessanti miti e leggende della città.

La minacciosa statua di un drago guarda i passanti dal lato sinistro dell’edificio.

Il nome, però, non è nuovo, ma risale al XVII secolo, quando la peste nera devastò l’Europa uccidendo oltre 7.000 cittadini di Monaco di Baviera.

Secondo la leggenda, un gigantesco drago sorvolò la città portando la peste nera con il suo alito velenoso.

Alcuni coraggiosi uomini riuscirono ad uccidere il mostro con un colpo di cannone lanciato nello stesso posto in cui si trova la statua.

Se ci si avvicina abbastanza, sarà possibile notare non solo la statua del drago, ma anche delle statue di persone che corrono per mettersi in salvo e degli uomini che, a quanto pare, salvarono la città.

Il 29 febbraio.

A decidere che febbraio dovesse avere 29 giorni fu Papa Gregorio XIII nel 1582, emanando la bolla “Inter gravissimas”.

Lo scopo era evitare lo slittamento delle stagioni.

Dato che fra il tempo impiegato dalla terra per compiere un moto completo di rivoluzione intorno al sole e l’anno civile (365 giorni) c’è una differenza di 6 ore, ogni 4 anni, si accumulerebbe un giorno di ritardo, provocando uno slittamento delle stagioni.

In questo particolare giorno, sono presenti tradizioni e usi in tutto il mondo, ad esempio:

Secondo un’antica leggenda irlandese, solo il 29 febbraio le donne possono chiedere al proprio uomo di sposarle senza che lui possa rifiutarsi.

In America e in Inghilterra l’anno bisestile è il “leap year” (anno saltellante), il cui simbolo è il ranocchio.

O ancora, dal 1980 in Francia e solo il 29 febbraio, esce in edicola il giornale “La Bougie du Sapeur”. I profitti della vendita vanno tutti in beneficenza.

La leggenda della fragola.

Una antica leggenda narra come è nata la fragola:

Alle origini del mondo, il Grande Spirito, creò il primo uomo e la prima donna.

I due stavano bene insieme e così decisero di costruirsi un rifugio ai margini della foresta.

Erano felici, ma come succede a tutte le coppie, a volte, discutevano per cose di poco conto.

Si riappacificavano, però, subito dopo.

Un giorno i due bisticciarono tanto e così la prima donna si inquietò molto e decise di lasciare il compagno e di andarsene lontano.

Ella prese il sentiero che attraversava la foresta e che si dirigeva verso occidente.

Il primo uomo all’inizio non si preoccupò, ma quando la sera la donna non rientrò a casa decise di andarla a cercare ed imboccò lo stesso sentiero che ella aveva preso.

L’uomo era disperato perché aveva tanta paura di perderla e di non rivederla mai più.

Il Sole ebbe compassione di lui e decise di aiutarlo, fermando in qualche modo la donna.

Egli fece crescere sotto i suoi piedi un tappeto di mirtilli, ma la donna non li notò affatto tanta era la sua rabbia.

Allora il Sole fece crescere lungo il sentiero dove ella camminava tanti cespugli di more, ma non notò nemmeno questi frutti scuri e polposi.

Il Sole fece un ultimo tentativo prima di arrendersi.

Fece crescere una pianta nuova che nessuno aveva mai visto prima.

La pianta ricoprì il terreno proprio davanti alla prima donna.

Ella subito sentì nell’aria un profumo soave.

Si fermò e guardò intorno a sé e vide davanti ai suoi piedi la piantina con foglie verdi e fiorellini bianchi e una bacca rossa polposa ed invitante.

La prima donna si abbassò, colse il frutto e poi lo assaggiò.

Era dolce e succoso.

Appena mangiò quella bacca la sua rabbia scomparve.

Pensò al compagno e decise di ritornare a casa.

Quando si litiga la colpa non è mai di uno solo.

Anche lei aveva delle colpe.

Intanto tutti i fiorellini bianchi della nuova pianta si trasformarono in tante bacche rosse.

Prima di lasciare quel posto la donna ne raccolse tantissime.

Dopo di che si girò imboccando il sentiero che conduceva ad est.

Presto incontrò il primo uomo che la stava cercando ancora.

Si abbracciarono e dopo avere mangiato insieme quelle bacche squisite, ritornarono al loro rifugio tenendosi per mano.

Grazie a quei frutti rossi i due fecero pace e da quel giorno non si lasciarono più.

Erano nate le fragole: dono del Sole.

La cipolla nella storia.

Nell’Antico Egitto si riteneva che il suo odore potesse riportare in vita i morti.

Nell’Antica Roma, invece, i Gladiatori la usavano come unguento sulla pelle per rinforzare i muscoli.

Nel Medioevo venivano usate per pagare l’affitto, ed erano considerate un buon regalo.

Col passare del tempo queste credenze si sono tramandate, infatti si narra che agli inizi del ‘900 un medico recatosi in una casa di contadini per vedere se a causa di un’epidemia anche loro erano stati contagiati, si accorse che erano tutti sani.

Inoltre vide che il capofamiglia portava da una stanza all’altra un piatto con una cipolla all’interno.

Il medico non credeva a quanto aveva visto, quindi portò via una cipolla ed esaminandola, vide che era ricca di batteri oltre che a quello del virus dell’influenza.

Da queste osservazioni si è giunti a delle conclusioni: che le cipolle assorbano i batteri circostanti in pochissimo tempo è vero ed è anche vero che assorbano l’umidità circostante.

L’ “Eco della pioggia” a Milano.

Un’altra curiosità su Piazza Mercanti a Milano, è il cosiddetto “Eco della pioggia”.

I venditori avevano un modo tutto loro per comunicare in questa piazza, si dice che i commercianti si ponessero accanto a due colonne poste obliquamente, con due fori per parlarsi e scambiarsi informazioni personali, tra loro.

Ancora oggi è meta di molti curiosi e turisti, che provano a giocare al “gioco del telefono” in memoria dei vecchi tempi.

Duomo di Milano.

È la terza Chiesa cattolica nel mondo dopo San Pietro e la cattedrale di Siviglia.

Il duomo di Milano è in perfetto stile gotico mitigato dal marmo bianco di Condoglia, particolare marmo di una cava sul Lago Maggiore.

La costruzione risale al 1386 e la facciata è stata terminata a fine 1800, oltre 500 anni per la realizzazione finale, voluto da Gian Galeazzo Visconti, all’epoca signore di Milano.

Il duomo sorge in un luogo sacro dove un tempo sorgeva il tempio di Minerva.

Avvicinandosi alla facciata, si trovano i portali di bronzo, uno per ogni lato e due al centro, dove si potrà leggere la storia della vergine Maria, l’editto di Costantino, la vita di Sant’Ambrogio e la storia di Milano.

Le navate sono cinque e quella centrale è la più importante e non rispecchia lo stile prettamente gotico del resto.

Ai lati ci sono altissime e grandissime vetrate e la più bella rappresenta il giudizio universale.

Avvicinandosi all’altare si trova il calendario Trivulzio, alto 12 metri con sette bracci, scolpito nell’XI secolo da un orafo francese e donato all’arciprete Trivulzio.

A destra si ha la statua di San Bartolomeo e l’altare maggiore, più alto del livello delle navate, dove sono presenti due coppie di organi, uno più antico dell’altro.

Sotto l’altare c’è una piccola chiesetta dove sono custoditi i tesori del Duomo.

La leggenda del mandorlo.

La mitologia greca narra di una principessa della Tracia, di nome Fillide, che incontrò Demofonte, figlio di Teseo, sbarcato nel suo regno per una sosta durante la navigazione verso la città di Troia.

I due giovani si innamorarono perdutamente, ma Demofonte fu costretto a proseguire il suo viaggio con gli Achei, per combattere nella guerra di Troia.

La giovane principessa, dopo 10 anni di guerra, non vedendolo tornare con le navi vittoriose, si lasciò morire per la disperazione.

La dea Atena, commossa da questa struggente storia d’amore, trasformo la ragazza in un mandorlo.

Demofonte in realtà non era morto e quando seppe che la ragazza era stata trasformata in un albero, abbracciò la pianta, che, per ringraziare delle carezze ricevute, fece prorompere dai suoi nudi rami, candidi fiori.

10 Curiosità sulle mandorle.

  1. Le mandorle sono i semi del mandorlo, originario dell’Asia Minore, appartenente alla famiglia delle Rosacee.
  2. Il suo nome deriva dal latino “Amygdalus” che si riconduce al nome della dea greca Cibale: la grande madre.
  3. Le mandorle sono ricche di fibre, proteine, sali minerali tra cui ferro, calcio e magnesio, zinco, vitamine del gruppo B ed E, l’amigdalina o vitamina B17; tale vitamina,chiamata anche “laetrile”, è tutt’ora oggetto di studi, volti a verificare le sue proprietà anti-cancerogene.
  4. Grazie all’apporto di vitamine sono ottime antiossidanti utili per contrastare gli effetti dell’invecchiamento e il buon contenuto di ferro e calcio rendono le mandorle utili negli stati di anemia e per mantenere la salute delle ossa.
  5. Il Mandorlo, originario dell’Asia centrale deve ai Greci la sua diffusione nel bacino del Mediterraneo, tra il V e il IV secolo a.C.
  6. E’ tra la poche specie a fiorire in inverno, ricoprendo pianure e colline di candidi petali.
  7. Dalla mandorla si ottiene una farina utile come detergente cutaneo e ammorbidente per la pelle delle mani.
  8. Da essa si ricava, per sola spremitura a freddo, anche un eccellente olio cosmetico perfettamente tollerato da tutti i tipi di pelle (anche dei neonati), ottimo protettivo cutaneo, rassodante dei tessuti e perfetto per prevenire le smagliature.
  9. Dalle mandorle dolci, invece, si ottiene un gustoso latte, ricco di oligo-elementi e vitamine, soprattutto riboflavina e vitamina E.
  10. La mandorla viene considerata anche un frutto dell’amore. Il potere afrodisiaco deriva principalmente dalle sue proprietà nutritive e dalla forma, che le antiche tradizioni arabe associavano all’idea degli organi genitali femminili.

Galleria Vittorio Emanuele II.

Considerato il primo centro commerciale d’Europa, la galleria di Milano (o “salotto di Milano”) dedicata a Vittorio Manuele II è uno dei luoghi più conosciuti e visitati della città meneghina.

La costruzione iniziò nel 1865 e il completamento avvenne nel 1877.

Il progetto della galleria di Milano appartiene all’architetto Giuseppe Mengoni e l’appalto fu assegnato ad una società inglese.

La galleria di Milano è un esempio di edificio monumentale, in stile neo-classico e neo-rinascimentale.

La pianta della galleria è a croce e le dimensioni dei due bracci sono rispettivamente di 196 e 105 metri.

La struttura è in muratura e il tetto in vetro e ferro.

L’apparato ornamentale interno è ricercato e fine, ricco di colori e di forme differenti.

Degnissime di nota, le semi lunette (dimensioni: 15 metri di lunghezza 7 metri di altezza) presenti nella galleria di Milano, hanno ciascuna un proprio significato e sono state dipinte da artisti differenti; i motivi contenuti raffigurano allegoricamente l’Asia, l’Europa, l’Africa e l’America.

I dipinti rappresentano quattro attività umane: arte, industria, agricoltura e scienza.

Inizialmente nelle semi lunette c’erano solo gli affreschi, in seguito nel 1921 questi sono stati coperti da mosaici che ne riproducono fedelmente il motivo allegorico.