6 Curiosità sul 15 Agosto.

  1. Il 15 agosto è una festa nazionale, stabilita dalla legge ed ereditata dai Concordati tra lo Stato italiano e il Vaticano.
  2. Ferragosto nasce come festa pagana è la forma contratta di “Feriae Augusti”, che significa il riposo di Augusto.
  3. Nel 18 a.C l’imperatore romano Ottaviano, proclamato Augusto dal Senato dichiarò che tutto il mese di agosto sarebbe stato dedicato al riposo e alle celebrazioni. Le più importanti erano quelle dedicate a Diana (il 13 agosto, festività molto rilevante), a Portuno (il dio dei porti, onorato il 17 agosto), a Venere (in occasione della vendemmia) e a Conso (il dio del grano, celebrato dopo il raccolto).
  4. Il 15 di agosto le Chiese Ortodosse celebrano la “Dormizione della Vergine” secondo il loro credo infatti la Madonna sarebbe in una sorta di sonno profondo.
  5. I protestanti non celebrano nulla perché l’Assunzione non compare nei vangeli.
  6. Il primo novembre del 1950 Pio XII proclamò un dogma di fede sull’Assunzione della Vergine Maria al Cielo. Secondo il credo cattolico questo passaggio dalla vita terrena al Paradiso è avvenuto il 15 di agosto.
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9 Curiosità sulla Papaya.

  1. La papaya è il frutto di una pianta, Carica papaya L., appartenente alla famiglia delle Caricacee, originaria dell’America Centrale e Meridionale che conta circa 25 specie e circa 50 varietà coltivate.
  2. La papaya contiene un principio attivo molto importante, chiamato papaina, grazie al quale questo frutto stimola e aiuta la digestione.
  3. La papaina, però, non è solo dotata di proprietà digestive, ma anche antimicrobiche e antiossidanti.
  4. La papaya ha ottime proprietà nutritive perché ricchissima di vitamina A, vitamina C (più del kiwi e delle carote!) e vitamina P, ha molte fibre, pochissimi grassi (0,3%) e un basso apporto calorico.
  5. La Papaya è originaria del Centro America, tuttavia oggi viene coltivata anche in Asia e in Africa.
  6. Le varietà più conosciute di papaya sul mercato italiano sono: l’Hortus Gold, Cera, Kagdum e Semangka.
  7. Nella papaya sono presenti potenti antiossidanti come i carotenoidi e i flavonoidi che proteggono le nostre cellule dai radicali liberi responsabili dell’invecchiamento cellulare e da alcune gravi patologie.
  8. 100 grammi di papaia contengono 43 kcal.
  9. Molto simile al melone, la papaya è un frutto molto dissetante grazie al suo elevato contenuto di acqua (circa 88%).

10 Curiosità sui peperoni.

1- Un peperone rosso o giallo (ma anche arancione) di media grandezza ha i seguenti valori nutrizionali:

  • Rame: 2 mg
  • ​Fibre: 2 g
  • Folati: 4 mg
  • Manganese: 2 mg
  • Magnesio: 11 mg
  • Potassio: 349 mg
  • Fosforo: 3 g
  • Proteine: 2 g
  • Selenio: 9 mg
  • Vitamina B6: 3 mg
  • Vitamina C: 341 mg

2- I peperoni grazie al betacarotene e ai lutenoidi aiutano a mantenere il benessere degli occhi e prevengono malattie come macchie oculari e cataratta.

3- Rafforzano il sistema immunitario grazie alla vitamina C.

4- Il peperone è una bacca tipica del periodo estivo (da giugno a settembre), utilizzata in cucina come una verdura e ottenuta da alcune varietà della specie Capsicum annuum.

5- Aiutano la digestione, infatti la niacina contenuta nei peperoni è essenziale per migliorare le condizioni dell’apparato digestivo.

6- I peperoni contengono moltissimi antiossidanti e il corpo umano ne ha bisogno per combattere i radicali liberi.

7- I peperoni hanno poteri antinfiammatori, infatti diversi studi hanno dimostrato che incorporare i peperoni rossi nella dieta aiuta a prevenire l’infiammazione cronica di muscoli e articolazioni.

8- Originario dell’America Latina, il peperone fu importato in Spagna verso la metà del XV secolo: da lì la sua diffusione in Europa. Arrivò quasi subito in Italia, ma l’Ungheria, che è uno dei più grandi produttori di paprika, conobbe questo ortaggio solo nel XVII secolo.

9- La sostanza che rende piccanti peperoni e peperoncini è un alcaloide che si chiama capsaicina.

10- 100 grammi di peperone hanno 31 kcal.

 

 

Gelsomino

Il gelsomino, (trachelospermum jasminoides), appartiene alla famiglia delle apocynaceae, è originario del medio ed estremo Oriente e dell’America meridionale.

Si tratta di un arbusto rampicante che può raggiungere un’altezza massima di 4-6 metri, gli esili rami si sviluppano su un tronco sottile, hanno la tendenza ad arrampicarsi sulle superfici vicine ma qualora non trovino appiglio si lasciano cadere al suolo.

Il gelsomino comprende circa 200 specie arbustive e rampicanti, le più note e coltivate come piante ornamentali sono il Gelsomino comune, il Gelsomino di Spagna, il Gelsomino trifogliato e il Gelsomino marzolino.

I fiori sono comunemente piccoli e di colore bianco, però esistono anche specie i cui fiori hanno sfumature di rosa sulla parte inferiore dei petali.

Il gelsomino fu una pianta molto apprezzata dagli antichi lo dimostra, infatti, anche la scoperta di suoi piccolissimi frammenti rinvenuti sulla mummia di un faraone, nella necropoli di Deir-el-Bahri in Egitto.

Nei paesi arabi è diffusa ancora oggi la credenza che il paradiso sia profumato di gelsomino.

 

11 Curiosità sulle banane.

  1. Le banane sono composte dal 75% di acqua.
  2. La restante composizione si suddivide in carboidrati (23%), fibre (2,6%), proteine (1%) e grassi (0,3%).
  3. Le banane vengono raccolte quando sono ancora di colore verde e di consistenza dura; prima della commercializzazione vengono messe in apposite camere con etilene per favorirne la maturazione.
  4. Il subcontinente indiano è il più grande coltivatore di banani al mondo, con circa 30 milioni di tonnellate di frutti all’anno.
  5. Le banane contengono una sostanza chimica naturale responsabile di farci sentire felici (la stessa sostanza chimica che si trova anche nel Prozac).
  6. Gli alberi di banana sono in realtà le piante erbacea più alte del mondo, infatti la loro altezza può raggiungere i 6 metri.
  7. Una banana su quattro cresce in India. Uganda e Cina seguono a grande distanza. Ecuador, Costa Rica e Colombia sono i maggiori esportatori, ma non sono i più grandi coltivatori.
  8. Le banane gialle sono in realtà un ceppo nato da una mutazione genetica che è stata scoperta nel 1836. Le banane originali non erano tutte dolci e invece di essere gialle erano rosse e verdi.
  9. Grazie al suo contenuto di potassio, la banana agevola il corretto funzionamento del sistema cardiovascolare.
  10. Le banane sono naturalmente radioattive, in modo leggero ma più della maggior parte degli altri frutti, a causa del loro contenuto di potassio e delle piccole quantità di un isotopo del potassio (potassio-40).
  11. Le banane, inoltre, sono un’ottima fonte naturale di vitamine. Al loro interno, infatti, sono presenti la pro-vitamina A, le vitamine del gruppo B (B1, B2 e PP) e la vitamina C. Sono inoltre presenti, anche se in minor quantità, la vitamina E e la vitamina B6.

La meneghina Biblioteca Archeologica e Numismatica.

Fondata nel 1808 e specializzata in archeologia e numismatica, conta attualmente circa 33.000 volumi moderni, 1125 antichi, 700 testate di periodici, audiovisivi, archivi storici e archivi personali di celebri archeologi e numismatici.

Offre al pubblico la consultazione dei cataloghi, delle banche dati digitalizzate, i servizi di fotoriproduzione e la distribuzione delle proprie pubblicazioni.

La biblioteca è da anni promotrice di un’importante attività editoriale in ambito archeologico, numismatico e archivistico.

Garofano.

La specie “Dianthus Caryophyllus L.” è stata ottenuta attraverso innumerevoli incroci artificiali del giardiniere inglese Thomas Fairchild (1667-1729).

Il nome generico “Dianthus” deriva dal greco “fiore divino”, poiché, secondo la tradizione, rinvia ad un mito associato a Diana, dea della caccia.

Si narra infatti che, perduta d’amore per un aitante pastore, ma rabbiosa per il voto di castità a cui era sottoposto, Diana avesse strappato gli occhi dello sventurato giovane gettandoli in un prato che istantaneamente si popoló di delicati garofani.

Prima di essere ampiamente diffuso a scopo ornamentale dal vasto mercato dei fiori recisi, il garofano veniva utilizzato in profumeria e liquoristica.

Attualmente i suoi fiori sono impiegati dalla medicina tradizionale asiatica nel trattamento di infezioni, intestinali, come cardiotonici e per favorire la sudorazione a fini antipiretici.

Oleandro.

In antichità si credeva che l’oleandro non fosse originario della Colchide, un’antica regione caucasica ritenuta patria della magia, da cui proveniva Medea, figura ambigua della mitologia greca.

Nel V secolo a.C. lo storico ateniese Senofonte riferiva la vicenda di alcuni soldati inebriati e avvelenati da oleandri dai fiori rossi, mentre secondo il botanico Teofrasto di Ereso, la radice della pianta macerata nel vino rendeva il temperamento dell’uomo più dolce e allegro.

Oggi è noto che la pianta, ampiamente utilizzata per fini ornamentali e popolarmente conosciuto come “ammazzalasino”, contiene principi altamente tossici.

Alcuni dei suoi componenti sono tuttavia impiegati a scopo terapeutico per stimolare l’azione del cuore, portando ad un aumento della forza contrattile, ad una diminuzione della frequenza dei battiti e ad un miglioramento nella conduzione di stimoli dagli atri ai ventricoli

Trifoglio.

Il trifoglio bianco è una leguminosa spontanea diffusa in tutto il mondo come specie da foraggio.

È una pianta vivace, dotata di fusti striscianti con grande capacità vegetativa, che portano fiori bianchi con sfumature rosee e foglie trifogliate e chiazzate di bianco.

Proprio alle foglie è legato il significato simbolico della pianta, che rinvia alla Trinità e alle opere di misericordia.

Anche in antichità il trifoglio era associato alla salvezza, poiché i medici lo prescrivevano in infusione come antidoto contro il veleno dei serpenti.

Oggi la pianta è impiegata per favorire il benessere delle prime vie respiratorie e per contrastare i disturbi della menopausa.

Serve inoltre come antireumatico, per le infiammazioni degli occhi e come vermifugo.

In India è usata in polvere per migliorare le funzioni cognitive e la memoria, mentre nel Caucaso la tintura dei fiori è consigliata per curare l’epilessia e i disturbi ginecologici.

Pero.

La piacevole dolcezza della pera e la sua molteplicità di forme sono qualità che il pero comune ha sviluppato per nutrirci, deliziarci, ispirarci e perfino inebriarci.

Il “Pyrus communis” è infatti una specie che non esiste spontanea, ma solo coltivata dall’uomo.

La diffusione del frutto ebbe il suo culmine tra il 1750 ed il 1850, conosciuto come “il secolo d’oro della pera” durante il quale si arrivó a creare più di mille varietà differenti della pianta.

Oltre ad un largo impiego alimentare, la pera era utilizzata per la preparazione di medicamenti come il “liquamen castimoniale”, una bevanda di castità ottenuta pressando il frutto con il sale fino ad ottenere una poltiglia che veniva conservata, per almeno tre mesi, in piccole botti e quindi addizionata, con un estratto, in vino di cumino nero.

In epoca più recente le foglie della pianta sono state impiegate nella cura di patologie urinarie, mentre i frutti servivano come diuretici e per ridurre il livello di acido urico nel sangue.