10 Curiosità sul caffè.

  1. È la bevanda più diffusa (dopo l’acqua): ogni giorno al mondo si consumano quasi 1,6 miliardi di tazze di caffè.

  2. Intorno all’anno 1000 alcuni commercianti arabi portarono dai loro viaggi in Africa dei chicchi di caffè da cui traevano una bevanda eccitante per ebollizione che chiamavano qahwa (“eccitante”). Da qui la parola turca “kahve”, molto simile per suono alla parola italiana “caffè”.
  3. C’è chi sostiene che il nome “caffè” in realtà derivi da Caffa, regione dell’Etiopia dove cresce spontaneamente.
  4. Il caffè si diffuse in Europa soltanto nel XVII secolo con il nome provvisorio di “vino d’Arabia”, per merito dei soliti mercanti veneziani, di casa a Istanbul (capitale dell’Impero ottomano).
  5. Bollato dalla Chiesa come “bevanda del diavolo”, per le sue proprietà eccitanti, fu per anni (preparato “alla turca”, sciolto nell’acqua) una bevanda da taverna. Almeno fino all’alba del ’700, quando i caffè divennero luoghi di ritrovo frequentati da filosofi illuministi.
  6. Ci sono almeno mille composti chimici nel caffè. Alcuni di essi sono continua fonte di scoperta per la scienza e potrebbero essere usati in futuro per curare malattie cardiache e insonnia.
  7. Al compositore Johann Sebastian Bach il caffè piaceva così tanto da dedicargli una cantata: il Kaffeekantate, eseguita a Lipsia, in Germania, tra il 1732 e il 1735.
  8. La storia narra che la consumazione del caffè abbia avuto origine dalla popolazione nomade etiope degli Oromo, che realizzava delle specie di barrette energetiche costituite da chicchi di caffè macinati e grasso animale, addirittura nel primo millennio.
  9. Nel 1930, il medico tedesco Max Gerson iniziò a promuovere l’utilizzo quotidiano di clisteri di caffè per disintossicare il fegato, stimolare il metabolismo e curare i tumori.
  10. Tenendo conto del processo di crescita e di trattamento dei chicchi, ci vogliono circa 140 litri d’acqua per la produzione di una singola tazza di caffè.

Museo del Risorgimento.

Il Museo del Risorgimento con una ricca collezione di dipinti, sculture e cimeli, racconta la storia d’Italia tra il 1796 al 1870 attraverso allestimenti e attività didattiche.

All’interno si trovano una biblioteca specialistica dedicata alla storia dal XVIII secolo ai giorni nostri e l’archivio, che ospita tra gli altri, i fondi Agostino Bertrani, Carlo Cattaneo e Cesare Correnti.

Palazzo Moriggia.

 

Il palazzo, esempio di primo neoclassicismo milanese, fu costruito nel 1775 su progetto di Giuseppe Piermarini per volere del marchese Giovanni Battista Moriggia.

Edificato su un preesistente complesso dell’ordine monastico degli Umiliati e affacciato sull’aristocratica via Borgonuovo, detta anticamente Contrada de’ nobili, presenta un fronte di tre piani con la parte centrale, scandita da lesene doriche al piano inferiore e ioniche a quello superiore.

L’ingresso, che si apre sull’elegante cortile porticato è inquadrato da due colonne tuscaniche sormontate da un balcone.

L’edificio, donato al Comune di Milano da Rosa De Marchi, ospita dal 1951 il Museo del Risorgimento.

Curiosità sul cibo – parte 3.

  1. Il vino è confezionato in bottiglie scure per evitare che la luce lo possa danneggiare.
  2. Solitamente i grassi vengono considerati i nemici della dieta, ma non sempre fanno male. Aggiungere grassi alle verdure, come ad esempio l’olio d’oliva all’insalata, aiuta il corpo ad assorbire tutti i nutrienti.
  3. Una sola carota fornisce il 200% del fabbisogno giornaliero di vitamina A per una persona.
  4. Solitamente con la cottura le verdure perdono i loro nutrienti, ma per alcuni prodotti non è così. Un esempio sono i pomodori che, una volta cotti, contengono maggiori quantità dell’antiossidante licopene.
  5. Le carote hanno lo 0% di grassi.
  6. Nel 2004, alcuni scienziati indiani hanno brevettato un modo di estrarre il succo dalle banane evitando che si trasformasse in poltiglia. La cosa curiosa è che i test hanno visto impegnato il dipartimento di agricoltura nucleare e biotecnologia del Bhabha Atomic Research Centre (BARC), una delle più importanti strutture indiane di ricerca nucleare.
  7. Esistono più di 10mila varietà di pomodori.
  8. Il latte al cioccolato è stato inventato da Daniel Peter, che vendette la sua invenzione al vicino di casa Henri Nestlè.
  9. Lo Yubari King giapponese è il frutto più costoso del mondo: lo si trova a 10.000 dollari al pezzo (viene venduto in coppia).
    In Giappone, è considerato un melone “sacro”. Prima di essere messi all’asta, gli Yubari King vengono sottoposti a una rigorosa selezione e se non superano i test vengono scartati. Tra le altre prove c’è quella del suono: se il melone, colpito da un ispettore con la mano emette un suono sordo, vuol dire che è buono. Altrimenti no.
  10. Un chilo di cioccolato contiene circa 700 milligrammi di caffeina.

La leggenda della nascita del pesto ligure.

L’ingrediente principale per il pesto è il basilico.

Chiamato “baxaicò” nel dialetto genovese, il suo nome botanico è “Ocimum basilicum”, che deriva dal greco e significa “erba regale”.

Le varietà di basilico che crescono in Liguria sono il Basilico Genovese Gigante, il Basilico Genovese Comune e il Basilico Genovese Nano.

La leggenda narra che sulle alture di Prà, vicino a Genova, un frate del convento di San Basilio abbia raccolto le caratteristiche erbe e spezie che spontaneamente crescevano in quella zona e le abbia mescolate con altri ingredienti, come pinoli, noci e formaggio, donati dai fedeli e così abbia inventato la primissima versione del pesto.

Le storie tradizionali affermano, inoltre, che il basilico ligure dovrebbe essere coltivato all’interno di una lattina posta su un davanzale con vista sul mare, per assorbire tutto il calore del sole e del sale marino.

Le coltivazioni di basilico, prevedono che cresca nei campi da aprile a settembre, o durante tutto l’anno nelle serre industriali riscaldate, così come su balconcini comuni.

10 Curiosità sulla mozzarella.

  1. Il nome mozzarella nasce dal dialetto napoletano e si riferisce alla forma stessa del prodotto, diminutivo di mozza (“taglio”), o mozzare (“tagliare”) derivata, appunto, dal metodo di lavorazione.
  2. La mozzarella di bufala ha ottenuto il marchio DOP con regolamento CE 1017 nel 1996. Questo significa che la mozzarella di bufala campana è oggi un prodotto con denominazione di origine protetta, contrassegnato da un apposito bollino che lo identifica.
  3. Con il termine di “mozzarella” si intende generalmente quella prodotta con il latte di bufala. Il prodotto derivante da latte vaccino, invece, prende il nome di “fior latte”.
  4. Il termine è stato menzionato per la prima volta nel 1570, citato in un libro di cucina di Bartolomeo Scappi, che recita “latte crema, burro fresco, ricotta, mozzarella fresca e latte”.
  5. Secondo una ricerca pubblicata da Nature e ripresa qualche tempo fa da Focus, la mozzarella come formaggio o meglio, la sua più lontana parente venne prodotta per la prima volta più di 7500 anni fa. L’uomo del paleolitico avrebbe sviluppato una tecnologia talmente evoluta da permettergli di separare la parte grassa del latte, trasformandola in formaggio.
  6. Lo storico Monsignor Alicandri, nella “Chiesa Metropolitana di Capua”, afferma che nel XII secolo il Monastero di San Lorenzo, a Capua, offriva ai pellegrini un pezzo di pane con mozza o provatura.
  7. Sono circa 100.000, le tonnellate di mozzarella esportate solo nel 2019, ovvero il 10 per cento in più rispetto all’anno precedente.
  8. I principali mercati di export di uno tra i formaggi italiani più conosciuti ed apprezzati al mondo, sono Gran Bretagna, Francia, Svizzera, Belgio, Germania.
  9. Da 1 quintale di latte di mucca si ricavano circa 14 kg di mozzarella, mentre dalla stessa quantità di latte di bufala si ricavano ben 24 kg di mozzarella.
  10. La mozzarella è un formaggio eccezionale ma delicato, che va trattato con cura altrimenti perde le sue caratteristiche di freschezza e di sapore. Molto dipende dalla sua conservazione: gli sbalzi termici, infatti, non solo influenzano negativamente la conservabilità della mozzarella, ma incidono anche sul sapore, sul profumo e perfino sul suo peso. Quando viene conservata a temperature troppo alte, la mozzarella tende a perdere acqua, che finisce nel liquido di governo. Si tratta però di una perdita di peso apparente, che riguarda solo l’acqua e quindi non intacca i preziosi nutrienti della mozzarella e non comporta nessun rischio per il consumatore.

La leggenda dei soffioni.

Si narra che Teseo mangiò per 30 giorni di fila solo denti di leone allo scopo di diventare abbastanza forte da affrontare e sconfiggere il Minotauro.

In passato, applicando la cosiddetta ‘teoria delle Segnature’, si riteneva che il soffione avesse il potere di curare l’itterizia.

Secondo questa teoria, ogni pianta o frutto rispecchia nella forma o nel colore quella parte o quell’organo del corpo umano che è destinata a curare.

Quindi, i fiori gialli del tarassaco, per segnatura del colore, erano idonei a curare l’ittero e i disturbi del fegato.

Oggi sappiamo che effettivamente il tarassaco è utile nella cura del fegato, anche se il motivo non risiede nel colore dei fiori.

Il soffione è legato all’idea del distacco e del viaggio.

I semi di questo fiore sembrano rappresentare perfettamente le fasi del ciclo della vita che ognuno di noi è destinato a compiere.

Inizialmente i semi sono legati al pappo, la loro appendice soffice e sembra non vogliano staccarsene.

Poi pian piano si lasciano trasportare dal vento, dapprima timorosi, man mano sempre più impavidi, pronti a intraprendere un nuovo viaggio, a sperimentare nuove avventure.

Superata la paura iniziale, si lasciano andare al flusso della vita, curiosi di nuove scoperte, pronti a generare nuova vita.

Curiosità sul cibo – parte 2.

  1. Il Tè freddo fu introdotto per la prima volta nel 1904 all’Expo di Saint Louis.
  2. Il caffè decaffeinato non è totalmente privo di caffeina; una tazzina di espresso decaffeinato infatti ne contiene circa 16 mg.
  3. Negli anni 50′, l’80% delle galline era libero di muoversi per le strade dei paesi. Negli anni 80′ la percentuale si è ridotta all’1%, oggi è tornata al 13%.
  4. Le arachidi non sono noci, ma legumi; infatti appartengono alla stessa famiglia dei legumi (Leguminosae) come piselli, fagioli e lenticchie.
  5. Gli americani mangiano il doppio della carne rispetto agli europei. Circa 50 kg all’anno pro capite.
  6. In un hamburger di fast food può esserci la carne di più di 100 bovini diversi.
  7. Il tonno a tranci è uno degli alimenti che consumiamo spesso a tavola, ma pochi sanno che contiene circa tre volte la quantità di mercurio del tonno in scatola.
  8. Il cioccolato è la sostanza che contiene più teobromina in natura, uno stimolante simile alla caffeina.
  9. La Pepsi-Cola, a differenza della Coca-Cola, fu inventata fin da subito come digestivo e bevanda energizzante.
  10. I meloni sono costituiti al 97% acqua, così come la lattuga. I pomodori raggiungono il 95%, le carote il 90% e il pane il 30%.

Curiosità sul cibo – parte 1.

  1. La pianta di banana è chiamata albero di banane, ma tecnicamente è una pianta erbacea, non un albero, in quanto la radice non contiene vero tessuto legnoso.
  2. I croissant non sono stati inventati i francesi, derivano infatti dal kipferl austriaco e furono importati in Francia nella prima metà del 1800, quando l’ufficiale di artiglieria austriaco August Zang fondò la Boulangerie Viennoise a Parigi.
  3. Per un periodo, nel 19esimo secolo, il ketchup è stato usato come medicina: così lo vedeva nel 1835 il Dr. John Cook Bennett, presidente del dipartimento di medicina presso l’Università Willoughby in Ohio (Usa). Egli pensava che i pomodori potessero curare malattie come la dissenteria, l’ittero, e l’indigestione.
  4. Il 90% dei pesci catturati in mare appartiene all’emisfero a nord dell’Equatore, quello Boreale.
  5. La salsa barbecue è una delle più gustose per condire panini e hamburger, ma in pochi sanno chi è che l’ha utilizzata per la prima volta. Si tratta del detective Marty Hart del telefilm “True Detective”: è stato proprio lui ad averla resa così celebre.
  6. Secondo la botanica, la banana è un’erba e il pomodoro un frutto.
  7. La parola croissant è francese e significa “crescente” e prende nome dalla forma della mezza luna.
  8. Gli apri-scatole furono inventati solo 48 anni dopo l’invenzione delle scatole stesse.
  9. In tempi non troppo lontani, lo zucchero era un bene di lusso e arrivava a costare anche 10 volte più del latte.
  10. Il succo all’interno dell’ostrica si chiama “liquore” e non deve essere gettato. Lo si può mischiare con del gin e guarnire con una perla per creare il cocktail chiamato “labbra di sirena”.

Soffioni.

Il soffione è un fiore perenne, tipico dei climi temperati, che cresce spontaneamente praticamente ovunque: sul ciglio delle strade, ai margini dei campi coltivati, nei prati, di zone pianeggianti, collinari e montuose, fino a un’altitudine di circa 2000 metri.

Si riproduce in maniera talmente rapida da invadere i terreni coltivati, tanto che, soprattutto in passato, il soffione o tarassaco era considerato, una pianta infestante da estirpare.

Data la sua spontaneità e ubiquità, sembrerebbe un fiore di scarso pregio, invece il soffione ha moltissime proprietà medicinali e un profondo significato simbolico.

Gli sono stati attribuiti poteri magici e ha ispirato più di una leggenda.

Il nome soffione deriva dalla particolare caratteristica che lo contraddistingue: dopo la sfioritura, infatti, i semi si raccolgono in una sfera piumosa simile a un pon pon, pronti a disperdersi al primo soffio di vento.

Il soffione è chiamato anche tarassaco, o dente di leone, per la forma seghettata e dentellata delle sue foglie.

Nel linguaggio dei fiori, il soffione simboleggia la forza, la speranza e la fiducia.