Leggenda giapponese – “Makura-gaeshi” (Speciale di Halloween).

Presto sarà Halloween, festa ricca di maschere, di zucche luminose e soprattutto di grandi spaventi.

Le serate di Halloween sono l’ideale per ritirare fuori vecchie leggende e storie spaventose magari tramandate da parenti e amici, racconti che vengono modificati di generazione in generazione ma che mantengono sempre lo stesso elemento comune: la paura.

Attenzione! Il contenuto di questa leggenda potrebbe urtare la sensibilità di chi legge.

Ti sei mai chiesto perché ti svegli la mattina per scoprire che il tuo cuscino si è miracolosamente spostato ai piedi del tuo letto o perché sei stato svegliato mentre il letto tremava violentemente?

Allora forse hai ricevuto la visita del 枕 返 し (Makura-gaeshi).

Questo piccolo spirito sfacciato deriva dal folklore giapponese ed è ciò che i giapponesi chiamano Yokai, che sono una classe di spiriti, mostri e demoni.

Makura-gaeshi è un fantasma infantile che ama stare di notte nelle camere da letto.

Di solito questi spiriti prendono la forma di un bambino maschio, vestito da monaco o samurai e vengono da te nel cuore della notte per capovolgerti il cuscino e infastidire il sonno.

L’origine di Makura-gaeshi non è davvero nota, ma esiste una teoria principale in cui la gente crede.

Questo Yokai proviene dagli spiriti dei bambini che sono morti nella stanza che perseguitano.

Di solito deceduti con morti violente o vittime di terribili omicidi.

Nonostante ciò, sono principalmente considerati burloni e di solito non hanno tendenze malevoli.

Le storie li descrivono come spiriti situati ai piedi del letto, che spostando il cuscino da sotto la testa mentre si dorme profondamente.

Non si sa perché lo facciano, immagino sia solo per divertimento.

In alcuni casi lasciano anche impronte sporche in casa.

In passato le persone hanno dato a questi spiriti un’immagine più malevola.

Alcune persone credono che non capovolgano solo il cuscino, ma capovolgano la persona che dorme, facendola svegliare improvvisamente, altri sostengono che scuotano il letto per disturbare il sonno e altri che possano causare delle paralisi notturne.

Leggenda giapponese – Bambola Okiku (Speciale di Halloween).

Presto sarà Halloween, festa ricca di maschere, di zucche luminose e soprattutto di grandi spaventi.

Le serate di Halloween sono l’ideale per ritirare fuori vecchie leggende e storie spaventose magari tramandate da parenti e amici, racconti che vengono modificati di generazione in generazione ma che mantengono sempre lo stesso elemento comune: la paura.

Attenzione! Il contenuto di questa leggenda potrebbe urtare la sensibilità di chi legge.

Questa storia di Halloween si intitola: Bambola Okiku.

Nel lontano 1918, Eikichi Suzuki, un ragazzo di 17 anni, fece un viaggio a Sapporo, il capoluogo della regione più a nord del Giappone: l’Hokkaido e si ritrovò presto a girovagare tra le famose bancarelle e negozietti di Tanuki-Koji, mercato di strada che richiamava la folla da ogni angolo del paese.

Ekichi, molto affezionato alla sorellina minore di appena due anni, decise di portarle un regalo e le comprò una bella bambola vestita con il tradizionale kimono, con i capelli e gli occhi di un intenso nero corvino.

La piccola Okiku fu talmente felice del regalo ricevuto dal fratello che iniziò a giocare con la bambola ogni giorno, senza separarsene mai.

Purtroppo, Okiku era cagionevole di salute e morì poco dopo, alla tenera età di tre anni, per un problema polmonare.

La bambina, prima di morire, chiese ai genitori di essere sepolta assieme alla sua amata bambola per poter gioire della sua compagnia anche nell’aldilà e per trovare un piccolo conforto nella morte che l’attendeva.

Purtroppo ciò non avvenne e una volta cremata la piccola Okiku, la bambola fu messa sul suo altare vicino ai fiori e alle foto della bambina, accanto alle sue ceneri.

Poco tempo dopo la morte di Okiku, il fratello e i genitori si accorsero di un fatto bizzarro che li sconvolse: i capelli della bambola si erano allungati di qualche centimetro e la crescita non accennava a diminuire.

Questo avvenimento venne subito interpretato come un segno di possessione della bambola da parte della bambina.

Secondo i genitori di Okiku, infatti, lo spirito della bambina era rimasto legato al corpo della bambola che lei tanto amava e ora continuava ad abitarlo, causando così la straordinaria crescita dei capelli.

Nel 1938, la famiglia di Okiku si trasferì e decise di portare la bambola a cui avevano proprio dato il nome della figlia: Okiku, al tempio Mannenji, nella città di Iwamizawa, sempre nella regione dell’Hokkaido.

Ed è lì che la bambola si trova tutt’ora, custodita in una semplice scatola di legno.

Anche a distanza di decenni, la crescita anormala dei capelli non si è ancora arrestata.

Ovviamente, sono state eseguite diverse analisi scientifiche sui capelli della bambola, che sono risultati proprio analoghi a quelli di una bambina.

Tutt’oggi non esiste ancora una spiegazione scientifica soddisfacente e plausibile che sappia spiegare il fenomeno della bambola Okiku.