9 Curiosità sulle cipolle.

  1. Allium Cepa è il nome scientifico della varietà di cipolla coltivabile, Allium Canadense di quella selvatica, originaria del Nord America.
  2. Originaria del continente asiatico (Iran o Afganistan) godeva di grande reputazione già presso gli Egizi. Rappresentata negli affreschi delle tombe dei faraoni, era venerata come una divinità, da chiamare a testimonianza di giuramenti o mettere in mano ai defunti quale lasciapassare per l’aldilà.
  3. La cipolla contiene quercetina, un flavonoide che previene osteoporosi, asma, malattie virali e infiammatorie, svolge funzioni antiossidanti e anti-cancerogene e aiuta a combattere il colesterolo.
  4. La cipolla è poco calorica: circa 25 calorie per 100 grammi.
  5. Ha un basso contenuto di grassi e apporta fosforo, magnesio e vitamine A,B1, B2, PP, C ed E.
  6. I Saraceni erano fortemente convinti che la cipolla alterasse la percezione sensoriale e la ragione di chi la consumava.
  7. Durante il Quattrocento e Cinquecento la cipolla aveva grande fama di cibo afrodisiaco con la proprietà di crescere e decrescere all’inverso delle fasi lunari.
  8. Come altri prodotti della terra, l’ortaggio era soggetto anche ad interpretazioni simboliche e superstizioni, nell’esegesi biblica identificava il dolore prodotto dal peccato e la falsità.
  9. Molte sono le varietà di cipolle con forme e colori vari, ma le differenze sono legate all’area di provenienza e al periodo di raccolta.

Natale in tutto il mondo!

  • In Francia i bambini dispongono le loro scarpe ordinatamente, poiché Gesù Bambino passerà la notte del 24 a riporre i suoi doni dentro di esse. Addobberà anche l’albero con frutta e dolci.
    E’ tradizione accendere un ceppo di legna per scaldare il Bambino che gira nella notte fredda. Da questa usanza, deriva anche uno dei dolci natalizi più diffusi, ovvero la “bùche de Noêl”.
    Il presepio in Francia è molto curato; sono particolarmente famosi i presepi della Provenza, composti da statuine d’argilla vestite con costumi realizzati a mano, molto precisi nei dettagli e realistici, chiamati Santons.
  • In Grecia la vigilia di Natale viene vissuta tra canti e musiche di tamburelli e triangoli. Ci si scambiano doni, così come al 25 e al 1 gennaio, i quali vengono anche portati come omaggio alle persone più povere.
    Tutti insieme si mangiano fichi secchi, dolci, noci e il Chrisopsomo, un tipico pane speziato greco.
    I sacerdoti sono soliti passare di casa in casa per la benedizione delle dimore.
  • In Finlandia, oltre al classico albero di Natale, viene preparato all’esterno delle case un secondo alberello per gli uccellini. Si tratta, infatti, di un covone di grano legato ad un palo e addobbato con semi appetitosi. Anche in altri paesi c’è questo simpatico pensiero verso i piccoli volatili che riempiono con il loro cinguettio le ore della giornata; ad esempio in Germania, soprattutto nel sud, la gente sparge dei grano sul tetto delle case affinché anche gli uccellini possano far festa il giorno di Natale.
  • In Inghilterra l’albero di Natale la fa da padrone tra le varie decorazioni, anche a Londra è tradizione addobbare un altissimo albero allestito all’aperto con luci, nastri e ghirlande.
    La notte del 24 dicembre, Babbo Natale porta i doni ai bambini, lasciandoli in un grosso sacco sotto l’albero. I bimbi, per ringraziarlo, lasciano sul tavolo della cucina un bicchiere di latte e un pezzo di dolce per lui e una carota per la sua renna e la mattina del 25 dicembre aprono i doni. Proprio quel giorno l’atmosfera è festosa ed è usanza riunirsi con le persone care e cucinare un buon pranzo con dolci tipici quale per esempio il Christmas Pudding.
    Sono usati per i festeggiamenti anche fuochi d’artificio o mortaretti.
  • In Germania i festeggiamenti di Natale iniziano presto, ovvero l’11 novembre, giorno di San Martino. E’ tradizione costruire per quel giorno delle lanterne, che i bambini porteranno in processione, oppure verranno messe nei cimiteri, e che servono ad illuminare la strada al Santo.
    Durante il periodo dell’Avvento i bambini hanno nelle loro camerette dei calendari con 24 finestrelle. Ogni giorno aprono una finestrella e promettono di compiere una buona azione nella giornata.
    Il 6 dicembre poi arriva San Nicola a portare dolci, cioccolato e dolci speziati come i Lebkuchen o i Christollen.
    La notte del 24 dicembre infine arriva Gesù Bambino (o Babbo Natale) a portare i tanto attesi doni. Le case sono addobbate a festa con ghirlande e candele, è usanza fare pasti ricchi e bere vino speziato.
    A Rothenburg ob der Tauber, un piccolo paesino tedesco c’è un museo dedicato al Natale, molto caratteristico e curato, che resta aperto tutto l’anno.

 

E dopo queste curiosità, approfitto per augurare a tutti voi un felice Natale e buone feste!

10 Curiosità sul cetriolo.

  1. Esistono diverse teorie sulle sue origini. Per alcuni, la pianta è originaria dell’Himalaya, per altri proviene dall’Africa.
  2. In Europa la coltivazione è relativamente recente: la pianta fu portata in Inghilterra dalle colonie all’inizio del 1800 e poi diffusa in tutto il continente.
  3. Il cetriolo è un ortaggio appartenente alla famiglia delle Cucurbitaceae, originario dell’India.
  4. Il suo nome scientifico è “Cucumis sativus” e viene coltivato sin dall’antichità a scopo alimentare.
  5. Esistono dozzine di diverse varietà di cetrioli coltivati ​​in tutto il mondo, ma oggi sono disponibili per lo più tre principali “cultivar”: il cetriolino, i cetrioli senza semi e la varietà da utilizzare per preparare i sottaceto (cetriolo kirby).
  6. Composto per il 96% da acqua è pressoché privo di calorie e quindi adatto nelle diete dimagranti.
  7. È un ortaggio tipicamente estivo da consumarsi crudo in insalata.
  8. I cetrioli inoltre si prestano a molti trattamenti di bellezza proprio per il loro potere rinfrescante e lenitivo, soprattutto per le scottature solari.
  9. È inoltre l’ingrediente principe della salsa greca a base di yogurt e aglio chiamata Tzatziki.
  10. Il cetriolo aiuta a ridurre il gonfiore, le borse e le occhiaie. Inoltre, consente di mantenere la pelle intorno agli occhi ben idratata: bastano due fettine di cetriolo per alleviare la stanchezza ed il rossore degli occhi. Per questo è buon consiglio includere il cetriolo come valido ingrediente naturale della beauty routine quotidiana.

10 Curiosità sul caffè.

  1. È la bevanda più diffusa (dopo l’acqua): ogni giorno al mondo si consumano quasi 1,6 miliardi di tazze di caffè.

  2. Intorno all’anno 1000 alcuni commercianti arabi portarono dai loro viaggi in Africa dei chicchi di caffè da cui traevano una bevanda eccitante per ebollizione che chiamavano qahwa (“eccitante”). Da qui la parola turca “kahve”, molto simile per suono alla parola italiana “caffè”.
  3. C’è chi sostiene che il nome “caffè” in realtà derivi da Caffa, regione dell’Etiopia dove cresce spontaneamente.
  4. Il caffè si diffuse in Europa soltanto nel XVII secolo con il nome provvisorio di “vino d’Arabia”, per merito dei soliti mercanti veneziani, di casa a Istanbul (capitale dell’Impero ottomano).
  5. Bollato dalla Chiesa come “bevanda del diavolo”, per le sue proprietà eccitanti, fu per anni (preparato “alla turca”, sciolto nell’acqua) una bevanda da taverna. Almeno fino all’alba del ’700, quando i caffè divennero luoghi di ritrovo frequentati da filosofi illuministi.
  6. Ci sono almeno mille composti chimici nel caffè. Alcuni di essi sono continua fonte di scoperta per la scienza e potrebbero essere usati in futuro per curare malattie cardiache e insonnia.
  7. Al compositore Johann Sebastian Bach il caffè piaceva così tanto da dedicargli una cantata: il Kaffeekantate, eseguita a Lipsia, in Germania, tra il 1732 e il 1735.
  8. La storia narra che la consumazione del caffè abbia avuto origine dalla popolazione nomade etiope degli Oromo, che realizzava delle specie di barrette energetiche costituite da chicchi di caffè macinati e grasso animale, addirittura nel primo millennio.
  9. Nel 1930, il medico tedesco Max Gerson iniziò a promuovere l’utilizzo quotidiano di clisteri di caffè per disintossicare il fegato, stimolare il metabolismo e curare i tumori.
  10. Tenendo conto del processo di crescita e di trattamento dei chicchi, ci vogliono circa 140 litri d’acqua per la produzione di una singola tazza di caffè.

10 Curiosità sul pompelmo.

  1. Il pompelmo è un albero da frutto appartenente al genere Citrus e alla famiglia delle citris.
  2. Il pompelmo è originario della Cina, ma viene ormai coltivato nelle zone con clima temperato di tutto il mondo.
  3. Ricco di fibre, di flavonoidi e di vitamine A, B e C, il pompelmo è un valido alleato del fegato e dell’apparato cardiovascolare. Contiene inoltre una buona quota di sali minerali, tra cui fosforo, calcio, potassio e magnesio.
  4. Dalla sua buccia si ricavano oli essenziali utilizzati principalmente per il loro potere antidepressivo e per la capacità di aumentare le difese immunitarie.
  5. Esistono diverse varietà di pompelmo; le più diffuse sono: Citrus maxima, Citrus decumana e Citrus grandis.
  6. Questo frutto è un potente drenante: aiuta il corpo a ridurre l’assorbimento di sale, zuccheri e grassi.
  7. I fiori del pompelmo sono bianchi, composti da quattro petali, mentre il frutto, giallo, ha un diametro che normalmente misura dai 10 ai 15 cm e spicchi leggermente gialli, quasi incolore.
  8. Stimola l’apparato digerente ed è utile in caso di difficoltà digestive: infatti il pompelmo è ricco di acido citrico che stimola la produzione degli enzimi digestivi, senza rendere lo stomaco acido.
  9. Uno studio giapponese risalente al 1995 e pubblicato sul Journal of Psychopharmacology sostiene che respirare il profumo degli agrumi ha effetti benefici sugli stati depressivi, di ansia e di stress. Il profumo del pompelmo sembra possa ridurre la sensazione di fame.
  10. Mangiare regolarmente pompelmo riduce il sanguinamento gengivale nei soggetti che soffrono di malattie gengivali (teoria sostenuta da uno studio pubblicato sul British Dental Journal nel 2005).

Natale in Finlandia.

In Finlandia, oltre al classico albero di Natale, viene preparato all’esterno delle case un secondo alberello per gli uccellini.

Si tratta infatti, di un covone di grano legato ad un palo e addobbato con semi appetitosi per nutrire gli uccellini.

Anche in altri paesi c’è questo simpatico e dolce pensiero verso i piccoli volatili che riempiono con il loro cinguettio le ore della giornata.

Ad esempio in Germania (le cui usanze sono state viste nell’articolo pubblicato qualche giorno fa), soprattutto nel sud, la gente sparge del grano sul tetto delle case affinché anche gli uccellini possano far festa il giorno di Natale.

Il Natale in Grecia.

Il Natale si avvicina perciò per conoscerlo meglio e accoglierlo nel migliore dei modi, oggi e nei prossimi giorni vedremo alcune tradizioni del periodo natalizio in diverse parti del mondo.

In particolare oggi vedremo come si festeggia il Natale in Grecia.

In Grecia la vigilia di Natale viene trascorsa tra canti e musiche, accompagnate dal suono di tamburelli e triangoli.

Ci si scambiano doni, così come nel giorno di Natale cioè il 25 dicembre e anche il 1 gennaio, i quali vengono anche portati come omaggio alle persone più povere, che altrimenti non potrebbero festeggiarlo.

Tutti insieme si mangiano fichi secchi, dolci, noci e il Christopsomo, un tipico pane speziato greco.

I sacerdoti sono soliti passare di casa in casa per la benedizione delle dimore.

Il Natale in Germania.

Il Natale si avvicina perciò per conoscerlo meglio e accoglierlo nel migliore dei modi, oggi e nei prossimi giorni vedremo alcune tradizioni del periodo natalizio in diverse parti del mondo.

In particolare oggi vedremo come si festeggia il Natale in Germania.

In Germania i festeggiamenti del Natale iniziano presto, ovvero l’11 novembre, giorno di San Martino.

E’ tradizione costruire per quel giorno delle lanterne, che i bambini porteranno in processione, oppure verranno messe nei cimiteri allo scopo di illuminare la strada al Santo.

Durante il periodo dell’Avvento i bambini hanno nelle loro camerette dei calendari con 24 finestrelle.

Ogni giorno aprono una finestrella e promettono di compiere una buona azione nella giornata.

Il 6 dicembre poi arriva San Nicola a portare caramelle, cioccolato e dolci speziati come i Lebkuchen o i Christollen.

La notte del 24 dicembre infine arriva Gesù Bambino (o Babbo Natale) a portare i tanto attesi regali.

Le case sono addobbate a festa con ghirlande e candele, è usanza fare pasti ricchi e bere vino speziato.

Inoltre a Rothenburg ob der Tauber, un piccolo paesino tedesco c’è un museo dedicato al Natale, molto caratteristico e curato, che è aperto tutto l’anno e permette di vivere questo magico periodo in ogni momento.

Il Natale in Polonia.

Il Natale si avvicina perciò per conoscerlo meglio e accoglierlo nel migliore dei modi, oggi e nei prossimi giorni vedremo alcune tradizioni del periodo natalizio in diverse parti del mondo, cominciando dalla Polonia.

In Polonia, la vigilia di Natale è chiamata Festa della Stella e la tradizione vuole che, sino a quando non compare in cielo la prima stella, non si debba iniziare la cena.

Le famiglie polacche celebrano il Natale con un pasto di 12 portate.

Si lascia sempre un po’ di spazio in tavola, in caso arrivi un ospite inatteso.

In molte case ancora oggi si mettono dei covoni di grano nei quattro angoli di una stanza, in memoria della stalla dove nacque Gesù Bambino.

I mille usi del miele.

In cucina il miele non si usa solo come alternativa allo zucchero, per addolcire bevande, torte e dessert.

È perfetto anche per riattivare il lievito di birra fresco, così come quello secco, in tutti gli impasti salati (come quelli del pane o della pizza).

Per questo è meglio usare il mille fiori, che ha un gusto più neutro.

Naturalmente il miele svolge la la stessa azione anche con il lievito per dolci.

È ottimo come ingrediente per preparare salse agrodolci: ideali con il miele di agrumi.

Alcuni tipi, in particolare il miele di castagno si accompagna meravigliosamente con i formaggi, soprattutto quelli di capra o gli erborinati.

Le varietà più fluide, come il miele di acacia, sono adatte per arricchire gli impasti.

Il miele è ideale anche per caramellare e glassare la carne e il pesce, oltre che le verdure.