Secondo giorno – Museo di Van Gogh.

Il Van Gogh Museum è formato principalmente da due edifici: la struttura principale progettata dall’architetto Gerrit Rietveld fu inaugurata nel 1973 e la sala espositiva di Kisho Kurokawa che venne terminata nel 1999. Con i suoi 200 dipinti e 550 fra disegni, schizzi dell’autore e acquerelli, rappresenta una delle più grandi collezioni mondiali dedicate al pittore olandese; la particolarità è data dal fatto che ospita anche oggetti personali dell’artista e molte lettere scritte al fratello Theo, oltre alla collezione privata di Theo stesso, acquisita principalmente dopo la morte del fratello.

All’interno, la collezione permanente è disposta su tre piani e permette di seguire l’evoluzione artistica di Van Gogh e di comparare il lavoro del pittore con altri artisti del XIX secolo, suoi contemporanei dal quale ha preso molteplici spunti e suggerimenti, nel creare le sue opere. 

Il lavoro di Van Gogh è disposto in ordine cronologico e suddiviso in 5 periodi ben definiti: l’Olanda, Parigi, Arles, Saint-Remy e Auvers-sur-Oise, ognuno caratterizzato non solo da uno stile differente dato dalle varie influenze, ma da una forte caratterizzazione delle sensazioni trasmesse da un artista così tormentato a chi ha la fortuna di poter vedere dal vivo le sue opere. 

   
   

Secondo giorno.

Il secondo giorno dopo aver fatto colazione, ci siamo recate alla famosa scritta ‘ I AM AMSTERDAM’ distante solo 15 minuti a piedi dall’albergo in cui pernottavamo.

  

Attraversando lo splendido parco di fronte alla scritta ci siamo dirette al museo di Van Gogh.

Dove devo dire che ho trovato l’esposizione delle opere molto ben organizzata e di grande effetto sia visivo che esplicativo, infatti anche per i meno esperti di arte, le spiegazioni chiare e schematiche, permettevano una comprensione a 360° dell’autore e dei suoi differenti periodi.

     

  
Nel pomeriggio invece ci siamo dedicate alla visita della casa di Anna Frank, ubicata anch’essa poco distante dal nostro albergo.

Per quanto riguarda la casa di Anna Frank, che dire, estremamente emozionante e toccante; la visita nonostante  non fosse guidata ti indirizzava nelle differenti stanze, con un percorso ben definito, nel quale anche attraverso auricolari e video con immagini storiche e interviste, permetteva di immedesimarsi nella piccola Anna che nelle sue lunghissime giornate nascosta nella stanza segreta dietro la libreria, era intenta a scrivere il suo diario e i suoi pensieri o a ritagliare immagini per abbellire la sua stanza.

  
All’interno della casa non era possibile fare foto, ma nonostante questo sono certa che le immagini e i ricordi rimangano estremamente vividi nella mente di ogni visitatore.