13 curiosità sul Big Ben.

  1. La torre del Big Ben può essere visitata solo dai residenti inglesi che saranno stati capaci di ottenere uno speciale permesso dalla Camera dei Lords o dalla Camera dei Comuni, mediante l’ufficio del proprio rappresentante.
  2. La campana più grande del Big Ben suona ogni 15 minuti e il suono è udibile nel raggio di 2 Km.
  3. Dal 1994 è stato integrato un sistema di 113 lampadine che illuminano la torre di notte.
  4. All’interno della Torre sono presenti delle celle destinate in casi rarissimi a membri del Parlamento che violano il privilegio parlamentare. L’ultimo caso risale al 1880.
  5. Su ogni quadrante dell’orologio è incisa la scritta “DOMINE SALVAM FAC REGINAM NOSTRAM VICTORIAM PRIMAM” ovvero “O Signore, salva la nostra regina Vittoria I.”
  6. Il primo rintocco delle campane  della “Clock Tower” risale al 31 Maggio 1859 ma nel mese di Settembre dello stesso anno, a causa dell’utilizzo di un martello troppo grosso, il Big Ben si ruppe, richiedendo 3 anni per la riparazione. Fu proprio quel danno a creare il caratteristico suono che contraddistingue la campana.
  7. Il soprannome Big Ben ha diverse teorie. Quella più comune vuole che  il nome sia stato preso da Benjamin Hall, membro della Camera dei Comuni nonché supervisore dei lavori di ricostruzione del palazzo di Westminster. Un’altra teoria vuole che Big Ben sia stato preso dal soprannome dei pesi massimi di pugilato Benjamin Caunt.
  8. Inizialmente pare che la campana dovesse chiamarsi “Royal Victoria” per onorare l’omonima regina.
  9. La maggior parte delle persone erroneamente con il nome Big Ben si riferiscono alla torre dell’orologio. In realtà quella è l’Elizabeth Tower, soprannominata così in onore del giubileo di diamante della Regina.
  10. La campana al suo interno viene chiamata The Great Bell.
  11. La campana principale della torre pesa circa 13,5 tonnellate.
  12. La torre fu eretta dopo che parte del vecchio palazzo di Westminster fu distrutto dopo un gravissimo incendio.
  13. I lavori di costruzione iniziarono nel 1854 e terminarono dopo 13 anni, nonostante le numerose difficoltà realizzative e i successivi restauri.

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Diario di viaggio: Giorno 1.

Ha inizio il mio diario di viaggio londinese della durata di quattro giorni, dove non solo vi porterò con me alla scoperta di questa bellissima città, ma condividerò con voi moltissime fotografie e informazioni su alcune delle attrazioni, zone e negozi londinesi più conosciuti e visitati.

Il mio primo giorno a Londra prevede la visita al Big Ben e zona limitrofa, il giro di 30 minuti sul London Eye, Piccadilly circus, Trafalgar Square e Westmister Abbey.

Vi allego le foto della mia intera giornata e nei prossimi giorni, usciranno alcuni articoli riguardanti moltissime curiosità su alcune di queste attrazioni.

 

Panorama dal finestrino dell’aereo:

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Big Ben:

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Trafalgar Square:

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Piccadilly Circus:

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Westmister Abbey:

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London Eye:

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Coste alla parmigiana.

Ingredienti x 4 persone:

  • 1 kg di coste di bieta.
  • Burro q.b.
  • Pangrattato q.b.
  • Parmigiano grattugiato q.b.
  • 1/2 L di brodo.

Preparazione:

Lessare 1 kg di coste di bieta in acqua bollente per ammorbidirle.

Disporne uno strato in una teglia imburrata, passando il burro anche sulle pareti e cospargere di pangrattato.

Completato uno strato di parmigiano, circa 100 g, ricominciare nuovamente, fino a terminare con pangrattato e parmigiano.

Versare mezzo litro di brodo a filo dell’ultimo strato e qualche fiocchetto di burro.

Infornare a 180° per 45 minuti aggiungendo altro brodo se necessario.

Servire calde.

Friarielli piccanti.

Ingredienti x 4 persone:

  • 1 kg di friarielli.
  • Sale q.b.
  • 1/2 bicchiere di olio d’oliva.
  • 1 spicchio d’aglio.
  • 1 peperoncino.
  • 1 kg di broccoli.

Preparazione:

Lessare 1 kg di friarielli in abbondante acqua salata e scolarli quando sono ancora molto al dente.

Scaldare mezzo bicchiere di olio d’oliva in una padella e farvi soffriggere uno spicchio d’aglio sminuzzato, senza però farlo scurire.

Unire un peperoncino tritato e un pizzico di sale.

Aggiungere al tutto i broccoli.

Lasciar insaporire per circa 10 minuti, mescolando spesso per garantire una cottura uniforme.

Servire preferibilmente freddi.

Maschera viso nutriente e vellutante – Geomar.

La linea viso Geomar, utilizza ingredienti al 95 % di origine naturale, che derivano da agricoltura biologica, dermatologicamente testati e sono senza parabeni, siliconi, oli minerali e allergeni del profumo, come è deducibile dall’INCI del prodotto.

Questa maschera è un ottimo trattamento che aiuta la pelle a ritrovare il nutrimento e l’idratazione necessaria in soli 5 minuti, migliorando visibilmente la trama cutanea.

Contiene burro di Karitè che ha proprietà emollienti e idratanti, estratto di pappa reale che nutre e rigenera la pelle, ceramidi e proteine del latte che forniscono un’azione protettiva e nutriente.

Ha un texture molto leggera e piacevole ed è ideale per tutti i tipi di pelle, anche le più sensibili.

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Torre Snia Viscosa.

La torre Snia Viscosa, conosciuta anche come torre San Babila, è un grattacielo che si trova a Milano, appunto in piazza San Babila, nel pieno centro storico milanese.

Alto circa 59,25 metri  per 15 piani, è stato il primo e per ben 14 anni il più alto grattacielo di Milano.

Fu costruito nel 1937 su progetto dell’architetto Alessandro Rimini, seguendo la vasta opera di urbanizzazione che ebbe la piazza durante il ventennio fascista, dove si arricchì anche di monumenti e fontane.

L’edificio, costruito su un lotto trapezoidale, si riduce a partire dal quinto piano per ospitare due vaste terrazze che si affacciano su via Montenapoleone e via Bagutta, per ridursi ulteriormente negli ultimi due piani, creando una struttura insolita e molto particolare.

Esternamente si presenta in larga parte rivestita da lastre di trachite gialla di Montegrotto mentre le cornici delle finestre e il portico d’ingresso sono in serpentino verde, che aggiunge alla già inusuale struttura, un interessante gioco cromatico.

 

8 curiosità su piazza San Babila.

  1. Piazza San Babila è una piazza situata nel centro storico di Milano, collegata a piazza del Duomo dal corso Vittorio Emanuele II.
  2. San Babila è stata a lungo considerata come il punto d’incontro preferito della borghesia milanese.
  3. Fra la fine degli anni cinquanta e l’inizio degli anni sessanta piazza San Babila venne interessata dagli scavi per la realizzazione della metropolitana, quella che oggi è conosciuta da tutti come M1 (linea rossa).
  4. La maggior parte delle architetture che abbelliscono la piazza risalgono agli anni trenta, in epoca fascista.
  5. La piazza viene ricordata per essere stata la cosiddetta “trincea nera” del neofascismo milanese degli anni settanta.
  6. Nel 1976 il regista Carlo Lizzani, impegnato politicamente a sinistra, dedica ai sanbabilini un film dal titolo “San Babila ore 20: un delitto inutile”, basato su un episodio realmente accaduto, proprio in piazza San Babila.
  7. I bombardamenti del 1943 arrecarono gravi danni a tutta l’area della piazza e solo nel 1957 si può mettere la parola fine alla sistemazione definitiva dell’area, con la costruzione dell’edificio tra Corso Vittorio Emanuele e Corso Europa, che comprende anche la Galleria Passarella.
  8. San Babila, a cui è dedicata la piazza fu Vescovo di Antiochia negli anni quaranta del III secolo e morì martire.

 

La fontana di Piazza San Babila.

La fontana ubicata in piazza San Babila a Milano, fu realizzata nel 1997 dall’architetto Luigi Caccia Dominioni.

La sua locazione è il punto di partenza per l’importante asse pedonale che si sviluppa lungo Corso Vittorio Emanuele, piazza Duomo, via Mercanti, via Dante e termina di fronte al Castello Sforzesco, le zone centrali più ricche di storia nella città meneghina.

La particolarità del progetto architettonico e artistico studiato e realizzato da Caccia Domianiano è l’aver riprodotto in sintesi ma in maniera molto precisa e accurata il paesaggio lombardo e l’annesso ciclo naturale dell’acqua.

In pratica la sfera in alto da cui sgorga l’acqua rappresenta una nuvola, il tronco piramidale dove l’acqua scorre simboleggia la montagna, la lunga griglia a terra riproduce il percorso dell’acqua lungo i fiumi e i fontanili dove, in fine, giunge alla vasca centrale che a sua volta rappresenta un lago.

Il getto d’acqua riproduce il processo di evaporazione che idealmente si ricongiunge alla sfera posizionata in cima alla fontana.

Le aiuole a calotta, oltre a svolgere una funzione di protezione dell’area pedonale dal traffico, simboleggiano le colline lombarde che fanno da sfondo alla città di Milano.

La fontana è realizzata con graniti provenienti dalla Val Masino, Val Gerla, Baveno e Montorfano come simbolo delle Prealpi, le montagne più vicine a Milano.

Il progetto totale è costato circa un miliardo di lire.