9 Curiosità sulle cipolle.

  1. Allium Cepa è il nome scientifico della varietà di cipolla coltivabile, Allium Canadense di quella selvatica, originaria del Nord America.
  2. Originaria del continente asiatico (Iran o Afganistan) godeva di grande reputazione già presso gli Egizi. Rappresentata negli affreschi delle tombe dei faraoni, era venerata come una divinità, da chiamare a testimonianza di giuramenti o mettere in mano ai defunti quale lasciapassare per l’aldilà.
  3. La cipolla contiene quercetina, un flavonoide che previene osteoporosi, asma, malattie virali e infiammatorie, svolge funzioni antiossidanti e anti-cancerogene e aiuta a combattere il colesterolo.
  4. La cipolla è poco calorica: circa 25 calorie per 100 grammi.
  5. Ha un basso contenuto di grassi e apporta fosforo, magnesio e vitamine A,B1, B2, PP, C ed E.
  6. I Saraceni erano fortemente convinti che la cipolla alterasse la percezione sensoriale e la ragione di chi la consumava.
  7. Durante il Quattrocento e Cinquecento la cipolla aveva grande fama di cibo afrodisiaco con la proprietà di crescere e decrescere all’inverso delle fasi lunari.
  8. Come altri prodotti della terra, l’ortaggio era soggetto anche ad interpretazioni simboliche e superstizioni, nell’esegesi biblica identificava il dolore prodotto dal peccato e la falsità.
  9. Molte sono le varietà di cipolle con forme e colori vari, ma le differenze sono legate all’area di provenienza e al periodo di raccolta.

10 Curiosità sulle mandorle.

  1. Le mandorle sono i semi del mandorlo, originario dell’Asia Minore, appartenente alla famiglia delle Rosacee.
  2. Il suo nome deriva dal latino “Amygdalus” che si riconduce al nome della dea greca Cibale: la grande madre.
  3. Le mandorle sono ricche di fibre, proteine, sali minerali tra cui ferro, calcio e magnesio, zinco, vitamine del gruppo B ed E, l’amigdalina o vitamina B17; tale vitamina,chiamata anche “laetrile”, è tutt’ora oggetto di studi, volti a verificare le sue proprietà anti-cancerogene.
  4. Grazie all’apporto di vitamine sono ottime antiossidanti utili per contrastare gli effetti dell’invecchiamento e il buon contenuto di ferro e calcio rendono le mandorle utili negli stati di anemia e per mantenere la salute delle ossa.
  5. Il Mandorlo, originario dell’Asia centrale deve ai Greci la sua diffusione nel bacino del Mediterraneo, tra il V e il IV secolo a.C.
  6. E’ tra la poche specie a fiorire in inverno, ricoprendo pianure e colline di candidi petali.
  7. Dalla mandorla si ottiene una farina utile come detergente cutaneo e ammorbidente per la pelle delle mani.
  8. Da essa si ricava, per sola spremitura a freddo, anche un eccellente olio cosmetico perfettamente tollerato da tutti i tipi di pelle (anche dei neonati), ottimo protettivo cutaneo, rassodante dei tessuti e perfetto per prevenire le smagliature.
  9. Dalle mandorle dolci, invece, si ottiene un gustoso latte, ricco di oligo-elementi e vitamine, soprattutto riboflavina e vitamina E.
  10. La mandorla viene considerata anche un frutto dell’amore. Il potere afrodisiaco deriva principalmente dalle sue proprietà nutritive e dalla forma, che le antiche tradizioni arabe associavano all’idea degli organi genitali femminili.

10 Curiosità sui pinoli.

  1. Gli antichi greci e gli antichi romani consideravano i pinoli afrodisiaci e raccomandavano di consumarli con miele e mandorle prima di coricarsi, per avere migliori prestazioni.
  2. I pinoli cinesi hanno un retrogusto amaro, a differenza di quelli pachistani, più dolci e oleosi.
  3. I pinoli sono reperibili, già sgusciati e al naturale, nella grande distribuzione e nei negozi di alimentazione biologica. Il loro prezzo è elevato e può arrivare a raggiungere anche i 100 euro al kg per le varietà più pregiate, 60 per quelle più comuni.
  4.  Un tempo la raccolta dei pinoli era rischiosa: i coglitori si arrampicavano sugli alberi. Facevano parte di squadre di operai divisi in scuotitori, coglitori, raccattini, caricatori e barrocciai.
  5. Il pinolo è un seme “vecchio”: deve maturare ben tre anni nelle pigne prima di essere raccolto.
  6. I pinoli sono ricchi di zinco: in una porzione di 34 grammi vi sono ben 1,4 mg di zinco.
  7. Il pino da pinoli per eccellenza è quello domestico europeo, Pinus pinea, detto anche “umbrella pine” a causa della sua ampia chioma convessa.
  8. Mantengono giovani grazie alla loro ricchezza in antiossidanti; le loro vitamine e la luteina proteggono le cellule dall’azione dei radicali liberi.
  9. Sono ipercalorici (600 Kcal per 100 gr) ma nello stesso tempo contengono particolari sostanze, come l’acido pinoleico, che incoraggiano gli ormoni che limitano il senso della fame, seppur temporaneamente.
  10. I pinoli vanno conservati in luogo fresco ed asciutto perché sono molto sensibili all’umidità e tendono ad ammuffire.

Come coltivare i cetrioli.

I cetrioli sono tra le verdure più facili da coltivare e di maggiore soddisfazione, nell’arco di circa tre mesi si passa dal seme al cetriolo maturo, pronto per essere mangiato.
Le piantine di cetriolo si ottengono per semina, da porre in semenzaio protetto, a fine inverno, in modo da avere le giovani piante già pronte per essere poste a dimora più o meno in aprile.
Bisogna scegliere un terreno ben soleggiato, arricchito di stallatico e di farina di ossa e molto ben drenato per evitare marciumi basali o del colletto.
Consigli utili:
  • Se il terreno risultasse troppo compatto o pesante si può aggiungere della sabbia, che alleggerirà il substrato, permettendo un maggiore scolo dell’acqua.
  • A fianco di ogni piantina posizionare anche un tutore, per permettere alla stessa di arrampicarsi.

Espresso e cappuccino: etimologia e storia.

Se l’etimologia della parola caffè è forse più nota, non tutti sanno qual è la ragione per cui l’espresso si chiama così.

All’estero vige la convinzione che il nome derivi dal fatto che per preparare il caffè sia necessario mettere in infusione la polvere sotto pressione.

Non si tratta di un vero e proprio errore, ma il punto è che questo procedimento non era stato pensato per ottenere una bevanda particolarmente densa, ma per accelerare i tempi della preparazione, da cui “espresso” inteso come veloce.

Anche l’origine del nome “cappuccino” affonda le sue radici nella storia.

Torniamo indietro all’apertura, a Vienna, del primo Caffè proprio nell’anno in cui il monaco cappuccino Marco d’Aviano arrivò alla corte dell’imperatore Leopoldo I con il tipico cappo marrone chiaro dei monaci cappuccini.

Proprio dello stesso colore del caffè mescolato al latte; notando questa somiglianza i tedeschi coniarono il nome per la bevanda di origine italiana.

10 Curiosità sul cetriolo.

  1. Esistono diverse teorie sulle sue origini. Per alcuni, la pianta è originaria dell’Himalaya, per altri proviene dall’Africa.
  2. In Europa la coltivazione è relativamente recente: la pianta fu portata in Inghilterra dalle colonie all’inizio del 1800 e poi diffusa in tutto il continente.
  3. Il cetriolo è un ortaggio appartenente alla famiglia delle Cucurbitaceae, originario dell’India.
  4. Il suo nome scientifico è “Cucumis sativus” e viene coltivato sin dall’antichità a scopo alimentare.
  5. Esistono dozzine di diverse varietà di cetrioli coltivati ​​in tutto il mondo, ma oggi sono disponibili per lo più tre principali “cultivar”: il cetriolino, i cetrioli senza semi e la varietà da utilizzare per preparare i sottaceto (cetriolo kirby).
  6. Composto per il 96% da acqua è pressoché privo di calorie e quindi adatto nelle diete dimagranti.
  7. È un ortaggio tipicamente estivo da consumarsi crudo in insalata.
  8. I cetrioli inoltre si prestano a molti trattamenti di bellezza proprio per il loro potere rinfrescante e lenitivo, soprattutto per le scottature solari.
  9. È inoltre l’ingrediente principe della salsa greca a base di yogurt e aglio chiamata Tzatziki.
  10. Il cetriolo aiuta a ridurre il gonfiore, le borse e le occhiaie. Inoltre, consente di mantenere la pelle intorno agli occhi ben idratata: bastano due fettine di cetriolo per alleviare la stanchezza ed il rossore degli occhi. Per questo è buon consiglio includere il cetriolo come valido ingrediente naturale della beauty routine quotidiana.

10 Curiosità sul caffè.

  1. È la bevanda più diffusa (dopo l’acqua): ogni giorno al mondo si consumano quasi 1,6 miliardi di tazze di caffè.

  2. Intorno all’anno 1000 alcuni commercianti arabi portarono dai loro viaggi in Africa dei chicchi di caffè da cui traevano una bevanda eccitante per ebollizione che chiamavano qahwa (“eccitante”). Da qui la parola turca “kahve”, molto simile per suono alla parola italiana “caffè”.
  3. C’è chi sostiene che il nome “caffè” in realtà derivi da Caffa, regione dell’Etiopia dove cresce spontaneamente.
  4. Il caffè si diffuse in Europa soltanto nel XVII secolo con il nome provvisorio di “vino d’Arabia”, per merito dei soliti mercanti veneziani, di casa a Istanbul (capitale dell’Impero ottomano).
  5. Bollato dalla Chiesa come “bevanda del diavolo”, per le sue proprietà eccitanti, fu per anni (preparato “alla turca”, sciolto nell’acqua) una bevanda da taverna. Almeno fino all’alba del ’700, quando i caffè divennero luoghi di ritrovo frequentati da filosofi illuministi.
  6. Ci sono almeno mille composti chimici nel caffè. Alcuni di essi sono continua fonte di scoperta per la scienza e potrebbero essere usati in futuro per curare malattie cardiache e insonnia.
  7. Al compositore Johann Sebastian Bach il caffè piaceva così tanto da dedicargli una cantata: il Kaffeekantate, eseguita a Lipsia, in Germania, tra il 1732 e il 1735.
  8. La storia narra che la consumazione del caffè abbia avuto origine dalla popolazione nomade etiope degli Oromo, che realizzava delle specie di barrette energetiche costituite da chicchi di caffè macinati e grasso animale, addirittura nel primo millennio.
  9. Nel 1930, il medico tedesco Max Gerson iniziò a promuovere l’utilizzo quotidiano di clisteri di caffè per disintossicare il fegato, stimolare il metabolismo e curare i tumori.
  10. Tenendo conto del processo di crescita e di trattamento dei chicchi, ci vogliono circa 140 litri d’acqua per la produzione di una singola tazza di caffè.

Curiosità sul cibo – parte 3.

  1. Il vino è confezionato in bottiglie scure per evitare che la luce lo possa danneggiare.
  2. Solitamente i grassi vengono considerati i nemici della dieta, ma non sempre fanno male. Aggiungere grassi alle verdure, come ad esempio l’olio d’oliva all’insalata, aiuta il corpo ad assorbire tutti i nutrienti.
  3. Una sola carota fornisce il 200% del fabbisogno giornaliero di vitamina A per una persona.
  4. Solitamente con la cottura le verdure perdono i loro nutrienti, ma per alcuni prodotti non è così. Un esempio sono i pomodori che, una volta cotti, contengono maggiori quantità dell’antiossidante licopene.
  5. Le carote hanno lo 0% di grassi.
  6. Nel 2004, alcuni scienziati indiani hanno brevettato un modo di estrarre il succo dalle banane evitando che si trasformasse in poltiglia. La cosa curiosa è che i test hanno visto impegnato il dipartimento di agricoltura nucleare e biotecnologia del Bhabha Atomic Research Centre (BARC), una delle più importanti strutture indiane di ricerca nucleare.
  7. Esistono più di 10mila varietà di pomodori.
  8. Il latte al cioccolato è stato inventato da Daniel Peter, che vendette la sua invenzione al vicino di casa Henri Nestlè.
  9. Lo Yubari King giapponese è il frutto più costoso del mondo: lo si trova a 10.000 dollari al pezzo (viene venduto in coppia).
    In Giappone, è considerato un melone “sacro”. Prima di essere messi all’asta, gli Yubari King vengono sottoposti a una rigorosa selezione e se non superano i test vengono scartati. Tra le altre prove c’è quella del suono: se il melone, colpito da un ispettore con la mano emette un suono sordo, vuol dire che è buono. Altrimenti no.
  10. Un chilo di cioccolato contiene circa 700 milligrammi di caffeina.

10 Curiosità sulla mozzarella.

  1. Il nome mozzarella nasce dal dialetto napoletano e si riferisce alla forma stessa del prodotto, diminutivo di mozza (“taglio”), o mozzare (“tagliare”) derivata, appunto, dal metodo di lavorazione.
  2. La mozzarella di bufala ha ottenuto il marchio DOP con regolamento CE 1017 nel 1996. Questo significa che la mozzarella di bufala campana è oggi un prodotto con denominazione di origine protetta, contrassegnato da un apposito bollino che lo identifica.
  3. Con il termine di “mozzarella” si intende generalmente quella prodotta con il latte di bufala. Il prodotto derivante da latte vaccino, invece, prende il nome di “fior latte”.
  4. Il termine è stato menzionato per la prima volta nel 1570, citato in un libro di cucina di Bartolomeo Scappi, che recita “latte crema, burro fresco, ricotta, mozzarella fresca e latte”.
  5. Secondo una ricerca pubblicata da Nature e ripresa qualche tempo fa da Focus, la mozzarella come formaggio o meglio, la sua più lontana parente venne prodotta per la prima volta più di 7500 anni fa. L’uomo del paleolitico avrebbe sviluppato una tecnologia talmente evoluta da permettergli di separare la parte grassa del latte, trasformandola in formaggio.
  6. Lo storico Monsignor Alicandri, nella “Chiesa Metropolitana di Capua”, afferma che nel XII secolo il Monastero di San Lorenzo, a Capua, offriva ai pellegrini un pezzo di pane con mozza o provatura.
  7. Sono circa 100.000, le tonnellate di mozzarella esportate solo nel 2019, ovvero il 10 per cento in più rispetto all’anno precedente.
  8. I principali mercati di export di uno tra i formaggi italiani più conosciuti ed apprezzati al mondo, sono Gran Bretagna, Francia, Svizzera, Belgio, Germania.
  9. Da 1 quintale di latte di mucca si ricavano circa 14 kg di mozzarella, mentre dalla stessa quantità di latte di bufala si ricavano ben 24 kg di mozzarella.
  10. La mozzarella è un formaggio eccezionale ma delicato, che va trattato con cura altrimenti perde le sue caratteristiche di freschezza e di sapore. Molto dipende dalla sua conservazione: gli sbalzi termici, infatti, non solo influenzano negativamente la conservabilità della mozzarella, ma incidono anche sul sapore, sul profumo e perfino sul suo peso. Quando viene conservata a temperature troppo alte, la mozzarella tende a perdere acqua, che finisce nel liquido di governo. Si tratta però di una perdita di peso apparente, che riguarda solo l’acqua e quindi non intacca i preziosi nutrienti della mozzarella e non comporta nessun rischio per il consumatore.

La leggenda dei soffioni.

Si narra che Teseo mangiò per 30 giorni di fila solo denti di leone allo scopo di diventare abbastanza forte da affrontare e sconfiggere il Minotauro.

In passato, applicando la cosiddetta ‘teoria delle Segnature’, si riteneva che il soffione avesse il potere di curare l’itterizia.

Secondo questa teoria, ogni pianta o frutto rispecchia nella forma o nel colore quella parte o quell’organo del corpo umano che è destinata a curare.

Quindi, i fiori gialli del tarassaco, per segnatura del colore, erano idonei a curare l’ittero e i disturbi del fegato.

Oggi sappiamo che effettivamente il tarassaco è utile nella cura del fegato, anche se il motivo non risiede nel colore dei fiori.

Il soffione è legato all’idea del distacco e del viaggio.

I semi di questo fiore sembrano rappresentare perfettamente le fasi del ciclo della vita che ognuno di noi è destinato a compiere.

Inizialmente i semi sono legati al pappo, la loro appendice soffice e sembra non vogliano staccarsene.

Poi pian piano si lasciano trasportare dal vento, dapprima timorosi, man mano sempre più impavidi, pronti a intraprendere un nuovo viaggio, a sperimentare nuove avventure.

Superata la paura iniziale, si lasciano andare al flusso della vita, curiosi di nuove scoperte, pronti a generare nuova vita.