La leggenda della nascita del pesto ligure.

L’ingrediente principale per il pesto è il basilico.

Chiamato “baxaicò” nel dialetto genovese, il suo nome botanico è “Ocimum basilicum”, che deriva dal greco e significa “erba regale”.

Le varietà di basilico che crescono in Liguria sono il Basilico Genovese Gigante, il Basilico Genovese Comune e il Basilico Genovese Nano.

La leggenda narra che sulle alture di Prà, vicino a Genova, un frate del convento di San Basilio abbia raccolto le caratteristiche erbe e spezie che spontaneamente crescevano in quella zona e le abbia mescolate con altri ingredienti, come pinoli, noci e formaggio, donati dai fedeli e così abbia inventato la primissima versione del pesto.

Le storie tradizionali affermano, inoltre, che il basilico ligure dovrebbe essere coltivato all’interno di una lattina posta su un davanzale con vista sul mare, per assorbire tutto il calore del sole e del sale marino.

Le coltivazioni di basilico, prevedono che cresca nei campi da aprile a settembre, o durante tutto l’anno nelle serre industriali riscaldate, così come su balconcini comuni.

Leggenda giapponese – “Il Kiyotaki Tunnel” (Speciale di Halloween).

Stasera sarà la notte di Halloween, festa ricca di maschere, di zucche luminose e soprattutto di grandi spaventi.

Le serate di Halloween sono l’ideale per ritirare fuori vecchie leggende e storie spaventose magari tramandate da parenti e amici, racconti che vengono modificati di generazione in generazione ma che mantengono sempre lo stesso elemento comune: la paura.

Attenzione! Il contenuto di questa leggenda potrebbe urtare la sensibilità di chi legge.

Il Kiyotaki Tunnel è una galleria scavata nel 1927 nell’area di Kansai, non lontano da Osaka.

Oggi è lungo poco più di 320 m, ma in origine era esattamente 444 m: una buona parte venne demolita per far posto ad alcuni palazzi e negli ultimi decenni ha subito diversi interventi di ammodernamento per invitare la gente ad usarlo come alternativa alle grandi arterie sempre affollate da auto e mezzi pesanti.

Nemmeno la pubblicità sui giornali e in TV negli anni ’90 ha riscosso l’adesione sperata e oggi la sinistra fama che circonda il tunnel tiene lontani gli abitanti di tutta la regione e viene utilizzato sono in caso di necessità.

Ma cosa rende questa galleria così spaventosa?

Tralasciando la superstizione giapponese del numero 4, ci sono stati effettivamente eventi tragici che ne hanno segnato la reputazione.

Sin dal periodo Namboku (1336-1392) la collina sotto cui è stato scavato il tunnel era un luogo di esecuzione dei prigionieri di guerra e successivamente divenne un cimitero a cielo aperto per le vittime senza nome o non reclamate dalle famiglie che si combattevano per il territorio.

Durante la costruzione del Kiyotaki Tunnel ci furono diverse morti per un crollo improvviso del soffitto e si dice che fino ad oggi siano morte nel tunnel più di 200 persone a causa di incidenti.

Oggi nella regione di Kansai i superstiziosi credono che le anime dei molti morti sulla collina e nel tunnel non riescano a trovare pace e che proprio in esso abbiano trovato rifugio.

Essendo vittime di morte violenta tenderebbero a manifestarsi di notte ai guidatori per provocare incidenti nel tentativo di scongiurare il passaggio e riposare in pace.

Le testimonianze parlano non di uno, ma di molti spettri presenti nella galleria: uomini, donne, vecchi e giovani, alcuni visibili mentre si guida, altri solo di riflesso nello specchietto retrovisore.

Chi ha attraversato il tunnel in moto sembra riportare un fenomeno a parte, che non capita agli altri.

In molti sostengono che una o due figure evanescenti attraversino il tunnel da parete a parete pochi metri dopo l’ingresso e che il motociclista di turno perda la nozione del tempo all’interno della galleria.

Impiegando così diversi minuti a venirne fuori quando sarebbero necessari solo alcuni secondi.

C’è anche chi, curioso di verificare le dicerie, si è introdotto nel tunnel a piedi e ha affermato che se esso non viene attraversato da veicoli è possibile sentire voci flebili e persistenti al suo interno, come lamenti e pianti provenire dall’interno delle pareti.

Un aneddoto riguardo al tunnel riguarda il semaforo posto all’entrata (il tunnel è stretto e due auto non riuscirebbero a passare).

Si dice che se è verde, è consigliabile fermarsi e aspettare perché diventerà rosso e poi nuovamente verde; in pratica sarebbe lo scherzo di qualche spirito che lo farebbe apparire verde solamente per invitare le auto ad entrare nella speranza di un incidente mortale.

Infine c’è la leggenda secondo cui se si osserva nello specchio all’ingresso del tunnel e si vede il volto di un uomo riflesso, allora si andrà incontro ad una morte orribile nel giro di pochissimi giorni.

Leggenda giapponese – “The Red Room” (Speciale di Halloween).

Domani sarà Halloween, festa ricca di maschere, di zucche luminose e soprattutto di grandi spaventi.

Le serate di Halloween sono l’ideale per ritirare fuori vecchie leggende e storie spaventose magari tramandate da parenti e amici, racconti che vengono modificati di generazione in generazione ma che mantengono sempre lo stesso elemento comune: la paura.

Attenzione! Il contenuto di questa leggenda potrebbe urtare la sensibilità di chi legge.

La Red Room è un pop-up che ti mette a conoscenza di un solo singolo fatto: la tua morte imminente.

Tra le leggende giapponesi riportate questa è quella che coinvolge di più il pubblico di internet del giorno d’oggi.

Tutto è collegato a un video giapponese reperibile online, dove vengono mostrati due ragazzi intenti nella ricerca del famoso pop-up maledetto.

I due ragazzi troveranno la Stanza Rossa: nel monitor del computer comparirà il pop-up rosso che ritrarrà una semplice frase accompagnata da una voce infantile che vi chiederà: “Ti piace___?” (Anata wa—suki desu ka?).

Ovviamente, il primo istinto è quello di chiudere immediatamente la finestra, ma più i ragazzi ci provano e più le parole nel riquadro rosso aumentano, fino a comporre la frase: “Ti piace la stanza rossa?” (Anata wa akai heya ga suki desu ka?).

Lo schermo inizia a tingersi di rosso, mentre davanti agli occhi dei due ragazzi comincerà a scorrere una lista di nomi (tutti vittime della Red Room), insieme ai loro due alla fine della colonna.

La scena successiva del video è ambientata nella scuola dei due ragazzi, dove gli insegnanti stanno facendo un annuncio riguardante il suicidio dei due compagni, trovati morti e immersi nel loro stesso sangue.

Quando il video finisce, si dice che lo stesso pop-up compaia anche sul computer di chi lo ha visionato, condannando il curioso spettatore alla stessa terribile sorte dei due ragazzi protagonisti.

La maledizione nasce da un fatto realmente accaduto che ha per protagonista proprio l’infame video ancora liberalmente circolante in rete.

Il primo giugno 2004, una ragazzina di soli undici anni uccise una sua compagna di dodici in una classe vuota della loro scuola elementare Okubo, della città di Sasebo.

Dopo averla uccisa, la bimba fece tranquillamente ritorno in classe e il corpo macellato della compagna venne trovato da un insegnante che chiamò immediatamente la polizia.

La ragazza assassina venne subito arrestata e spedita al riformatorio.

Come si scoprì poi dall’analisi del suo computer, la bambina era una fan accanita del video della Red Room, e si dice che l’istinto assassino sia stato istigato proprio da quest’ultimo, rendendolo non solo poco adatto alle menti fragili e suggestionabili, ma anche famoso come uno dei link più maledetti del web.

Leggenda giapponese – “Satoru-kun” (Speciale di Halloween).

Domani sarà Halloween, festa ricca di maschere, di zucche luminose e soprattutto di grandi spaventi.

Le serate di Halloween sono l’ideale per ritirare fuori vecchie leggende e storie spaventose magari tramandate da parenti e amici, racconti che vengono modificati di generazione in generazione ma che mantengono sempre lo stesso elemento comune: la paura.

Attenzione! Il contenuto di questa leggenda potrebbe urtare la sensibilità di chi legge.

Se c’è una domanda di cui vorreste la risposta, Satoru-kun vi può aiutare.

Satoru-kun è uno spirito giapponese che appare nella forma di un giovane ragazzo.

Lui sa tutto sul passato, presente e futuro, quindi può rispondere a qualsiasi domanda gli venga chiesta.

Per evocarlo bisogna seguire un semplice rituale, attenzione però, si va in contro ad un gioco molto pericoloso.

Per evocare Satoru-kun, l’interessato ha bisogno di un telefono cellulare, alcune monete e un telefono pubblico a gettoni.

Prima bisogna andare in un telefono pubblico, inserire i soldi e digitare il proprio numero.

Dopodiché bisogna pronunciare la frase: “Satoru-kun, Satoru-kun, ti prego di venire qui, Satoru, Satoru ti prego fati vedere, Satoru, Satoru, rispondimi se ci sei.” e riagganciare il telefono spegnendo il proprio cellulare.

Se tutti i passi saranno eseguiti correttamente, si riceverà una telefonata di Satoru-kun entro 24 ore.

Alla prima telefonata, Satoru-kun vi comunicherà dove si trova, riaggancerà e dovrete andare nel luogo comunicato.

Alla seconda telefonata dirà che è sempre più vicino a voi.

Nell’ultima chiamata dirà: “Sono dietro di te adesso”.

Questo sarà il momento giusto per porre rapidamente la vostra domanda.

Non voltarsi per provare a guardarlo, non toccarlo e non chiamarlo se non si ha una domanda da fare.

Quando sarà dietro di voi, non bisogna perder tempo nel fare la domanda.

Se uno di questi punti dovesse esser trasgredito, Satoru-kun vi ucciderà e vi trascinerà all’inferno.

 

Leggenda giapponese – “Nure-Onna” (Speciale di Halloween).

Presto sarà Halloween, festa ricca di maschere, di zucche luminose e soprattutto di grandi spaventi.

Le serate di Halloween sono l’ideale per ritirare fuori vecchie leggende e storie spaventose magari tramandate da parenti e amici, racconti che vengono modificati di generazione in generazione ma che mantengono sempre lo stesso elemento comune: la paura.

Attenzione! Il contenuto di questa leggenda potrebbe urtare la sensibilità di chi legge.

La donna-serpente o “Nure-Onna” è una leggenda urbana giapponese riguardante una creatura dal terribile aspetto draconico con la testa di una donna e il corpo di un enorme serpente.

Essa ha occhi da rettile, lunghe braccia a scaglie che terminano con artigli, zanne affilate e lunghi, bellissimi capelli.

La Nure-Onna caccia lungo il litorale e preda ignari bagnanti o pescatori.

Quando punta la preda, emerge dall’acqua e paralizza la sua vittima con lo sguardo.

Infine utilizza il suo lungo ago da serpente per succhiare fuori il sangue dal corpo del malcapitato.

Nonostante la sua incredibile lunghezza, la Nure-Onna può nascondersi all’interno di ingannevoli e secche pozze d’acqua.

Ella è anche conosciuta per il fatto che usa la bellezza del suo volto e dei suoi lunghi capelli per attirare i bagnanti verso la loro inesorabile morte.

China la testa sulla superficie dell’acqua e agita le braccia apparendo in tutto e per tutto una donna che sta affogando.

Quando qualcuno si tuffa per salvarla, essa riemerge all’improvviso, afferrandolo con gli artigli e trascinandolo nelle profondità più buie.

Una volta predati, è difficile sfuggire alla presa della donna serpente.

È capace di coprire brevemente lunghe distanze per catturarti, quindi l’unico modo per proteggerti è evitare di camminare da solo sulla spiaggia durante la notte.

 

Leggenda giapponese – “Kashima Reiko” (Speciale di Halloween).

Presto sarà Halloween, festa ricca di maschere, di zucche luminose e soprattutto di grandi spaventi.

Le serate di Halloween sono l’ideale per ritirare fuori vecchie leggende e storie spaventose magari tramandate da parenti e amici, racconti che vengono modificati di generazione in generazione ma che mantengono sempre lo stesso elemento comune: la paura.

Attenzione! Il contenuto di questa leggenda potrebbe urtare la sensibilità di chi legge.

Un giorno di molti anni fa, una studentessa stava aspettando il treno insieme ai suoi compagni di scuola.

La giovane fu vittima di uno scherzo destinato a finire in tragedia.

Alcuni ragazzi posarono sulla spalla della ragazza una cicala.

La giovane, spaventata, perse l’equilibrio e cadde sui binari.

Caso volle che in quel momento sopraggiungesse il treno.

Il macchinista non riuscì a frenare in tempo il locomotore e la ragazza rimase uccisa, tranciata in due dalle ruote metalliche del mezzo.

Morì dopo una lunga agonia che la trasformò in uno spirito malvagio e vendicatore.

Si racconta che lo spirito continui a vagare senza sosta, alla ricerca di potenziali vittime.

Non casualmente, le sue preferite sono giovani studenti che si attardano a giocare oltre crepuscolo.

 

Leggenda giapponese – “Makura-gaeshi” (Speciale di Halloween).

Presto sarà Halloween, festa ricca di maschere, di zucche luminose e soprattutto di grandi spaventi.

Le serate di Halloween sono l’ideale per ritirare fuori vecchie leggende e storie spaventose magari tramandate da parenti e amici, racconti che vengono modificati di generazione in generazione ma che mantengono sempre lo stesso elemento comune: la paura.

Attenzione! Il contenuto di questa leggenda potrebbe urtare la sensibilità di chi legge.

Ti sei mai chiesto perché ti svegli la mattina per scoprire che il tuo cuscino si è miracolosamente spostato ai piedi del tuo letto o perché sei stato svegliato mentre il letto tremava violentemente?

Allora forse hai ricevuto la visita del 枕 返 し (Makura-gaeshi).

Questo piccolo spirito sfacciato deriva dal folklore giapponese ed è ciò che i giapponesi chiamano Yokai, che sono una classe di spiriti, mostri e demoni.

Makura-gaeshi è un fantasma infantile che ama stare di notte nelle camere da letto.

Di solito questi spiriti prendono la forma di un bambino maschio, vestito da monaco o samurai e vengono da te nel cuore della notte per capovolgerti il cuscino e infastidire il sonno.

L’origine di Makura-gaeshi non è davvero nota, ma esiste una teoria principale in cui la gente crede.

Questo Yokai proviene dagli spiriti dei bambini che sono morti nella stanza che perseguitano.

Di solito deceduti con morti violente o vittime di terribili omicidi.

Nonostante ciò, sono principalmente considerati burloni e di solito non hanno tendenze malevoli.

Le storie li descrivono come spiriti situati ai piedi del letto, che spostando il cuscino da sotto la testa mentre si dorme profondamente.

Non si sa perché lo facciano, immagino sia solo per divertimento.

In alcuni casi lasciano anche impronte sporche in casa.

In passato le persone hanno dato a questi spiriti un’immagine più malevola.

Alcune persone credono che non capovolgano solo il cuscino, ma capovolgano la persona che dorme, facendola svegliare improvvisamente, altri sostengono che scuotano il letto per disturbare il sonno e altri che possano causare delle paralisi notturne.

Leggenda giapponese – “La Residenza Himuro” (Speciale di Halloween).

Presto sarà Halloween, festa ricca di maschere, di zucche luminose e soprattutto di grandi spaventi.

Le serate di Halloween sono l’ideale per ritirare fuori vecchie leggende e storie spaventose magari tramandate da parenti e amici, racconti che vengono modificati di generazione in generazione ma che mantengono sempre lo stesso elemento comune: la paura.

Attenzione! Il contenuto di questa leggenda potrebbe urtare la sensibilità di chi legge.

L’edificio conosciuto come la Residenza Himuro è uno dei posti più infestati del Giappone.

La famiglia che una volta abitava qui, era solita eseguire un tremendo rituale conosciuto come “Il rituale dello strangolamento“.

Una ragazza veniva scelta dal padrone di casa per essere tagliata fuori dal mondo, in modo da conservarne la purezza d’animo e diventare la vittima sacrificale del rituale.

Nel giorno in cui questo veniva compiuto, le membra della ragazza venivano attaccate a grossi animali (cavalli o buoi), che separandosi avrebbero strappato il suo corpo in pezzi.

L’ultimo rituale fu un fallimento perché la ragazza scelta si era innamorata, perdendo la sua purezza.

Temendo le conseguenze del mancato rituale, il capo famiglia uccise tutti gli abitanti della casa, incluso se stesso.

Alcuni dicono che gli spettri delle persone assassinate infestino ancora la residenza, nel disperato tentativo di trovare un’altra vittima da sacrificare.

Leggenda giapponese – “Daruma-san” (Speciale di Halloween).

Presto sarà Halloween, festa ricca di maschere, di zucche luminose e soprattutto di grandi spaventi.

Le serate di Halloween sono l’ideale per ritirare fuori vecchie leggende e storie spaventose magari tramandate da parenti e amici, racconti che vengono modificati di generazione in generazione ma che mantengono sempre lo stesso elemento comune: la paura.

Attenzione! Il contenuto di questa leggenda potrebbe urtare la sensibilità di chi legge.

Questa leggenda è una versione di un gioco per bambini dove si rischia la propria vita.

Per iniziare, bisogna farsi un bagno con la luce spenta e gli occhi chiusi, cantilenando “Daruma-san cadde giù” fino a che non si finisce di lavarsi i capelli.

Una volta che si è usciti dalla vasca da bagno e si è andati a dormire, il gioco ha davvero inizio.

Il giorno seguente, infatti, una ragazza ti inseguirà ovunque, ma sarà possibile vederla soltanto con la coda dell’occhio.

Se la ragazza si avvicina troppo si può urlare “Tomare!” per guadagnare tempo per scappare, ma il vero obbiettivo è catturarla, urlare “Kitta!” e farla scomparire, tagliandola con il proprio braccio.

I Trucchetti di Google.

Andando nella barra di ricerca di Google e digitando determinate parole, si scoprono tante funzionalità di Google, alcune utili altre bizzarre e divertenti.

 

 Avvitamento:

Digitando nella barra di ricerca la frase in inglese “do a barrel roll” oppure “z or r twice” la pagina di Google ruoterà completamente di 360°.

 

 

Schermo inclinato:

Scrivendo la parola “askew“, sempre nella barra di ricerca di Google, lo schermo si inclinerà leggermente a destra.

 

Previsioni del tempo:

Che tempo fa a Milano? Scrivendo nella barra di ricerca di Google il nome della città e la parola tempo si otterrà subito la risposta.

 

Un cuore per tutti:

Google regala un cuore; digitando la formula matematica “(sqrt(cos(x))*cos(190*x)+sqrt(abs(x))-0.5)*(7-x*x)^0.1395, from -5 to 5″ google mostrerà un grafico a forma di cuore.

 

“A che ora è l’alba e il tramonto?”:

Se si vuole sapere l’orario in cui sorge il sole o l’orario in cui tramonta in una determinata città, si può scrivere alba o tramonto e il nome della città ed ecco che Google fornirà l’orario preciso.

 

Parole lampeggianti:

Digitando “<blink>“, la parola inizierà a lampeggiare.

 

Cerchi affamati:

Se si desidera prendersi un attimo di pausa ma non si ha a disposizione nessun gioco è possibile digitare “zerg rush“: compariranno tanti cerchi colorati che, uno ad uno, elimineranno tutti i risultati nella SERP (Search Engine Results Page) ovvero tutti i risultati presenti nella pagina. Cliccandoci sopra sarà possibile sconfiggerli, difficilissimo prenderli tutti!