Informazioni utili per il Castello Sforzesco.

Apertura Castello Sforzesco:

Ora solare: 7:00-18:00

Ora legale: 7:00-19:00

Apertura Musei (all’interno del Castello):

9:00-17:30; chiusura musei tutti i lunedì.

Mezzi di trasporto:

MM1 (Cadorna, Cairoli); MM2 (Cadorna, Lanza).

Autobus: 18, 50, 57, 58, 61, 94.

Tram: 1, 2, 4, 12, 14, 19.

Sito Internet:

http://www.milanocastello.it

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6 Consigli per capelli sani.

  1. Un ingrediente naturale utile per rinforzare i capelli è rappresentato dall’aloe vera, molto utilizzata in bellezza, che può essere estratta direttamente dalle foglie della pianta e impiegata come impacco da applicare sui capelli almeno per mezz’ora, prima di effettuare il lavaggio.
  2. Si ritiene anche che assumere un cucchiaino al giorno di succo d’aloe a stomaco vuoto possa favorire una migliore crescita dei capelli.
  3. La dieta ha un ruolo fondamentale nel mantenere la bellezza dei capelli.
    Per avere capelli belli e sani è necessario curare sempre l’alimentazione, cioè scegliere cosa mangiare, programmando una dieta equilibrata e varia.
  4. Uno shampoo che fa troppa schiuma (presenza sull’etichetta di SLS e SLES, tensioattivi anionici) può danneggiare il cuoio capelluto.
    I tensioattivi (ovvero gli agenti lavanti che inglobano il grasso e la sporcizia presente sui capelli e ne consentono la rimozione con l’acqua), modificano il pH cutaneo e il cuoio capelluto diventa più fragile, secco e più esposto alle patologie cutanee.
  5. Non spazzolare mai i capelli bagnati con tanto vigore, perché è in questo modo che i capelli si spezzano più facilmente.
  6. Una grande quantità di balsamo appesantisce i capelli e ne riduce il volume.
    Troppo balsamo infatti può far sembrare i capelli pesanti e trasandati.
    L’utilizzo di piccole quantità di prodotto, invece, darà risultati migliori.

“Buon Anno” in tutto il mondo!

Come augurare un “Buon Anno” se non in tutte le lingue del mondo?

ITALIAN: buon anno, felice anno.
ALBANIAN: Gëzuar vitin e ri.
ALSATIAN: e glëckliches nëies / güets nëies johr.
ARABIC: aam saiid / sana saiida.
ARMENIAN: shnorhavor nor tari.
AZERI: yeni iliniz mubarek.
AFRIKAANS: gelukkige nuwejaar.
BAMBARA: bonne année.
BASQUE: urte berri on.
BELARUSIAN: З новым годам (Z novym hodam).
BENGALI: subho nababarsho.
BERBER: asgwas amegas.
BETI: mbembe mbu.
BOBO: bonne année.
BOSNIAN: sretna nova godina.
BRETON: bloavez mad.
BULGARIAN: честита нова година (chestita nova godina).
BIRMAN: hnit thit ku mingalar pa.
CANTONESE: kung hé fat tsoi.
CATALAN: feliç any nou.
CHINESE: xin nièn kuai le / xin nièn hao.
CORSICAN: pace e salute.
CROAT: sretna nova godina.
CZECH: šťastný nový rok.
DANISH: godt nytår.
DUTCH: gelukkig Nieuwjaar.
ESPERANTO: felicxan novan jaron.
feliæan novan jaron (Times SudEuro font).
ESTONIAN: head uut aastat.
FAROESE: gott nýggjár.
FINNISH: onnellista uutta vuotta.
FLEMISH: gelukkig Nieuwjaar.
FRENCH: bonne année.
FRIULAN: bon an.
GALICIAN: feliz aninovo.
GEORGIAN: gilotsavt aral tsels.
GERMAN: ein gutes neues Jahr / prost Neujahr.
GREEK: kali chronia / kali xronia.
eutichismenos o kainourgios chronos.
(we wish you a happy new year).
GUARANÍ: rogüerohory año nuévo-re.
HAITIAN CREOLE: bònn ané.
HAWAIIAN: hauoli makahiki hou.
HEBREW: shana tova.
HINDI: nav varsh ki subhkamna.
KANNADA: hosa varshada shubhaashayagalu.
KHMER: sur sdei chhnam thmei.
KIRUNDI: umwaka mwiza.
KOREAN: seh heh bok mani bat uh seyo.
KURDE: sala we ya nû pîroz be.
HUNGARIAN: boldog új évet.
ICELANDIC: farsælt komandi ár.
INDONESIAN: selamat tahun baru.
IRISH GAELIC: ath bhliain faoi mhaise.
JAPANESE: akemashite omedetô.
KABYLIAN: asseguèsse-ameguèsse.
NORWEGIAN: godt nytt år.
MACEDONIAN: srekna nova godina.
MALAGASY: arahaba tratry ny taona.
MALAY: selamat tahun baru.
MALTESE: sena gdida mimlija risq.
MAORI: kia hari te tau hou.
MONGOLIAN: shine jiliin bayariin mend hurgeye.
(Шинэ жилийн баярын мэнд хvргэе).
MORÉ: wênd na kô-d yuum-songo.
LAO: sabai di pi mai.
LATIN: felix sit annus novus.
LATVIAN: laimīgo Jauno gadu.
LINGALA: bonana / mbula ya sika elamu na tonbeli yo.
LITHUANIAN: laimingų Naujųjų Metų.
LOW SAXON: gelükkig nyjaar.
LUXEMBOURGEOIS: e gudd neit Joër.
OCCITAN: bon annada.
PERSIAN: sâle no mobârak.
POLISH: szczęśliwego nowego roku.
PORTUGUESE: feliz ano novo.
ROMANI: bangi vasilica baxt.
ROMANIAN: un an nou fericit / la mulţi ani.
RUSSIAN: С Новым Годом (S novim godom).
SAMOAN: ia manuia le tausaga fou.
SANGO: nzoni fini ngou.
SOBOTA: dobir leto.
SPANISH: feliz año nuevo.
SWAHILI: mwaka mzuri.
SWEDISH: gott nytt år.
SWISS-GERMAN: äs guets Nöis.
SARDINIAN: bonu annu nou.
SCOTTISH GAELIC: bliadhna mhath ur.
SERBIAN: srecna nova godina.
SHONA: goredzwa rakanaka.
SINDHI: nain saal joon wadhayoon.
SLOVAK: stastlivy novy rok.
SLOVENIAN: srečno novo leto.
TAMIL: iniya puthandu nalVazhthukkal.
TATAR: yana yel belen.
TELUGU: nuthana samvathsara subhakankshalu.
TAGALOG: manigong bagong taon.
TAHITIAN: ia ora te matahiti api.
THAI: (sawatdii pimaï).
TIBETAN: tashi délek.
TURKISH: yeni yiliniz kutlu olsun.
UDMURT: Vyľ Aren.
UKRAINIAN: Z novym rokom.
URDU: naya saal mubarik.
WALOON: (“betchfessîs” spelling) bone annéye / bone annéye èt bone santéye.
WELSH: blwyddyn newydd dda.
WEST INDIAN CREOLE: bon lanné.
YIDDISH: a gut yohr.
VIETNAMESE: Chúc Mừng Nam Mới / Cung Chúc Tân Niên / Cung Chúc Tân Xuân.

 

 

La leggenda della Stella di Natale.

Il Natale è una festa ricca di luci, di gioia e di allegria.

Il periodo antecedente al giorno di Natale è ideale per raccontarsi leggende o storie su questa festività così sentita e importante.

 

La leggenda della Stella di Natale.

 

La famosa “Stella di Natale” che ogni anno compare nelle case a rallegrare l’ambiente è legata alla storia di un bimbo molto piccolo.

La leggenda narra che il 25 dicembre, di un anno lontanissimo nel tempo, un bambino povero entrò in una chiesa per offrire un dono a Gesù nel giorno della sua nascita.

Il bambino sentendosi molto triste e vergognandosi per il suo regalo fatto di piccoli ramoscelli, si mise a piangere; dal suo volto cadde una lacrima che finì fra quei ramoscelli.

D’incanto la lacrima si trasformò nel fiore più rosso e bello che i suoi occhi avessero mai visto circondato da innumerevoli foglie.

Nacque così la Stella di Natale.

 

 

Con questa ultima storia natalizia, vi auguro un felice e magico Natale!

La leggenda delle pigne di Natale.

Il Natale è una festa ricca di luci, di gioia e di allegria.

Il periodo antecedente al giorno di Natale è ideale per raccontarsi leggende o storie su questa festività così sentita e importante.

 

La leggenda delle pigne di Natale.

 

Molto tempo fa tra le montagne di Hertz ( in Germania ) viveva una famiglia molto povera.

Non avevano niente da mangiare e neanche un po’ di legna per riscaldarsi dal freddo dell’inverno.

La madre decise di andare nella foresta per raccogliere delle pigne, alcune per accendere
il fuoco e altre per venderle e comprare un po’ di cibo.

Mentre raccoglieva le prime pigne improvvisamente la donna sentì una voce: ” Perché rubi le pigne? ” accanto a lei c’era un elfo al quale la donna raccontò la sua triste storia.

L’elfo con un sorriso le consigliò di entrare nella seconda foresta e le disse che questo consiglio sarebbe stato il suo regalo di Natale per lei.

Lì le pigne erano molto più belle e grosse.

Quando la donna raggiunse la foresta, visto che era molto stanca, si mise a sedere sul suo cestino per riposarsi un momento.

Ad un tratto mentre era assopita e si era fatto buio gli caddero dozzine di pigne in testa.

Le raccolse e si avviò verso casa.

Mentre saliva i gradini di casa sua e la flebile luce le permise di vedere meglio, si accorse che le pigne si erano trasformate in pigne d’argento.

Grazie a questo dono la sua famiglia non avrebbe mai più sofferto la fame e il freddo.

Da quel giorno tra le montagne di Hertz la gente tiene una piccola pigna d’argento in casa come porta fortuna.

La leggenda del pettirosso.

Il Natale è una festa ricca di luci, di gioia e di allegria.

Il periodo antecedente al giorno di Natale è ideale per raccontarsi leggende o storie su questa festività così sentita e importante.

 

La leggenda del pettirosso.

 

Un piccolo uccellino marrone divideva la stalla a Betlemme con la Sacra famiglia.

La notte, mentre la famiglia dormiva, l’uccellino notò che il fuoco che li scaldava stava per spegnersi.

Così, per tenere caldo il piccolo Gesù, volò verso le braci e tenne il fuoco vivo muovendo le ali per tutta la notte.

Il mattino seguente l’uccellino fu premiato con un bel petto rosso brillante come simbolo del suo amore per Gesù Bambino.

Questo uccellino è quello che noi tutti conosciamo oggi con il nome di pettirosso.

La leggenda dei bastoncini di zucchero.

Il Natale è una festa ricca di luci, di gioia e di allegria.

Il periodo antecedente al giorno di Natale è ideale per raccontarsi leggende o storie su questa festività così sentita e importante.

 

La leggenda dei bastoncini di zucchero.

 

Il protagonista della storia di oggi è il bastoncino di zucchero “a forma di J” che durante le vacanze di Natale decora alcuni alberi e ghirlande.

La sua leggenda è molto antica e narra di uno straordinario e famosissimo pasticciere che lo creò per ricordare Gesù alle persone.

Decorato a strisce rosse e bianche, questo dolce di zucchero ha infatti in sé molti significati.

La forma a “J” rappresenta la forma di un bastone da pastore perché secondo le scritture “Gesù è il nostro pastore” o è riconducibile alla parola “Jesus” che tradotta in italiano dall’inglese è appunto Gesù.

Il colore bianco rappresenta la purezza e l’assenza del peccato.

Il sapore di menta piperita ricorda il sapore dell’issopo che è una pianta aromatica usata nel vecchio testamento per purificare.

Il rosso invece è stato utilizzato poichè da sempre è uno dei colori più diffusi della festività natalizia.

La leggenda di Babbo Natale.

Il Natale è una festa ricca di luci, di gioia e di allegria.

Il periodo antecedente al giorno di Natale è ideale per raccontarsi leggende o storie su questa festività così sentita e importante.

La leggenda di Babbo Natale.

 

La figura di Babbo Natale fa riferimento ad un Santo della tradizione medievale: San Nicola di Mira, turco, appartenente ad una famiglia molto agiata.

Divenne Vescovo di Mira nel VI secolo d.C.

Nel 1087 le sue spoglie furono trafugate da alcuni cavalieri italiani camuffati da mercanti e trasportate a Bari, dove ancor oggi sono conservate.

In vita San Nicola regalava cibo alle famiglie povere servendosi dei camini, da qui nasce la tradizione di considerarlo un simpatico vecchietto barbuto capace di calarsi nei camini delle case per portare regali ai bambini.

Nasce la credenza che egli sia un abile artigiano capace di costruire giocattoli per tutti i bambini del mondo, che abiti nei freddi paesi del nord e che, per trasportare i tanti giocattoli, si avvalga di una slitta trainata da alcune renne, tra cui Rudolph.

Nella fantasia popolare San Nicola divenne infatti “portatore di doni“, come oggi noi tutti consideriamo Babbo Natale.

La leggenda di Rudolph: La renna dal naso rosso.

Il Natale è una festa ricca di luci, di gioia e di allegria.

Il periodo antecedente al giorno di Natale è ideale per raccontarsi leggende o storie su questa festività così sentita e importante.

 

La leggenda di Rudolph: La renna dal naso rosso.

 

Babbo Natale viene rappresentato da sempre insieme ad una renna piuttosto particolare.

La sua slitta viene trainata da nove renne di cui una dotata di un naso rosso scintillante.

Questa piccola renna, derisa dal proprio branco per colpa di questa stranezza fisica, si rivelò di grande aiuto per Babbo Natale in una fredda e nebbiosa notte di Vigilia.

Grazie al suo naso luminoso infatti illuminò la strada e Babbo Natale riuscì a consegnare i regali a tutti i bambini.

Da allora rappresenta ogni anno un validissimo aiuto nella consegna dei regali di Natale, guidando la slitta come prima renna.

 

 

La leggenda del vischio.

Il Natale è una festa ricca di luci, di gioia e di allegria.

Il periodo antecedente al giorno di Natale è ideale per raccontarsi leggende o storie su questa festività così sentita e importante.

Nei prossimi 7 giorni, cioè fino al 25 dicembre, ogni giorno verrà pubblicata una leggenda o una storia di Natale, da leggere in compagnia magari di una cioccolata calda e perché no davanti ad un camino acceso.

 

 

La leggenda del vischio.

 

Questa prima leggenda narra di un vecchio e avido mercante, che viveva in un paese tra i monti e non aveva alcun amico.

Una notte, non avendo sonno e rigirandosi nel letto senza riuscire a trovare pace, uscì di casa e vide tantissime persone in cammino.

«Fratello – gli gridarono – non vieni?». “Fratello”, a lui che non aveva fratelli ne persone care.

Era un mercante e per lui esistevano solo chi comprava e chi vendeva; non gli importava chi fossero e che cosa facessero.

Incuriosito si unì a un gruppo di vecchi e di bambini.

“Fratello, – ripeteva a se stesso– sarebbe stato bello avere tanti fratelli”, ma il suo cuore gli sussurrava che non poteva essere il fratello di nessuno.

Non lui che aveva sempre sfruttato, ingannato, tradito la povera gente.

Eppure tutti gli camminavano a fianco e gli rivolgevano sorrisi.

Giunti davanti alla Grotta di Betlemme li vedeva entrare l’uno dopo l’altro e nessuno era a mani vuote, nemmeno i più poveri; lui soltanto, che invece era ricco, non aveva alcun dono.

Arrivato alla grotta, si inginocchiò: «Signore,  – esclamò  –  ho trattato male i miei fratelli. Perdonami», e cominciò a piangere senza più smettere.

Alla prima luce dell’alba quelle lacrime, segno di un cuore nuovo, splendettero come perle, in mezzo a due foglioline.

Così nacque quello che noi tutti ancora oggi conosciamo come vischio, uno dei simboli natalizi per eccellenza.