Parco del Retiro.

Il parco del Retiro è un parco di Madrid che si estende per 118 ettari e rappresenta uno dei principali luoghi di interesse della capitale spagnola.

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Costruito a partire dalla prima metà del XVII secolo come giardino di corte, il Parco è passato attraverso numerose evoluzioni stilistiche, cambiando spesso uso e destinazione.

A partire dalla seconda metà del XVIII secolo, durante il regno di Carlo III, il parco venne per la prima volta aperto al pubblico; i cittadini di ogni estrazione, non più esclusivamente appartenenti all’aristocrazia, furono autorizzati ad accedere a parte dei giardini, purché rispettassero delle norme minime relative all’abbigliamento e alla condotta.

La nuova destinazione assunse negli anni sempre maggior rilevanza, tanto che alla fine del XIX secolo, il Parco passò ad essere proprietà municipale, diventando rapidamente una delle attrazioni più amate e frequentate dai cittadini e dai turisti, che lo considerano oggi uno dei simboli principali della città.

Il parco è aperto dalle sei del mattino fino a mezzanotte (in inverno, fino alle dieci di sera) e a parte la possibilità unica di godere di un’oasi verde, piena di tranquillità, dove è possibile effettuare magnifiche passeggiate nella natura in pieno centro città, offre anche diversi luoghi di interesse e numerose attività di svago.

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L’attrazione forse più famosa in assoluto è però lo splendido Palacio de Cristal, un’incredibile e suggestiva struttura in ferro, vetro e ceramica, costruita inizialmente per essere utilizzata come serra per le numerose specie di piante esotiche ospitate dal Parco e destinata successivamente ad accogliere esposizioni organizzate, grazie al gemellaggio con il Museo Regina Sofia.

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Di fronte all’entrata del Palazzo si trova un piccolo laghetto, con una fontana e un piccola cascata, circondato da splendidi e maestosi alberi che esaltano e accentuando il carattere romantico e sognante dell’atmosfera che si respira in questo angolo del Parco.

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Un’esperienza unica e assolutamente consigliata per chi si trova a visitare Madrid.

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Il Mercado de San Miguel.

Situato a pochi metri dalla famosa e centralissima Plaza Mayor, in una delle zone più ricche della capitale spagnola in fatto di negozi, bar e ristoranti, il Mercado de San Miguel è il posto perfetto sia per fare compere, che per mangiare piatti tipici del luogo.

Infatti oltre che a mantenere la sua originaria vocazione, offrendo oggi come cento anni fa, il classico assortimento di generi alimentari, è possibile consumare diverse opzioni di “street food”, passeggiando all’interno della struttura che ospita il Mercado; negli ultimi anni il Mercado è riuscito a reinventarsi, tanto da essere ormai considerato sia un punto di ritrovo, che uno spazio “alla moda”, attirando ogni giorno centinaia, se non migliaia di persone.

L’edificio che ospita il Mercado de San Miguel è caratterizzato da una splendida struttura in ferro, vetro e ceramica, risalente ai primi anni del ‘900.

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In precedenza e per quasi un secolo, nello stesso spazio era presente un mercato all’aperto, che si teneva quotidianamente nella piazza, in seguito alla demolizione della preesistente chiesa di San Miguel de los Octoes.

A causa della crescente preoccupazione delle autorità cittadine per le condizioni igieniche del mercato e a causa dei problemi di ordine pubblico generati dall’aumento incontrollato del numero di banchi situati nelle vie adiacenti, nella piazza fu finalmente approvata la costruzione di una struttura coperta, terminata nel 1913.

Il bellissimo e suggestivo edificio che è possibile visitare oggi è l’originale degli inizi del secolo scorso, restaurato completamente nel 1999.

Vanta una superficie di quasi 2000 metri quadrati.

All’interno sono presenti i tradizionali banchi di vendita (con prodotti sempre di altissima qualità e rigorosamente freschi e di stagione), oltre a spazi dotati di tavoli dove è possibile degustare quello che si è appena comprato, in tutta tranquillità.

Tappa a mio avviso obbligatoria se si visita la città di Madrid.

 

 

 

Ricetta originale della Sangria Catalana.

Il termine Sangria deriva dalla parola spagnola sangre (sangue) che si riferisce al tipico colore rosso di questa bevanda.

In molte ex colonie spagnole americane, la Sangria viene anche chiamata limonada de tinto.

Ingredienti:

  • 1 L di vino rosso (non troppo corposo o invecchiato).
  • 2 pesche.
  • 1 mela.
  • 1 pera.
  • 1/2 ananas.
  • 2 limoni.
  • 1 arancia.
  • 1/2 bicchiere di cognac.
  • 1/2 L di Soda (o Gassosa)
  • 4 cucchiai di zucchero di canna.
  • Un pizzico di noce moscata.

Preparazione:

Prendere una brocca molto capiente.

Versarvi all’interno il vino rosso.

Spremere il succo di un limone, aggiungerlo al vino e mescolare.

Aggiungere l’arancia e i limoni con la buccia, ben lavati e tagliati a cubetti e tutto il resto della frutta pelata e tagliata a dadini.
Versare lo zucchero di canna e lentamente mescolare il tutto con un cucchiaio lungo da cocktail, infine versare il bicchierino di cognac e spolverare con un pizzico di noce moscata.

Mescolare bene.

Far riposare in frigorifero per due ore prima di servire, per lasciare che la frutta insaporisca il vino.

Al momento di servire, prendere un bicchiere capiente (tipo Tumbler alto), riempirlo con qualche cubetto di ghiaccio, versare la Sangria solo fino a poco più della metà, alleggerire la bevanda con la soda fino in cima.

Guarnire il tutto con frutta fresca a piacere.

Madrid.

Madrid è la capitale e la città più popolosa della Spagna.

La popolazione municipale è di 3 141 991 abitanti, ma la popolazione dell’area metropolitana è calcolata a quasi 6,5 milioni di abitanti.

Si tratta del terzo comune più popoloso nell’Unione europea, dopo Londra e Berlino.

La sua area metropolitana è la sesta più popolosa d’Europa dopo Mosca, Istanbul, Londra, la Ruhr e Parigi.

L’area comunale si estende su un totale di 604,3 km².

Oltre che capitale del Paese, Madrid è anche sede del governo e residenza del monarca spagnolo ed è anche il centro politico della Spagna.

L’attuale sindaco è Manuela Carmena, eletta alla guida della lista civica di sinistra, Ahora Madrid.

 

Curiosità su Trento.

  • Trento è un comune italiano di 117.664 abitanti, capoluogo dell’omonima provincia autonoma e della regione a statuto speciale, il Trentino-Alto Adige.
  • La città di Trento è situata nella valle del fiume Adige, a circa 150 km dalla sorgente del fiume e a 250 km dalla sua foce.
  • Si trova a 55 km a sud di Bolzano e 95 km a nord di Verona.
  • Secondo la tradizione latina, il nome Trento deriva da Tridentum (nome assegnato dai Romani) per via dei tre colli (Monte Verruca, Dosso Sant’Agata e Dosso di San Rocco) che circondano la città. In realtà il nome è ben più vecchio, deriva infatti da trent, ovvero triforcazione (dovuta al letto irregolare del fiume Adige, oppure ai tre corsi d’acqua, Adige, Fersina e Salè, che formano una triforcazione guardando la città da sud).
  •  A Trento sono situate sei stazioni meteorologiche.
  • Le pietanze più famose sono: i canederli in brodo, versione italiana dei tirolesi knoedel o come secondo piatto il pontesel a base di salsiccia in umido.
  • La vicinanza con il mondo germanico, fa di Trento un posto assolutamente adatto anche per gustare un’ottima birra.
  • Nel rapporto “Ecosistema Urbano 2017” di Legambiente, Trento si è posizionata al secondo posto nella classifica delle migliori città italiane per qualità dell’ambiente e della vita.
  • Trento mantiene un legame molto stretto con la montagna; a nord-ovest si trova la Paganella, a nord-est il monte Calisio, a est la Marzola, a sud-est la Vigolana e a ovest il Monte Bondone, chiamato anche “l’Alpe di Trento”.
  • Lo stemma del Comune di Trento raffigura un’aquila nera con ali spiegate e munita su queste ultime di due gambi trifogliati d’oro, linguata e cosparsa di fiammelle di colore rosso come descritto nel Decreto di riconoscimento dello stemma, redatto il 6 maggio 1930.

 

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  • La bandiera è composta da tre strisce orizzontali della stessa dimensione, le due più esterne sono di colore giallo e la centrale blu, con al centro uno scudo bianco che ospita l’aquila di San Venceslao, cioè lo stemma del Comune di Trento.

 

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Sarnico.

Sarnico (Sàrnech in dialetto bergamasco) è un comune italiano di 6.631 abitanti della provincia di Bergamo in Lombardia.

È situato sulla sponda occidentale del Lago d’Iseo, dove lo stesso confluisce nel fiume Oglio.

I primi insediamenti umani hanno origine nel periodo tra il neolitico e l’età del bronzo, come testimoniano i resti, rinvenuti sul fondo del lago, di un primitivo villaggio strutturato su palafitte.

Con il passare del tempo gli abitanti si trasferirono sulla terraferma, tanto che in epoca romana sulle rive del lago erano presenti stanziamenti fissi, dovuti soprattutto all’esistenza di importanti strade di collegamento con le città di Bergamo e Brescia, nonché con la Val Camonica, che favorirono il commercio nella zona.

I primi documenti che attestano l’esistenza del paese risalgono invece all’anno 862, quando con una concessione l’imperatore Ludovico II autorizzò lo sfruttamento ittico del lago in favore di alcuni monasteri presenti in territorio bresciano.

Altri documenti attestano che, nell’anno 1081, qui venne costruito un monastero dell’ordine dei cluniacensi, di cui però oggi non resta alcuna traccia ne testimonianza.

Il medioevo non vide il paese al centro delle lotte tra fazioni guelfe e ghibelline, rimanendo in una posizione di nicchia più tranquilla rispetto ai centri limitrofi. Ciononostante il paese venne abbellito da numerosi edifici caratteristici del tempo, quali castelli e torri, in previsione di eventuali attacchi.

Con l’avvento della repubblica di Venezia, il paese acquisì un certo prestigio sia a livello economico, per via dei commerci sviluppati dai veneti, ma soprattutto amministrativo, dato che la Serenissima lo eresse a capoluogo del circondario, denominato Contea della Valcalepio.

In epoca più recente, precisamente nel risorgimento, il paese fu al centro di una sommossa mazziniana contro il dominatori asburgici, promossa da patrioti bergamaschi, che però non riuscì a dare i risultati sperati e passata alla storia con il nome di “fatti di Sarnico”.

Oggi Sarnico è un comune tranquillo, ricco di caratteristiche abitazioni, il tutto abbellito dalla presenza dello splendido lago di Iseo.

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