Vini e liquori a Milano.

Le prime tracce di viticoltura e produzione vinicola risalgono all’epoca romana, infatti i ritrovamenti archeologici e le rappresentazioni artistiche suggerirebbero una importante diffusione di tale attività sotto l’impero di Diocleziano, in cui Milano fu promossa come sede imperiale.

Un documento risalente al 918 testimonierebbe invece già la presenza di vigneti nella zona di San Colombano al Lambro.

Testimonianze più recenti sono quelle del senatore Carlo Verri, in cui si descrive la produzione vinicola tra le aree di Magenta e Busto Garolfo, nonché la già citata San Colombano al Lambro.

Ad ogni modo, nell’Alto Milanese, prima della bonifica Villoresi e fino alla fine del XIX secolo, la viticoltura era una delle attività agricole preminenti, infatti sono molti i vecchi torchi per l’uva ancora sparsi per la provincia di Milano.

Il vin nostran (vino nostrano) non era comunque sufficiente per soddisfare i consumi milanesi e si ricorreva all’importazione, sia dalla regione sia da quelle vicine, specialmente Piemonte e Veneto.

Nelle osterie per accompagnare il consumo di vino, si servivano ovviamente portate fredde come salumi e formaggi, ma venivano serviti anche piatti caldi, in particolare la trippa, tipico piatto meneghino.

La viticoltura nel milanese rimase un’attività diffusa fino alla seconda metà del XIX secolo, quando da un lato l’arrivo della fillossera (insetto della vite), dall’altro la possibilità di colture più remunerative nell’area (su tutte la bachicoltura per la produzione di seta) causarono un progressivo abbandono di gran parte delle aree dedite all’uva da vino.

Attualmente l’unica zona dedita alla produzione di vini in provincia di Milano è l’area compresa tra San Colombano al Lambro e Sant’Angelo Lodigiano.

 

Piatti tipici milanesi.

Una breve lista dei piatti tipici della cucina milanese, passando da quelli più semplici a quelli con preparazione decisamente più complessa.

Nome del piatto in dialetto – Traduzione in lingua italiana.

  • Bertoldatorta con farina di granturco.
  • Büseca – trippa.
  • Cassöla – verze e cotiche.
  • Col e magun – colli e bargigli di pollo lessati.
  • Cotulèta – fesa di vitello impanata e fritta con il burro.
  • Crustin negà – involtini di vitello burro e salvia.
  • Custulèta – nodino di vitello impanato e fritto con il burro.
  • Less e mostarda – Carne lessa e mostarda.
  • Less e salsa verda – Carne lessa e salsa verde.
  • Minestra de fasö – minestra e fagioli.
  • Öff in chereghin – uova al tegamino.
  • Öff in ciàpa – uova sode.
  • Oss büs – ossi buchi con contorno di risotto.
  • Pan de mej – pane di farina di granturco.
  • Panetun – panettone.
  • Pan Mejin – pane dolce di farina di granturco.
  • Pulenta e gurgunsöla – polenta e gorgonzola.
  • Pulenta e merlüss – polenta e merluzzo (tipico piatto del venerdì nella storia managhina).
  • Risott in cagnun – risotto con soffritto di cipolle e pancetta.
  • Risott giald – riso con lo zafferano.

Il cambio della guardia.

Il cambio della guardia si svolge tutti i giorni alle 11:30 da aprile sino a fine luglio e a giorni alterni per il resto dell’anno, tempo permettendo.

Tutti i militari che prendono parte al Cambio della Guardia indossano l’uniforme rossa ed il famoso cappello Bearskin, il copricapo nero, alto e peloso, tipico delle guardie reali (la pelliccia del cappello è autentica).

Le nuove guardie arrivano sul piazzale davanti a Buckingam Palace alle 11:30 da Wellington Barracks.

Il viaggio dura circa 5 minuti e i soldati sono accompagnati da una fanfara.

La cerimonia viene condotta nel piazzale e davanti al palazzo (oltre il cancello di entrata) e dura circa 40 minuti.

CURIOSITA’: Per capire se la Regina è nel palazzo, bisogna dare un’occhiata al numero delle sentinelle davanti il palazzo: se sono quattro Sua Maestà è all’interno, altrimenti è fuori.

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12 curiosità su Westminster Abbey.

Westminster Abbey rappresenta il più importante monumento religioso della città di Londra e di tutta l’Inghilterra ed è conosciuta perché, da sempre, fa da sfondo ai principali avvenimenti politici e religiosi del Paese.

  1. Nel 1997 fu proprio in questa abbazia che si svolse il funerale della principessa Lady Diana.
  2. Dichiarata Patrimonio UNESCO nel 1987, questa è l’abbazia in cui non solo si sono svolte le nozze del principe William e Kate nel 2011 ma anche la chiesa londinese che, nel corso dei secoli, ha visto l’incoronazione dei sovrani della nazione e ha raccolto e custodisce tutt’oggi, le tombe dei re inglesi e di illustri personaggi e poeti contemporanei.
  3. Si trova a Westminster, Londra, a ovest del palazzo di Westminster, sede del parlamento.
  4. L’Abbazia di Westminster fu costruita tra il 1045 e il 1050 da Edoardo il Confessore che ne intraprese la costruzione per mantenere fede a un voto che aveva fatto mentre si trovava ancora in esilio in Normandia: Se la sua famiglia avesse riavuto il trono d’Inghilterra, egli avrebbe compiuto un pellegrinaggio a Roma.
  5. Le 10 campane dell’abbazia sono estremamente pregiate, in tonalità di Re3, famose per aver suonato a tutti gli eventi storici della famiglia reale.
  6. Lo stile architettonico prescelto per l’abbazia è quello cristiano-bizantino.
  7. Il luogo prescelto per la costruzione dell’abbazia fu fin da subito Thorney Island sul Tamigi, dove esisteva già dal 616 un piccolo santuario, dopo che un pescatore aveva avuto una visione di San Pietro.
  8. Il 29 giugno di ogni anno i pescatori del Tamigi portano in dono a San Pietro un salmone, che viene ricevuto dall’abate di Westminster.
  9. Il santuario verso il 970 fu ampliato con la costruzione di un convento benedettino da parte di San Dunstano.
  10. Larga 34 metri e lunga ben 156 metri, l’abbazia di Westminster ha la navata gotica più lunga del regno, simbolo dell’unità e della forza inglese.
  11. L’Abbazia di Westminster ospita anche quattro giardini: il Garth, il chiostro piccolo, il College Garden e il St Catherine’s Garden.
  12. I chiostri dell’Abbazia circondano il Garth, un giardino di forma quadrata con prato inglese.

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13 curiosità sul Big Ben.

  1. La torre del Big Ben può essere visitata solo dai residenti inglesi che saranno stati capaci di ottenere uno speciale permesso dalla Camera dei Lords o dalla Camera dei Comuni, mediante l’ufficio del proprio rappresentante.
  2. La campana più grande del Big Ben suona ogni 15 minuti e il suono è udibile nel raggio di 2 Km.
  3. Dal 1994 è stato integrato un sistema di 113 lampadine che illuminano la torre di notte.
  4. All’interno della Torre sono presenti delle celle destinate in casi rarissimi a membri del Parlamento che violano il privilegio parlamentare. L’ultimo caso risale al 1880.
  5. Su ogni quadrante dell’orologio è incisa la scritta “DOMINE SALVAM FAC REGINAM NOSTRAM VICTORIAM PRIMAM” ovvero “O Signore, salva la nostra regina Vittoria I.”
  6. Il primo rintocco delle campane  della “Clock Tower” risale al 31 Maggio 1859 ma nel mese di Settembre dello stesso anno, a causa dell’utilizzo di un martello troppo grosso, il Big Ben si ruppe, richiedendo 3 anni per la riparazione. Fu proprio quel danno a creare il caratteristico suono che contraddistingue la campana.
  7. Il soprannome Big Ben ha diverse teorie. Quella più comune vuole che  il nome sia stato preso da Benjamin Hall, membro della Camera dei Comuni nonché supervisore dei lavori di ricostruzione del palazzo di Westminster. Un’altra teoria vuole che Big Ben sia stato preso dal soprannome dei pesi massimi di pugilato Benjamin Caunt.
  8. Inizialmente pare che la campana dovesse chiamarsi “Royal Victoria” per onorare l’omonima regina.
  9. La maggior parte delle persone erroneamente con il nome Big Ben si riferiscono alla torre dell’orologio. In realtà quella è l’Elizabeth Tower, soprannominata così in onore del giubileo di diamante della Regina.
  10. La campana al suo interno viene chiamata The Great Bell.
  11. La campana principale della torre pesa circa 13,5 tonnellate.
  12. La torre fu eretta dopo che parte del vecchio palazzo di Westminster fu distrutto dopo un gravissimo incendio.
  13. I lavori di costruzione iniziarono nel 1854 e terminarono dopo 13 anni, nonostante le numerose difficoltà realizzative e i successivi restauri.

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Torre Snia Viscosa.

La torre Snia Viscosa, conosciuta anche come torre San Babila, è un grattacielo che si trova a Milano, appunto in piazza San Babila, nel pieno centro storico milanese.

Alto circa 59,25 metri  per 15 piani, è stato il primo e per ben 14 anni il più alto grattacielo di Milano.

Fu costruito nel 1937 su progetto dell’architetto Alessandro Rimini, seguendo la vasta opera di urbanizzazione che ebbe la piazza durante il ventennio fascista, dove si arricchì anche di monumenti e fontane.

L’edificio, costruito su un lotto trapezoidale, si riduce a partire dal quinto piano per ospitare due vaste terrazze che si affacciano su via Montenapoleone e via Bagutta, per ridursi ulteriormente negli ultimi due piani, creando una struttura insolita e molto particolare.

Esternamente si presenta in larga parte rivestita da lastre di trachite gialla di Montegrotto mentre le cornici delle finestre e il portico d’ingresso sono in serpentino verde, che aggiunge alla già inusuale struttura, un interessante gioco cromatico.

 

8 curiosità su piazza San Babila.

  1. Piazza San Babila è una piazza situata nel centro storico di Milano, collegata a piazza del Duomo dal corso Vittorio Emanuele II.
  2. San Babila è stata a lungo considerata come il punto d’incontro preferito della borghesia milanese.
  3. Fra la fine degli anni cinquanta e l’inizio degli anni sessanta piazza San Babila venne interessata dagli scavi per la realizzazione della metropolitana, quella che oggi è conosciuta da tutti come M1 (linea rossa).
  4. La maggior parte delle architetture che abbelliscono la piazza risalgono agli anni trenta, in epoca fascista.
  5. La piazza viene ricordata per essere stata la cosiddetta “trincea nera” del neofascismo milanese degli anni settanta.
  6. Nel 1976 il regista Carlo Lizzani, impegnato politicamente a sinistra, dedica ai sanbabilini un film dal titolo “San Babila ore 20: un delitto inutile”, basato su un episodio realmente accaduto, proprio in piazza San Babila.
  7. I bombardamenti del 1943 arrecarono gravi danni a tutta l’area della piazza e solo nel 1957 si può mettere la parola fine alla sistemazione definitiva dell’area, con la costruzione dell’edificio tra Corso Vittorio Emanuele e Corso Europa, che comprende anche la Galleria Passarella.
  8. San Babila, a cui è dedicata la piazza fu Vescovo di Antiochia negli anni quaranta del III secolo e morì martire.

 

La fontana di Piazza San Babila.

La fontana ubicata in piazza San Babila a Milano, fu realizzata nel 1997 dall’architetto Luigi Caccia Dominioni.

La sua locazione è il punto di partenza per l’importante asse pedonale che si sviluppa lungo Corso Vittorio Emanuele, piazza Duomo, via Mercanti, via Dante e termina di fronte al Castello Sforzesco, le zone centrali più ricche di storia nella città meneghina.

La particolarità del progetto architettonico e artistico studiato e realizzato da Caccia Domianiano è l’aver riprodotto in sintesi ma in maniera molto precisa e accurata il paesaggio lombardo e l’annesso ciclo naturale dell’acqua.

In pratica la sfera in alto da cui sgorga l’acqua rappresenta una nuvola, il tronco piramidale dove l’acqua scorre simboleggia la montagna, la lunga griglia a terra riproduce il percorso dell’acqua lungo i fiumi e i fontanili dove, in fine, giunge alla vasca centrale che a sua volta rappresenta un lago.

Il getto d’acqua riproduce il processo di evaporazione che idealmente si ricongiunge alla sfera posizionata in cima alla fontana.

Le aiuole a calotta, oltre a svolgere una funzione di protezione dell’area pedonale dal traffico, simboleggiano le colline lombarde che fanno da sfondo alla città di Milano.

La fontana è realizzata con graniti provenienti dalla Val Masino, Val Gerla, Baveno e Montorfano come simbolo delle Prealpi, le montagne più vicine a Milano.

Il progetto totale è costato circa un miliardo di lire.

 

 

La chiesa di San Cristoforo.

La chiesa prepositurale di San Cristoforo sul Naviglio è un luogo molto importante per il culto cattolico di Milano ed è situata nella via omonima sull’alzaia del Naviglio Grande.

Un tempo, per il suo campanile quattrocentesco era considerata il faro che indicava, a chi arrivava dal Ticino e percorreva il naviglio, la vicinanza alla città.

San Cristoforo infatti, nel Medioevo era considerato il protettore dei viandanti, dei pellegrini ma soprattutto dei barcaioli.

Ogni anno, intorno al 25 luglio, la chiesa e il naviglio, per la ricorrenza di San Cristoforo protettore dei viandanti e degli automobilisti, sono animati da una sagra celebrativa e molto suggestiva.

6 curiosità meneghine.

  1. Milano fu capitale dell’Impero Romano d’Occidente dal 286 d.C al 400 d.C, dal 1796 al 1799 della Repubblica Cisalpina, dal 1802 al 1805 capitale della Repubblica Italiana e dal 1805 al 1814 capitale del Regno Italico, sotto il comando di Napoleone.
  2. Le allieve della prestigiosa e famosa accademia di ballo del Teatro alla Scala sono dette “Spinazitt”, in quanto la loro acconciatura ricorda gli spinaci.
  3. Il Duomo di Milano è uno dei monumenti italiani più celebri al mondo, i lavori iniziarono nel 1387 e terminarono nel 1853. Sui marmi destinati alla cattedrale erano incise le lettere A.U.F., che erano le iniziali di “ad usum fabricae” (il che rendeva i marmi esentasse): da qui deriva l’espressione meneghina “lavorà a uff” (lavorare a ufo), cioè gratis, senza percepire compenso.
  4. All’interno del Duomo di Milano, Napoleone si incoronò Re d’Italia.
  5. Il gioco delle correnti che crea dei particolari mulinelli, nei navigli di Milano vengono chiamati “Tombon”.
  6. La Biblioteca Ambrosiana custodisce opere inestimabili ed anche una molto particolare, rilegata in pelle umana.