9 Curiosità sulle cipolle.

  1. Allium Cepa è il nome scientifico della varietà di cipolla coltivabile, Allium Canadense di quella selvatica, originaria del Nord America.
  2. Originaria del continente asiatico (Iran o Afganistan) godeva di grande reputazione già presso gli Egizi. Rappresentata negli affreschi delle tombe dei faraoni, era venerata come una divinità, da chiamare a testimonianza di giuramenti o mettere in mano ai defunti quale lasciapassare per l’aldilà.
  3. La cipolla contiene quercetina, un flavonoide che previene osteoporosi, asma, malattie virali e infiammatorie, svolge funzioni antiossidanti e anti-cancerogene e aiuta a combattere il colesterolo.
  4. La cipolla è poco calorica: circa 25 calorie per 100 grammi.
  5. Ha un basso contenuto di grassi e apporta fosforo, magnesio e vitamine A,B1, B2, PP, C ed E.
  6. I Saraceni erano fortemente convinti che la cipolla alterasse la percezione sensoriale e la ragione di chi la consumava.
  7. Durante il Quattrocento e Cinquecento la cipolla aveva grande fama di cibo afrodisiaco con la proprietà di crescere e decrescere all’inverso delle fasi lunari.
  8. Come altri prodotti della terra, l’ortaggio era soggetto anche ad interpretazioni simboliche e superstizioni, nell’esegesi biblica identificava il dolore prodotto dal peccato e la falsità.
  9. Molte sono le varietà di cipolle con forme e colori vari, ma le differenze sono legate all’area di provenienza e al periodo di raccolta.

L’ “Eco della pioggia” a Milano.

Un’altra curiosità su Piazza Mercanti a Milano, è il cosiddetto “Eco della pioggia”.

I venditori avevano un modo tutto loro per comunicare in questa piazza, si dice che i commercianti si ponessero accanto a due colonne poste obliquamente, con due fori per parlarsi e scambiarsi informazioni personali, tra loro.

Ancora oggi è meta di molti curiosi e turisti, che provano a giocare al “gioco del telefono” in memoria dei vecchi tempi.

Duomo di Milano.

È la terza Chiesa cattolica nel mondo dopo San Pietro e la cattedrale di Siviglia.

Il duomo di Milano è in perfetto stile gotico mitigato dal marmo bianco di Condoglia, particolare marmo di una cava sul Lago Maggiore.

La costruzione risale al 1386 e la facciata è stata terminata a fine 1800, oltre 500 anni per la realizzazione finale, voluto da Gian Galeazzo Visconti, all’epoca signore di Milano.

Il duomo sorge in un luogo sacro dove un tempo sorgeva il tempio di Minerva.

Avvicinandosi alla facciata, si trovano i portali di bronzo, uno per ogni lato e due al centro, dove si potrà leggere la storia della vergine Maria, l’editto di Costantino, la vita di Sant’Ambrogio e la storia di Milano.

Le navate sono cinque e quella centrale è la più importante e non rispecchia lo stile prettamente gotico del resto.

Ai lati ci sono altissime e grandissime vetrate e la più bella rappresenta il giudizio universale.

Avvicinandosi all’altare si trova il calendario Trivulzio, alto 12 metri con sette bracci, scolpito nell’XI secolo da un orafo francese e donato all’arciprete Trivulzio.

A destra si ha la statua di San Bartolomeo e l’altare maggiore, più alto del livello delle navate, dove sono presenti due coppie di organi, uno più antico dell’altro.

Sotto l’altare c’è una piccola chiesetta dove sono custoditi i tesori del Duomo.

Curiosità sulla Galleria Vittorio Emanuele II di Milano.

I pavimenti della galleria Vittorio Emanuele II di Milano sono stati realizzati da artisti veneziani.

Procedendo da Piazza Duomo in direzione Piazza della Scala, nella parte sinistra dell’ottagono si può notare una lieve irregolarità nella pavimentazione.

Il solco si trova sull’immagine di un toro, in particolare in prossimità degli organi genitali.

Il buco è stato creato dalle tallonate di migliaia di persone che ogni giorno compiono il famoso rito scaramantico.

Infatti, si dice che calpestare le palle del toro porti fortuna.

Per ricevere la buona sorte bisogna girare su se stessi con il tallone nel solco.

Ci sono diverse versioni del rito scaramantico: c’è chi dice che basti un giro, c’è chi invece dice che ne necessitino tre.

Le tessere mancanti del mosaico sono state sostituite duranti i lavori di restauro avvenuti qualche anno fa.

10 Curiosità sulle mandorle.

  1. Le mandorle sono i semi del mandorlo, originario dell’Asia Minore, appartenente alla famiglia delle Rosacee.
  2. Il suo nome deriva dal latino “Amygdalus” che si riconduce al nome della dea greca Cibale: la grande madre.
  3. Le mandorle sono ricche di fibre, proteine, sali minerali tra cui ferro, calcio e magnesio, zinco, vitamine del gruppo B ed E, l’amigdalina o vitamina B17; tale vitamina,chiamata anche “laetrile”, è tutt’ora oggetto di studi, volti a verificare le sue proprietà anti-cancerogene.
  4. Grazie all’apporto di vitamine sono ottime antiossidanti utili per contrastare gli effetti dell’invecchiamento e il buon contenuto di ferro e calcio rendono le mandorle utili negli stati di anemia e per mantenere la salute delle ossa.
  5. Il Mandorlo, originario dell’Asia centrale deve ai Greci la sua diffusione nel bacino del Mediterraneo, tra il V e il IV secolo a.C.
  6. E’ tra la poche specie a fiorire in inverno, ricoprendo pianure e colline di candidi petali.
  7. Dalla mandorla si ottiene una farina utile come detergente cutaneo e ammorbidente per la pelle delle mani.
  8. Da essa si ricava, per sola spremitura a freddo, anche un eccellente olio cosmetico perfettamente tollerato da tutti i tipi di pelle (anche dei neonati), ottimo protettivo cutaneo, rassodante dei tessuti e perfetto per prevenire le smagliature.
  9. Dalle mandorle dolci, invece, si ottiene un gustoso latte, ricco di oligo-elementi e vitamine, soprattutto riboflavina e vitamina E.
  10. La mandorla viene considerata anche un frutto dell’amore. Il potere afrodisiaco deriva principalmente dalle sue proprietà nutritive e dalla forma, che le antiche tradizioni arabe associavano all’idea degli organi genitali femminili.

Galleria Vittorio Emanuele II.

Considerato il primo centro commerciale d’Europa, la galleria di Milano (o “salotto di Milano”) dedicata a Vittorio Manuele II è uno dei luoghi più conosciuti e visitati della città meneghina.

La costruzione iniziò nel 1865 e il completamento avvenne nel 1877.

Il progetto della galleria di Milano appartiene all’architetto Giuseppe Mengoni e l’appalto fu assegnato ad una società inglese.

La galleria di Milano è un esempio di edificio monumentale, in stile neo-classico e neo-rinascimentale.

La pianta della galleria è a croce e le dimensioni dei due bracci sono rispettivamente di 196 e 105 metri.

La struttura è in muratura e il tetto in vetro e ferro.

L’apparato ornamentale interno è ricercato e fine, ricco di colori e di forme differenti.

Degnissime di nota, le semi lunette (dimensioni: 15 metri di lunghezza 7 metri di altezza) presenti nella galleria di Milano, hanno ciascuna un proprio significato e sono state dipinte da artisti differenti; i motivi contenuti raffigurano allegoricamente l’Asia, l’Europa, l’Africa e l’America.

I dipinti rappresentano quattro attività umane: arte, industria, agricoltura e scienza.

Inizialmente nelle semi lunette c’erano solo gli affreschi, in seguito nel 1921 questi sono stati coperti da mosaici che ne riproducono fedelmente il motivo allegorico.

Curiosità sul Duomo di Milano.

Dicono ci siano più statue sulla facciata del duomo di Milano, in stile gotico, che in qualsiasi altro edificio del mondo.

Si contano 3.400 statue, 135 gargoyle e 700 figure che decorano l’intero Duomo.

Inoltre dalla cima del Duomo, è possibile guardare la celebre madonnina di Milano, la statua dorata di Maria che si erge sulla guglia più alta della cattedrale.

Al di sopra dell’abside (l’arcata sopra l’altare), c’è un punto segnato con una luce rossa: è il punto dove viene custodito un chiodo della croce di Cristo.

Ogni anno il sabato che precede il 14 settembre l’arcivescovo di Milano sale fino all’abside grazie ad una sorta di ascensore in legno a forma di nuvola per recuperare il chiodo e permettere ai fedeli di contemplarlo.

La struttura in legno fu realizzata nel 1577, sebbene fu poi ricostruita nel 1701.

Il chiodo rimane esposto sull’altare fino al lunedì dopo i vespri, prima di essere ricollocato sopra l’altare.

La Madonnina di Milano.

Sulla cima della guglia del Duomo venne posta una statua dell’Assunta (alta 4,16 metri) con lo sguardo e le braccia aperte ad implorare la benedizione di Dio verso la città.

Il capitolo indisse un concorso, fra i molti scultori impegnati nella fabbrica del Duomo, per la realizzazione della statua, del quale risultò vincitore Giuseppe Perego, scultore lombardo attivo nel periodo tardo barocco di cui si posseggono scarse notizie bibliografiche, allievo del più noto Elia Vincenzo Buzzi.

Il Perego fu prescelto in base ai modellini in terracotta della statua da lui predisposti, ancora oggi conservati all’interno del museo del Duomo di Milano.

Fu scelto in particolare il modello più semplice, raffigurante l’Assunta sulla nuvola senza angeli intorno.

La statua costituita da lamine di rame sbalzate e dorate, sostenute da un’anima in ferro, venne posizionata e fissata da tre magutt il 30 dicembre 1774.

Durante la seconda guerra mondiale la statua venne ricoperta da teli per ridurne la visibilità, impedendo che diventasse riferimento topografico per la navigazione dei bombardieri.

Nel dopoguerra la degradata struttura in ferro fu sostituita da una in acciaio inossidabile.

La tradizione vuole che nessun edificio di Milano possa essere più alto della madonnina.

Una legge, resa ufficiale degli anni ’30, impedì alla torre Branca di Gio Ponti e alla Torre Velasca di superare i fatidici 108,5 metri per rispetto della madonnina.

In realtà, dietro i sentimenti religiosi si celavano principalmente problemi strutturali: pochi metri sotto la superficie della città c’è una falda freatica, la quale esercita una forte pressione sugli strati rocciosi del sottosuolo.

Una costruzione più alta e più pesante del Duomo pertanto, avrebbe potuto rivelarsi instabile.

Il grattacielo Pirelli, sede del consiglio regionale della Lombardia, misura 127 metri ed è perciò più alto della madonnina.

Per rispettare la tradizione stata realizzata una copia della madonnina, che è stata posta sulla sommità del grattacielo.

Nel 2010 la copia è stata spostata, posandola sulla sommità del Palazzo Lombardia, sede della regione Lombardia, a 161 metri di altezza.

Domenica 22 novembre 2015 è stata issata sulla sommità della torre Isozaki, a 209,2 metri di altezza, una copia fedele della madonnina, così come vuole la tradizione meneghina, su quello che è diventato il tetto più alto della città di Milano.

Piazza Mercanti.

Sorta nel XIII secolo era il Polo cittadino medievale di scambi economici e di incontri dei diversi commercianti.

In origine era più ampia ed era sprovvista del pozzo che è stato costruito nel XVI secolo.

Nell’ottocento vennero demolite le due porte presenti nella piazza ed essa diventò un passaggio tra piazza del Duomo e piazza Cordusio.

Nel loggiato i notarili si trovavano per contratti e i mercanti per scambiarsi la merce, inoltre erano presenti carretti per la vendita al dettaglio.

Piazza mercanti era anche un luogo di giustizia, dalle finestre di palazzo della regione, pendeva una fune destinata ai condannati a morte.

In piazza si trovava anche il carcere.

Al posto del pozzo era posta una pietra appuntita, denominata “pietra dei falliti”, dove venivano fatti sedere a natiche scoperte chi frodava o chi doveva essere condannato.

Natale in tutto il mondo!

  • In Francia i bambini dispongono le loro scarpe ordinatamente, poiché Gesù Bambino passerà la notte del 24 a riporre i suoi doni dentro di esse. Addobberà anche l’albero con frutta e dolci.
    E’ tradizione accendere un ceppo di legna per scaldare il Bambino che gira nella notte fredda. Da questa usanza, deriva anche uno dei dolci natalizi più diffusi, ovvero la “bùche de Noêl”.
    Il presepio in Francia è molto curato; sono particolarmente famosi i presepi della Provenza, composti da statuine d’argilla vestite con costumi realizzati a mano, molto precisi nei dettagli e realistici, chiamati Santons.
  • In Grecia la vigilia di Natale viene vissuta tra canti e musiche di tamburelli e triangoli. Ci si scambiano doni, così come al 25 e al 1 gennaio, i quali vengono anche portati come omaggio alle persone più povere.
    Tutti insieme si mangiano fichi secchi, dolci, noci e il Chrisopsomo, un tipico pane speziato greco.
    I sacerdoti sono soliti passare di casa in casa per la benedizione delle dimore.
  • In Finlandia, oltre al classico albero di Natale, viene preparato all’esterno delle case un secondo alberello per gli uccellini. Si tratta, infatti, di un covone di grano legato ad un palo e addobbato con semi appetitosi. Anche in altri paesi c’è questo simpatico pensiero verso i piccoli volatili che riempiono con il loro cinguettio le ore della giornata; ad esempio in Germania, soprattutto nel sud, la gente sparge dei grano sul tetto delle case affinché anche gli uccellini possano far festa il giorno di Natale.
  • In Inghilterra l’albero di Natale la fa da padrone tra le varie decorazioni, anche a Londra è tradizione addobbare un altissimo albero allestito all’aperto con luci, nastri e ghirlande.
    La notte del 24 dicembre, Babbo Natale porta i doni ai bambini, lasciandoli in un grosso sacco sotto l’albero. I bimbi, per ringraziarlo, lasciano sul tavolo della cucina un bicchiere di latte e un pezzo di dolce per lui e una carota per la sua renna e la mattina del 25 dicembre aprono i doni. Proprio quel giorno l’atmosfera è festosa ed è usanza riunirsi con le persone care e cucinare un buon pranzo con dolci tipici quale per esempio il Christmas Pudding.
    Sono usati per i festeggiamenti anche fuochi d’artificio o mortaretti.
  • In Germania i festeggiamenti di Natale iniziano presto, ovvero l’11 novembre, giorno di San Martino. E’ tradizione costruire per quel giorno delle lanterne, che i bambini porteranno in processione, oppure verranno messe nei cimiteri, e che servono ad illuminare la strada al Santo.
    Durante il periodo dell’Avvento i bambini hanno nelle loro camerette dei calendari con 24 finestrelle. Ogni giorno aprono una finestrella e promettono di compiere una buona azione nella giornata.
    Il 6 dicembre poi arriva San Nicola a portare dolci, cioccolato e dolci speziati come i Lebkuchen o i Christollen.
    La notte del 24 dicembre infine arriva Gesù Bambino (o Babbo Natale) a portare i tanto attesi doni. Le case sono addobbate a festa con ghirlande e candele, è usanza fare pasti ricchi e bere vino speziato.
    A Rothenburg ob der Tauber, un piccolo paesino tedesco c’è un museo dedicato al Natale, molto caratteristico e curato, che resta aperto tutto l’anno.

 

E dopo queste curiosità, approfitto per augurare a tutti voi un felice Natale e buone feste!