Curiosità sulla melagrana.

  • Il frutto è una bacca chiamata balausto, cioè la parte esterna della melagrana.
  • La polpa interna, protetta dalla robusta scorza e divisa da setti membranosi è inizialmente di colore verde, ma diventa rossastra, maturando.
  • L’interno è formato da chicchi detti arilli, strutture traslucide e succose, dal caratteristico colore granata, ognuno contenente un seme.
  • La melagrana è ricca di vitamine: vitamine del gruppo B (50 mg), vitamina A (30 mg) e vitamina C (20 mg).
  • Questo frutto contiene acido ellagico, che può essere considerato uno stabilizzante del DNA e per questo svolge un’azione preventiva nei confronti di tumori e invecchiamento.
  • Il titolo di “regina dei frutti” spetta alla melagrana, grazie alla particolare struttura a corona, che si trova alla sua estremità.
  • Gli ebrei considerano la melagrana un simbolo di giustizia, poichè è un frutto perfetto, conterebbe 613 semi, lo stesso numero dei comandamenti dettati dalla Torah.
  • I cristiani hanno spesso associato questo frutto alla figura della vergine.
  • L’olio di melagrana, si ottiene spremendo a freddo i semi bianchi, rimasti dopo aver ottenuto il succo e separando la polpa, utilizzata per fare confetture e salse di frutta. È molto concentrato e ricco di polifenoli e antiossidanti, ha usi soprattutto esterni, in particolare in prodotti cosmetici antirughe, idratanti e rassodanti.
Annunci

14 Curiosità su San Valentino.

  1. Valentino è considerato il patrono degli innamorati grazie a una leggenda: si racconta che egli fu il primo religioso che celebrò l’unione fra un legionario pagano e una giovane cristiana.
  2. San Valentino nacque a Terni nell’anno 175 d.C. e divenne vescovo della città, battendosi per la comunità cristiana, ai tempi molto perseguitata da Roma.
  3. Per la sua attività, Valentino venne martirizzato e nel 496 d.C la Chiesa istituì la festa di San Valentino, per celebrare l’amore, il santo e sostituire la festa pagana dei lupercalia.
  4. Nei paesi asiatici è in vigore un’usanza alquanto particolare, quella che vede l’uomo regalare alla donna un abito per il giorno degli innamorati. Dopodiché, se la donna accetterà di indossarlo, vorrà significare che ha intenzione di sposare il suo spasimante, altrimenti, ovviamente, si tratterà di un rifiuto.
  5. Il giorno di San Valentino non significa necessariamente amore: infatti, in alcuni paesi in giro per il mondo, tra cui la Danimarca, la Finlandia, l’Estonia e il Sud America, viene festeggiato il giorno degli amici, o dell’amicizia.
  6. Negli Stati Uniti i festeggiamenti per San Valentino coinvolgono tutta la famiglia, perché San Valentino è la festa di “chi si vuole bene” e non solo dei fidanzati. Molto coinvolti sono i bambini, che preparano graziosi bigliettini e dolcetti che scambiano con genitori, compagni di classe e maestre.
  7. Il numero di rose vendute il giorno di S.Valentino è di circa 110 milioni.
  8. Le proposte di matrimonio fatte il giorno di San Valentino si stimano a circa 220.000.
  9. Il 40 % delle donne dichiara che oltre a fiori e regali, apprezzerebbe un aiuto nelle faccende domestiche.
  10. In Brasile esiste la festa di San Valentino, ma in un diverso giorno dell’anno, il 12 giugno e i festeggiamenti iniziano già la sera della vigilia, celebrando Sant’Antonio, patrono e protettore degli innamorati.
  11. Fu durante la metà del 18° secolo che San Valentino iniziò a prendere piede in Inghilterra, con l’invio tra gli amanti di dolci e lettere decorate con fiori, nastri e immagini di cuori.
  12. Oggi circa un miliardo di lettere d’amore vengono scambiate ogni anno, ed il 14 febbraio è il secondo giorno dell’anno con il più grande flusso di lettere.
  13. Il Kenya è patria di una tradizione molto particolare e romantica, quella della “coppa dell’amore”. Le donne regalano al proprio marito una zucca piena di vino di palma e lui, in cambio, una focaccia di tiglio. Dopodiché bevono entrambi dalla coppa.
  14. I giapponesi hanno tradizioni più simili alle nostre. È infatti usanza che le ragazze regalino cioccolatini agli uomini. La cosa particolare, però, è che non si deve per forza trattare del proprio compagno, ma anche di colleghi o amici. Chi riceve il regalo, dovrà poi ricambiare il 14 di marzo, donando del cioccolato bianco (non a caso il 14 marzo è chiamato White Day).

 

Detto questo, vi auguro un felice giorno di San Valentino che spero trascorriate con le persone che più amate nella vostra vita, che siano compagni, amici, familiari o perché no, animali domestici.

7 Curiosità sulle pere.

  1. Le pere sono ricche d’acqua, più dell’80% del loro peso.
  2. Seguono gli zuccheri (soprattutto fruttosio) in percentuale variabile, in genere intorno al 9%, la fibra, poco meno del 4% e le vitamine del gruppo B, C ed E.
  3. Sono reidratanti, dissetanti e hanno un elevato potere saziante, il che le rende un ottimo cibo rompi-digiuno.
  4. Sono facilmente digeribili, regolarizzano la funzione del tratto intestinale, grazie alla fibra (una pera copre circa un sesto del fabbisogno giornaliero) e stimolano la diuresi.
  5. Hanno un buon contenuto di potassio, minerale antagonista del sodio, che le rende indicate in gravidanza e durante le diete, oltre che contro la stanchezza, lo stress e l’ipertensione.
  6. Il sodio è quasi assente, soli 2 mg contro il livello di potassio, di circa 60 volte superiore.
  7. Il potassio favorisce l’assorbimento di calcio: per questo le pere sono consigliate in caso di demineralizzazione, osteoporosi e fratture.

Curiosità sugli spinaci.

  • Sono un cibo a basso contenuto calorico.
  • Crudi apportano circa 31 calorie per 100 grammi, mentre lessati hanno solo 23 calorie sempre per 100 grammi.
  • Una porzione di spinaci crudi, circa 50 grammi, copre il 30% del fabbisogno giornaliero di vitamina A, il 17% della C, il 20% di manganese e il 10% di magnesio.
  • Ricchi di fibra, stimolano le funzioni intestinali.
  • Svolgono un’azione antiossidante e protettiva sugli occhi e sul sistema cardiovascolare, grazie alla sinergia fra carotenoidi, vitamina E, C e K, acido folico, luteina, clorofilla e riboflavina, utile anche in gravidanza.
  • La colina e l’inositolo aiutano ad evitare l’indurimento delle arterie.
  • Gli spinaci aiutano a controllare il diabete e proteggono il corpo da un invecchiamento prematuro.
  • Gli spinaci conservano tutte le loro precise caratteristiche e proprietà se consumati crudi.

L’Arco della Pace.

L’Arco della Pace è un monumento molto importante della città meneghina, posto all’ingresso nord del Parco Sempione,  tra i due caselli del dazio, si ispira alla struttura dell’arco di Settimio Severo a Roma, con tre caratteristiche fornici, delimitate da quattro massicce colonne corinzie è fittamente e straordinariamente decorato da bassorilievi allegorici.

Un monumento per festeggiare un matrimonio: inizia così la storia dell’Arco della Pace.

Nel gennaio 1806, erano infatti convolati a nozze Eugenio di Beauharnais, viceré d’Italia e figlio adottivo di Napoleone e Augusta di Baviera.

Per accoglierli a Milano, venne innalzato un arco su disegno dell’architetto Luigi Cagnola: si trovava su quello che oggi è Corso Venezia ed era stato costruito con tela, plastica e legname.

L’opera ebbe un inaspettato successo fra i visitatori stranieri e non, tanto che le autorità decisero così di erigere un arco in marmo in un luogo della città più adatto a ospitare un’opera tanto imponente e importante.

Il nuovo arco fu progettato dallo stesso architetto per festeggiare la vittoria francese nella battaglia di Jena dell’ottobre 1806, contro l’esercito prussiano.

I numerosi bassorilievi sull’arco avrebbero narrato di battaglie, miti e allegorie.

I lavori stavano per essere completati quando il regno d’Italia cadde nelle mani degli austriaci che, a partire dal 1926, ne ripresero l’edificazione, cambiandone la dedica: nel 1838 l’Arco di Trionfo venne inaugurato con una fastosa cerimonia alla presenza di Ferdinando I, Imperatore d’Austria e re del Lombardo-Veneto e fu dedicato alla pace fra le nazioni europee raggiunta con il Congresso di Vienna del 1815, chiamandolo da allora con il nome che tutti conosciamo, cioè Arco della Pace.

 

Alcune foto dell’Arco della Pace, ripreso da diverse prospettive:

 

particolare-arco-pace-milano

IMG_7918

IMG_7926

IMG_7927

FOTO DI ARCHIVIO ARCO DELLA PACE

10 Curiosità sul mese di Febbraio.

  1. Febbraio è il secondo mese dell’anno secondo il calendario gregoriano ed è l’unico che conta 28 giorni (29 negli anni bisestili).
  2. Viene dopo Gennaio e prima di Marzo ed è il terzo ed ultimo mese dell’inverno nell’emisfero boreale e dell’estate nell’emisfero australe.
  3. Astrologicamente Febbraio comincia con il sole nell’Acquario e termina con i Pesci, mentre astronomicamente comincia con il Capricorno e termina con l’Acquario.
  4. Febbraio inizia lo stesso giorno di marzo e novembre nell’anno normale e di agosto nell’anno bisestile.
  5. La pietra del mese è l’ametista.
  6. Il fiore del mese è la violetta o la primula.
  7. In alcuni casi è esistito anche un 30 febbraio: è stato introdotto in Svezia nel 1712 e in Unione Sovietica nel 1930 e 1931. Secondo il “De Anni Ratione” di Giovanni Sacrobosco, esso è stato in uso anche a Roma per alcuni anni a cavallo tra il I secolo a.C. e il I secolo d.C.
  8. I Romani, che in origine consideravano l’inverno un periodo senza mesi, lo conobbero e introdussero a partire da Numa Pompilio, che lo aggiunse insieme a Gennaio, come ultimo mese dell’anno.
  9. Secondo il calendario celtico e neopagano, la festa più importante dell’inverno dopo quella del solstizio è Imbolc , detta anche Oimelc, l’antica festa irlandese del culmine dell’inverno, che cadeva tradizionalmente il 1° febbraio.
  10. Febbraio deve il suo nome al termine latino februltus, che significa “rimedio agli errori” dato che questo, era il mese dei rituali di purificazione.

Il gatto nero di corso Monforte.

Il gatto piu’ vecchio di Milano, si trova in corso Monforte al numero 43, nella bocca di lupo di una casa in stile liberty, progettata dall’architetto Zanoni nel 1889.

Il gatto in lamina di metallo è munito di lunghi baffi e coda arricciata.

Quest’ultimo è opera di Alessandro Mazzucotelli, un artista del ferro battuto, che tra l’Ottocento e il Novecento ha rivestito di rose, farfalle e girasoli le nuove case in stile floreale di Milano, decorandole con un tocco di eleganza e ricercatezza.

Si racconta che una bambina che passava abitualmente davanti alla casa, si fosse affezionata a quel gatto e che gli portasse biglietti e disegni tanto le sembrasse vero e fosse bello.

Sembra che oltre al gatto nell’ultima bocca di lupo del palazzo, ci fosse anche un piccolo topolino, di cui ormai non resta che la cornice di ferro, vuota.

 

 

fotogramma - maria sorbi - GATTO IN FERRO BATTUTO SULLA FINESTRELLA DI CORSO MONFORTE 43

Il pozzo del martirio di San Calimero.

Sul fondo della chiesa di San Calimero, si trova la cripta in cui è conservata un’importantissima “tomba” che custodisce i resti di Calimero, quarto vescovo di Milano di cui però si conoscono pochissime informazioni.

Nato da nobile famiglia, dopo un viaggio a Roma, fu consacrato prete.

Alla morte del vescovo di Milano, San Castriziano, di cui fu fedele consigliere, San Calimero fu eletto dalla gente a succedergli.
L’episcopato di San Calimero si pone nel periodo che va dal 270 al 280.

Nel VIII secolo, il vescovo Tomaso, dopo aver trovato la cripta allagata dai canali che si trovano nel sottosuolo di Milano, fece costruire il pozzo ancora presente e attualmente funzionante, nella cripta, per fare defluire l’acqua in eccesso.

Successivamente nacquero delle leggende su questo Santo, una secondo cui Calimero sarebbe stato martirizzato dai pagani, da lui perseguitati e poi gettato in fondo a un pozzo come segno di disprezzo per il battesimo che lui stesso imponeva a ogni romano o pagano che incontrasse, l’altra secondo cui le acque del pozzo fossero miracolose.

Per questo, il 31 luglio, giorno della festa di San Calimero, si era soliti far bere l’acqua del pozzo ai malati, per aiutarli a guarire.

Inoltre, in periodi di siccità, durante la messa, il sacerdote era solito raccogliere l’acqua dal pozzo, per versarla poi sul sagrato come in un rituale propiziatorio di benedizione e buon auspicio.

 

La Basilica di San Calimero:

Basilica

basilica 2

Il Palazzo Berri-Meregalli.

Questo capolavoro dell’architetto Giulio Ulisse Arata, situato in via Cappuccini al numero 8, nei pressi di corso Venezia a Milano, fu edificato tra il 1911 e il 1914.

Si tratta di una costruzione ad angolo che unisce diversi stili architettonici: dal romanico (notabile dalle pietre e dai mattoni a vista, così come dagli archi) al gotico, dal rinascimentale, allo stile Liberty e dal modernismo catalano di Gaudì, che porta un piccolo frammento di Spagna a Milano.

Oltre la cancellata in ferro battuto, che ricorda la grata di un castello medievale, si può ammirare l’androne fatto di marmi, bugnati, archi in cotto, soffitti a cassettoni e mosaici multicolori, realizzati da Angiolo D’Andrea: si direbbe quasi una cattedrale bizantina.

In fondo all’ingresso, infine, è conservata una preziosa scultura di Adolfo Wildt: una testa di donna con un velo e un paio di ali, chiamata “La Vittoria”.

 

ADOLFO-WILDT-La-Vittoria.jpeg

 

 

Il mese di Gennaio.

Primo mese dell’anno secondo il calendario gregoriano, deve il suo nome al dio romano Giano (Ianuarius), divinità posta alle porte e in prossimità dei ponti e quindi simbolicamente a rappresentare ogni forma di passaggio (anche al nuovo anno).

Nel calendario romano, più antico, questo mese non esisteva, in quanto i romani consideravano l’inverno un periodo senza mesi.

Fu Numa Pompilio ad aggiungerlo al calendario, rendendo l’anno uguale a quello solare, quindi di 12 mesi e 4 stagioni.

Si tratta di un mese interamente invernale: Gennaio “mese del gelo”, veniva storicamente chiamato nel nord Europa “mese del ghiaccio“.

Il lungo Gennaio si conclude con i cosiddetti giorni della merla, che vengono considerati i giorni più freddi dell’inverno nonché dell’anno.

Il nome, secondo una comune leggenda, deriverebbe dal fatto che una merla, in origine bianca, per ripararsi dal gran freddo di quei giorni, si rifugiò dentro un camino dal quale emerse il primo febbraio tutta nera a causa della fuliggine.

Un tempo il mese di Gennaio era dedicato ai lavori manuali di costruzione e riparazione di attrezzi agricoli o alla realizzazione di utensili necessari per la vita domestica e quotidiana come cesti, ciotole in legno, zoccoli e mestoli.

Gennaio chiude i festeggiamenti del Natale cristiano con l’ultima festività dell’Epifania, celebrata il 6 gennaio.

I frutti di stagione a gennaio sono: ananas, arance, banane, cedri, kiwi, limoni, mandaranci, mandarini, mele, mele cotogne, pere e pompelmi.

Mentre le verdure del mese sono: barbabietole, broccoli, bietola da costa, carciofi, cavolfiori, carote, cardi, cavolo nero, cavolini di Bruxelles, cavolo rosso, cicoria, cime di rapa, finocchi, indivie, patate, porri, radicchio, sedano, spinaci, verza e zucche.